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Mosca: in Bolivia un colpo di Stato
‘L’opposizione ha scatenato un’ondata di violenza’
MOSCA11 novembre 2019 10:55
La Russia descrive come un colpo di Stato il processo che ha portato alle dimissioni di Evo Morales da presidente della Bolivia dopo la sue contestata rielezione e accusa l’opposizione boliviana di aver scatenato “un’ondata di violenza”. Lo riporta l’agenzia Interfax citando una nota del ministero degli Esteri russo.
Assad, mai usate armi chimiche su civili’Non c’è nessuna prova’ contro l’esercito regolare siriano
11 novembre 201911:24
– BEIRUT
– Il presidente siriano Bashar al Assad ha negato che l’esercito regolare abbia mai usato armi chimiche contro la popolazione civile nella guerra in corso dal 2011. In una intervista rilasciata alla tv russa, il presidente siriano ha ribadito, come già fatto più volte in questi anni, che “non ci sono prove” dell’uso di armi proibite da parte delle forze di Damasco. Dal 2013 a oggi diversi rapporti della Commissione internazionale indipendente sulle violazioni umanitarie in Siria ha fornito indicazioni dettagliate dell’uso di armi chimiche contro civili siriani da parte del governo siriano, e in quantità minori, da parte di altre forze militari o milizie coinvolte nel conflitto.
Rivera lascia la guida di CiudadanosDopo la sconfitta. “Sarò felice lontano dalla politica”
Queste le sue dichiarazioni da
MADRID pervenute l’11 novembre 2019 alle 12:42
Putin, furto fondi pubblici deve finireIl governo ‘sia trasparente’ su ogni spesa di bilancio
MOSCA11 novembre 201911:40
– Il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un forte attacco contro l’appropriazione indebita di denaro pubblico in connessione agli investimenti statali nelle infrastrutture, prendendo spunto dal caso del nuovo cosmodromo di Vostochny, dove “sono stati rubati centinaia di milioni”. “L’ho detto cento volte”, ha tuonato Putin in un incontro con il governo. “Siate trasparenti, deve essere garantito l’uso corretto dei fondi assegnati all’acquisto di veicoli e attrezzature, dobbiamo raggiungere la piena trasparenza in questo settore: l’assegnazione dei fondi deve essere completamente trasparente su ogni livello di governance e su ogni tipo di spesa di bilancio”, ha detto Putin sottolineando di aver detto le stesse cose di altri grandi progetti, tra cui Vostochny. “Diverse decine di procedimenti penali sono stati aperti, i tribunali hanno pronunciato sentenze e la gente è andata in prigione, ma le cose non sono ancora state messe in ordine”, ha rimarcato Putin. Lo riporta Interfax.
Bolivia: Guterres esorta a moderazioneSegretario generale Onu ‘profondamente preoccupato’
11 novembre 201911:45
– “Profondamente preoccupato” della situazione che si è venuta a creare in Bolivia dopo le dimissioni del Presidente Morales, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, “esorta tutte le parti coinvolte a ridurre le tensioni e a dare prova della massima moderazione”. In una nota diffusa dal suo portavoce, Guterres invita a rispettate il diritto internazionale e i principi fondamentali dei diritti dell’uomo. Chiede, inoltre, che tutti si impegnino in favore di una “soluzione pacifica dell’attuale crisi e per garantire elezioni trasparenti e credibili”. L’Onu ricorda come Morales, al potere da 13 anni, abbia annunciato le sue dimissioni dopo tre settimane di proteste popolari.
Assad, mai commesse torture su cittadini’Non abbiamo una politica di tortura in Siria’
11 novembre 201911:48
– BEIRUT
– Il presidente siriano Bashar al Assad ha smentito oggi che l’apparato di controllo e repressione governativo siriano pratichi la tortura. Da decenni vengono denunciate da organizzazioni umanitarie siriane e internazionali violazioni dei diritti umani. Parlando in una intervista alla tv russa, Assad ha detto: “Non abbiamo una politica di tortura in Siria. Perché dovremmo usare la tortura? Per ottenere informazioni? Possediamo già tutte le informazioni. La maggioranza dei siriani sostengono il governo”.
Da metà degli anni ’70 del secolo scorso si denuncia l’uso sistematico della tortura nelle carceri del paese contro dissidenti, attivisti, oppositori, avvocati per i diritti umani.
Pratiche che, secondo diverse testimonianze e rapporti internazionali, si sono intensificate durante la repressione delle proteste e della rivolta scoppiata nel paese nel 2011.
Putin, benessere Eurasia è fondamentale’Per la sicurezza e la stabilità globali’
MOSCA11 novembre 201911:55
– Il presidente Vladimir Putin ha ribadito la disponibilità della Russia ad interagire con tutti i paesi eurasiatici e ha affermato che la sicurezza globale dipende dalla pace in questa parte del mondo. “La Russia è pronta per un’interazione costruttiva ed equa con tutti i paesi del continente: consideriamo la pace e il benessere in Eurasia come una condizione cruciale per la sicurezza e la stabilità globali”, ha affermato Putin nei suoi saluti in occasione dell’apertura della Conferenza asiatica del club Valdai. I saluti sono stati letti dall’ambasciatore russo in Uzbekistan Vladimir Tyurdenev. L’Asia “svolge un ruolo crescente nella politica e nell’economia globali e vede lo sviluppo attivo delle infrastrutture di trasporto, comunicazione ed energia, alte tecnologie e scienza”, ha affermato Putin.
Honk Kong: uomo dato alle fiammeDurante lite con attivisti. Ha ustioni sul 28% del corpo
PECHINO11 novembre 201912:05
– Un uomo è stato dato alle fiamme a Hong Kong in una giornata di scontri violenti tra manifestanti pro-democrazia e polizia. Ora è in condizioni critiche per le ustioni di secondo grado sul 28% del corpo tra braccia e torace.
L’episodio, ancora da ricostruire, è stato riportato dalla Rthk come avvenuto nel primo pomeriggio a Ma On Shan. L’uomo, di mezza età, si è confrontato con un gruppo di giovani attivisti accusandoli di essere “britannici” e non cinesi. Una persona gli avrebbe versato poi del liquido infiammabile appiccando poi le fiamme.
Il tedesco Maas: l’Iran rispetti i patti”Oppure reagiremo”. Oggi incontro Berlino-Parigi-Londra
BRUXELLES11 novembre 201912:06
– “Vediamo con preoccupazione crescente che l’arricchimento dell’uranio prosegue e l’Iran non solo l’ha annunciato, ma lo sta facendo. Per questo motivo oggi incontrerò i miei colleghi francese e britannico a Parigi, per discutere dei prossimi passi. Vogliamo mantenere l’accordo sul nucleare, ma l’Iran deve tornare a rispettare gli impegni, altrimenti siamo pronti ad usare tutti i meccanismi inclusi nell’intesa”. Così il ministro tedesco Heiko Maas, a margine della riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue.
Mogherini: preoccupazione per l’Iraq’Seguiamo da vicino gli sviluppi. Vicinanza all’Italia’
BRUXELLES11 novembre 201912:08
– “Abbiamo seguito con grande preoccupazione l’attacco ai militari italiani in Iraq e seguiamo da vicino gli sviluppi”. Così l’Alto rappresentante dell’Ue Federica Mogherini esprimendo vicinanza alle autorità italiane, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE
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Venezuela: Ue proroga sanzioni di 1 anno
Tra misure anche l’embargo sulle armi
BRUXELLES11 novembre 201912:11
– Alla luce della crisi politica, economica, sociale e umanitaria in Venezuela e delle azioni persistenti che compromettono la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, il Consiglio Ue ha prorogato di un anno – fino al 14 novembre 2020 – le misure restrittive nei confronti del Venezuela. Tra le misure figurano l’embargo sulle armi e sulle attrezzature per la repressione interna e il divieto di viaggio e congelamento dei beni nei confronti di 25 persone, che ricoprono cariche ufficiali e si sono rese responsabili di violazioni dei diritti umani o di aver compromesso la democrazia e lo Stato di diritto in Venezuela.
Le misure restrittive intendono contribuire a promuovere soluzioni democratiche condivise per apportare stabilità politica al Paese e permettergli di rispondere alle necessità impellenti della popolazione. Le misure mirate sono flessibili e reversibili e sono concepite in modo tale da non danneggiare il popolo venezuelano.
A Mosca case fedeli Assad per 40 mln dlrRapporto Global Witness, rara prova fuga di capitale del regime
MOSCA11 novembre 201912:16
– La famiglia ‘allargata’ e i sodali del presidente siriano Bashar al-Assad possiedono appartamenti di lusso per un valore di 40 milioni di dollari nella City di Mosca, il distretto di grattacieli che sorge alle porte del centro della capitale russa. Lo rivela il gruppo anticorruzione Global Witness.
Secondo l’indagine del gruppo, pubblicata oggi e ripresa sia dai media russi che da quelli internazionali, i cugini di Assad, i Makhlouf, e i loro parenti hanno acquistato almeno 19 appartamenti in due grattacieli di Mosca tra dicembre 2013 e giugno 2019. “Il nostro report è una rara prova a sostegno delle voci sulla fuga all’estero, durante la guerra, del denaro del regime”, dichiara Global Witness sottolineando che l’acquisto degli appartamenti “potrebbe essere finalizzato al riciclaggio di denaro dalla Siria a Mosca” data la complessa rete di società e prestiti libanesi coinvolti. Lo riporta il Moscow Times.
La Turchia espelle primo straniero dell’IsisÈ un foreign fighter americano, giovedì rimpatrierà 7 tedeschi (2)
ISTANBUL11 novembre 201912:32
La Turchia ha espulso il primo foreign fighter dell’Isis detenuto nelle sue carceri. Si tratta di un cittadino americano, secondo quanto riferito dal portavoce del ministero dell’Interno. Altri 7 jihadisti tedeschi del Califfato saranno espulsi giovedì. “Un terrorista straniero americano è stato espulso dalla Turchia dopo che tutti i passaggi” burocratici “sono stati completati”, ha spiegato il portavoce di Ankara, Ismail Catakli. Entro oggi saranno espulsi anche “un terrorista foreign fighter tedesco” e uno danese, che si trovavano in centri di detenzione per stranieri, ha aggiunto il portavoce, che non ha fornito altre informazioni per identificare i jihadisti. L’intenzione del governo di Recep Tayyip Erdogan di avviare i rimpatri, anche di miliziani che sono stati privati della cittadinanza dai loro Paesi, era stata anticipata nei giorni scorsi. Nelle prigioni turche ci sono 1.200 combattenti dell’Isis, tra cui diversi occidentali ed europei.
Palestinese ucciso da soldati israelianiColpito a morte in un campo profughi nella ‘Giornata di Arafat’
TEL AVIV11 novembre 201913:00
– Un palestinese di 22 anni è stato colpito a morte dal fuoco di militari israeliani durante incidenti avvenuti nel campo profughi di al-Arrub, presso Hebron (Cisgiordania). Lo riferisce la agenzia di stampa palestinese Maan. Questa notizia non è stata finora commentata da parte israeliana. Fonti palestinesi aggiungono che nella giornata in cui i palestinesi ricordano il 15/mo anniversario della morte di Yasser Arafat altri incidenti si sono verificati in diverse località della Cisgiordania.
Morales: il mondo ripudia il golpeGli oppositori Camacho e Mesa sono due “cospiratori”
11 novembre 201913:02
– Evo Morales, che da ieri non è più a La Paz e ha fatto sapere di aver trovato rifugio nella zona del Cochabamba, è tornato a parlare via twitter, attaccando Luis Fernando Camacho, il leader del movimento dei comitati civici che ha portato alle dimissioni di Morales, e Carlos Mesa l’ex presidente della Bolivia ora leader del partito Comunidad Ciudadana. Sono, ha scritto, due “cospiratori” e “passeranno alla storia come razzisti e golpisti”. “Il mondo e i patrioti boliviani – ha aggiunto – ripudiano il colpo di stato”.
Mauritius rielegge il premier in caricaSua coalizione ha maggioranza assoluta per formare il governo
11 novembre 201913:02
– Il primo ministro di Mauritius, Pravind Jugnauth, è stato riconfermato alla guida del paese dopo il voto tenutosi giovedì scorso, come da risultati finali resi noti dalla commissione elettorale nazionale e riportati da ‘Al Jazeera’. La coalizione di Jugnauth, la Morisian Alliance di centrodestra, si è aggiudicata altri quattro seggi nell’assegnazione finale, per un totale di 42 su 70 e confermando così la sua maggioranza assoluta necessaria per formare il governo. “Ho ricevuto un mandato chiaro” per un periodo di cinque anni, ha detto Jugnauth ai sostenitori.
Ex 007 inglese trovato morto a IstanbulAveva fondato un’ong che addestrava i White Helmets in Siria
ISTANBUL11 novembre 201913:04
– Un ex agente dei servizi segreti inglesi e fondatore di una ong che addestrava i gruppi di soccorritori White Helmets in Siria, Jamed Gustaw Edward le Mesurier, è stato trovato morto stanotte vicino alla sua casa nel centro di Istanbul. Lo riferisce la prefettura locale.
L’Ue: la Libia non è un porto sicuroAccordo con Malta? ‘Non commentiamo ciò che non è confermato’
BRUXELLES11 novembre 201913:12
– “Abbiamo visto i report ma non abbiamo i dettagli e dunque non abbiamo nessun commento a riguardo da fare, e poi non posso commentare qualcosa che non è stato confermato, chiedete a Malta”. Così la portavoce della Commissione europea Mina Andreeva sul presunto accordo che Malta avrebbe negoziato con la Libia per un coordinamento tra le sue forze armate e la guardia costiera libica. Andreeva ha poi ribadito che la “Libia non è un porto sicuro”.
Spagna, Rivera lascia la politicaDopo le dimissioni dalla guida di Ciudadanos per la sconfitta
MADRID11 novembre 201913:16
– “Lascio la politica”. Lo ha annunciato l’ormai ex leader di Ciudadanos Albert Rivera all’indomani del voto in Spagna, dopo aver annunciato le dimissioni dalla presidenza di Ciudadanos. Una decisione “personale, in coerenza con ciò che sono”, ha detto Rivera che ha guidato il movimento politico dai suoi albori 13 anni fa.
“Voglio essere felice, lo sono stato però adesso lo sarò fuori dalla politica”, ha detto.
Farage non farà concorrenza a JohnsonIl Brexit Party non correrà in 317 collegi alle elezioni del 12
LONDRA11 novembre 201913:33
– Nigel Farage fa una mezza marcia indietro sull’ultimatum lanciato al Partito Conservatore di Boris Johnson in vista delle elezioni britanniche del 12 dicembre. Il suo Brexit Party non farà infatti concorrenza al premier in 317 collegi chiave per i Tory (su 650), concentrando invece i candidati nei territori pro Leave tradizionalmente laburisti. L’annuncio è arrivato durante un comizio a Hartpool e offre un aiuto potenzialmente determinante alle chance di Johnson di giocarsi la partita di una maggioranza assoluta.
Tv filo-Putin offre posto a MoralesDirettrice Simonyan propone posto presentatore su Russia Today
MOSCA11 novembre 201913:38
– La direttrice del canale tv filo-Cremlino Russia Today, Margarita Simonyan, ha offerto a Evo Morales di fare il presentatore tv. “Offro a Morales l’affascinante lavoro di presentatore televisivo per Russia Today in spagnolo”, ha scritto Simonyan su Telegram secondo la testata online Sputnik, che fa parte della rete mediatica Mia Rossiya Segodnya, anch’essa diretta da Simonyan e finanziata dallo Stato russo.
L’ex presidente dell’Ecuador Rafael Correa – ha scritto Simonyan – “ha diretto il suo spettacolo per noi per due anni.
Poi vediamo come il destino si risolverà”.
Evo Morales si è dimesso ieri da presidente della Bolivia dopo settimane di proteste seguite alla sua contestata rielezione.
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