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Al Baghdadi, il Califfo dalle sette vite
Dalla prigionia alla guida dell’Isis, più volte dato per morto
27 ottobre 2019 08:45
Ucciso in raid aerei della Coalizione internazionale o dell’aviazione irachena, ferito e paralizzato, in fuga tra Mosul e Raqqa.La notizia dell’uccisione di Abu Bakr al Baghdadi in un raid americano questa notte nel nord ovest della Siria è l’ultima di una serie sulla morte del leader dell’Isis che hanno contribuito a farlo diventare una figura leggendaria.
Baghdadi, al secolo Awwad al Badri, nasce da una famiglia sunnita nel 1971 a Samarra, in Iraq, città simbolo dello sciismo, e cresce a Baghdad dove vive fino al 2004 con due mogli e sei bambini.
Nel 2003, durante l’invasione anglo-americana dell’Iraq, Awwad, allora trentaduenne, forma un gruppuscolo armato e si unisce alle formazioni jihadiste. Nel 2004 finisce nelle mani dei soldati americani e viene imprigionato a sud di Baghdad. Una volta libero si avvicina ad Al Qaida in Iraq, che diventa ‘Stato islamico dell’Iraq’. Alla morte del capo Abu Omar al Baghdadi, il 18 aprile del 2010, i vertici del gruppo nominano leader proprio Awwad che prende il nome di Abu Bakr. Un mese dopo, il 16 maggio, annuncia l’alleanza con al Qaida, guidata da Ayman al Zawahiri. Ma poco dopo comincia a sfidare l’autorità del medico egiziano, successore di Bin Laden (ucciso nel 2011).
Con l’inasprirsi della guerra siriana nel 2013 e con il ritiro di gran parte delle truppe governative di Damasco dal nord e dall’est della Siria, gli uomini di Baghdadi risalgono facilmente l’Eufrate e prendono Raqqa senza colpo ferire, proprio come è successo poi con Mosul, la seconda città dell’Iraq, caduta nel giugno 2014. Forte di successi militari ancora inspiegabili contro eserciti descritti come i più potenti della regione, il credito di Baghdadi che ha ormai rotto con al Qaida – e su cui gli Usa hanno intanto messo una taglia milionaria – conquista i cuori di migliaia di giovani disadattati di mezzo mondo in cerca di una ragione per vivere e morire. Quindi la consacrazione definitiva con il celebre sermone alla moschea di Mosul che annuncia la nascita dello ‘Stato islamico’.
In quell’anno cominciano a diffondersi le notizie sulla morte del Califfo. Già il 10 novembre 2014, l’Iraq afferma che il leader jihadista è rimasto ferito in un raid aereo iracheno ad Al Qaim, nella provincia occidentale di Al Anbar, mentre l’allora ministro degli Esteri iracheno, Ibrahim al Jaafari, si spinse a scrivere su Twitter che Baghdadi era stato ucciso. Il Pentagono conferma di aver colpito un convoglio di leader dell’Isis vicino a Mosul, ma senza poter confermare quale fosse la sorte di Baghdadi.
Solo sei mesi dopo, nell’aprile del 2015, un nuovo annuncio diffuso da alcuni media iraniani e iracheni, e ripreso da siti online panarabi di scarsa autorevolezza, secondo cui Baghdadi sarebbe morto in un ospedale israeliano sulle Alture del Golan, dopo essere rimasto ferito in un raid aereo. Sempre nel 2015, ancora il governo iracheno rende noto che il Califfo è rimasto coinvolto in un raid dell’aviazione di Baghdad nell’ovest del Paese e che è stato “portato via d’urgenza”, ma senza saper precisare se fosse rimasto ferito. Il giorno dopo, il 12 ottobre, fonti mediche locali riferirono che Baghdadi non risultava né tra i feriti né tra i morti dell’operazione.
L’11 giugno del 2016, è la tv di Stato di Damasco a riferire che Baghdadi è stato ucciso in un raid su Raqqa il giorno prima.
Poi ancora la presunta morte in un raid russo sulla stessa città siriana a maggio, che Mosca precisa di non poter confermare al 100 per cento. Poi le notizie si diradano. Ma a settembre del 2017 si diffonde un nuovo audio nel quale il Califfo cita i suoi seguaci a continuare la guerra santa.
A marzo del 2019 gli 007 iracheni sostengono che il capo dell’Isis sia nascosto nel deserto lungo il confine tra Siria e Iraq. Il mese dopo, per la prima volta dopo cinque anni, Baghdadi compare in un video di 18 minuti in cui parla della “guerra ai crociati”, ma anche di temi d’attualità come la battaglia di tra forze curde e jihadisti a Baghuz, roccaforte dell’Isis in Siria, combattuta a fine marzo. Lo scorso settembre, l’ultimo segnale: un audio intitolato ‘Agite!’ in cui il capo dell’Isis esorta i jihadisti a raddoppiare gli sforzi nel campo della predicazione, dei media, militare e della sicurezza.
Al Baghdadi: Turchia, coordinati con UsaMinistero Difesa: Abbiamo scambiato informazioni con Washington
27 ottobre 201910:52
– “La Turchia ha scambiato informazioni e si è coordinata con gli Stati Uniti prima dell’operazione americana per uccidere il capo dell’Isis nel nord della Siria”.
Lo riferisce il ministero della Difesa turco, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Anadolu. D’altra parte il generale Mazloum Abdi, leader militare dei curdo-siriani, ha parlato su Twitter “di un’operazione storica e di successo grazie a un lavoro congiunto di intelligence con gli Stati Uniti” senza tuttavia precisare se si tratti del raid contro il capo dell’Isis Abu Bakr al Baghdadi.
Bulgaria: al voto per le amministrativeLa sfida più attesa per il sindaco di Sofia. Si temono brogli
SOFIA27 ottobre 201911:26
– In Bulgaria si vota oggi per l’elezione dei sindaci e per il rinnovo dei consigli municipali in oltre 3000 Comuni e circoscrizioni.
Gli 11.800 seggi elettorali in tutto il Paese, aperti dalle 7 locali, chiuderanno alle 20 (6-19 italiane), a condizione che non ci siano file per votare – in tal caso rimarranno aperti un’ora in più – e i primi exit poll sono previsti subito dopo.
Su una popolazione di circa 7,2 milioni di abitanti, alle urne sono chiamati poco più di 6,2 milioni di bulgari, dei quali circa 700 mila sono residenti all’estero.
I candidati a sindaco e consigliere comunale sono più di 36 mila in totale. Sono in corsa 66 formazioni politiche, di cui 59 partiti e 7 coalizioni. In alcune grandi città, come Plovdiv е Varna, oggi è proibita la vendita di bevande alcoliche in tutti i negozi e ristoranti. Il divieto non è in vigore nella capitale Sofia.
Baghdadi nel luogo del raid 48 ore primaLo sostiene un alto funzionario turco
27 ottobre 201911:50
– Il leader dell’Isis Abu Bakr al Baghdadi era arrivato nel luogo in cui è avvenuto il raid americano 48 ore prima dell’operazione. Lo sostiene un alto funzionario turco secondo quanto riportato da Sky news.
Sparatoria a festa in Texas, 2 mortiPolizia, 14 persone sono rimaste ferite
GREENVILLE (TEXAS)27 ottobre 201911:55
Due persone sono morte e altre 14 sono rimaste ferite in una sparatoria avvenuta ad una festa in un campus universitario a Greenville, una cittadina del Texas. Lo riferisce la polizia. La sparatoria è avvenuta poco prima di mezzanotte a 24 chilometri a sudovest del Commerce Campus, riferisce il vice capo della polizia nella contea di Hunt, Buddy Oxford.
In base a una prima ricostruzione, la sparatoria è avvenuta 15 minuti dopo l’arrivo degli invitati alla festa, dove erano presente 750 persone. I testimoni hanno udito i colpi di pistola, ma al momento non è chiaro se la sparatoria sia avvenuta dentro o fuori l’edificio. Le due vittime sono state trovate dentro l’università. I feriti sono 14, ma le loro condizioni non sono note.
Oggi primo incontro Gantz-NetanyahuIl leader Blu-Bianco avvia le consultazioni, domani Lieberman
27 ottobre 201911:56
Primo faccia a faccia oggi tra Benny Gantz e Benyamin Netanyahu: il premier incaricato incontrerà infatti oggi pomeriggio quello uscente per cercare di progredire nella formazione di un nuovo governo in Israele. I due leader si vedranno a Tel Aviv alle 17.30 (ora locale), ha fatto sapere una nota dei rispettivi partiti, Blu-Bianco e Likud. L’incontro con Netanyahu, avvia di fatto le consultazioni di Gantz, dopo l’incarico ricevuto dal presidente Reuven Rivlin, per rimuovere la situazione di stallo e arrivare alla formazione del nuovo esecutivo. In questo senso, il premier incaricato vedrà domani a Gerusalemme il leader nazionalista laico Avigdor Lieberman, vero king maker della situazione, e subito dopo anche i capi dei Laburisti e dell’Unione democratica che, si dice, possano diventare partner in una possibile coalizione di maggioranza. Ancora da costruire invece l’incontro tra Gantz e la Lista Araba Unita.
Fermati 81 migranti tra Macedonia-SerbiaProvenienti dalla Grecia, diretti in Europa occidentale
27 ottobre 201912:00
– BELGRADO
– In Macedonia del Nord la polizia ha scoperto nelle ultime ore 81 migranti in un edificio non lontano dal confine con la Serbia, e ha arrestato un uomo sospettato di traffico di esseri umani. Come riferiscono i media serbi, fra gli 81 migranti 19 sono minori. Non è stata precisata la loro nazionalità.
Entrati in Macedonia del Nord dalla Grecia, erano diretti in Serbia, per continuare poi il viaggio verso i Paesi dell’Europa occidentale. Tutti, aggiungono i media, saranno riconsegnati alle autorità greche.
Negli ultimi mesi si è intensificato il flusso di migranti in viaggio lungo la cosiddetta rotta balcanica, provenienti da Turchia e Grecia. Un itinerario teatro della drammatica crisi migratoria del 2015-2016 quando lungo tale rotta oltre un milione di profughi giunsero in Ue.
Si vota in Turingia, Afd verso raddoppioAtteso successo dell’estrema destra in Land a guida ex-comunista
BERLINO27 ottobre 201912:05
– Si sono aperti i seggi per le elezioni regionali che si svolgono in un Land orientale tedesco, la Turingia, guidato da una coalizione rosso-verde a trazione ex-comunista, ma in cui è previsto un nuovo successo dell’Afd: i populisti di estrema destra dovrebbero raddoppiare i voti attestandosi come terzo maggior partito nonostante la radicalità contigua al neonazismo del suo leader locale, Bjoern Hoecke.
Nella regione ex-Ddr con capoluogo Erfurt sono chiamati al voto solo circa 1,73 milioni di elettori e l’Alternativa per la Germania (Afd) dovrebbe passare dal 10,6% di cinque anni fa al 21%. L’Afd due mesi peraltro aveva quasi triplicato i propri voti in Sassonia (al 27%) e li aveva poco meno che raddoppiati in Brandeburgo (al 23,5%), altri due Laender orientali.
Elezioni, aperti i seggi in ArgentinaChiamati alle urne 33,8 milioni di aventi diritto
BUENOS AIRES27 ottobre 201912:53
– Si sono aperti i seggi oggi alle 8 (le 12 italiane) in tutta l’Argentina per elezioni presidenziali e legislative in cui si scontrano due modelli di Paese proposti dal presidente uscente di centro-destra Mauricio Macri e lo sfidante peronista di centro-sinistra Alberto Fernández.
Fino alle 18 locali circa 33,8 milioni di aventi diritto possono recarsi alle urne per eleggere, fra sei candidati, il futuro presidente, ed il suo vice, 24 senatori, 130 deputati e i governatori di tre province: Buenos Aires, La Rioja e Catamarca.
Il riferimento esistente per cercare di interpretare un possibile risultato odierno sono le primarie (‘Pasos’) dell’11 agosto, in cui Fernández, accompagnato dalla ex presidente Cristina Fernández de Kirchner, ha battuto Macri di oltre 16 punti. Una vittoria al primo turno avviene secondo la Costituzione se un candidato ottiene almeno il 45% dei voti.
Oppure se ne ottiene almeno il 40%, ma con un vantaggio di dieci punti sul più vicino sfidante.
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Test biometrici, è Al Baghdadi
Una fonte militare a Fox News
27 ottobre 201913:18
– Le “analisi biometriche” hanno confermato che la vittima del raid americano nel nord ovest della Siria è il leader dell’Isis Abu Bakr Al Baghdadi. Lo sostiene una fonte militare a Fox news.
Iraq: 63 morti in due giorni di protesteHrw documenta eccessivo uso della forza da parte della polizia
27 ottobre 201913:21
– E’ salito a 63 il numero dei morti negli ultimi due giorni di proteste in Iraq. Lo riferisce Human Rights Watch. L’organizzazione precisa che almeno 8 persone a Baghdad sono morte venerdì dopo che la polizia ha lanciato gas lacrimogeni contro la folla, mentre in altre città del sud la polizia ha sparato contro i manifestanti che tentavano di forzare il blocco davanti ad alcuni edifici governativi ferendone a morte alcuni. “Anche di fronte a violenti attacchi da parte dei manifestanti, le forze di sicurezza sono tenute a limitare la loro reazione in modo proporzionato”, ha affermato Sarah Leah Whitson, responsabile di Human Rights Watch per il Medio Oriente. Le proteste sono iniziate il 1mo ottobre a Baghdad e nei governatorati a maggioranza shiita nel sud dell’Iraq per chiedere servizi migliori e ulteriori azioni per frenare la corruzione. Tra il 1 e il 9 ottobre, Hrw ha documentato in che modo le forze di sicurezza abbiano usato una forza letale eccessiva.
Aperti i seggi nell’UruguayPer il futuro presidente, rinnovo anche di Camera e Senato
MONTEVIDEO27 ottobre 201913:28
– Sono iniziate alle 8 locali (le 12 italiane) le operazioni di voto in Uruguay dove 2,7 milioni di aventi diritto sceglieranno, fino alle 19,30 (23,30) il futuro presidente della repubblica (2020-2025) e si rinnovano i membri di Camera e Senato.
I principali cinque istituti di sondaggio uruguaiani (Factum, Cifra, Opción, Radar y Equipos) hanno anticipato che nessuno dei candidati alla massima carica dello Stato riuscirà ad ottenere il 50% dei voti che chiede la Costituzione per la vittoria al primo turno.
I sondaggisti prevedono una vittoria oggi del governativo candidato di centro-sinistra del Frente Amplio, Daniel Martinez, con circa il 40%, davanti al candidato di centro-destra del Partido Nacional, Luis Lacalle Pou. Per cui tutto può essere rinviato al ballottaggio del 24 novembre.
Hong Kong: polizia lancia lacrimogeniSparati anche proiettili di gomma. Protesta vicino al porto
27 ottobre 201913:37
– La polizia di Hong Kong ha sparato lacrimogeni e proiettili di gomma contro i manifestanti che stanno protestando nei pressi del porto, una zona molto frequentata dai turisti. Sfidando il divieto delle autorità molti dei manifestanti indossano maschere per nascondere il volto, alcuni anche caschi e maschere anti-gas. Gli scontri sono scoppiati all’arrivo della polizia in assetto anti-sommossa che ha fermato e perquisito diverse persone. Piccoli gruppi di manifestanti più violenti hanno innalzato barricate e bloccato le strade. Secondo la polizia, alcuni agenti sono stati attaccati con “oggetti pesanti e ombrelli”.
Papa, con Sinodo nuove vie, no ideologie’Mettiamoci in gioco lasciando nostri porti sicuri’
CITTA’ DEL VATICANO27 ottobre 201912:39
– Il Sinodo ha voluto “aprire nuove strade all’annuncio del Vangelo”. “Ci siamo sentiti allora spronati a prendere il largo, a lasciare i lidi confortevoli dei nostri porti sicuri per addentrarci in acque profonde: non nelle acque paludose delle ideologie, ma nel mare aperto in cui lo Spirito invita a gettare le reti”. Lo ha detto il Papa all’Angelus aggiungendo che non si può restare indifferenti al grido arrivato dai popoli dell’Amazzonia. “Dopo queste tre settimane non possiamo far finta di non averlo sentito. Le voci dei poveri, insieme a quelle di tanti altri dentro e fuori l’assemblea sinodale, Pastori, giovani, scienziati, ci spingono a non rimanere indifferenti”.
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