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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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DALLE 12:04 DI DOMENICA 08 DICEMBRE 2019

ALLE 14:25 DI GIOVEDì 12 DICEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Record per Tosca in tv, 2,85 milioni
Trasmessa su Rai1, ha battuto anche Madama Butterfly

MILANO08 dicembre 201912:04

– Tosca è la prima della Scala in assoluto più vista in tv: ieri sera la diretta su Rai1, curata da Rai Cultura, è stata infatti vista da una media di 2 milioni 850 mila spettatori con uno share del 15%. Circa ottocentomila in più dell’Attila di Verdi dello scorso anno e anche della Madama Butterfly (finora record) di tre anni fa che fu vista da 2 milioni 644 mila persone. Anche la presentazione dell’opera prima dell’inizio ha fatto un risultato di tutto rispetto con 1 milione 947 mila spettatori e uno share del 14,2%, ben più del programma precedente.

‘Canzone d’autore’, un genere ‘battezzato’ 50 anni faIl ‘papà’ de Angelis lo celebra con incontro-spettacolo a Roma

VERONA08 dicembre 201914:33

– Il 13 dicembre 1969 comparve per la prima volta il termine ‘canzone d’autore.Lo battezzò Enrico de Angelis, per 20 anni direttore artistico del Club Tenco.
L’anniversario sarà festeggiato il 13 dicembre a Roma.”Era il 1969 – racconta de Angelis – e avevo bisogno di trovare lavoro.
Per un mero colpo di fortuna fui assunto all’Arena, il quotidiano della mia città, Verona. Ero appassionato di cantautori e li amavo. La prima cosa che cercai di fare fu quella di piazzare in pagina Spettacoli qualche articolo sui cantanti sui generis che certo allora non conoscevano la fama di oggi: Tenco, De André, Gaber… Riuscii a fare di questi articoli una rubrica, e si trattava perciò di trovare la formula da mettere nella testatina. Mi vennero in mente due espressioni: “canzone d’arte” e “canzone d’autore”. Scelsi quest’ ultima, evidentemente mutuata dal cinema.Il 13 dicembre 1969 una rubrica di “canzone d’autore” appare dunque per la prima volta su un giornale. Il primo artista di cui parlavo era, guarda caso, Luigi Tenco”.

Pereira, record Scala in tv? Italia è Paese melodramma’Qui si risponde a offerta di qualità con numeri impensabili’

ILANO08 dicembre 201914:35

– “L’Italia è ancora il Paese del melodramma” e il successo di ascolti della Tosca che il 7 dicembre ha aperto la stagione lirica della Scala lo conferma secondo il sovrintendente della Scala Alexander Pereira.
I 2 milioni 850mila spettatori di media sono il record assoluto da quando esiste l’Auditel. “L’opera è un elemento fondamentale dell’identità e della cultura di questo Paese che infatti risponde a un’offerta di qualità con numeri altrove impensabili. Il record di ascolti – ha aggiunto – è il risultato di una straordinaria sinergia tra la Scala e la Rai, due grandi istituzioni italiane che collaborano da oltre quarant’anni e che per il quarto anno hanno stretto ancora di più il loro legame con la trasmissione delle Prime in diretta su Rai1. Unica è anche la partecipazione della città di Milano: con Prima Diffusa abbiamo realizzato con Comune di Milano e Edison un vero festival che coinvolge tutti i milanesi in una festa condivisa”.

The Outsider apre le danze del brivido 2020Serie Hbo tratta da un thriller di Stephen King che la promuove

08 dicembre 201920:21

L’omicidio di un undicenne, indagini, atmosfere cupe, misteriose coincidenze e prove schiaccianti, ma non tutto è come sembra. The Outsider è la miniserie targata Hbo tratta da un thriller di Stephen King che aprirà le danze per gli amanti del brivido del 2020, con uscita negli Usa il 12 gennaio. In Italia arriverà a seguire: ad aggiudicarsi i diritti è stata Sky Atlantic.Il nuovo trailer è stato appena diffuso e se lo scrittore – è noto – ha sempre avuto qualche difficoltà con le trasposizioni sullo schermo dei suoi bestseller, in questo caso, appena uscito il video, ha commentato positivamente sul suo profilo ufficiale twitter: “Si tratta di uno dei migliori adattamenti tratti da un mio lavoro. Spero che lo guarderete”. Il libro omonimo di King è uscito nel maggio 2018. Jason Bateman (Martin Byrde in Ozark), oltre ad essere il regista dei primi due episodi, rivestirà i panni di Terry Maitland.La serie racconta le vicende del detective di polizia Ralph Anderson (Ben Mendelsohn), impegnato a indagare sulla morte dell’undicenne Frankie Peterson, il cui cadavere mutilato è stato ritrovato nei boschi della Georgia. I misteriosi avvenimenti che gravitano attorno a questo orrendo crimine portano Ralph a coinvolgere l’investigatrice privata Holly Gibney (Cynthia Erivo), le cui insolite abilità potrebbero riuscire a spiegare l’inspiegabile Testimoni oculari e impronte digitali indicano inconfondibilmente uno dei cittadini più popolari della città di Flint: si tratta di Terry Maitland, allenatore della Little League, insegnante di inglese, marito e padre di due ragazze. Il detective Anderson, il cui figlio è stato un tempo allenato proprio da Terry, ordina un arresto rapido. Maitland ha un alibi, ma Anderson e il procuratore distrettuale aggiungono presto le prove del Dna alle impronte digitali e le testimonianze. Mentre l’indagine si espande e risposte terrificanti iniziano ad emergere, la storia propulsiva di King prende il sopravvento, generando una forte tensione e una suspense quasi insopportabile. Terry sembra un bravo ragazzo, ma ha anche un’altra faccia. Nel cast anche Bill Camp, nel ruolo di Howie Salomon; Mare Winningham è la moglie di Ralph, Jeannie Anderson; Paddy Considine nel ruolo di Claude Bolton, manager di uno strip club; Julianne Nicholson nel ruolo di Glory Maitland; Yul Vázquez è l’agente del Bureau Yunis Sablo, Jeremy Bobb nei panni di Alec Pelley, un investigatore privato assunto da Howie; e Marc Menchaca nel ruolo del detective Jack Hoskins.

Lurex, broccato, velluto, paillettes ed è subito partyLe proposte delle griffe per le feste di Natale

08 dicembre 201915:34

Lurex, broccato in seta, raso e velluto liscio, ed è subito party time. L’atmosfera festosa dei giorni di Natale è il momento migliore per scegliere di brillare sotto le luci, magari con un abito in broccato dai bagliori dorati, oppure con una gonna in lurex da indossare con una maglia soft dalle tinte neutre come da Max Mara che veste anche l’iconica Pasticcino Bag, in una versione micro beads in damasco. E in tempi di serie tv e film sulle grandi regine, perché non farsi tentare dall’indossare un abito principesco, lungo, in velluto liscio, dal taglia minimal, ma sfarzoso nei colori delle pietre preziose, blu zaffiro, verde smeraldo o rosso rubino.
Tutto è prezioso da Chanel Métiers d’Art che a Parigi ha presentato una collezione di abiti in tessuti sontuosi, tweed laminati e vellutio, esaltati da ricami di perle e paillettes realizzati negli atelier della maison a Lesage su disegno del direttore creativo Virginie Viard.
Genny accende i party natalizi con il suo punto di rosso, passionale e inebriante, un colore di carattere e ultra femminile. “Red is the new black” per la stilista di Genny, Sara Cavazzi Facchini, una tonalità iconica e irriverente, una nuance magnetica per eccellenza, conforme allo stile della maison.
L’abito proposto da Genny ha un taglio asimmetrico ed è formato da un corpetto simile a una giacca senza maniche rifinita da rever in seta lucida. Sull’abito si abbina una cappa, sempre in tono rosso incandescente.

Paul Feig e Siani ‘re della commedia’ a CapriRegista di Last Christmas al festival al via il 27 dicembre

NAPOLI08 dicembre 201916:35

– Paul Feig e Alessandro Siani sono i ‘Re della commedia’ a ‘Capri, Hollywood the international film fest’ in programma dal 27 dicembre al 2 gennaio.
Il regista americano del film di Natale ‘Last Christmas’ (in sala dal 19 dicembre) ispirato dalla celebre canzone di George Michael, e l’autore della commedia italiana attualmente in cima agli incassi della stagione (‘Il giorno più bello del mondo’), saranno ospiti della 24/a edizione dove ritireranno rispettivamente il Capri Award e il premio speciale del pubblico. ”Siamo lieti di premiare il regista e produttore Paul Feig – annuncia Marina Cicogna per l’Istituto Capri nel Mondo – e tra i suoi titoli ricordiamo anche ‘Le amiche della sposa’, ‘Ghostbuster’, ‘Il Corpo del Reato’, insieme al nostro Alessandro Siani, un artista che quest’anno ha scommesso e vinto con una commedia originale, pensata per tutta la famiglia”.

Totti tra la fiction e il desiderio del quarto figlioA Più libri più liberi: “Ilray per me è tutto”

08 dicembre 201917:00

– “Vorrei uno che mi assomigli, non è facile. Se no lo faccio io”. Lo ha detto Francesco Totti parlando della fiction a lui dedicata, Un capitano, attesa nel 2020, per la quale diverse indiscrezioni puntano sul nome del figlio di Sergio Castellitto, Pietro, come protagonista.
“Non è stato deciso nulla. Ci stiamo lavorando. Io lo farei, il problema è trovare il tempo e non è facile. Da una parte mi piacerebbe, dall’altra no. Se non si trova la materia prima mi ci metto io. Ma si troverà tanto” ha spiegato Totti, superstar nel giorno di chiusura della fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, alla Nuvola di Roma, dove è venuto con Paolo Condò – autore de ‘La storia del calcio in 50 ritratti’ (Centuaria) , con illustrazioni di Massimiliano Aurelio – a margine della presentazione del libro, condotta da Walter Veltroni.
Totti ha parlato anche del rapporto con la moglie Ilary Blasi e del desiderio di un quarto figlio: “Ilary per me è tutto. Mi ha fatto crescere, mi ha fatto capire tante cose. Mi ha dato tre perle…sto riuscendo a portarla sulla strada della quarta, devo trovare il momento giusto. Io devo tutto a Ilary. E’ il mio braccio sinistro”.

Sfida in sala Pinocchio-Star Wars aspettando ZalonePer Feste anche Ozpetek sequel Jumanji e Spie sotto copertura

09 dicembre 201909:55

A tre anni da Quo vado (oltre 65 milioni di euro al botteghino) è di nuovo il primo gennaio la data scelta per il ritorno in sala dell’uomo meraviglia per gli incassi al cinema, Checco Zalone, con la sua nuova commedia Tolo Tolo. E’ un’onda sempre più lunga quella dei film delle Feste (inizia a fine novembre come dimostra l’uscita anticipata di Frozen II – Il segreto di Arendelle) fra generi, blockbuster, animazione, family movie, autori e comicità. Una scorpacciata di titoli che comprende, fra gli altri, Star Wars – L’ascesa di Skywalker, il Pinocchio di Matteo Garrone, Il primo Natale di Ficarra e Picone la famiglia allargata de La dea fortuna firmato Ferzan Ozpetek passando per il super agente segreto animato di Spie sotto copertura, il film dei Playmobil, o il ritorno nel folle adventure game di Jumanji: The next level.Per Natale la sfida principale si prospetta fra fantascienza e fantasy. Il 18 dicembre arriva Star Wars – L’ascesa di Skywalker di J.J Abrams, capitolo conclusivo della nuova trilogia iniziata con Il risveglio della forza, che oltre alla battaglia finale per la libertà, guidata da Rey (Daisy Ridley), Finn (John Boyega) e Poe Dameron (Oscar Isaac) contro il leader supremo del Primo Ordine Kylo Ren (Adam Driver) promette di fondare “nuove leggende”. Un giorno dopo, il 19, debutta Pinocchio di Matteo Garrone, rilettura estremamente fedele alla favola di Collodi, con il piccolo Federico Ielapi nei panni del bambino di legno, Roberto Benigni per Geppetto e fra gli altri Gigi Proietti (Mangiafuoco), Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini per il Gatto e la Volpe.Guardando ai prossimi giorni, fra gli altri, si possono riscoprire o far conoscere a una nuova generazione i piccoli divertenti protagonisti de I Goonies, adventure comedy diretta nel 1985 da Steven Spielberg che torna il sala dal 9 all’11 dicembre. Il duo comico abituato agli alti incassi Ficarra & Picone compie un viaggio nel tempo fino alla Palestina dell’anno zero, pochi giorni prima della nascita di Gesù in Il primo Natale (12 dicembre). Stesso weekend di debutto per chi preferisce un Natale da incubo con Black Christmas di Sophia Takal dove alcune studentesse universitarie devono affrontare uno stalker letale. Cate Blanchett si dà alla fuga nella commedia esistenziale Che fine ha fatto Bernadette? di Richard Linklater (Boyhood) mentre in Dio è donna e si chiama Petrunya di Teona Mitevska, premiato con il Lux del Parlamento Europeo, dove la protagonista single e disoccupato trova il suo destino legato a una croce lignea. Il 19 dicembre scende in campo Ferzan Ozpetek con La dea fortuna. Protagonisti Arturo (Stefano Accorsi) e Alessandro (Edoardo Leo) coppia da più di quindici anni, che sconvolgono la propria routine quando accettano di ospitare i due bambini di Annamaria (Jasmine Trinca). Emilia Clarke dopo Il trono di spade torna al cinema con la commedia romantica Last Christmas di Paul Feig, che rende omaggio alle canzoni di George Michael. A firmare la sceneggiatura c’è il premio oscar Emma Thomson (anche cointerprete). Fabrice Luchini e Camille Luchini si lanciano nella ricerca dell’enigmatico autore di un bestseller in Il mistero di Henri Pick di Rémi Bezancon. Restando in Francia, si torna al 1770 con Ritratto di una giovane in fiamme di Celine Sciamma, sul legame che nasce fra la giovane pittrice Marianne (Noémie Merlant), e la ragazza, futura sposa, che deve ritrarre, Héloise (Adèle Haenel).I più piccoli ritroveranno sul grande schermo, dal 21 Al 25 dicembre, gli eroici cagnolini animati della serie tv in Paw Patrol Mighty Pups – Il film dei super cuccioli di Charles E. Bastien. Debutta il giorno di Natale Jumanji: The Next Level di Jake Kasdan, nuova immersione nel folle videogame tra avventure in giro per il mondo con Dwayne Johnson, Jack Black, Kevin Hart, Karen Gillan, Danny De Vito e Nick Jonas. Si vira sull’animazione per le Spie sotto copertura Nick Bruno e Troy Quane con protagonista il super agente segreto Lance Sterling, che intrappolato in un originalissimo “travestimento biodinamico”, dovrà cercare di salvare il mondo Il primo gennaio è di scena Checco Zalone, anche regista (fra i cosceneggiatori c’è Paolo Virzì) per Tolo Tolo, dove interpreta un comico napoletano che per le minacce di un boss è costretto a scappare in Kenya. Stesso giorno di esordio per l’animato Playmobil: The movie di Lino DiSalvo (tra i doppiatori italiani J-Ax e Cristina D’Avena), sull’incredibile viaggio di Marla e del fratellino Charlie nel mondo dei pupazzetti giocattolo

Più libri chiude con record, oltre 100mila presenzeEditori soddisfatti. Franceschini, va sostenuta filiera libro

08 dicembre 201919:25

– Supera le 100 mila presenze, con un nuovo record di affluenza, la Fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ che chiude l’8 dicembre l’edizione dei diciott’anni archiviando uno straordinario successo che ha visto nell’ultimo giorno scoppiare la Tottimania con l’arrivo dellex capitano della Roma. Nel giorno finale alla Nuvola super ospiti Carlo Verdone ed Ami Stewart e grande omaggio ad Andrea Camilleri che ormai era diventato tradizione chiudesse la manifestazione.
Organizzata dall’Associazione Italiana editori (AIE) e ospitata per il terzo anno al Roma Convention Center La Nuvola, la fiera che nel 2018 aveva avuto poco più di 97 mila presenze, vede numeri in ulteriore crescita. “Anche quest’anno Più libri più liberi si conferma un’iniziativa di successo per avvicinare alla lettura” ha detto il ministro per i Beni Culturali e il Turismo, Dario Franceschini. “così come avviene per altri settori è arrivato il momento per cui anche per il libro venga definito un intervento organico a sostegno dell’intera filiera: le librerie piccole e grandi, i distributori, gli autori, le giovani firme e gli editori. Il governo è al lavoro e penso che un simile provvedimento possa godere di un ampio consenso in Parlamento” ha sottolineato Franceschini.
Soddisfatti gli espositori,oltre 520 distribuiti in oltre 3500 metri quadrati, che hanno bissato il successo di vendita del 2018. Tra gli eventi più seguiti quello con la giovane attivista russa Olga Misik, con la sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, con lo scrittore Yasmina Khadra e con Romano Prodi.

Netflix, La casa di carta 4 debutterà il 3 aprile 2020L’annuncio a sorpresa al Brazil Comic Con Experience

09 dicembre 201908:55

La casa di carta parte 4 debutterà su Netflix il 3 aprile 2020, in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. L’annuncio è arrivato a sorpresa al CCXP (Brazil Comic Con Experience), alla presenza di più di 3.500 fan.Gli amati protagonisti della serie – Alba Flores (Nairobi), Esther Acebo (Stoccolma), Pedro Alonso (Berlino), Darko Peric (Helsinki) e Rodrigo de la Serna (Palermo) – hanno svelato la data e mostrato immagini inedite in occasione di un incontro dedicato allo show. I fan de La Casa di Carta possono seguire tutte le notizie riguardanti lo show su Instagram, YouTube o Twitter usando l’hashtag #LCDP4.

Incassi Usa, inarrestabile Frozen 2Vola verso il miliardo. Sul podio Cena con delitto e Le Mans ’66

08 dicembre 201920:06

– Inarrestabile Frozen 2: il cartoon continua la sua marcia al box office incassando nelle sale Usa 34,7 milioni di dollari nel week end. A livello globale, ha rastrellato oltre 900 milioni e si prepara a diventare il sesto blockbuster Disney a superare il muro del miliardo nel 2019.
Buon risultato in seconda posizione per Cena con delitto – Knives out, che mette a segno 14,2 milioni di dollari nel fine settimana, raggiungendo in totale quota 63,4 milioni sul mercato americano. Terza piazza per Le Mans ’66 – La grande sfida (Ford vs Ferrari), con 6,5 milioni di dollari (oltre 91 complessivi).
A sorpresa in quarta posizione troviamo Queen & Slim (6,5 milioni nel week end), davanti a Un amico straordinario (A Beautiful Day in the Neighborhood), con 5,2 milioni di dollari (oltre 43 in totale). Molto deludente il risultati di Playmobil: The Movie: il cartoon Paramount deve accontentarsi di appena 660mila dollari e della 14/a posizione in classifica.

Più libri chiude con record, oltre 100mila presenzeEditori soddisfatti.

09 dicembre 201909:50

Supera le 100 mila presenze, con un nuovo record di affluenza, la fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ che chiude l’8 dicembre l’edizione dei diciott’anni archiviando uno straordinario successo che ha visto nel l’ultimo giorno scoppiare la Tottimania con l’arrivo dell’ex capitano della Toma. Nel giorno finale alla nuvola super ospiti Carlo Verdone ed Amii Stewart, l’evento finale sarà un omaggio ad Andrea Camilleri.Organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e ospitata per il terzo anno al Roma Convention Center La Nuvola, la fiera, che nel 2018 aveva avuto poco più di 97 mila presenze, vede numeri in ulteriore crescita. Moltissimi – più di 1800 – gli ospiti italiani e internazionali che hanno partecipato alla manifestazione, di cui cura il programma editoriale Silvia Barbagallo, con direttore Fabio Del Giudice e presidente Annamaria Malato. “Anche quest’anno più libri più liberi si conferma un’iniziativa di successo per avvicinare alla lettura” ha commentato il ministro per i Beni e le attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini. “Così come avviene per altri settori è arrivato il momento per cui anche per il libro venga definito un intervento organico a sostegno dell’intera filiera: le librerie piccole e grandi, i distributori, gli autori, le giovani firme e gli editori. Il governo è al lavoro e penso che un simile provvedimento possa godere di un ampio consenso in parlamento” ha sottolineato il ministro. Grande soddisfazione fra gli espositori – più di 520, distribuiti in oltre 3500 metri quadrati – che hanno bissato il successo dello scorso anno. Adelphi, alla sua prima esperienza in fiera, ha registrato particolare interesse da parte dei visitatori per le novità.Tra gli appuntamenti più seguiti, quelli con la giovane attivista russa Olga Misik, con la sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, con lo scrittore Yasmina Khadra e con Romano Prodi e poi Yasmina Reza, Salvatore Scibona, Valeria Luiselli, Eduard Limonov.Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha ricordato che “La Regione Lazio ha voluto dare il suo contributo al successo di questa edizione, proponendo anche quest’anno il buono libro che ha avvicinato alla lettura 10.000 bambini e ragazzi delle scuole del territorio o possessori della lazio youth card”. Felice anche la sindaca di Roma Virginia Raggi: “una manifestazione alla quale Roma capitale ha preso parte attraverso la presenza delle biblioteche di Roma che hanno proposto un fitto programma di iniziative, incontri, laboratori, spettacoli, mostre e proiezioni” ha sottolineato. “I piccoli editori sono grandi: nell’edizione dei diciott’anni, Più libri più liberi si conferma un eccezionale avvenimento culturale” ha sottolineato il presidente dell’AIE Ricardo Franco Levi. “Quest’anno abbiamo scelto un tema fondamentale per il nostro futuro, I confini dell’Europa e siamo felici di essere riusciti ad affrontarlo attraverso un’infinità di incontri che hanno raccolto visitatori da tutta italia” ha sottolineato la Malato e Del Giudice ha affermato: “l’edizione della maggiore età ha giustamente coinciso con la più bella ed entusiasmante delle 18 sino ad oggi realizzate”. Sono stati 93 gli espositori italiani impegnati in 635 incontri B2B e 35 i delegati stranieri di 19 paesi. E record di presenze agli eventi organizzati dalle Biblioteche di Roma con circa 800 visitatori nell’Arena Biblioteche e oltre 3.700 nello Spazio Ragazzi. Tutto esaurito anche per gli 80 laboratori. “I ventuno incontri professionali si sono tradotti in proposte pratiche e operative per il comparto per rendere più efficiente la filiera” ha detto il presidente del gruppo piccoli editori di Aie, Diego Guida.

Livermore, con la cultura si mangiaRegista, gravissimo tarpare ali, artisti devono avvicinare gente

09 dicembre 201909:55

Non ha stupito Davide Livermore il successo televisivo della Tosca che ieri ha inaugurato la stagione d’opera della Scala con la sua regia, perché “abbiamo lavorato per questo. La partita andava vinta – spiega – era un’occasione straordinaria per fare innamorare gli spettatori della storia e far capire che questa bellezza è per loro”. E’ stato un modo insomma, per avvicinare la gente alla cultura, che lui considera essenziale ma anche maltrattata in Italia, soprattutto dalla politica, come dimostrano i tagli arrivati al “33% e mai ripristinati”. “In tempi di crisi, si considera la cultura superflua ma – dice – fa benissimo al morale e all’economia. Lo dimostra anche uno studio dell’università di Bologna sugli effetti del festival Rossini di Pesaro: ogni euro investito ne produce 5”. Quindi “non è vero che con la cultura non si mangia”, anzi la cultura “è il nostro petrolio e quindi è gravissimo tarparle le ali”. “Bisogna creare valore attraverso la cultura che è la vera possibilità di rilancio del Paese” è convinto il regista.Se la sua critica va alla politica (se non ci fosse un presidente come Mattarella “a tenere il timone – sottolinea – verso la stella polare, saremmo una barca in balia dell’ammutinamento e del tradimento dei valori della Costituzione”), comunque chiede assunzione di responsabilità a tutto il settore. “C’è bisogno che artisti e chi gestisce la cultura – spiega – avvicinino la gente, senza svenderla”. “Le persone sono piene di valore, tutte. E lo Stato deve ricordarlo attraverso la cultura”. “In Italia ci sono tante realtà straordinarie – aggiunge – che non possono solo sopravvivere. Qui siamo tollerati e costretti a piatire, mentre all’estero ci trattano da star”. In questo la politica deve anche “mettere la faccia” nelle proprie scelte. “Non credo nei concorsi, spesso i giochi sono già fatti. Preferisco il senso di responsabilità di dire: voglio questa persona per questo motivo”.Livermore è reduce da otto anni in Spagna di cui tre come direttore artistico del Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia. Ora assumerà la guida del teatro Nazionale di Genova, dove intende guardare a una dimensione internazionale ma anche locale della città, cercando di coinvolgerla il più possibile perché “credo – conclude – che una cosa fondamentale nel teatro d’opera e di prosa sia considerare che le persone hanno bisogno di innamorarsi delle storie e partecipare”.

L’uomo N21 torna in passerella a MilanoAbbandonato formato coed adottato a settembre

09 dicembre 201911:14

– N21 ha deciso di riportare l’uomo in passerella a gennaio 2020 durante Milano Moda Uomo, abbandonando il format co-ed adottato a settembre 2019 per la sfilata delle collezioni Primavera/ Estate 2020.
“La scelta di tornare ad avere una sfilata dedicata – spiega Alessandro Dell’Acqua, fondatore e direttore creativo del marchio – rispecchia la volontà di dare più spazio e sostegno al segmento dell’uomo che al momento sta dando importanti segnali di crescita, rappresentando un grande potenziale per la crescita del brand. La scelta rispecchia anche la volontà di fare sistema con Camera della Moda e contribuire a dare rilevanza alle sfilate maschili di Milano insieme ai marchi che stanno perseguendo la stessa strada”.

Limatola, albero di Natale gemellato con gli UsaIniziativa per valorizzare tradizioni locali nel mondo

BENEVENTO09 dicembre 201912:09

– Valorizzare nel mondo le tradizioni sannite, dall’enogastronomia all’artigianato: è stato l’obiettivo dell’evento “Italia-Usa, uniti nelle tradizioni”, promosso dal comune di Limatola (Benevento) nel suggestivo borgo al cui interno sorge il castello medievale che ha ospitato “I Mercatini di Natale”, tra i primi tre più belli in Europa. Per l’occasione il sindaco Domenico Parisi e la comunità italoamericana di Baltimora hanno acceso in contemporanea gli alberi di Natale a dimostrazione di quanto “siano ancora forti i legami tra l’Italia e le comunità negli Usa”, ha testimoniato da New York Louis Tallarini, già presidente della Columbus Foundation. Durante l’evento la Italian Language Foundation (ILF), presieduta da Margaret Cuomo, ha anche reso noto l’accordo con l’Ambasciata d’Italia a Washington per l’avvio di workshop per gli insegnanti di lingua italiana AP negli Usa.
“Quest’anno – ha commentato Parisi – Limatola con i suoi mercatini ha ospitato più di 200mila visitatori provenienti da tutta Italia”.

Salemme, il mio teatro ha il bello della direttaSu Rai2, l’11, 18 e 25 dicembre tre commedie in prima serata

NAPOLI09 dicembre 201919:58

Un regalo di Natale, in diretta dal palcoscenico, nelle case degli italiani. “Un regalo che la Rai ha fatto anche a me dandomi l’occasione di portare il teatro in televisione e la televisione a teatro”. E’ entusiasta Vincenzo Salemme alla vigilia del debutto, l’11 dicembre in prima serata su Rai2, di ‘Salemme…il bello della diretta!. Appuntamento inaugurale della mini rassegna, dall’Auditorium Scarlatti del centro Rai di Napoli, con ‘Di mamma ce n’è una sola’; seguiranno il 18 dicembre ‘Sogni e bisogni ‘ e il 25 dicembre ‘Una festa esagerata’, tre tra i titoli dell’autore, regista, attore napoletano che puntualmente, da anni, con i suoi lavori registra sold out nei teatri da nord a sud e incassi record.”Perché ho scelte proprio queste commedie? Semplicemente volevo raccontare gli ultimi 25 anni della mia carriera, come sono cambiato, io e la mia scrittura, la sua evoluzione. ‘Sogni e bisogni’ l’ho scritta nel 1995, ‘Di mamma ce n’è una sola’ festeggia i 20 anni e sono felicissimo del fatto che ritorni accanto a me Maurizio Casagrande. ‘Una festa esagerata’, del 2016, è diventata anche un film. Il gruppo di attori che vedrete in scena è rodato, stiamo facendo un gran lavoro nelle prove, nei giorni che precedono la ‘diretta’ ci saranno recite solo per il pubblico”, racconta Salemme. Ed anche per queste naturalmente è già caccia al biglietto. E chi è a casa che teatro vedrà? ”Non sarà un prodotto costruito, ma appunto una diretta, un teatro fatto con naturalezza, con tutto il cuore. Facendo una battuta possiamo dire che per gli spettatori sul divano di casa sarà come assistere ad un reality, trasmetteremo l’emozione del teatro. Anche una partita di calcio non è più bella quando è in diretta piuttosto che registrata?”. Come nasce questo progetto originale? ”Da un’ idea di Antonio Parlati, della Rai di Napoli, Carlo Freccero ne fu subito entusiasta. Per me una esperienza affascinante”.Nella prima commedia Salemme veste i panni femminili di una madre e si mescolano dialetti diversi, dal napoletano antico a quello dell’entroterra campano, dalla parlesia, il linguaggio codice dei musicisti napoletani, a vocaboli di fantasia. Nel cast con Casagrande anche Ombretta Ciccarelli, Teresa Del Vecchio, Gino Monteleone, Andrea Di Maria, Mirea Flavia Stellato, Sergio D’Auria, Vincenzo Borrino, Franco Cortese, Massimo Andrei, Luana Pantaleo. “Sogni e bisogni” è una vera commedia dell’arte, una favola divertente che parte da un presupposto surreale: il distacco di un ‘attributo’ dal corpo del proprio ‘padrone’. “Una festa esagerata”, punta sul lato oscuro e grottesco dell’animo umano per invitare le persone al dialogo e al rispetto reciproco.Vincenzo Salemme è divenuto negli ultimi anni anche un protagonista dell’intrattenimento Rai, in particolare partecipando a ‘Tale e quale’ come giudice e a ‘Che tempo che fa’ tra gli ospiti del tavolo di Fabio Fazio. ”Sono molto contento di questa popolarità televisiva. Se può avvicinare più persone al teatro? Non so, è il teatro che deve sforzarsi di attrarre di più. E il pubblico che ci guida, senza di loro noi non ci saremmo, questo lo ricordo sempre, e lo ringrazio”. Dal 26 dicembre Salemme ripartirà con la tournèe della sua commedia più recente ‘Con tutto il cuore’. Nel 2020 tornerà al cinema con ‘E’ per il tuo bene’ di Rolando Ravello con Marco Giallini, Giuseppe Battiston, Isabella Ferrari, ed entro l’anno dovrebbe tornare sul set anche come regista.

Salone Libro: aumenta spazio ragazzi, un focus su RodariSi chiamerà SalTo Diventi, al centro temi Agenda 2030

ORINO09 dicembre 201919:02

Aumenta lo spazio per i bambini e i ragazzi al Salone del Libro di Torino: occuperà tutta l’ultima porzione del secondo Padiglione del Lingotto Fiere con 3 sale, 10 laboratori, 2 librerie e mostre dedicate ai giovani e alle famiglie. Oltre 400 ore di programmazione in 3 sezioni: 0/7 anni, 8/13 anni e +14 anni. Al centro i temi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con il coinvolgimento degli editori, delle scuole e dei giovani di Fridays For Future. Un focus sarà dedicato a Gianni Rodari nel centenario della nascita.
“La formazione è il tema fondamentale del Paese, o si riparte da qui o non si ripartirà. E’ fondamentale il potere trasformato dell’istruzione”, sottolinea il direttore editoriale Nicola Lagioia. “L’educazione un aspetto cruciale quanto quello del confronto e dell’esperienza. SalTo Diventi, lavoriamo con il Salone del Libro per progettarne i contenuti”, spiega il segretario generale della Compagnia di San Paolo, Alberto Anfossi.
Torna il Buono da leggere della Regione Piemonte.

‘Febbre’ di Jonathan Bazzi Libro dell’anno di FahrenheitScelto tra dodici opere pubblicate da piccoli e medi editori

09 dicembre 201914:50

09 dicembre 201914:50

– E’ ‘Febbre’ (Fandango) di Jonathan Bazzi il Libro dell’anno di Fahrenheit, la trasmissione di Rai Radio3. Attraverso una febbre reale e metaforica, il romanzo autobiografico di Bazzi racconta il disagio di un trentenne dell’estrema periferia milanese, nel momento in cui scopre di essere sieropositivo e si imbatte in una malattia ormai quasi dimenticata, ma ancora minacciosa come l’Aids. Da questa edizione il premio assume una connotazione particolare, che esalta l’attenzione di Fahrenheit verso la bibliodiversità.
‘Febbre’ – che sarà anche uno dei prossimi titoli di “Ad alta voce”, il programma di Radio 3 dedicato alla lettura di racconti e romanzi – è stato scelto tra dodici opere pubblicate da piccoli e medi editori “offrendo così la massima visibilità possibile a un settore spesso penalizzato dai media, dal sistema di distribuzione, dagli spazi in libreria” spiega una nota del premio. “La decisione di dedicare un premio così prestigioso all’editoria indipendente va quindi a colmare un deficit di attenzione verso un territorio attraversato da molte difficoltà, ma anche in continuo fermento, e di fatto rappresenta un caso unico nel vasto panorama dei premi letterari” sottolinea la nota. I dodici titoli finalisti sono stati scelti dai molti romanzi di editori medio-piccoli presentati nei pomeriggi di Fahrenheit nel periodo compreso tra il 1° novembre 2018 e il 31 ottobre 2019. I romanzi selezionati sono stati sottoposti a una giuria composta da tre gruppi di lettori: dodici ascoltatori, dodici studenti universitari e i dodici scrittori finalisti dell’edizione scorsa del premio.

Ognuno è perfetto, fiction che azzera la diversitàSu Rai1 con Leo e Capotondi, protagonisti giovani sindrome down

10 dicembre 201910:19

”Lui per amore attraversa paesi e frontiere, coinvolge amici e genitori, pronto a viaggiare su ogni mezzo e disposto a finire anche in prigione. Lui sa che la strada per ritrovare il suo grande amore e conquistare la sua libertà è lunga, ma sa che il suo cuore e il suo coraggio sono grandi e che con loro si arriva ovunque. Ma Rick non si arrende perché quando vuole qualcosa lui se la va a prendere”. Comincia con queste parole – pronunciate da Piera degli Esposti – “Ognuno è Perfetto”, una storia che commuove e fa sorridere grazie ad attori talentuosi e raffinati (tra cui Edoardo Leo, Cristiana Capotondi, Nicole Grimaudo, Lele Vannoli) accompagnati da un irresistibile e straordinario gruppo di esordienti (Gabriele Di Bello, Alice De Carlo, Aldo Arturo Pavesi, Matteo Dall’Armi e Valentina Venturin). Una serie tv in tre prime serate, in onda su Rai1 il 16, il 17 e il 23 dicembre, a partire dalle ore 21:25 che racconta l’incredibile avventura di Rick (Di Bello), un ragazzo di 24 anni con la sindrome di Down, disposto a tutto per rincorrere i suoi sogni e inseguire ciò̀ che ama con la regia e la consueta sensibilità e delicatezza di Giacomo Campiotti, basata sulla serie televisiva Tytgat Chocolat.   Ragazze e ragazzi con la Sindrome di Down che danno vita a personaggi forti e autentici, di cui sarà difficile non innamorarsi. L’anteprima è stata proiettata in un cinema a Roma alla presenza del presidente della Rai Marcello Foa dell’ Ad Fabrizio Salini (“la Rai guarda all’inclusione perché azzera diversità. Quando il servizio pubblico riesce a farlo è un momento di particolare orgoglio per tutto il paese”), del direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta e di 150 studenti di provenienti da varie scuole superiori. Una coproduzione Rai Fiction-Viola Film in collaborazione con il CPTV RAI di Torino.
Edoardo Leo (che vedremo presto al cinema nell’ultima pellicola di Ferzan Ozpetek ‘La Dea Fortuna’ dal 19 dicembre in sala) è Ivan, padre di Rick, ha ceduto la sua attività per dedicarsi interamente a lui e consentire alla moglie Alessia (Nicole Grimaudo) di riprendere la sua carriera, nel frattempo però la coppia di genitori entra in crisi e deciderà di separarsi. Rick troverà lavoro nel reparto packaging dell’Antica Cioccolateria Abrate, una piccola azienda diretta da Miriam, interpretata da Cristiana Capotondi, e fondata dalla famiglia di sua madre Emma (Piera degli Esposti struggente in questo ruolo è sulla sedia a rotelle non parla ma è la voce narrante della storia e instaura con Rick un rapporto speciale). Grazie al suo nuovo lavoro, Rick scoprirà anche l’amore, ma la sua storia con Tina (Alice De Carlo – i due entrambi 25 anni hanno rivelato di essere una coppia nella vita da 5 anni si sono conosciuti mentre giravano il programma di Rai3 hotel a 6 stelle) sarà ricca di ostacoli e di imprevisti. Edoardo Leo: “E’ stata un’avventura vera, abbiamo creato un gruppo di lavoro molto particolare e intenso. Non facevo fiction, e non fatta tanta prima, da 10 anni. Mi sono dedicato di più al cinema ma anche a lavoro di regista. Ho amato subito quando mi è stato proposto il progetto ed ho accettato prima di leggere. Volevo realizzarlo prima come uomo e poi da attore. L’energia di questi ragazzi ci ha aiutato.
Abbiamo imparato un sacco di cose straordinarie da questa storia”. Capotondi: “Questo è l’esempio migliore di cosa questo mestiere può darti. E questo ci ha aiutato. L’esperienza è stata particolarmente bella in Serbia e in Croazia “. Ognuno è Perfetto” ci porta in modo inedito nel mondo della disabilità e di chi si trova a viverla tra mille ostacoli, avendo nel cuore i desideri di tutti. Ci racconta con ironia la possibilità di uno sguardo dove la diversità vista con occhi nuovi diventa forza.
La sceneggiatura porta la firma di Fabio Bonifacci. Eleonora Andreatta ha rilevato: “questa serie interpreta al meglio il principio che ispira la linea editoriale di Rai Fiction, “Nessuno escluso”, ovvero valorizzare la ricchezza delle condizioni, il valore della solidarietà, la forza dei diritti, raccontando la molteplicità dei punti di vista. Non è la normalità che guarda (e stabilisce) ciò che è diverso, ma à la diversità di una condizione che sale in primo piano, diventa punto di vista e ricontestualizza il racconto. Ognuno è perfetto rovescia gli schemi e gli stereotipi e affronta un importante tabù: i protagonisti sono gli esclusi e cadono le barriere nel segno dell’umanità di tutti”. VUOI SAPERE TUTTO SULL’ECONOMIA? VAI A TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Scoperte a Faida, sulle tracce dell’Impero Assiro
10 rilievi in scavi di Università Udine nel Kurdistan iracheno

09 dicembre 201919:54

La roccia che dal passato accende i riflettori sull’impero assiro, fornendo nuove informazioni sulle nostre comuni radici; la meraviglia di maestosi, rarissimi e imponenti rilievi che raffigurano la processione del sovrano in preghiera al fianco di una serie di divinità d’Assiria sul dorso dei loro animali simbolo, dal leone al grifone al toro; una campagna di scavi lunga 7 anni in un sito minacciato da fondamentalismo religioso, vandalismo e modernità, che diventa strumento di cooperazione internazionale e diplomazia culturale.
Sono davvero sorprendenti le scoperte portate alla luce dalla missione archeologica dell’Università di Udine e della Direzione delle Antichità di Duhok, condotta a partire dal 2012 nel sito di Faida, nel Kurdistan iracheno settentrionale, che oggi sono state presentate a Roma.
Guidato dal professor Daniele Morandi Bonacossi e dal dottor Hasan Ahmed Qasim, il progetto italo-curdo (intitolato Land of Nineveh Archaeological Project), è stato finanziato in 7 anni con quasi 1.5 milioni di euro da una cordata di istituzioni e privati (Governo Regionale del Kurdistan-Iraq, Ministero degli Esteri, Regione Friuli Venezia Giulia, MIUR, Fondazione Friuli, ArcheoCrowd, Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e non solo ha permesso di approfondire la conoscenza di una terra, la Mesopotamia del Nord, rimasta per tanti anni inesplorata (a causa dell’instabilità politica) ma di compiere una vera e propria missione di salvataggio di importantissimi rilievi rupestri risalenti all’VIII secolo a.C., 10 in totale per ora (il numero però è destinato a crescere).
La storia di questi antichi reperti, grandi pannelli di quasi 5 m larghezza e 2 di altezza ritrovati lungo il canale di Faida, antico canale di irrigazione di quasi 7km fatto costruire probabilmente dal sovrano assiro Sargon (720-705 a.C.), inizia già nel 1972, quando un archeologo inglese del British Museum, Julian Reade, individuò nella zona 3 bassorilievi ma non riuscì a portarli alla luce. Dopo 40 anni, gli archeologi italiani hanno individuato altri 6 bassorilievi, che finalmente oggi sono riemersi dopo una assidua attività sul campo. L’impresa non è stata facile: basti pensare che la zona degli scavi si trova solo a 25 km dalla linea del fronte della guerra con l’Isis, sconfitto nel 2017, inoltre è minacciata dal vandalismo e dall’espansione del vicino villaggio. Il progetto continuerà anche nei prossimi mesi, con la pulizia e il restauro dei reperti, con la prosecuzione degli scavi fatti per ora solo in minima parte (l’area interessata è immensa), e la creazione di un parco archeologico che incoraggi il turismo locale e internazionale.
“Sviluppare la consapevolezza dell’importanza del patrimonio culturale è la principale missione di progetti come questi: non esiste protezione se i primi difensori non sono gli abitanti del luogo in cui si trova il sito”, ha spiegato Daniele Morandi Bonacossi, “questo è un sito fragile, continuamente minacciato, in una zona poco studiata ma centrale nella storia della Mesopotamia e nella storia delle ricerche archeologiche. Ora siamo riusciti a fare una biografia insediativa della terra di Ninive, dalla preistoria più antica fino al periodo ottomano”.
“Nell’VIII secolo a.C. l’impero assiro è stato il primo impero globale della storia dell’Uomo”, ha proseguito, “i reperti ritrovati sono stati realizzati sicuramente da artisti di corte, tale è la finezza e il dettaglio delle figure: il significato rimanda alla commemorazione dell’attività del sovrano, alla celebrazione del nuovo canale di irrigazione e all’associazione simbolica tra la figura del sovrano e degli dei con l’acqua e il concetto di fertilità. Ma forse c’è anche il richiamo alla Festa del Nuovo Anno, antichissima celebrazione della rinascita della natura”.
“Nonostante la zona fosse pericolosa per via dell’Isis, gli archeologi sono rimasti e hanno scavato le nostre radici”, ha detto Rezan Kader, Alto Rappresentante Governo Regionale del Kurdistan, “la Mesopotamia è la culla della civiltà: il nostro popolo ringrazia l’Italia”.

A Milano nascerà Museo nazionale Resistenza, da Mibact 15mlnAnnuncio di Franceschini e Sala, sede in seconda piramide Herzog

ILANO09 dicembre 201915:38

– Nascerà a Milano il Museo nazionale della Resistenza. Lo hanno annunciato il ministro dei Beni e Attività Culturali, Dario Franceschini, insieme al sindaco di Milano, Giuseppe Sala.
Il museo avrà sede in piazzale Baiamonti nella seconda piramide di Herzog, che verrà realizzata di fronte a quella già esistente dove ha sede la Fondazione Feltrinelli.
Il ministero dei Beni culturali stanzierà altri 15 milioni di euro per il progetto che si aggiungono ai 2,5 milioni già stanziati in passato.

Parma 2020, primo concerto di Capodanno con La ToscaniniAll’Auditorium Paganini Znaider dirige Filarmonica Emilia-R.

BOLOGNA09 dicembre 201916:05

– Per segnare l’inizio del 2020, anno di Parma Capitale italiana della cultura, La Toscanini organizza un concerto di Capodanno nell’auditorium Paganini: per la prima volta la Filarmonica dell’Emilia-Romagna saluta il nuovo anno esibendosi l’1 gennaio (ore 10.45) insieme al celebre violinista Nikolaj Znaider, impegnato nel duplice ruolo di solista e direttore d’orchestra.
Il programma del concerto di Capodanno sarà all’insegna della fiaba, dell’incanto e della festa: dopo il virtuosistico Concerto per violino e orchestra n. 1 in sol minore op. 26 di Max Bruch, saranno proposti l’Intermezzo, il Notturno e la celeberrima Marcia nuziale da Ein Sommernachtstraum (‘Sogno di una notte di mezza estate’) di Felix Mendelssohn-Bartholdy, per poi entrare nel mondo sonoro della suite per orchestra ‘La bella addormentata’ op. 66/a di Pëtr Il’ič Čajkovskij. In chiusura non mancherà uno spazio per i valzer viennesi della famiglia Strauss. Nikolaj Znaider, da poco nominato direttore musicale dell’Orchestre National de Lyon, è considerato fra i più importanti virtuosi dei nostri giorni.
I festeggiamenti per il nuovo anno continueranno dopo il concerto. Per l’occasione la sala Gavazzeni sarà infatti allestita per ospitare un pranzo riservato a solo 200 persone, durante il quale sarà possibile degustare le eccellenze del territorio.

Simple Minds celebrano 40 anni di carriera con tourIl via il 28 febbraio dalla Norvegia, 4 date in Italia in estate

09 dicembre 201916:43

– I Simple Minds celebrano 40 anni di carriera con un colossale tour mondiale, che li porterà anche in Italia per 4 show la prossima estate: al Pistoia Blues l’11 luglio, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica in Roma il 15, al Teatro Antico di Taormina il 18 e all’Arena di Verona il 4 agosto (la band torna ad esibirsi qui trent’anni dopo la sua prima e unica volta precedente, durante il tour di “Street Fighting Years”).
Il “40 Years of HITS Tour 2020”, oltre 60 date attraverso 14 Paesi solo nella prima parte in Europa, debutta il prossimo 28 febbraio in Norvegia. Il tour segue l’uscita di “40: The Best Of – 1979-2019” (Universal Music), una raccolta che ripercorre i quaranta anni di carriera della band capitanata da Jim Kerr e Charlie Burchill.
Dall’esordio con Life In A Day del 1979 i Simple Minds sono diventati fra le più popolari icone della musica del nostro tempo con canzoni entrate nella storia come New Gold Dream, Up On The Catwalk, Speed Your Love To Me, Waterfront, Glittering Prize, Don’t You (Forget About Me), Alive and Kicking, Sanctify Yourself, Belfast Child, She’s a River, Mandela Day, per citarne solo alcune.
“I Simple Minds sono diversi ora – racconta Kerr -. Anche se sono molto fiero della nostra storia professionale e dei successi ottenuti, non siamo una rock band da repertorio. Sono abbastanza pazzo da pensare che possiamo toccare ancora altissimi livelli, scrivendo musica e suonando dal vivo”.
Charlie Burchill aggiunge che “ci sono state varie incarnazioni dei Simple Minds negli anni, ma abbiamo sempre mantenuto la nostra identità, e questo ha a che fare con la nostra attitudine ad esibirci live. È da sempre la nostra forza”.

Arthur Miller segreto torna alla luce in TexasUniversita’ apre archivi autore di “Uno Sguardo dal Ponte”

NEW YORK09 dicembre 201917:01

– Due anni dopo aver acquistato l’archivio letterario di Arthur Miller, l’Harry Ransom Center dell’Università del Texas a Austin ha finito di catalogarne il materiale e lo ha aperto ai ricercatori. La collezione comprende 300 scatole di documenti che coprono ogni fase della carriera del drammaturgo di “Uno Sguardo dal Ponte”, “Morte di un Commesso Viaggiatore” e “Il Crogiolo” da quando era studente all’Universita’ del Michigan.
L’archivio comprende anche 50 diari dagli anni ’40 a dopo il 2000 e lettere a familiari e ad altri esponenti del teatro e della letteratura tra cui Edward Albee, Saul Bellow, Norman Mailer, Cynthia Ozick e John Steinbeck. Dulcis in fundo: il materiale relativo all’inchiesta su Miller della Commissione del Congresso per “attività non americane” negli anni del maccartismo. Nel 1956 Miller sfido’ la Commissione rifiutandosi di fare il nome di colleghi sospettati di simpatie comuniste e guadagnandosi una condanna successivamente archiviata dalla Corte Suprema.
L’epoca della “caccia alle streghe” e il ruolo di Miller nel contrasto a ogni tipo di censura a livello nazionale e internazionale come presidente del PEN, sono uno dei punti di interesse dell’archivio arrivato al Ransom Center in piu’ fasi, a partire dagli anni Sessanta quando lo scrittore, a corto di soldi e con una bolletta di tasse che non riusciva a pagare, dono’ 13 scatole di materiali per ottenere sgravi fiscale. Nel 1983, dopo un incendio nella casa di Roxbury in Connecticut, altre scatole di materiale furono trasferite in Texas. Nel gennaio 2005, poco prima di morire, Miller ordino’ la spedizione di altro materiale al Ransom Center. Tutto questo materiale era rimasto giacente fino a quando, dopo l’acquisto del resto dell’archivio nel 2017, e’ cominciata la catalogazione.
“La collezione cattura idee e pensieri personali e contiene frammenti di lavori non finiti che contribuiscono a dare una immagine molto piu’ ampia di Miller. Molto che non e’ mai stato visto prima”, ha detto Eric Colleary, responsabile per il teatro del Ransom Center. Ad Austin, che ha convinto gli eredi a snobbare altri archivi letterari famosi tra cui Yale dove sono conservati gli archivi di Inge Morath, la terza moglie di Miller, le carte del drammaturgo sono in buona compagnia accanto a quelle di James Joyce, Ernest Hemingway, William Faulkner, Mailer, Jorge Luis Borges, Gabriel Garcia Marquez, Sam Shepard, Tennessee Williams, Samuel Beckett, George Bernard Shaw e Tom Stoppard.
Ci sono anche gli archivi di Stella Adler, la maestra di recitazione le cui note sul copione di “Morte di Un Commesso Viaggiatore” influenzarono allievi come Marlon Brando e Robert De Niro. Yale era entrato in gioco nel 2015 con una offerta di 2,7 milioni di dollari su cui Austin aveva ribattuto citando la lettera del 1983 in cui Miller esprimeva l’auspicio che il resto delle sue carte finissero in Texas.

Auditel, arrivano gli ascolti via appDa martedì 10 dicembre pubblicati quotidianamente

09 dicembre 201917:49

– Ancora un passo avanti nella misurazione degli ascolti tv in linea con le nuove modalità di fruizione dei programmi. Da martedì 10 dicembre (con dati a partire da domenica 8 dicembre) Auditel pubblicherà su base quotidiana anche gli ascolti dei contenuti e della pubblicità tv fruiti attraverso le app.
La novità – spiega Auditel – costituisce un ulteriore e importante avanzamento nella graduale implementazione della Total Audience della televisione su tutte le piattaforme e tutti i device (personal computer, tablet, smartphone, smart tv, game console) avviata nello scorso mese di giugno grazie al nuovo sistema di rilevazione, che non sostituisce ma affianca il tradizionale sistema di rilevazione campionaria realizzato grazie al SuperPanel©, il mega campione composto da oltre 16.100 famiglie (41.000 individui) senza pari a livello mondiale per estensione in rapporto alla popolazione.

Natale, luminarie Teramo per Graziani, Campobasso per BongustoTesti dei due artisti per volontà Comuni delle città d’origine

TERAMO09 dicembre 201918:45

– Parole di Ivan Graziani per le strade di Teramo, testi di Fred Bongusto a Campobasso. Dopo l’omaggio di Bologna a Lucio Dalla per le festività 2018, la città abruzzese e il capoluogo molisano rendono omaggio quest’anno con le luminarie natalizie agli artisti loro concittadini. Ciascuno con il proprio stile, ognuno con il proprio messaggio – in comune hanno avuto, in tempi diversi, il batterista Gilberto Rossi detto ‘Attila’ – sono rimasti nei cuori e nelle voci delle loro città d’origine e queste hanno voluto ricordarli.
Così a Teramo i testi di ‘Agnese’ e ‘Maledette malelingue’ illuminano la centrale via Capuani. La scelta del sindaco, Gianguido D’Alberto, su proposta dell’assessore delegato agli eventi Antonio Filipponi, è stata accolta con favore dalla cittadinanza, da sempre legata a Ivan Graziani, nato nella città abruzzese nell’ottobre 1945 e venuto a mancare a Novafeltria (Pesaro Urbino) nel giorno di Capodanno 1997. Tanto che l’amministrazione comunale sta pensando a un’installazione permanente che accompagni tutto l’anno i teramani nella passeggiata sulla via parallela al corso principale.
‘Una rotonda sul mare’, ‘Frida’, ‘Balliamo’, ‘Tre settimane da raccontare’ sono i titoli che risplendono nel centro storico di Campobasso per ricordare Fred Bongusto, morto a 84 anni nel novembre scorso a Roma. Un tributo che l’Amministrazione comunale ha voluto rendergli in segno di affetto e riconoscenza.
E la cittadinanza ha apprezzato.

Napoleone, storia di un uomo nato leaderIl ritratto in “Napoleon the Communicator” di Roberto Race

09 dicembre 201918:48

– Roberto Race, “Napoleon the Communicator: Thinking with the mind of the winner” (ScriptaManent). Genio militare, ma anche statista e visionario; per alcuni un dittatore, per altri un precursore dell’idea europea. C’è ancora molto da scoprire sulla figura poliedrica di Napoleone e molte sono le interpretazioni possibili: è quanto spiega Roberto Race nel suo libro “Napoleon the Communicator: Thinking with the mind of the winner” (ScriptaManent), versione in inglese e aggiornata del “Napoleone il Comunicatore” edito da Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi. In particolare Race approfondisce una dote spiccata di Napoleone, ossia l’impareggiabile capacità di dialogare con l’opinione pubblica.
Una categoria concettuale che nasce proprio con lui e che renderebbe questo personaggio storico simile “a quei leader che sanno motivare e coinvolgere i loro collaboratori rendendoli partecipi delle sfide, che dovranno affrontare assieme”, scrive l’autore. Secondo Race, “quello che per Napoleone è il campo di battaglia per l’imprenditore e il manager sono la fabbrica e il mercato, dove solo chi sa cosa vuol dire essere in prima linea può dare gli ordini ed essere ascoltato. Un identikit classico di quello che oggi consideriamo un imprenditore di successo”. Da domani (per 3 giorni) il libro, che nell’edizione inglese presenta la postfazione di Charles Bonaparte, ultimo erede di Napoleone e presidente della Federazione Europea delle città napoleoniche, sarà scaricabile gratuitamente in versione kindle da Amazon.

Al via Retape, rassegna dedicata a scena emergente romana12 gruppi per sei appuntamenti all’Auditorium dal 10/12 al 4/5

09 dicembre 201918:48

– Ritorna per il quarto anno Retape, la rassegna che porta all’Auditorium Parco della Musica, a Roma, le migliori espressioni della scena attuale della capitale. Rap, rock, canzone d’autore, trap, reggae, soul, folk e molto altro ancora, rendono Roma il centro più vivace di produzione musicale in Italia, con nuove etichette, nuove associazioni, nuove band e nuovi solisti, e una piccola ma efficace rete di club e locali che danno spazio alla nuova musica.
La Fondazione Musica per Roma con Retape vuole valorizzare le giovani formazioni e ai solisti che sono oggi in circolazione nelle strade di Roma. La rassegna proporrà 12 gruppi per 6 appuntamenti dal 10 dicembre al 4 maggio. Protagonisti saranno Fulminacci, Yuman, Puritano, Dola, Life in the woods, Galeffi, I Quartieri, Von Datty, Valeries, Alice Robber, Nuvola, Side baby.

Franco Arminio: “L’amore come politica”

10 dicembre 201918:25

Il poeta: “Metto insieme poesia e impegno civile”

Netflix domina ai Golden Globe, 17 nominationIncetta per Marriage Story. Snobbato Robert De Niro

NEW YORK09 dicembre 201920:00

Netflix fa storia ai Golden Globe portando a casa una nomination per la categoria ‘Miglior film’ per ben quattro sue produzioni, The Irishman diretto da Martin Scorsese, Marriage Story (Storia di un matrimonio) di Noah Baumbach, I due papi di Fernando Meirelles e Dolemite Is My Name di Craig Brewer’. In totale la piattaforma in streaming online si presenterà con 17 nomination alla cerimonia durante la quale verranno assegnati tra i più importanti riconoscimenti televisivi e cinematografici e che si terrà il prossimo cinque gennaio, a circa un mese dagli Oscar. Solo Marriage Story, film drammatico interpretato da Scarlett Johansson e Adam Driver, ha avuto sei nomination, tra cui miglior attrice (Scarlett Johansson), miglior attore, (Adam Driver), miglior sceneggiatura (Noah Baumbach), miglior colonna sonora originale (Randy Newman). Per The Irishman si aggiudicano una nomination Martin Scorsese come miglior regista, Steven Zaillian come miglior sceneggiatura, Al Pacino e Joe Pesci, come miglior attori non protagonisti. La Hollywood Foreign Press Association (la giuria che assegna i Golden Globe) snobba quindi Robert De Niro, la figura centrale del film diretto da Scorsese, come lui sono stati snobbati anche When They See Us, la miniserie diretta da Ava DuVernay sempre per Netflix sullo stupro di Central Park nel 1989 e per il quale furono ingiustamente accusati cinque giovani di cui quattro afro-americani e un ispanico, Jennifer Lopez in Hustlers (Le ragazze di Wall Street – Business Is Business). L’avanzata di Netflix quindi non fa altro che confermare il cambiamento radicale che sta avvenendo a Hollywood e la fine dell’importanza dell’uscita tradizionale al cinema nella corsa ai premi.
Tra i film con il maggior numero di nomination ci sono The Irishmen e Once Upon a Time in… Hollywood (C’era una volta a… Hollywood) di Quentin Tarantino, entrambi a quota cinque.
Joker ne avute invece quattro, tra cui miglior film e miglior attore (Joaquin Phoenix), quattro nomination anche per I due papi. Per la categoria miglior attrice in un film drammatico oltre alla Johansson sono state nominate Cynthia Erivo per Harriet, Saoirse Ronan per Little Women, Charlize Theron per Bombshell e Renee Zellweger per Judy, mentre come miglior attore in un film drammatico oltre a Joaquin Phoenix sono stati nominati Christian Bale per Ford v Ferrari (Le Mans 66 – La grande sfida), Antonio Banderas per Pain and Glory (Dolor y Gloria), Adam Driver per Marriage Story, Jonathan Pryce per I due papi.
Come miglior dramma televisivo hanno ricevuto nomination Big Little Lies (Piccole grandi bugie) con tra gli altri Nicole Kidman e Reese Wintherspoon, The Crown, Killing Eve, The Morning Show (Jennifer Aniston), Succession. Per la categoria serie comica o musical, La fantastica Signora Maisel (The Marvelous Mrs. Maisel), Barry, Fleabag, The Politician.

Chiara Valerio, come vivere senza cuoreUn romanzo sui sentimenti e la forza delle relazioni

10 dicembre 201910:10

CHIARA VALERIO, ”IL CUORE NON SI VEDE” (EINAUDI, pp. 150 – 17,50 euro).
E’ inquietante, ma assieme divertente e alla fine persino consolatorio questo romanzo un po’ anche apologo di Chiara Valerio sui pericoli del chiudersi in se stessi, del difendersi dai sentimenti e l’importanza delle relazioni: “Qualsiasi relazione umana è, per la maggior parte del tempo, un improponibile baratto tra il terrore di restare soli e la gioia della condivisione, uno scambio iniquo tra il proprio tempo, che è poi il proprio modo di essere, e la natura umana, che è dividerlo con gli altri”.
Nella propria solitudine, ognuno può essere senza cuore ma può poi pure mancargli l’aria e non funzionare più bene il metabolismo biologico e sociale. Ed è quel che accade a Andrea Dileva, intellettuale e professore universitario di successo, che prima perde il cuore, poi i polmoni e quindi il fegato.
Nonostante questo continua a vivere o sopravvivere come prima, barcamenandosi tra la moglie Laura, che voleva lasciarlo prima che avesse questa malattia che mangia gli uomini dall’interno e ora le sembra impossibile farlo, e l’amatissima amica (ma senza sesso) Carla col figlio Simone con cui supplisce al non aver lui avuto il coraggio di fare un figlio. Sopravvive con stupore anche della sua amica medico Angelica, che dopo essere stata con lui da giovane si scoprì lesbica, e ora verifica come quegli organi non si sentano e non si vedano più nemmeno con i raggi X, pur continuando a svolgere le proprie funzioni.
La storia appare via via sempre più il ritratto di una generazione, quella degli amori e di una vita in cui tutto appare mobile, sempre incompleto, mai vissuto sino in fondo, giocando in bilico tra realtà e metafora, tra l’interrogarsi se certe sensazioni e ricordi continueranno ad esistere anche in quel suo essere menomato e arrivare a tentare il suicidio tagliandosi le vene, per scoprire che non avendo più il cuore a pompare, il sangue non esce. Ma quanto si può campare in una simile condizione? La scrittura procede cambiando spesso punto di vista, lavorando sui vari personaggi con racconti, discorsi indiretti, brevi dialoghi, incursioni nel passato e il tutto, più che divagazioni, pare un flusso vitale di arricchimenti, un non tralasciare uno spunto, inglobando ogni narrazione a 360 gradi, come crescendo per partenogenesi. Allora la dimensione da personale diventa multipla ed esistenziale, sempre come in attesa di una soluzione, senza scarti o colpi di scena in un modo di essere e vivere che si lascia molto condizionare e trasportare dagli eventi. Così, con qualche inserto filosofico e mitologico troppo insistito (Andrea è docente di Greco) e con belle, non sottolineate notazioni sottili sul maschile e il femminile, pian piano le cose si rivelano e a esplicitarle è la sorella minore del protagonista, Cristina, per la quale ognuno, ogni individuo è parte di un organismo più grande, famigliare e sociale: “il corpo malato non è che una cellula, o un organo se preferisci, di un corpo relazionale più esteso, e dunque, se si ammala, le altre parti di questo corpo corrono in soccorso” e poi conclude, incalzata da Andrea, “con tutto il sangue in comune che abbiamo io sono il tuo fegato”. Insomma, la verità è che chi si apre agli altri, chi ha relazioni sentimentali e di amicizia solide guarisce prima, sopravvive meglio, persino se il cuore non si vede.

Luca e Silvana, film racconta loro sì specialeRegista Stefano Lisci racconta storia d’amore della coppia down

BOLZANO10 dicembre 201910:44

– Sembrava un sogno irrealizzabile quello di Luca e Silvana: si amano e si sono amati oltre ogni difficoltà, oltre ogni pregiudizio, oltre ogni sindrome, anche quella di down. E così non si sono arresi e sono riusciti a sposarsi. Da oltre dieci anni i bolzanini Luca Di Biasi e Silvana Saudino hanno inseguito questo sogno, dopo aver affrontato innumerevoli difficoltà lo scorso gennaio sono finalmente convolati a nozze. Il regista Stefano Lisci racconta questa storia d’amore in un film, realizzato dalla Cooperativa 19.
“Ci siamo, il film è pronto dopo ben tre anni di lavorazione”, annuncia il sardo e bolzanino d’adozione Lisci, già regista del film “Bar Mario”. “Luca e Silvana” ora sarà proiettato ai festival per poi essere distribuito anche nei cinema. “Lavorare con loro è stato interessante, anche per questo aspetto di imprevedibilità. Un’esperienza davvero bella e unica”, confessa Lisci.

In mostra i Queen immortalati da Denis O’Regan’Helicopter’s days’ dal 12/12 alla galleria Ono arte di Bologna

BOLOGNA10 dicembre 201911:30

– I Queen all’apice del loro splendore immortalati dal fotografo britannico Denis O’Regan: la galleria Ono arte di Bologna presenta dal 12 dicembre all’1 febbraio la mostra ‘Helicopter’s days’, 40 foto con una sezione dedicata ai Queen e una sugli artisti che O’Regan, 66 anni, tra i principali collaboratori del New Musical Express e fotografo ufficiale del Live Aid, ha immortalato in carriera (David Bowie, U2, Amy Winehouse, Rolling Stones, Bob Marley fra i tanti).
Quando O’Regan vide per la prima volta i Queen in concerto era il dicembre 1973 e la band suonava come gruppo di spalla dei Mott the Hoople all’Hammersmith Odeon di Londra. Tredici anni dopo, il 9 agosto 1986, i Queen avevano raggiunto l’apice della fama diventando il più importante fenomeno socio-culturale del pianeta e, a grande richiesta, il gruppo fu costretto ad annunciare una data in più in all’interno del ‘The Magic Tour’, che era andato sold out immediatamente. Fu così che, al Knebworth Park a nord di Londra, suonarono per un pubblico di circa 115.000 persone. A causa del grande traffico attorno al luogo del concerto, i Queen dovettero arrivare in elicottero.
Per poter scattare le foto che sarebbero diventate tra le più famose della rock band britannica, Denis O’Regan si recò in un aeroporto locale e la band affittò per lui un elicottero con pilota, in modo che potesse scattare loro le foto mentre volavano da Londra. “Nella mia foto più importante dei Queen, i Queen non si vedono”, avrebbe detto più tardi: “ma questo è anche la testimonianza di quanto fossero diventati grandi. E l’elicottero parlava per loro”. O’Regan, fotografo ufficiale del tour, ha firmato scatti sul palco e nel backstage in ogni città europea che i Queen hanno visitato quell’estate, incluse due serate allo stadio di Wembley a Londra, ognuna delle quali con 85.000 persone. Uno dei più famosi è il grandangolo di Freddie Mercury che indossa la sua famosa corona d’oro, un braccio alzato al cielo e il mantello regale drappeggiato sulle spalle.

In Italia nel 2020 il miglior film animazione agli Efa’Bunuel – Nel labirinto delle tartarughe’ da vera storia regista

10 dicembre 201912:29

– Uscirà in Italia nei primi mesi del 2020 “Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe”, il film di Salvador Simó che ha vinto il premio per la Miglior Animazione Europea 2019 agli EFA – European Film Awards. Il film d’animazione, già pluripremiato in numerosi festival internazionali, tra cui l’Annecy International Animated Film Festival, è tratto dalla vera storia del maestro del cinema surrealista spagnolo Luis Buñuel (1900-1983).
Dopo essere stato allontanato dall’industria cinematografica francese, in seguito allo scandalo suscitato dal suo film “L’Age D’Or”, diretto nel 1930 insieme al celebre pittore Salvador Dalì, Luis Buñuel decide di documentare in un film la vita in una delle zone più povere della Spagna, Las Hurdes. Aiutato economicamente dal suo amico scultore Ramón Acín, dopo un’incredibile vittoria alla lotteria, il regista si imbarca in un’impresa complicata e sconvolgente. In una suggestiva combinazione di animazione ed estratti di immagini e musiche dall’opera filmica originaria, l’opera racconta un’avventura affascinante e drammatica, dalla quale emerge uno spaccato della vita del grande regista, alla ricerca di una sua libera espressione artistica.
“Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe” tratto dal graphic novel di Fermín Solís “Buñuel in the Labyrinth of the Turtles” e diretto da Salvador Simó, scritto da Eligio Montero e Salvador Simó, prodotto da Sygnatia, The Glow, Submarine, Hampa Studio, Telemadrid, Canal Extremadura Tv, arriverà in selezionati cinema italiani con la Draka Distribution di Corrado Azzollini.

Casa Bellonci, i segreti dello Strega in un museo Lavori al via a gennaio. Franceschini, itinerari turismo colto

10 dicembre 201920:28

Casa Bellonci, anima del Premio Strega, luogo mitico della votazione della cinquina, diventa una casa Museo. L’appartamento romano che dal 1951 ha ospitato le riunioni degli Amici della domenica (la giuria del premio), dove sono passati Moravia, Flaiano e i grandi della letteratura italiana del secondo Novecento, con un patrimonio librario di 24 mila volumi e una collezione di opere pittoriche e grafiche di artisti come Mafai, Cagli, De Pisis, tornerà a splendere mantenendo l’aspetto originario, con nuove dotazioni tecnologiche. I lavori di ristrutturazione conservativa “cominceranno a gennaio 2020 e dureranno circa un anno” ha annunciato il direttore della Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi, nell’appartamento di Via Fratelli Ruspoli, a Roma, alla presenza del ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.”Recuperare Casa Bellonci, questo luogo straordinario, unico, per trasformarlo in una casa museo è un’idea bellissima. In Italia c’è un grande bisogno, come è avvenuto in altri Paesi, di avere degli itinerari letterari che passino anche attraverso le abitazioni di grandi scrittori italiani e che consentano di puntare a un turismo colto, intelligente, che viene in Italia a cercare e rispettare la bellezza e di cui abbiamo bisogno” ha sottolineato il ministro. “E’ davvero una bella cosa che vorrei fosse capofila di un grande intervento di recupero. Io soffro ancora a pensare che, mi pare verso la fine degli anni Novanta, la casa di Giorgio Bassani , quella della famosa magnolia, fu venduta e oggi ci sono degli appartamenti. Era a 100 metri da casa mia, vedevo la mamma di Bassani camminare, andare a fare la spesa. Bassani giocava nei campi da tennis dietro casa mia con mio padre, con Antonioni” ha raccontato il ministro.Una volta finiti i lavori, “tornerà a essere anche la sede della prima votazione del Premio Strega, non sarà soltanto una casa museo” ci ha tenuto a dire il direttore della Fondazione, Stefano Petrocchi. E il presidente della Fondazione, Giovanni Solimine, in un videomessaggio ha sottolineato: “ci è sembrato importante che le testimonianze di un’intensa vita culturale conservate da Casa Bellonci non fossero riservate solo ai frequentatori abituali di questo luogo, ma fossero messe a disposizione di un pubblico più vasto. Ciò è possibile grazie al sostegno generoso di BPER Banca, che da anni affianca la Fondazione nelle sue attività, e a quello delle istituzioni nazionali e regionali che ci stanno aiutando nel valorizzare il patrimonio librario, artistico e documentario della Fondazione”.”I lavori costeranno complessivamente 75 mila euro: 35 mila euro vengono dalla Regione Lazio e il resto da Bper Banca” ha spiegato Petrocchi e precisato che “la cifra riguarda i lavori strutturali. I 24 mila volumi della biblioteca di Casa Bellonci, comprese moltissime preziose prime edizioni, saranno trasferiti durante i lavori alla Biblioteca Nazionale Centrale di di Roma”. L’architetto che se ne occuperà è Patrizia del Vescovo. “Siamo davvero orgogliosi che la Fondazione faccia parte degli Istituti Culturali del Lazio, una rete che raccoglie 43 luoghi in cui si tutelano e si raccontano l’arte, la letteratura, la storia, i territori e le tradizioni. Un patrimonio di immenso valore che la nostra amministrazione si sta impegnando a sostenere al meglio grazie a uno stanziamento di oltre 1 milione di euro nel 2019 destinato a lavori di ristrutturazione e acquisto di beni e attrezzature, ma anche al sostegno delle strutture e alla realizzazione di iniziative culturali” ha affermato il Capo di Gabinetto della Regione Lazio, Albino Ruberti. “La scelta di contribuire al progetto di ristrutturazione e musealizzazione di Casa Bellonci rafforza il nostro legame con la Fondazione in un’ottica di partneship ispirata a valori condivisi” ha sottolineato Stefano Rossetti, vice direttore generale vicario di BPER Banca che da anni sostiene il Premio Strega.”La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si occuperà sia della conservazione dei libri sia di effettuare un censimento conservativo dei materiali. Purtroppo come le opere d’arte i libri hanno subito dei processi di fotolisi, la luce ha danneggiato sia le copertine sia la composizione chimica della carta che si è annerita. Ci piacerebbe che le dediche ai Bellonci e le postille alle opere confluissero nel nostro portale nella sezione riservata alle dediche” ha spiegato il direttore della BNCR, Andrea De Pasquale. Del patrimonio artistico si occuperà la storica dell’arte e componente del Cda della Fondazione Bellonci, Raffaella Morselli che ha sottolineato: “gli oggetti della collezione sono cresciuti con la storia della casa. Goffredo era il vero appassionato d’arte”.

Peta Usa premia Save the duck come azienda dell’anno 2019Il brand di abbigliamento è stato scelto per i piumini ‘vegani’

10 dicembre 201913:32

– Il brand Save the duck è stato nominato dall’associazione animalista Peta Usa azienda dell’anno 2019. Il marchio è stato scelto e premiato – spiega una nota di Peta Usa – “per i suoi piumini ‘vegani’, per suoi capi caldi ed eleganti senza piume. Per aver espanso il mercato dell’outwear vegano di lusso in tutto il mondo ed aver risparmiato ad innumerevoli uccelli l’agonia di avere le loro piume strappate nella crudele industria dei piumini”. “Invece di usare piume nelle giacche, Save the Duck ha aperto la strada alla rivoluzionaria tecnologia di isolamento Plumtech. All’inizio di quest’anno, il brand con sede a Milano ha aperto il suo primo negozio in Asia – specificamente in Cina, il principale fornitore di piume al mondo – ed è stato il primo marchio di moda italiano a ottenere l’ambita certificazione B Corp, riservata ai “migliori performers a livello sociale e ambientale”. “Non capivo perché l’industria – spiega il fondatore dell’azienda Nicolas Bargi – continuasse a usare le piume nelle giacche. Avevo una coscienza”.
“Sotto tutti i punti di vista, l’abbigliamento di Save the Duck vola molto più in alto delle altre aziende di abbigliamento da esterno che pigre e poco creative, si affidano a pellicce e piume di animali maltrattati e macellati”, aggiunge la presidente Peta Ingrid Newkirk – Peta sta riconoscendo questa azienda sostenibile per i suoi piumini perfetti che dimostrano che il futuro della moda è vegano. Solitamente nell’industria dei piumini gli operai stringono gli uccelli tra le ginocchia quando sono ancora vivi, strappano manciate di piume mentre gli animali lottano e gridano per il dolore. Le penne degli animali vengono tirate così violentemente che la loro pelle si squarcia, lasciandole con ferite aperte che poi vengono cucite, senza dare agli animali alcun antidolorifico. Un’indagine della Peta in questo settore industriale in Cina ha documentato che i lavoratori delle aziende agricole connessi a società certificate sostenibili e responsabili hanno lasciato le oche e le anatre ferite a morire lentamente. Uccelli morti sono stati trovati in decomposizione in gabbie e stagni, altri sono stati gettati via come spazzatura”.

S. Cecilia, Dudamel malato, Gerts sul podio in tournèèNei concerti italiani a Torino, Brescia, Udine e Rimini

10 dicembre 201914:50

Il direttore venezuelano Gustavo Dudamel è costretto a rinunciare ai concerti per motivi di salute: il maestro estone Mihhail Gerts guiderà l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella tournée italiana che farà tappa a Torino (il 10 dicembre, al Lingotto), Brescia (l’ 11 al Teatro Grande), Udine (il 12 al Teatro Giovanni da Udine), e Rimini (il 14 al Teatro Galli). Nelle date in cartellone saranno proposti la Sinfonia dalla Semiramide di Rossini, la Sinfonia n. 2 di Schubert e la Sinfonia n. 1 di Brahms. L”opera di Rossini è famosa per essere l’ultima composta per i teatri italiani (1823), prima del trasferimento a Parigi, ma anche per la sua Sinfonia iniziale, considerata una delle più complesse ed elaborate che il compositore pesarese abbia mai scritto. Della Sinfonia n. 1 di Brahms. Il critico Eduard Hanslick nella sua recensione alla prima esecuzione di Vienna del 1876 aveva richiamato più volte il tardo stile di Beethoven, di cui la neonata composizione testimoniava la diretta continuità, mentre il celebre direttore Hans von Bülow la definì la «Decima di Beethoven». Infine, la Sinfonia n. 2 di Schubert, opera che manca dal cartellone ceciliano dal 1996, non fu mai eseguita quando l’autore era in vita. Acclamato dalla critica per la sua “straordinaria precisione”, Mihhail Gerts si è distinto per recenti debutti di con la Royal Liverpool Philharmonic, BBC Symphony Orchestra e Orchestre Philharmonique de Radio France e collabora regolarmente con orchestre come la RTÉ National Symphony Orchestra, la Sinfonia Varsovia, la National Philharmonic of Russia e la Estonian National Symphony Orchestra.

Piazza Fontana: ‘Io ricordo’, fiction Rai per 50/o strageGiovanna Mezzogiorno interpreta la figlia di una vittima

MILANO10 dicembre 201915:01

– “Io ricordo Piazza Fontana”, in onda su Rai1 in prima serata il 12 dicembre, 50/o anniversario dell’eccidio che causò 17 morti e oltre 80 feriti nel 1969 nella Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano, trae il titolo da un telegramma che la famiglia di Pietro Dendena, una delle vittime, inviò al Presidente della Repubblica dopo i tanti “non ricordo” dei politici italiani nel processo di Catanzaro.
La docufiction è prodotta da Rai Fiction e Aurora e sono Nicole Fornaro e Giovanna Mezzogiorno a interpretare il ruolo di Francesca, figlia di Pietro Dendena, da giovane e in età adulta.
Obiettivo è per la prima volta raccontare la strage dal punto di vista dei familiari delle vittime. Francesca, a 17 anni, lottò per fare chiarezza sui colpevoli con l’Associazione Famigliari Vittime di Piazza Fontana che confluì nell’Associazione delle Vittime delle Stragi. Testimonianze anche di Bruno Vespa, del prefetto Achille Serra, del magistrato Guido Salvini e dell’avvocato dei familiari Federico Sinicato.

Cinema: progetto Flashback fa rivivere filmati amatorialiHa collaborato a prima serie del film ‘L’Amica Geniale’

TORINO10 dicembre 201915:04

– Fare rivivere i filmati amatoriali del passato per riportare in vita immagini, ricordi e momenti storici. È l’obiettivo di Flashback, progetto sociale per il recupero della memoria audiovisiva. Un laboratorio di restauro e digitalizzazione in 4K di pellicole cinematografiche nei formati 8 mm, super8, 9,5 mm, 16 mm, creato grazie al progetto del Comune FaciliTo. Fornisce a privati cittadini, ma anche a istituzioni e aziende servizi ad alta professionalità “Siamo gli unici in Piemonte ad avere questa tecnologia che consente di digitalizzare anche film molto danneggiati. Il nostro non vuole essere solo un servizio, ma uno spazio aperto dove trovare insieme le soluzioni migliori”, spiega Paolo Rapallino, responsabile del progetto e socio di Zenit Arti Audiovisive, da cui è nata con una sorta di spin off Flashback.
Tra le attività svolte c’è la collaborazione all’ultima puntata del film L’Amica geniale e, per la seconda serie, in onda su Rai1 a inizio 2020, la realizzazione del trailer con pellicole super8.

Libri: NYT, “Effetto Ferrante” su scrittrici italiane”Scossone establishment letterario” tra premi e traduzioni

NEW YORK10 dicembre 201915:23

– Effetto Elena Ferrante: secondo il “New York Times”, le scrittrici italiane sono in ascesa e, grazie al successo dell'”Amica Geniale” e degli altri romanzi napoletani della sua elusiva autrice, stanno provocando uno scossone nell’ establishment letterario nazionale dominato dagli uomini.
“Scrittrici stano vincendo premi prestigiosi, vengono tradotte e vendono libri”, scrive il quotidiano americano, secondo cui questi risultati “hanno aperto un dibattito su cosa costituisce letteratura in un paese dove la virtuosità autoreferenziata viene spesso privilegiata rispetto alla narrazione, la risonanza emotiva e temi come il sessismo e i ruoli di genere”.
“Una volta eravamo piu’ riluttanti a scrivere di certi argomenti per non restare etichettate come ‘roba da donna'”, ha detto al “New York Times” Veronica Raimo, autrice del romanzo “Miden” tradotto quest’anno in inglese come “The Girl at the Door”. Secondo la Raimo, “l’idea era che storie raccontate da donne non potessero essere universali, ma questo sta cambiando”.
Tra le altre autrici protagoniste del cambiamento c’e’ anche Helena Janeczek, che dopo aver pubblicato libri per decenni, l’anno scorso e’ diventato la prima donna in 15 anni a vincere un premio Strega per “La ragazza con la Laica”.
E sempre il “Times” ricorda che negli ultimi due anni, romanzi di autrici donne hanno conquistato circa la meta’ delle classifiche dei top 20 italiani per la fiction, il doppio rispetto al 2017. Effetto Ferrante anche sul rinnovato interesse per i classici della letteratura al femminile: una nuova traduzione di “Lessico Familiare” di Natalia Ginzburg e’ uscita nel 2017 e altri tre romanzi sono stati ripubblicati quest’anno, due dei quali in nuove traduzioni. Stessa sorte per Elsa Morante, che la Ferrante ha citato come fonte di ispirazione, con una nuova traduzione del classico “L’Isola di Arturo”.

Morta Marie Fredriksson, la cantante dei RoxetteAveva 61 anni, era malata da tempo

11 dicembre 201907:30

Marie Fredriksson, la metà femminile del duo pop svedese Roxette, è morta all’età di 61 anni.Fredriksson formò i Roxette con Per Gessle nel 1986. I due pubblicarono il loro primo album lo stesso anno per poi raggiungere il successo internazionale alla fine degli anni ’80 e nei ’90.


L’artista è morta lunedì “per le conseguenze di una lunga malattia”. “È con grande dispiacere che dobbiamo informarvi della scomparsa di una delle più grandi e amate artiste”, ha dichiarato la sua agenzia di management.
Marie Fredriksson si ammalò nel 2002 e le fu diagnosticato un tumore cerebrale.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gabinetto Vieusseux festeggia 200 anni
Presentato calendario di mostre, pubblicazioni e incontri

FIRENZE10 dicembre 201915:54

– Compie 200 anni, e festeggia con un calendario di eventi il Gabinetto Vieusseux di Firenze.
Fondato nel 1820 per volere di Giovan Pietro Vieusseux, ha attirato letterati come Stendhal, Gide e Dostoevskij ed è stato il luogo di incontro tra Leopardi e Manzoni. Ancora oggi è un centro di ricerca e studio: conserva più di 150 archivi.
Per celebrare i due secoli presentato un calendario di mostre, pubblicazioni e conferenze in programma il 2020 e il 2021. Tra gli eventi ‘Il Novecento negli autografi dell’Archivio contemporaneo’, esposizione con rarità archivistiche e bibliografiche di personalità quali Montale, Ungaretti, e Pratolini, ‘Scrivere e riscrivere. L’Archivio delle scrittrici del nuovo millennio’, ospiti tra le altre Michela Murgia e Silvia Avallone, ‘Sotto una buona stella. Giovan Pietro Vieusseux a Firenze’, incontri per approfondire momenti significativi della storia del Gabinetto e ‘1820-2020 storia di #10 parole’ per leggere il nostro tempo attraverso parole come cui Europa, migrazione, progresso ed educazione.

Papa Bergoglio, un film sulle sue origini di migrante italianoIn sala il documentario ‘Il nostro Papa’ di Spagnoli e Lupi

10 dicembre 201920:48

Arriva in sala con l’Istituto Luce il 16 e il 17 dicembre – in coincidenza con il compleanno del Pontefice (il 17 dicembre) – il film-documentario Il Nostro Papa, diretto da Marco Spagnoli e Tiziana Lupi. Una sorta dì mockumentary tratto dall’omonimo libro a firma della stessa Lupi che mette al centro di tutto la natura di migrante di Papa Bergoglio. Senza l’emigrazione della sua famiglia in Argentina, fa capire più volte il filmato, oggi in Vaticano non ci sarebbe nessun Papa Francesco. Una tesi, quest’ultima, che percorre tutto il documentario nello spirito che la storia si ripete sempre. Così quella parte d’Italia oggi che è intollerante verso la migrazione non sa di aver avuto degli antenati migranti che hanno subito la stessa intolleranza e pregiudizi. Il film intreccia allo stesso tempo immagini storiche, interviste, memorie pubbliche e private del percorso e del pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Ci sono cosi materiali d’archivio (dell’Istituto Luce, degli archivi Vaticani e della Fondazione Ansaldo tra gli altri) e una parte di pura fiction con protagonista Iago Garcia (Il segreto, Non dirlo al mio capo) , un attore sulle tracce di quel Papa Bergoglio che deve interpretare. Tutto parte da Genova, dove si sono imbarcati verso l’Argentina milioni di italiani, con Massimo Minella esperto di storia delle migrazioni dall’Italia all’Argentina tra ‘800 e ‘900 che ci racconta questa storia poco conosciuta. Il nostro Papa ripercorre così la storia della famiglia Bergoglio a partire dalle sue origini italiane e dall’emigrazione in Argentina, che l’ha vista, tra l’altro, scampare a un terribile naufragio (quello della Principessa Mafalda). Nel docu poi anche più di un intervento del Papa, sempre sul tema emigrazione, nel segno di “quel perché loro e non noi” che indica come il nostro destino favorevole ci dovrebbe far riflettere. Il film – co-produzione tra Italia e Argentina, prodotta da Mario Rossini per Red Film e Antonio Cervi per Lazos de Sangre, in collaborazione con Rai Cinema – dovrebbe approdare su Raiuno il prossimo anno e sarà visto quanto prima dallo stesso Papa Bergoglio. “La nostra sembra una favola, ma è solo quanto accaduto alla famiglia di Francesco e allo stesso Papa, un uomo che per impegno e dedizione merita solo rispetto e attenzione, ma anche una sconfinata ammirazione per la sua semplicità e la sua determinazione a cambiare lo stato delle cose. Per i poveri, certo, ma anche per gli umili, gli offesi, i piccoli, i deboli, gli uomini e le donne che non godono della protezione di niente e di nessuno”, dicono Spagnoli e Lupi nelle loro note di regia. E ancora i registi: ‘È il racconto delle origini del Papa: una sorta di prequel ideale a quanto sappiamo o crediamo di conoscere di lui”.

Bill Cosby perde l’appello su condanna per violenza sessualeLa causa era basata su altre 5 testimoni dell’accusa

NEW YORK10 dicembre 201918:47

Bill Cosby ha perso l’appello sulla condanna per violenza sessuale. Una corte d’appello della Pennsylvania ha respinto la richiesta dell’attore di annullare la sentenza di primo grado che era basata sulla decisione del giudice di lasciare testimoniare altre cinque accusatrici. Gli avvocati di Cosby sostenevano che il magistrato aveva impropriamente permesso alle cinque donne di essere sentite nel nuovo processo dell’anno scorso, ma il tribunale ha affermato che la legge statale consente la testimonianza se questa mostra che Cosby aveva un modello ben determinato nel drogare e molestare le sue vittime. L’attore 82enne deve scontare una pena detentiva compresa tra i tre e i dieci anni per l’episodio avvenuto del 2004 nella sua casa di Filadelfia, che lui sostiene sia stato consensuale.

Last Christmas, lezioni pratiche per amarsiGeorge Michael colonna sonora film romantico con Emilia Clarke

10 dicembre 201920:49

Imparare a riamare se stessi per essere in grado di amare anche gli altri: è la lezione pratica scandita con humour e delicatezza, utilizzando come colonna sonora circa 15 canzoni (compreso un inedito) di George Michael da solista e con gli Wham! (a cominciare da quella evocata dal titolo), in Last Christmas di Paul Feig, commedia romantica delle Feste con Emilia Clarke e Henry Golding, in sala dal 19 dicembre con Universal. Un viaggio di sentimenti, che non si ferma alla classica storia d’amore infiocchettata dall’atmosfera natalizia ma che vuole parlare di “come usare il cuore, come vivere e come amare sé stessi” e di “come ci comportiamo, come ci prendiamo cura dell’altro” in un mondo moderno “in cui è così difficile non farsi distrarre” spiega nelle note di produzione la due volte premio Oscar Emma Thompson che del film è cosceneggiatrice (il soggetto l’ha scritto con il marito Greg Wise), oltre che coproduttrice e cointerprete. Un racconto costruito sulla stella emergente Emilia Clarke (Daenerys Targaryen, ‘madre dei draghi’ in Il trono di spade e eroina da dramma romantico nel campione d’incassi Io prima di te), nei panni di Katarina detta Kate che lavora (si fa per dire) come commessa, vestita da elfo, in un negozio di decorazioni natalizie sognando di diventare attrice. La ragazza, reduce da un’operazione molto seria, è alle prese con un periodo di piccoli ma continui disastri personali che la costringe anche a tornare a vivere in famiglia (i suoi sono immigrati in Gran Bretagna 25 anni prima dalla Ex Yugoslavia per sfuggire alla guerra). L’incontro con l’ottimista e ben più pacato Tom (Golding), porta Kate, fra incursioni su piste del ghiaccio, esplorazioni di giardini segreti e rifugi per senzatetto, a comprendere di dover cambiare prospettiva. Emma Thomspon (già fra i volti di un altro classico delle Feste, Love Actually) regala alcuni dei momenti più divertenti nei panni della ossessiva e autoritaria mamma della protagonista, Petra, che vive in una perenne atmosfera di dramma autoinflitto ed è terrorizzata dalla Brexit. Nel cast fra gli altri, anche Michelle Yeoh, nel ruolo della severa ma comprensiva proprietaria del negozio dove lavora Kate. Una bottega dove tra lucette per l’albero e vischio si può trovare proprio di tutto, da Bambin Gesù in scala 1:1 a gibboni giocattolo che cantano Last Christmas, a mini presepi alternativi in versione techno. L’idea base del film, ispirarsi a un evergreen degli Wham! Last Christmas era nata otto anni fa e George Michael, scomparso prematuramente nel 2016,era entusiasta dell’idea ma aveva posto come condizione proprio il coinvolgimento di Emma Thompson (che uno dei suoi due Oscar, l’ha vinto come sceneggiatrice di Ragione e sentimento) nel film. “George era un uomo molto gentile che amava l’idea della storia … – spiega Emma Thompson – e gli elementi di coscienza sociale in essa contenuti, perché ne era sempre molto coinvolto”. Dopo la morte del cantautore, l’amico d’infanzia e manager del musicista, David Austin ha spiegato ai realizzatori quanto fosse importante per George Michael il film e li ha incoraggiati ad andare avanti, permettendogli anche di utilizzare un brano inedito, ‘This Is How (We Want You To Get High)’.”Il film non è un musical ma le canzoni di George influenza tutta la storia – dice il regista Paul Feig -. Ci sono un paio di parti dove gli attori interagiscono con la sua musica e altre dove la musica guida o accompagna il racconto”.

Venere in fur riciclata e rimessa a modelloDoppia vita per la pelliccia da The Attico

10 dicembre 201917:04

– La nuova Venere in pelliccia di TheAttico, in linea con il concetto di upcycled, indossa pellicce vintage ricondizionate, a cui è stata data nuova vita dalle designers del marchio di abbigliamento, attraverso l’utilizzo di nuovi bottoni e di una nuova fodera, così come i cristalli Swarovski utilizzati sono di fatto delle rimanenze. Tutto ha un’aria retrò come le immagini e il video di Kinoproby, dove la modella sembra rivivere in un flashback. Call me back sussurra al telefono la ragazza pettinata in stile anni Quaranta, mentre sembra uscire da un vortice rosso e ipnotico.
Le scene notturne che abita sono ricordi di momenti che ha già vissuto o premonizioni di situazioni che sta per vivere. Eccola davanti ad una macchina, nel bosco, oppure intenta a camminare sulla moquette rossa dello stretto corridoio di un albergo.
Eccola di nuovo davanti ad un jukebox, indecisa sulla canzone da suonare. Venus in furs è la sua scelta, insolente. Infatti, indossa una pelliccia: un pezzo unico, parte di una selezione di sei oggetti unici, scelti personalmente dalle stiliste Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini e rivisti in chiave The Attico: forme, fodere, bottoni. In piedi su tacchi a spillo ricamati, la donna è un tripudio di allure. Qualcosa, però, è diverso. Il cappotto che indossa, come i cristalli Swarovski leftover che adornano le sue scarpe, hanno avuto una vita precedente, proprio come i suoi ricordi. La filosofia di The Attico in questa speciale capsule collection rappresenta il secondo capitolo dedicato all’ esplorazione di materiali e tessuti upcycled, dopo la collaborazione con il brand di denim Re/Done. Sigilla il messaggio in Lipsynch matt, cherry pink: una speciale tonalità di rossetto sviluppata con il marchio eco-conscious La Bouche Rouge, contenuta in una custodia in pelle vegana.

Nike si tuffa nella “modest fashion”linea per nuoto oltre il burkina coincide con mostra a NY

NEW YORK10 dicembre 201917:12

– Mentre da San Francisco la grande mostra sulla “modest fashion” si prepara a volare a New York, la Nike si tuffa in piscina con una nuova collezione dedicata alle donne di fede islamica e ai loro comportamenti “pudici” quando si trovano in pubblico.
Al di là del puro stimolo fisico, ciò che rende speciale il nuoto e gli sport acquatici è la sensazione di connessione con l’acqua: la libertà dell’assenza di gravità, la pace della fluidità intorno a tutto il corpo. È con questo spirito che questa settimana Nike ha presentato la sua nuova linea Victory Swim Collection disponibile dal primo febbraio su nike.com e presso rivenditori selezionati in tutto il mondo. L’ispirazione iniziale e’ venuta dal feedback delle atlete al Nike Pro Hijab, il primo hijab sportivo professionale introdotto due anni fa.
“Più ascoltavamo, più vedevamo possibilità di aiutare le atlete in nuove dimensioni, progettando in modo inclusivo e per far si’ che sempre piu’ donne si sentano a proprio agio a praticare sport”, spiega Martha Moore, vicepresidente e direttore creativo Nike.
La collezione, che comprende il costume da bagno premium Nike Victory Full-Coverage completato da capi accessori per il nuoto quali Nike Victory Swim Hijab, Nike Victory Swim Tunic Top e Nike Victory Swim Leggings, introduce performance innovative nella linea di costumi da bagno pensate per le atlete che desiderano potersi muovere liberamente in acqua pur restando completamente coperte. Tra le tecnologie adottate, una e’ ispirata a come gli squali aprono la bocca mentre nuotano per contrastare la resistenza opposta dagli strati di tessuto al libero movimento nell’acqua.
Il lancio della linea Victory precede di poche settimane l’arrivo il 28 febbraio al Cooper Hewitt di New York dei una nuova edizione della mostra sulla “modest fashion” dei Fine Arts Museum di San Francisco: uno spaccato di diverse interpretazioni del lusso, della streetwear e della haute couture nel mondo islamico che l’anno scorso aveva messo in catalogo anche il Pro Hijab della Nike.

Musei: ‘il futuro dimenticato’ in 3D su progetti di BolognaDalla torri di Kenzo Tange alla Manifattura delle Arti

BOLOGNA10 dicembre 201917:35

– Il Pilastro, la Manifattura delle Arti, le torri di Kenzo Tange per un viaggio virtuale nei progetti urbanistici che hanno modellato la città di Bologna.
Nasce per raccontare la città e il suo progetto di futuro, le sue aspirazioni, le visioni dell’avvenire ‘Il futuro dimenticato’, la nuova sala del Museo della Storia di Bologna che ospita l’applicazione di realtà virtuale ideata da Fabio Roversi Monaco e Marco Roccetti, e progettata da Loop e WhatWeare.
Con l’utilizzo di visori, si ha accesso ad un ‘volo’ all’interno di un ambiente stilizzato e ricostruito in 3D, con voce narrante. Il primo percorso, ‘Il futuro realizzato’ (nel 2020 ne seguirà un altro) mostra tre progetti, a cominciare dalle torri di Kenzo Tange del fiera district. Poi la Manifattura delle Arti, nel vecchio porto sul canale Navile; infine il quartiere Pilastro, progetto di edilizia popolare in periferia inaugurato nel 1966.

Libri: “Buon compleanno Susanna” per festeggiare TamaroScrittrice dona a Fondazione pc di “Và dove ti porta il cuore”

ORVIETO10 dicembre 201918:05

– Sessantadue anni all’anagrafe, 30 di carriera e di vita nell’orvietano, 30 libri pubblicati: Susanna Tamaro si appresta a festeggiamenti importanti in occasione del suo compleanno, il 12 dicembre. “Buon compleanno, Susanna” è infatti l’evento in programma proprio quel giorno presso il Vetrya corporate campus di Orvieto, durante il quale, per celebrare le varie ricorrenze personali e professionali, la scrittrice consegnerà alla Fondazione Luca e Katia Tomassini, fondatori dell’azienda digital, il Mac originale del 1992 con il quale ha scritto il suo successo editoriale più conosciuto, ‘Va’ dove ti porta il cuore’.
L’appuntamento sarà seguito dal concerto della maestra Elisa Casasole.
“Quest’anno voglio condividere questa gioia con i miei lettori” ha scritto Tamaro ‘promuovendo’ l’evento sui social.
“Ci sarà un piccolo concerto – ha aggiunto – e poi vi racconterò un po’ di cose di questi 30 anni. E naturalmente ci sarà la torta”.
“Il computer è per uno scrittore non dissimile da quello che il pennello è per un pittore, o uno strumento musicale per un musicista” commentano Luca e Katia Tomassini. “Il nostro Corporate campus – aggiungono – è stato costruito con l’intento di diventare un punto di riferimento per il territorio in materia di innovazione, ed è per questo che siamo orgogliosi del fatto che una delle più grandi scrittrici italiane lo abbia scelto per celebrare la propria carriera. Il Macintosh che ha deciso di donare alla nostra Fondazione, con il quale è stato scritto il capolavoro ‘Va’ dove ti porta il cuore’, sarà il fiore all’occhiello delle nostre esposizioni museali, che intendono promuovere in ogni sua forma la cultura dell’innovazione, cuore pulsante dell’attività umana”.

Morta a 96 anni ‘donna’ Jolanda, mamma di Al Bano CarrisiI funerali domani pomeriggio a Cellino San marco

CELLINO SAN MARCO10 dicembre 201918:31

– La mamma di Al Bano Carrisi, ‘donna’ Jolanda, è morta oggi pomeriggio all’età di 96 anni nella sua casa di Cellino San Marco. Il cantante era molto legato alla mamma che spesso aveva coinvolto in interviste e servizi televisivi girati nella tenuta di famiglia. Per Al Bano la mamma era la colonna portante della sua vita, tanto da averla definita “la migliore donna e mamma del mondo”. I funerali si terranno l’11 dicembre i alle 16.00 nella chiesa madre di Cellino San Marco.

Ritrovato quadro a Piacenza, ipotesi Klimt rubato’Ritratto di signora’ spunta durante i lavori di ripulitura

PIACENZA10 dicembre 201918:37

– Potrebbe essere stato ritrovato il dipinto di Gustav Klimt ‘Ritratto di Signora’ rubato nel 1997 alla Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza.
Durante i lavori di ripulitura di un’edera che copriva una parete esterna della stessa Galleria, si è scoperta un’intercapedine chiusa da uno sportello, all’interno della quale c’era un sacco, con dentro il quadro. Una prima expertise, a quanto si apprende, avrebbe confermato che si tratta dell’opera rubata, una delle più ricercate al mondo. Sono in corso ulteriori analisi per certificarne l’autenticità.

Beyoncè in copertina su Elle, lancia Ivy Park-AdidasPer suo brand sportivo. Popstar parla anche di stress quotidiani

NEW YORK10 dicembre 201918:44

– Beyoncè è la star della copertina di Elle del prossimo numero di gennaio. L’occasione, tra le altre cose, è il lancio della collaborazione con Adidas per la sua linea sportiva. Ivy Park-Adidas debutterà ufficialmente il 18 gennaio e la popstar viene ritratta in una serie di scatti mentre indossa i capi della sua collezione. Appare in una serie di diversi contesti quotidiani come in lavanderia o al supermercato. In copertina è ritratta invece con una mise estremamente sensuale e con lunghe treccine.
Il suo brand ‘gender-neutral’ Ivy Park lanciato nel 2016 ha fatto di lei una delle donne più giovani nonché l’unica afro-americana ad avere il pieno controllo di un marchio ‘athleisure’ (abbigliamento sportivo indossato anche a lavoro, ndr). Durante l’intervista ad Elle Beyonce’ ha parlato anche dei suoi stress quotidiani come la difficoltà di far conciliare la carriera e il privato.
“Per me – ha detto – la cosa più stressante e bilanciare lavoro e privato. Fare in modo di essere per i miei bambini, accompagnare Blue a scuola, accompagnare Rumi e Sir alle loro attività, uscire con mio marito oppure essere a casa a cena con la mia famiglia. Tutto ciò è difficile mentre si manda avanti un’azienda”. Ha sottolineato anche che la domanda che più le dà fastidio è quando le chiedono se è incinta.

Leonardo: di nuovo esposto a Torino l’AutoritrattoNella Biblioteca Reale fino all’8 marzo 2020

TORINO10 dicembre 201918:47

– L’Autoritratto di Leonardo da Vinci sarà esposto fino all’8 marzo 2020 alla Biblioteca Reale nella mostra “Il tempo di Leonardo. 1452 – 1519”, organizzata dai Musei Reali. Presente fino all’estate alla Galleria Sabauda nella rassegna “Leonardo. Disegnare il futuro”, il ritratto ha dovuto rimanere per un po’ di tempo lontano dalla luce: il supporto cartaceo su cui è impresso, infatti, è delicato e ha bisogno di periodi al buio.
La nuova mostra ripercorre oltre sessant’anni di storia italiana ed europea. Il primo caveau, la Sala Leonardo, accoglie una selezione di opere di artisti italiani contemporanei a Leonardo, accanto al Codice sul volo degli uccelli. Nove disegni autografi del maestro vinciano accompagnano il celebre Autoritratto. La seconda sala presenta manoscritti miniati, incunaboli, cinquecentine, preziose carte geografiche antiche, disegni e incisioni, affiancati da un ricco corredo didascalico, per illustrare i personaggi e i principali eventi storici occorsi durante la vita di Leonardo.

Rina Lipa, sorella di Dua, in posa per Red ValentinoMa la18enne è in ascesa nel cinema

10 dicembre 201918:47

– L’attrice emergente Rina Lipa ritratta dalla famosa fotografa Sharna Osborne è la protagonista della nuova campagna per la primavera del marchio Red Valentino.
Nelle immagini Rina Lipa insieme alle modelle Celina, a Rina, Bo, e Zoe sono lasciate libere di esprimersi recitando, ballando e suonando in modo non convenzionale in una spazio che imita il teatro di una scuola. musica.
Con un’estetica immediatamente riconoscibile e una visione unica di ciò che significa catturare la figura umana, Sharna Osborne, nata in Nuova Zelanda e residente a Londra, ha creato un genere unico nel campo della fotografia della moda. La diciottenne Rina Lipa è conosciuta come la sorella minore della famosa cantante Dua Lipa. Vantando oltre 700.000 follower su Instagram, ora sta entrando sotto i riflettori come attrice emergente.

Nobel Letteratura, consegnato a Handke e TokarczukPremier Erdogan attacca, Nobel a razzista che nega Srebrenica

10 dicembre 201919:23

– Lo scrittore austriaco Peter Handke ha ricevuto, al Concert Hall di Stoccolma, il Premio Nobel per la Letteratura 2019. L’assegnazione delll’ambito riconoscimento dell’Accademia di Svezia ad Handke è stata accompagnata, fin dall’annuncio, lo scorso ottobre, da polemiche boicottaggi per le sue posizioni filoserbe e la sua partecipazione al funerale di Milosevic. Infuriate le Madri di Srebrenica e tra le defezioni quella ldi Peter Englund, membro dell’Accademia Svedese dal 2002. Il 10 dicembre è sceso in campo il presidente Erdogan che ha sottolineato: “Nella Giornata dei diritti umani, dare il premio Nobel per la Letteratura a un razzista che nega il genocidio in Bosnia Erzegovina e difende i criminali di guerra equivale a premiare le violazioni dei diritti umani” .
Consegnato anche il Nobel per la letteratura 2018 alla scrittrice polacca Olga Tokarczuk, dopo la mancata assegnazione per lo scandalo molestie che aveva travolto l’Accademia svedede l’anno scorso a Stoccolma i vincitori sul palco erano due.

Moda,Kristina Ti e Irreplaceable insiemeSpeciale ‘shop in shop’ per special edition Miami Tricolor

TORINO10 dicembre 201919:55

– Entrambe imprenditrici, mamme e torinesi. L’incontro fra Cristina Tardito ed Elisa Giordano era inevitabile. I loro marchi, Kristina Ti e Irreplaceable, sono del resto ispirati allo stesso tipo di donna: forte, sexy, indipendente.
La maglieria, caposaldo dei due brand di moda, costituisce il terreno comune per una collaborazione unica: una special edition del Miami Tricolor, iconico modello tricot di Irreplaceable Elisa Giordano, declinato in due diverse varianti con i colori tradizionali di Kristina Ti.
Per celebrare quest’unione verrà creato uno speciale “shop in shop”, con la presentazione della relativa Capsule collection, presso il flagship-store di Kristina Ti, nella centrale Maria Vittoria, a Torino. L’inaugurazione domani, mercoledì 11 dicembre, alle ore 16, con un evento esclusivo.

Piazza Fontana: Libri, Bettin-Dianese, la Strage degli InnocentiPerchè è senza colpevoli

10 dicembre 201920:18

– LA STRAGE DEGLI INNOCENTI, DI GIANFRANCO BETTIN, MAURIZIO DIANESE (FELTRINELLI- PP. 256 – EURO 17).
Alla fine degli anni sessanta, nel triangolo fra Padova, Treviso e Venezia abitano alcuni degli uomini più feroci del terrorismo italiano. Hanno un disegno: spargere terrore per instaurare un regime militare autoritario, proprio come era accaduto in Grecia con il golpe dei colonnelli.
Alle 16.37 del 12 dicembre 1969, a Milano, sotto il grande tavolo al centro della sala aperta al pubblico della Banca nazionale dell’agricoltura esplode una bomba. Diciassette persone muoiono. Centinaia rimangono ferite. Da allora sono passati anni di inchieste e decine di sentenze. Di questa strage sappiamo molto, anche se un colpevole manca.
Maurizio Dianese e Gianfranco Bettin hanno lavorato sulle carte delle indagini e dei processi, hanno intervistato protagonisti e testimoni e sono andati nei luoghi di questa lunga storia, per gettare un po’ di luce sullo spazio in cui hanno agito e si sono a lungo nascosti alcuni dei suoi personaggi principali. Chi sono gli ideologi e gli esecutori della stagione feroce in cui il rischio di perdere la nostra “democrazia difficile”, come la definì Aldo Moro, è stato altissimo? Questo è un viaggio nel capitolo più buio e violento della storia italiana, nel quale la violenza dell’estrema destra di Ordine nuovo, l’Ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno, i servizi segreti militari, le stragi, gli omicidi e la strategia della tensione sono i tasselli che ancora oggi la giustizia non è riuscita a comporre nel quadro definitivo della verità processuale.

Beni culturali: Ascoli si candida per nuova SoprintendenzaSindaco Fioravanti scrive a Franceschini

ASCOLI PICENO10 dicembre 201920:35

– “La città di Ascoli Piceno è pronta a ospitare la Soprintendenza delle Marche Meridionali”.
Lo annuncia il sindaco Marco Fioravanti. “In merito alla lodevolissima intenzione del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini di istituire una Soprintendenza dedicata al territorio delle Marche Sud, competente per le province di Ascoli, Fermo e Macerata – spiega -, come Amministrazione Comunale ci siamo immediatamente attivati recapitando una lettera al ministro stesso nella quale sono state evidenziate le principali specificità che possono concorrere a candidare Ascoli come sede ideale della nuova Soprintendenza. La città, inserita nel cratere del terremoto, può vantare uno straordinario tessuto artistico e culturale”. Fioravanti cita i teatri, i resti archeologici, la sezione del Museo Nazionale Archeologico, la Facoltà di Architettura, il Corso per la Diagnostica dei Beni Culturali e la rete dei Musei Civici. La città sarà inoltre capofila di due progetti culturali”.

Segre: nuova edizione ‘La memoria rende liberi’ con MentanaDiritti andranno alla Fondazione Opera San Francesco

10 dicembre 201920:43

– Esce in libreria una nuova edizione con testi inediti di ‘La memoria rende liberi’ di Liliana Segre ed Enrico Mentana. Su espressa richiesta degli autori, tutti i diritti maturati saranno devoluti alla Fondazione Opera San Francesco per i Poveri Onlus. La casa editrice Rizzoli si impegna, allo stesso modo, a versare alla suddetta Fondazione parte del ricavato proveniente dalle vendite della presente edizione.
Enrico Mentana raccoglie le memorie di una testimone d’eccezione in un libro crudo e commovente, ripercorrendo la sua infanzia, il rapporto con l’adorato papà Alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera e la gioia ritrovata grazie all’amore del marito Alfredo e ai tre figli. Un racconto emozionante su uno dei periodi più tragici del secolo scorso che invita a non chiudere gli occhi davanti agli orrori di ieri e di oggi, perché “la chiave per comprendere le ragioni del male è l’indifferenza: quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore”.
Liliana ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. Discriminata come “alunna di razza ebraica”, viene espulsa da scuola e a poco a poco il suo mondo si sgretola: diventa “invisibile” agli occhi delle sue amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e al suo papà i cancelli di Auschwitz.
Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di una Milano appena uscita dalla guerra, in un Paese che non ha nessuna voglia di ricordare il recente passato né di ascoltarla.
Dopo trent’anni di silenzio, una drammatica depressione la costringe a fare i conti con la sua storia e la sua identità ebraica a lungo rimossa. “Scegliere di raccontare – si legge nel libro – è stato come accogliere nella mia vita la delusione che avevo cercato di dimenticare di quella bambina di otto anni espulsa dal suo mondo. E con lei il mio essere ebrea”.

Ritrovato quadro a Piacenza, sarebbe un Klimt rubato’Ritratto di Signora’ rimasto nascosto per 22 anni a pochi metri

PIACENZA10 dicembre 201920:45

Era uno dei quadri rubati più ricercati del mondo. Ma dopo un furto rocambolesco alla vigilia di una mostra, il ‘Ritratto di signora’ di Gustav Klimt potrebbe essere rimasto nascosto per 22 anni e 9 mesi in un’intercapedine su un muro esterno del museo, la Galleria Ricci Oddi di Piacenza, da dove è stato rubato. Senza che nessuno se ne accorgesse e senza che chi lo aveva rubato andasse a prenderselo.
Anzi, la tela ha rischiato seriamente di finire fra i rifiuti quando un addetto ai lavori di pulizia dello spazio esterno lo ha trovato, chiuso dentro un sacco nero, in una cavità protetta da uno sportello in lamiera che nel frattempo era stata nascosta dall’edera. Nei prossimi giorni analisi più approfondite diranno una parola definitiva sulla sua autenticità, ma una prima expertise ha confermato che si tratta proprio di quel dipinto: nella parte posteriore vi sono infatti anche i timbri delle esposizioni in cui l’opera era stata esposta in passato.
Il furto della ‘Signora’ fu, nel febbraio 1997, una storia da film che finì sui giornali di tutto il mondo: del furto ci si accorse il 22 febbraio, ma probabilmente avvenne qualche giorno prima, nella confusione del trasloco di parecchi dipinti per una mostra a Palazzo Gotico dedicata proprio a Klimt. Un ritardo che causò una grave danno alle indagini.
Si avanzarono le tesi più varie e fantasiose, specie dopo che fu trovata la cornice, smontata, nello sgabuzzino di un lucernario: ci fu chi pensò a ladri acrobati, chi suppose che il dipinto fosse uscito tranquillamente dalla porta principale, approfittando del trambusto di quei giorni.
Dalla sala in cui era esposto (era ovviamente il pezzo più importante della pinacoteca) aveva fatto solo poche decine di metri, andando a finire nell’intercapedine appena fuori dalla porta del museo. Probabilmente doveva essere, nell’intenzione di chi l’ha rubato, un nascondiglio temporaneo: poi, però, forse anche per l’attenzione mediatica, la sorveglianza delle forze dell’ordine e il rischio di ricettare un’opera divenuta così celebre, i ladri potrebbero non essere mai tornati a riprenderselo.
Nel corso degli anni si sono alimentate voci e leggende su questo quadro che ne hanno alimentato il mito: dalla possibilità che fosse stato usato per riti satanici o che fosse finito in un fantomatico ‘tesoro di Craxi’ nascosto in Tunisia.
Inizialmente furono indagati gli allora custodi della Galleria, ma la loro posizione fu ben presto archiviata dal gip per mancanza di prove. Nel 2016 l’inchiesta fu riaperta dopo il ritrovamento di una traccia di dna sulla cornice, ma non ci furono particolari sviluppi.
Ora il colpo di scena che potrebbe acclarare che il dipinto, uno dei più ricercati del mondo, non si è mai mosso dalla Ricci Oddi. Ma per dirlo con certezza serviranno altri accertamenti degli inquirenti. Che proveranno anche a far chiarezza sui tanti lati oscuri di una vicenda apparentemente assurda.

Lewis Capaldi ospite al festival di SanremoIl brano Someone You Loved è da tre settimane al vertice della classifica singoli in America

12 dicembre 201910:06

E’ Lewis Capaldi il primo ospite internazionale del Festival di Sanremo (4-8 febbraio). Lo confermano fonti Rai. L’artista rivelazione scozzese, 23 anni, con il suo album di debutto Divinely Uninspired to a Hellish Extent, pubblicato nel 2019, disco più venduto dell’anno in Gran Bretagna, ha collezionato 1,5 milioni di copie vendute nel mondo e 2,6 milioni di stream. A dare il via al successo, il brano Someone You Loved, disco di platino in 20 Paesi (80 milioni di views per il video) e candidato ai prossimi Grammy Awards nella categoria Song of the Year.Il brano Someone You Loved è da tre settimane al vertice della classifica singoli in America: era dal 2016 che un artista britannico non raggiungeva la vetta della top ten Usa. Il successo del primo singolo è stato confermato dal successivo Hold Me While You Wait e dal singolo Bruises.A sostenere questo ragazzone scozzese, passato in poco tempo dal cantare nei club di Glasgow ad esibirsi sui palchi di tutta Europa (come Glastonbury) sono stati tanti amici artisti, che gli hanno dato la possibilità di farsi conoscere come supporter dei loro tour (Ed Sheeran, Sam Smith, i Bastille, Rag’n’ Bone Man e Niall Horan). Capaldi è stato anche ribattezzato l'”hardest working artist of 2019″ grazie ai 195 show tenuti quest’anno in 23 paesi (68 concerti in UK e 127 nel mondo).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Melania Mazzucco racconta l’architettrice
La sorprendente storia dell’artista del ‘600 Plautilla Bricci

11 dicembre 201909:52

Grazie alla testimonianza dell’autore della scritta, sappiamo che ”da qualche parte, tra le fondamenta di Villa Benedetta c’è ancora la lamina di piombo che reca scritto il nome di chi la disegnò, la progettò e la costruì”: Plautilla Bricci, architettrice appunto della villa detta del Vascello sul Gianicolo nel 1663. Di lei, per secoli, non si è saputo più nulla. Una donna, allora, non poteva avere rilevanza e tanto meno fama e riconoscimento, così sarebbe difficilissimo trovare citazioni che la riguardino (pur avendo quadri esposti ai Musei Vaticani), almeno sino a una monografia di soli due anni fa, firmata da Consuelo Lollobrigida (Gangemi, pp. 190 – euro 20,40), quando Melania Mazzucco vi lavorava da oltre dieci anni, dai tempi in cui fu incuriosita da alcune notizie su questa donna mentre faceva ricerche per i suoi libri sul Tintoretto, a cominciare dal romanzo ”La lunga attesa dell’angelo”, e, a proposito della figlia di questo Marietta, sulle artiste donne del passato.
Dopo alcuni importanti romanzi molto belli nati dalla cronaca dei nostri giorni, ecco che la scrittrice premio Strega con ”Vita” nel 2003 è tornata a una narrazione storica di sorprendente ricchezza e densità, tutta in bilico tra saggio e romanzo, tra storia e invenzione, che è rilevante, data la mancanza di dati e documenti, e resa viva dall’intento di ridare un’anima, dei sentimenti, un carattere a Plautilla, cresciuta nella Roma seicentesca popolare e papalina di Borgo, che in queste pagine prende fascinosamente vita. Una Roma in cui ha grande rilevanza la divisione in classi, in cui il potere ecclesiastico si sente forte e può diventare violento: si veda il racconto fatto al giovane Giovan Francesco Romanelli da Giovanni Briccio, padre di Plautilla. Da ragazzina gracile e malaticcia si crede poco amata e sarà invece la prediletta, quella educata a essere diversa, scrivendo per lei i libri di studio che non ci si può permetter di comprare, a avere coscienza di sé, a sviluppare il suo dono d’artista, di pittrice. Quest’uomo infatti, figlio di un materassaio, è anche lui un artista eclettico e un intellettuale, pittore devoto al Cavalier d’Arpino sino a diventar fuori moda e essere dimenticato quando cambieranno i gusti, ma anche attore e autore di testi teatrali di grande popolarità ma che poco gli rendono.
Contano, nella vita di Plautilla, il fratello Basilio che le è spesso accanto, la bella sorella Albinia, e poi una suora carmelitana pittrice, Eufrasia Benedetti, che sarà il tramite col proprio fratello, l’Abate Elpidio, che diverrà uomo della sua vita in tutti i sensi pur nel continuo perdersi e ritrovarsi. Lui finisce tra l’altro importante figura a Parigi nell’entourage del Cardinal Mazzarino e poi inviato a Roma di Luigi XIV, dove darà all’amata gli incarichi prestigiosi e di cui riusciamo a saper qualcosa: un palazzo da ristrutturare per Elpidio stesso, poi la cappella in San Luigi de’ Francesi che ospita i tre Caravaggio, infine appunto la grande villa barocca del vascello a san Pancrazio, che sembra proprio una nave e che resterà distrutta dalle cannonate francesi durante l’estrema difesa della Repubblica Romana nel 1849 che, saltando quasi due secoli, è un po’ la conclusione del romanzo.
Un romanzo, quindi, molto ricco di storie, invenzioni, ricostruzioni, frutto di lunghe ricerche (di cui una nota finale dà notizie), che riesce a immetterci, tra miserie e grandezze, nella vita sociale, storica e culturale della Roma di quegli anni, ma anche in quella artistica assai ricca e ci introduce, attraverso i grandi autori alla pittura dell’epoca col suo mutare di stili, citando rari documenti e brani letterari, ma soprattutto ci coinvolge grazie alla vivida figura della protagonista, che grazie alla forza della letteratura trova quella verità di fatti e d’essere andati perduti, ridando proprio posto e valore a Plautilla, attraverso la quale Melania Mazzucco riscatta tutte le donne artiste volutamente dimenticate, anche se oggi si è cominciato ad andare a ritirarle fuori dal buio in cui sono sepolte. Non a caso forse si cita di sfuggita anche la Gentileschi, quella ”Artemisia” con cui Anna Banti nel 1947 fu anticipatrice di tante letterarie reinvenzioni e rivalutazioni.

Renoir, maestro di vita e coloreIl ritratto del pittore nel volume antologico cura di Monia Rota

11 dicembre 201919:54

AA.VV., IL GRANDE RACCONTO DI RENOIR, a cura di Monia Rota (Edizioni della Sera, pp. 200, 15 euro).
Difficile non perdersi nei giochi di luce, i colori vibranti, nelle figure eteree e umanissime, e le particolarissime, affascinanti atmosfere, quasi sospese nel tempo eppure così reali, dei suoi quadri: a 100 anni dalla morte, Pierre-Auguste Renoir continua a ispirare nuove appassionanti storie, come quelle narrate nel libro “Il grande racconto di Renoir” (Edizioni della Sera). A cura di Monia Rota, il volume antologico rievoca attraverso le parole degli autori tele immortali come “Il palco”, “La passeggiata”, “La colazione dei canottieri”, restituendone il cromatismo, ma anche tutte le tematiche sociali e psicologiche care a Renoir e agli altri “colleghi” Impressionisti tra il 1800 e il 1900, anche con l’obiettivo di documentare l’impegno dell’artista nella diffusione di un linguaggio nuovo, più moderno. Non mancano nei racconti presenti nel testo la gioia di vivere e la passione per il divertimento del grande pittore, nonché il fascino della vita quotidiana e della bellezza della natura.

Reggia Caserta: principio d’incendio in locale-guardarobaAl piano terra, è in gestione ad associazione temporanea imprese

11 dicembre 201910:39

– Un incendio di ridotte dimensioni si è sviluppato un uno locale usato come guardaroba al piano terra della Reggia di Caserta. Sul posto i vigili del fuoco che hanno prontamente spento le fiamme.
Il locale – fanno sapere dalla Direzione del monumento borbonico – è dato in gestione a Civita, associazione temporanea di imprese che gestisce la biglietteria della Reggia.

La prima dell’Opera Roma: applausi ai ‘Vespri’ di Verdi, pubblico diviso sulla regiaOvazione per il maestro Daniele Gatti, consensi e buu alla regista argentina Carrasco

11 dicembre 201911:17

Il Verdi monumentale ma poco rappresentato per una apertura in grande della nuova Stagione del Teatro dell’ Opera di Roma. ”Les vêpres siciliennes’, dramma complesso del compositore di Busseto su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier, ha inaugurato tra grandi applausi il cartellone 2019-2020 la sera del 10 dicembre. Il pubblico ha tributato una lunga ovazione al maestro Daniele Gatti, direttore musicale alla sua prima prova sul podio del Teatro Costanzi, che ha guidato con grande efficacia la straordinaria esecuzione dell’ orchestra. Ottima la prova del cast di voci. Pubblico diviso, invece, tra i buu delle logge e i consensi della platea sulla messa in scena della giovane regista argentina Valentina Carrasco. Tra gli interpreti, apprezzamenti sono andati in particolare a Roberto Frontali (Monfort), John Osborn (Henri), Roberta Mantegna (Hélène) e a Michele Pertusi (Procida). Lo spettacolo – proposto nella versione integrale in cinque atti, in francese, oltre tre ore di musica più due lunghi intervalli – mancava dal cartellone dell’ Opera di Roma dal 1997 e in precedenza è stato presentato solo tre volte, nel 1940, 1956 e 1964 ma in italiano . E’ il primo dramma composto da Giuseppe Verdi per l’ Opèra di Parigi e ebbe la sua prima rappresentazione nel 1855 nella capitale francese. Il soggetto consentiva vaste scene di massa, quadri grandiosi e danze, elementi tipici del grand-opéra parigino. Il pubblico che ha occupato i 1400 posti del Costanzi ha apprezzato apertamente la scelta di una proposta che ha richiesto lo spiegamento di tutte le energie del Teatro dell’ Opera- 300 persone sul palcoscenico, ha precisato il sovrintendente Carlo Fuortes -, dall’ orchestra, al coro, all’ intero corpo di ballerini protagonista della scena del Ballo delle Stagioni che per mezz’ ora occupa il terzo atto. Belle le scenografie di Richard Peruzzi. Nell’ allestimento per l’ apertura della nuova Stagione dell’ Opera di Roma, la regista ha tralasciato il contesto storico e geografico originario ambientando la vicenda tra blocchi di pietra per puntare sul concetto universale dell’ oppressione, dell’ abuso di potere che può materializzarsi ovunque. E, dunque, non un’ epoca lontana, non la Sicilia medioevale che si ribella ai francesi. I temi al centro dell’ attenzione danno forma a storia senza tempo in cui l’ elemento più interessante – ha spiegato Carrasco – non è tanto la rivolta, appena accennata da Verdi, quanto la paura degli invasori. In questo quadro, assume un peso particolare il confronto-conflitto che anima il governatore Monfort dopo la scoperta che il ribelle Henri è in realtà suo figlio, frutto di una violenza sessuale, al quale garantisce che risparmierà i rivoltosi solo se il giovane acconsentirà a chiamarlo ‘padre’. Del resto lo stesso Gatti, nel presentare l’ opera, ha messo in luce la duplice chiave di lettura del lavoro verdiano, quella politica per i moti antifrancesi nella Palermo del 1282, e l’ aspetto intimo e privato dei personaggi, primo tra tutti, appunto, Monfort, combattuto tra la ragion di stato e l’ affetto per il figlio ritrovato, che gli fa riscoprire sentimenti dimenticati e concepire la stessa idea del potere in modo nuovo. Su tutto domina la grande musica di Verdi che dà colore e profondità alle scene corali ai come i duetti intensi, tratteggiando gli sviluppi dell’ intreccio. Una prima contestazione dalle logge aveva preso di mira la scena suggestiva del balletto con il ‘rito purificatorio’ delle ragazze che si lavano e giocano a lanciarsi acqua quasi a voler rimuovere le tracce delle violenze e degli abusi subiti da parte delle truppe di occupazione. Dopo gli applausi che hanno coronato la serata, artisti, mecenati, sostenitori e un elenco selezionato di personalità si sono ritrovati nella cena di gala per 250 invitati nel laboratori di scenografia e costumi. Lo spettacolo si replica fino a domenica 22 dicembre.

A Parma Salvator Dalì a trent’anni dalla morteFollia e genio di un artista tra più influenti del Novecento

PARMA11 dicembre 201911:40

– A trent’anni dalla sua scomparsa, una mostra celebra alla galleria Art&Co di Parma, dal 14 dicembre al 28 febbraio, la figura di Salvator Dalì in un percorso fra scultura e pittura, raccontando con oltre venti opere follia e genio di uno degli artisti più influenti e profondi del ‘900.
‘Salvator Dalì 30 Years after the Genius’ presenta una parte significativa della memoria e del suo testamento artistico, attraverso opere quali l’orologio de ‘La persistenza della memoria’ o la figura di ‘Alice in wonderland’ di Lewis Carroll, molto cara a Dalì perché strettamente legata al tema del sogno, dell’onirico e del surreale. Non manca un omaggio all’amatissima Gala e al surrealismo stesso, con il ‘Surrealism King’, così come riferimenti alla mitologia classica o ai tarocchi. Il genio catalano ha fatto di se stesso un’opera d’arte vivente: lui stesso era una sua creazione. Art&Co proporrà inoltre l’inserimento di sculture monumentali di Dalì nel contesto cittadino nell’ambito di Parma 2020 Capitale della Cultura.

Zavattini, il viaggio come impegnoRitratto inedito su ruolo e fortuna dell’artista all’estero

11 dicembre 201911:53

– La ricchezza vivida delle idee mai disgiunta dall’impegno; lo sguardo “neorealista” capace di andare oltre le apparenze della realtà attraverso il cinema, la letteratura, il pensiero; il viaggio inteso come scoperta ma anche come occasione di diplomazia culturale. Sarà un ritratto inedito quello offerto dalla mostra “Zavattini oltre i confini.
Un protagonista della cultura internazionale”, in programma a Reggio Emilia negli spazi di Palazzo Da Mosto dal 14 dicembre al 1 marzo, che racconta al pubblico non solo lo spirito eclettico ma soprattutto il ruolo rivestito all’estero da Cesare Zavattini.
Il progetto, che prende vita nel trentennale dalla morte dell’intellettuale di Luzzara, ha richiesto ben 2 anni di lavoro da parte di uno “staff multidisciplinare composto da 12 studiosi per approfondire, accanto all’attività svolta da Zavattini nei diversi ambiti artistici, la sua capacità di intessere relazioni straordinarie anche al di fuori dall’Italia”, ha detto in un’intervista Alberto Ferraboschi, curatore della mostra.
Il percorso, sviluppato in 9 sale come un lungo viaggio seguendo i Paesi visitati da Zavattini – dalla Francia alla Spagna, dall’Americano Latina agli Usa all’Europa orientale fino all’Africa – si compone di immagini fotografiche, carte originali, libri, video, manifesti, annotazioni autografe, ma anche di dettagli che restituiscono l’uomo, come il basco, la macchina da scrivere, la borsa da viaggio.
Promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani, Regione Emilia-Romagna-IBC, Comune di Reggio Emilia e Archivio Cesare Zavattini, la mostra prevede anche una corposa attività didattica per far conoscere ai bambini e ai ragazzi delle scuole la fondamentale e attualissima figura di Zavattini.

Buonvino maestro del Concertone di MelpiganoCompositore per Elisa, Skin e colonne sonore, anche serie Medici

MELPIGNANO (LECCE)11 dicembre 201911:57

– Sarà Paolo Buonvino il maestro concertatore della Notte della Taranta 2020: il compositore siciliano dirigerà l’Orchestra Popolare il 22 agosto nel Concertone di Melpignano che celebra la pizzica salentina.
Buonvino è in Salento per un primo incontro con i musicisti e una visita nei paesi della Grecìa salentina. La decisione è una nuova sfida per la Fondazione che punta alla commistione tra linguaggio popolare e colto, la stessa che ha portato Buonvino a comporre hit di successo come ‘Renaissance’ per Skin, colonna sonora della serie ‘I Medici’ e in passato ‘Eppure Sentire’ interpretata da Elisa, ‘Baciami ancora’ di Jovanotti, ‘Tutto può succedere’ con Giuliano Sangiorgi; è stato premiato anche con il David di Donatello come miglior musicista 2008 per il film Caos Calmo.
“Ho voluto che questa avventura cominciasse molto presto – ha detto Buonvino incontrando l’Orchestra – perché l’incontro con i musicisti, studiosi e professionisti potesse essere il più approfondito e intenso possibile”.
Al temine della prima sezione di prove con l’Orchestra Popolare, venerdì 13 dicembre alle 12 nella sede della Fondazione a Melpignano (Lecce), il maestro Buonvino presenterà il tema dell’edizione 2020 con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’assessore alla cultura Loredana Capone.
“Abbiamo chiesto a Buonvino di celebrare la nostra epoca proiettandola nel futuro, fondendo sonorità del passato a ritmi e arrangiamenti che esprimano la profondità e la passione della Notte della Taranta e dei suoi protagonisti”, sottolinea il presidente della Fondazione, Massimo Manera, rilevando che “la programmazione pluriennale consente al maestro di lavorare sul Concertone per nove mesi. La scelta di un compositore è infatti determinata dalla volontà di consegnare al pubblico un’opera che sia frutto di una ricerca musicale sul campo”.

A teatro, Solfrizzi è Federer, Dix come BorgesTorna Priscilla, la regina del deserto; Enia racconta L’abisso

11 dicembre 201912:48

– “L’operazione – Lo spettacolo da vedere per forza!” di Rosario Lisma e il ritorno “Priscilla, la regina del deserto” in musical, entrambi a Roma; Davide Enia e il racconto su “L’Abisso”, dal suo romanzo “Appunti per un naufragio”, ancora nella capitale, e Gioele Dix nei panni di Borges in “Cita a ciegas” di Mario Diament, diretto da Andrée Ruth Shammah, a Milano. E poi, “L’angelo di Kobane” di Henry Naylor, con Anna Della Rosa tra l’incubo dell’Isis, a Genova, ed Emilio Solfrizzi nuovamente “Rorger” (Federer) per Umberto Marino tra Montecchio Maggiore (VI) e San Martino Buon Albergo (VR): sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Palazzo Barberini cambia volto per raccontare il ‘60010 sale restaurate, nuovo percorso tra Caravaggio,Tiziano e Reni

11 dicembre 201913:21

– Un nuovo percorso espositivo circolare, che valorizza i capolavori di una collezione unica, da Caravaggio a Tintoretto, da Reni a Carracci e Tiziano, e che racconta molto anche della splendida complessità di uno dei palazzi storici più belli della Capitale: si respira aria nuova a Palazzo Barberini, che continua il suo processo di rinnovamento con la riapertura di ben 10 sale situate nell’Ala nord del piano nobile, dopo il restauro dei mesi scorsi dell’Ala sud. L’inaugurazione ci sarà il 12 dicembre, con un’apertura straordinaria a partire dalle 18, per celebrare un restauro ragionato che ha interessato le strutture architettoniche, l’impianto di illuminazione, la grafica e gli apparati didattici lungo un’area di 550 mq. Un allestimento completamente ripensato, dunque, a cura della direttrice Flaminia Gennari Santori, con Maurizia Cicconi e Michele Di Monte (su progetto di Enrico Quell), con ambienti diversi e nuove modalità di fruizione, per proporre al pubblico la possibilità di una visita più consapevole (sono state cambiate le didascalie, con spiegazioni più lunghe, e predisposti nuovi pannelli, anche dedicati a una singola opera): il percorso sarà caratterizzato da un ritmo discontinuo e dalla possibilità di comprendere la relazione che lega i prestigiosi e imponenti saloni ai corridoi e ai vari ambienti dell’edificio, con i quadri che fungono da raccordo per esaltare il racconto del palazzo stesso.

Tornano in libreria le memorie di Licia PinelliRaccolte nel volume-intervista di Piero Scaramucci

11 dicembre 201913:25

– LICIA PINELLI-PIERO SCARAMUCCI, ‘UNA STORIA QUASI SOLTANTO MIA’ (FELTRINELLI, PP. 224, 9.50 EURO) “Uno Stato che non ha il coraggio di riconoscere la verità è uno Stato che ha perduto, uno Stato che non esiste”. Sono le parole di Piero Scaramucci (giornalista, storico fondatore e direttore di Radio Popolare, scomparso nel settembre scorso).
Torna in libreria per Feltrinelli ‘Una storia quasi soltanto mia’ (prima edizione 1982 per Mondadori) che Piero scrisse raccogliendo le confidenze di Licia (oggi 91 anni), vedova dell’anarchico Giuseppe Pinelli, incolpato della strage di piazza Fontana e poi morto precipitando dalla finestra della questura a Milano durante gli interrogatori per la strage. Un libro-intervista in cui si svelavano le trame dietro la strage e gli anni bui che ne seguirono.
“Questa è la storia che Licia Pinelli mi raccontò agli inizi degli anni Ottanta. Era rimasta appartata, quasi silenziosa per una decina di anni, da quell’inverno del 1969, quando la bomba fece strage alla Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano, suo marito Pino, ferroviere anarchico, precipitò da una finestra della questura e l’Italia scoprì che la democrazia era sotto attacco. Licia si era tenuta lontana dai riflettori concentrandosi in una tenace battaglia per ottenere giustizia sulla Giustizia. Non la ottenne. Dopo dieci anni Licia fece forza sul suo severo riserbo e si decise a raccontare di sé e di quel che era successo. Scelse lei stessa di parlare e mi chiese di intervistarla. Non fu un percorso facile, per Licia fu come reimparare a parlare e a guardare dentro se stessa dopo anni di silenzio e autocensura. Oggi, a distanza di tanto tempo, questo documento appare come un racconto di rara verità, chi vorrà scrivere la storia di quegli anni durissimi non ne potrà prescindere.” Il racconto è arricchito da una cronologia degli eventi più importanti dell’epoca e da un inserto di foto.
Piero Scaramucci è nato a Praga l’8 gennaio 1937 e morto l’11 settembre scorso. Giornalista, inviato speciale alla Rai dove ha lavorato dal 1961 al 1992 per le testate radiofoniche e televisive, dal 1992 al 2002 è stato direttore di Radio Popolare, che aveva contribuito a fondare nel 1976. Ha svolto un’intensa attività sindacale: è stato consigliere della Federazione Nazionale della Stampa, cofondatore del Gruppo di Fiesole ed estensore dello Statuto della Federazione nazionale della stampa del 1999.

Gianni Morandi compie 75 anni, pioggia auguri su FbMigliaia ‘like’ e commenti, oggi pausa serie concerti a Bologna

BOLOGNA11 dicembre 201913:37

– Gianni Morandi compie 75 anni e il pubblico lo riempie di auguri con migliaia di like e di post sulla sua pagina Facebook. Volto sorridente, in mano un rametto di bacche natalizie, il cantante di Monghidoro pubblica una ‘foto segna tempo’ realizzata da Anna Dan, seconda moglie e sua compagna da un quarto di secolo. I commenti lievitano di minuto in minuto, e per tutti i fan Morandi ha una parola di ringraziamento e di affetto, com’è nel suo stile social.
Per il ‘Gianni nazionale’ è un giorno di pausa nella serie di concerti da tutto esaurito ‘Stasera gioco di casa’, che lo vedono protagonista al teatro Duse di Bologna dall’1 novembre e fino al 27 febbraio: venticinque appuntamenti, di cui 17 ancora da affrontare, a ripartire da domani sera, giovedì, su quel palco che lo vide esibirsi per la prima volta nel 1964 e sul quale ora, attraverso il concerto in forma acustica, Morandi ripercorre tutte le emozioni della sua vita in musica.

Piazza Fontana, le rivelazioni del giudice SalviniIl volume scritto con il giornalista Andrea Sceresini

11 dicembre 201914:21

– GUIDO SALVINI CON ANDREA SCRESINI, ‘LA MALEDIZIONE DI PIAZZA FONTANA’ (CHIARELETTERE PP. 614, 22 EURO) C’è un video che riprende la strage di Piazza Fontana di cui ricorre il cinquantesimo anniversario. A svelarlo è il libro inchiesta ‘La maledizione di Piazza Fontana’ scritto per Chiarelettere dal giudice Guido Salvini e dal giornalista Andrea Sceresini. Si tratta di “due nastri Super 8, che mostrano cosa accadde quel pomeriggio di dicembre di fronte alla Banca nazionale dell’agricoltura. La cinepresa si trovava sull’altro lato dello slargo, in direzione di piazza Beccaria, ed era azionata da uomini dei servizi segreti o da chi lavorava per loro”, rivela l’Antiquario, figlio del socio di Tom Ponzi, presunto regista del film della strage rinchiuso in nastri di cui si sono perse le tracce.
Rivelazioni su cui il giudice Salvini continua a interrogarsi: quelle bobine esistono ancora? Quante persone vi hanno avuto accesso nel corso degli anni? E con quale scopo? Sono domande che probabilmente resteranno per sempre prive di una risposta. Salvini negli anni Novanta ha condotto le indagini poi confluite nel terzo processo per la strage, chiusosi nel 2005 con una sentenza della Cassazione che, pur riconoscendo la responsabilità in quei fatti dei militanti veneti di Ordine Nuovo. assolse anche gli ultimi imputati ad eccezione di Carlo Digilio, l’artificiere del gruppo, la cui pena sarà però prescritta.
Nel settembre del 2008 Salvini riceve una lettera, da un ex ordinovista padovano: “la prego contattarmi personalmente – recita – per novità su Piazza Fontana.” E’ il primo passo di una lunga e puntigliosa inchiesta privata. Salvini spiega che “ci sono storie che non si staccano, che ti seguono ovunque e non ti lasciano più. Piazza Fontana per me è una di queste, un’ombra, un pensiero di sottofondo. Ti occupi d’altro, ma ci ritorni sempre”. Il libro, corredato da molte foto, è un rendiconto del lungo lavoro compiuto dall’allora giudice istruttore di Milano per far luce sulle responsabilità dei neofascisti, ma indica anche quanti elementi e possibili testimonianze siano emerse in seguito, facendo ulteriore luce sulla vicenda. La “maledizione” di cui parla Salvini sta proprio in questa impossibilità di fissare definitivamente una verità già emersa, malgrado tutto, in tanti anni di indagini e contro-inchieste. Dopo la sentenza della Cassazione, il giudice ha continuato il suo lavoro di ricerca, “da cittadino e studioso”, fino ad affermare che “se un nuovo processo venisse celebrato oggi, sommando quello che è emerso in tutti i processi e gli elementi contenuti in questo libro, è probabile che i responsabili della strage avrebbero tutti o quasi un nome”.
Nel libro, frutto di un’indagine durata oltre dieci anni, si svela anche l’identità del Paracadutista, il giovane ordinovista veronese che avrebbe fisicamente messo la bomba che causò 17 morti e 88 feriti. Dopo una lunghissima e controversa vicenda giudiziaria, che ha visto i processi concludersi con l’assoluzione degli imputati, nel 2005 la Cassazione ha affermato che la strage fu realizzata dalla cellula eversiva di Ordine Nuovo capitanata da Franco Freda e Giovanni Ventura, non più processabili in quanto assolti con sentenza definitiva nel 1987. Non c’è mai stata, invece, una sentenza per gli esecutori materiali, coloro che cioè portarono la valigia con la bomba all’interno della Banca nazionale dell’Agricoltura.

Opera Roma, torna la Tosca StoricaCome la vide Puccini alla prima nel 1900. Cinque repliche

12 dicembre 201911:02

Il 14 gennaio del 1900 c’ era anche Giacomo Puccini tra il pubblico del Teatro Costanzi per la prima assoluta della sua Tosca. Il capolavoro del grande compositore dopo 119 anni torna in scena al Teatro dell’ Opera di Roma in quello stesso storico allestimento da giovedì 12 a sabato 21 dicembre, in cinque repliche che si alterneranno a quelle dei Vêpres siciliennes di Giuseppe Verdi, che martedì 10 hanno inaugurato la stagione 2019/2020. Sul podio ci sarà Pier Giorgio Morandi. Grazie al progetto “La Memoria”, la Tosca del 1900 è presente in ciascuna stagione nel cartellone lirico, a partire dal marzo 2015, quando l’allestimento originale fu riproposto per la prima volta con la regia ad Alessandro Talevi. La stessa regia sarà ripresa da Arianna Salzano. Le scene e i costumi, ricostruiti sui bozzetti e sui figurini di Adolf Hohenstein, sono firmati da Carlo Savi e Anna Biagiotti, le luci da Vinicio Cheli.
Nel cast il soprano ucraino Liudmyla Monastyrska, al debutto al Teatro dell’Opera di Roma, che si alterna con Monica Zanettin (18, 21 dicembre) nel ruolo di Tosca, e Andrea Giovannini che torna su questo palcoscenico per la prima volta nei panni di Spoletta. E’ un ritorno anche per Giorgio Berrugi e Diego Cavazzin (21 dicembre) nel ruolo Cavaradossi; Claudio Sgura come Scarpia; Domenico Colaianni nei panni del Sagrestano, e Luciano Leoni in quello di Angelotti. Il Coro e la Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma sono diretti dal maestro Roberto Gabbiani. Dopo la prima di giovedì 12 dicembre (alle 20), Tosca sarà replicata sabato 14 (alle 18), mercoledì 18 e venerdì 20 (alle 20) e sabato 21 (alle 18).

Mantegna a Torino, 130 opere con prestigiosi prestitiA Palazzo Madama. Gros-Pietro, sancisce legame Intesa con città

ORINO11 dicembre 201916:00

– Apre a Torino, a Palazzo Madama, la mostra ‘Andrea Mantegna. Rivivere l’antico, costruire il moderno’, dedicata a uno dei più grandi artisti del Rinascimento. Sono esposte fino al 4 maggio 2020 più di 130 opere, grazie a prestiti internazionali dalle più grandi collezioni del mondo tra le quali il Victoria and Albert Museum e la National Gallery di Londra, il Louvre e il Metropolitan Museum. I testi e le audioguide, incluse nel biglietto, sono disponibili in italiano, inglese e francese. La mostra, con orario prolungato il giovedì, il sabato e durante le feste di Natale, è organizzata da Fondazione Torino Musei, Intesa Sanpaolo e Civita Mostre e Musei.
“E’ una mostra straordinaria che rafforza il ruolo di Torino come faro culturale”, osserva Maurizio Cibrario, presidente della Fondazione Torino Musei. “Questa mostra sancisce il legame della banca con Torino in un campo, quello artistico-culturale, che ci vede fortemente impegnati”, spiega il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro.

Tre generazioni di storici in ‘Dopo le bombe’Un saggio corale

11 dicembre 201920:16

DOPO LE BOMBE, AUTORI VARI (MIMESIS, PP 230, EURO 18). In un saggio corale tre generazioni di storici inquadrano gli eventi e cercano di fornire nuovi strumenti di studio sulla strage di Piazza Fontana e i suoi nodi irrisolti e sulla strategia della tensione, cinquant’anni dopo. E’ ‘Dopo le bombe- Piazza Fontana e l’uso pubblico della storia’, con la postfazione di Mirco Dondi, pubblicato da Mimesis, con scritti di Aldo Giannuli, Davide Conti, Elia Rosati, Giulio D’Errico, Elio Catania, Erica Picco, Sara Troglio e Fabio Vercilli.
Nel primo capitolo ’50 anni dopo’ , a cura degli autori, vengono ricordate le parole di Franco Fortini dal racconto-testimonianza ‘I funerali di Pinelli’, scritto nell’immediatezza della strage e dell’uccisione del ferroviere anarchico.. “Non so come ma ho la certezza che con la strage di pochi giorni fa, l’orrendo coro dei giornali e questo assassinio del Pinelli, è davvero finita un’età, cominciata ai primi del decennio” scriveva Fortini. Il libro si chiude con una “cassetta degli attrezzi”, a cura di Fabio Vercilli, per l’approfondimento della strategia della tensione, con una cronologia essenziale degli eventi e una bibliografia ragionata.
Dondi si sofferma nella postfazione sul fatto che “nell’immediato, nessuno lesse piazza Fontana come un episodio (incrollato) di guerra fredda. Di certo, dopo i primi mesi, apparve sempre più evidente come il taglio interpretativo dell’evento fosse stato funzionale a logiche di schieramento e a concordate convenienze”.

Esperti al lavoro, risposte rapide sul quadro di KlimtNotizia fa il giro del mondo, perizia per l’autenticità

BOLOGNA12 dicembre 201910:07

-Un pool di esperti è al lavoro per confermare in tempi brevi l’autenticità del quadro trovato ieri a Piacenza, oltre che per ricostruire le circostanze di un ritrovamento incredibile. A distanza di 22 anni dal furto del ‘Ritratto di Signora’ di Gustav Klimt dalla Galleria Ricci Oddi, ieri pomeriggio alcuni giardinieri, mentre ripulivano dall’edera una parete della struttura museale, hanno scoperto un’intercapedine con uno sportello. L’hanno aperto e hanno visto un sacco nero. All’interno c’era una tela perfettamente conservata e soprattutto identica al capolavoro rubato, con alcuni particolari estremamente significativi.La notizia ha fatto il giro del mondo e a Piacenza si respira emozione, seppur con cautela. Chi indaga, infatti, non si sbilancia. In Procura, dove è stato aperto un fascicolo per ricettazione, il pm Ornella Chicca coordina un gruppo di lavoro di cui fanno parte i poliziotti della squadra mobile, della Scientifica, che nel pomeriggio ha fatto un sopralluogo alla Galleria, ma anche i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale e del nucleo investigativo di Piacenza che hanno seguito le indagini in questi anni. La tela è sotto sequestro è custodita in un luogo sicuro. Qui sarà analizzata dagli specialisti chiamati dal Mibact. Un aspetto è reputato cruciale dagli inquirenti: il quadro originale è stato infatti dipinto dal pittore viennese sopra un altro ritratto di donna con un cappello, esposto a Dresda nel 1912, poi dato per disperso. Se dalle analisi si avrà conferma di questo doppio ritratto, la conseguenza sarà la certificazione della sua autenticità. Intanto, però, ci sono altri elementi significativi. Sul retro dell’opera ritrovata ci sono i timbri e la ceralacca originale, ma anche cavi di rame che facevano parte del sistema d’allarme dell’epoca.L’altro fronte delle indagini è legato alla domanda su come e in che momento la tela sia finita nella botola a muro, ora anche questa sequestrata. Saranno fatti accertamenti sulle manutenzioni, per capire quando è stata fatta l’ultima ripulitura della parete. Un’ipotesi è che la tela sia stata nascosta subito dopo il furto, scoperto il 22 ottobre 1997, e avvenuto presumibilmente nei tre giorni precedenti, quando era in corso un trasloco per una mostra al vicino Palazzo Gotico. Non è mai stato chiarito se il capolavoro venne fatto uscire dal tetto (la cornice venne trovata vicino al lucernario) o in altro modo. Una notizia circolata a Piacenza, non confermata, ma neppure smentita dagli inquirenti, farebbe però pensare a un altro scenario, e cioè che l’opera possa essere stata portata via e poi, solo in seguito, per qualche misterioso motivo, riportata. Il sacco che l’avvolgeva, infatti, sarebbe di una società che poteva operare a Piacenza solo in anni successivi al 1997, dopo il 2005. Una circostanza che dovrà essere accertata.Ma la prima questione da risolvere è sull’autenticità e avverrà in tempi brevi. “Eseguiremo una serie di esami tecnici specifici che in pochissimo tempo ci daranno la certezza”, ha assicurato il comandante dei carabinieri Tpc di Bologna, Giuseppe De Gori.

A Napoli ‘Albino e Plautilla’, i ‘buffi’ di L. VinciVenerdì debutto per la produzione della Pietà de’ Turchini

NAPOLI11 dicembre 201918:35

– “Albino e Plautilla”, intermezzo buffo di Leonardo Vinci, debutterà venerdì prossimo, 13 dicembre, nel Museo Aragona Pignatelli Cortes di Napoli, per la drammaturgia e regia di Angela Di Maso con Gaia Petrone (mezzosoprano), José Povedano Ruiz (baritono), Bruno Leone (maestro burattinaio) e l’ensemble Talenti Vulcanici diretto da Stefano Demicheli. Una produzione della Fondazione Pietà de’ Turchini, che con questo allestimento, si sottolinea, “rinnova il suo impegno per la valorizzazione del repertorio musicale di Scuola Napoletana”. Con i costumi di Giusi Giustino e la consulenza musicologica Paologiovanni Maione, “Albino e Plautilla” verrà presentata nell’ambito del convegno internazionale: Napoli e Venezia nel Settecento, due capitali dello spettacolo (12-14 dicembre). “Albino e Plautilla” sono i protagonisti dell’intermezzo buffo che il compositore Leonardo Vinci (1696-1730), pone tra gli atti della tragedia “Silla Dittatore”. Sottratte all’originaria scrittura, le avventure di Albino (il capitano di milizie) e Plautilla (la damigella innamorata) si svolgono succedendosi in travestimenti e danze, lezioni erudite e pratiche ciarlatane, fino ad un atteso quanto immancabile lieto fine. Dall’analisi della partitura originale di Vinci, Angela Di Maso trae spunto per la sua originale drammaturgia in cui è lo stesso compositore, divenuto personaggio, interpretato dall’attore Massimo Finelli, a condurre lo spettatore nelle trame e nei segreti della sua vita e, ancor più, della sua misteriosa morte. Alla seriosità del personaggio fa da contraltare il Pulcinella delle “guarattelle”, nelle sue incursioni affidate a Bruno Leone, maestro indiscusso in questa antichissima forma d’Arte.

Save me!, Howtan Re contro l’imbarbarimento dell’uomoA Roma la personale con 14 sculture che ritraggono Cristo

ROMA11 dicembre 201918:50

– Ritrovare il bisogno di spiritualità, concordia e pacificazione attraverso un Cristo che fonde armoniosamente maschile e femminile, una figura umana ma perfetta come risposta al preoccupante scenario politico mondiale, all’imbarbarimento dell’uomo contemporaneo, al ritorno all’uso delle religioni come motivo di odio: apre a Roma l’11 dicembre la mostra “Save me!” dell’artista Howtan Re, nato in Persia ma ormai italiano d’adozione. A cura di Barbara Martusciello e allestita fino al 14 febbraio presso Howtan Space, la mostra presenta 14 sculture, come le 14 stazioni della Via Crucis, tutte con le fattezze di Cristo nelle quali l’artista propone la sua riflessione sulla perdita di umanità e spiritualità, laica o religiosa che sia, e il suo bisogno di rimediare a ogni ingiustizia e discriminazione. Dialogando con la scritta al neon sulla parete, le sculture, tutte diverse fra loro e ognuna con la corona di spine, esprimono una richiesta di aiuto ribaltata: è Cristo infatti a reclamare il sostegno dell’uomo affinché salvaguardi il suo messaggio.

Piazza Fontana, bomba vista dai Millennials in podcast StorytelCon interventi di Benedetta Tobagi e Giorgio Fontana

11 dicembre 201918:50

– La strage di Piazza Fontana attraverso lo sguardo di chi, nato nel 1990, è arrivato dopo, ma è diventato adulto dovendo fare i conti con le sue conseguenze.
La racconta il giovane giornalista Nicolò Porcelluzzi nelle sei puntate di ‘La bomba in testa’, il nuovo podcast originale Storytel su una delle vicende più dolorose e irrisolte del nostro Novecento.
La ricostruzione di Porcelluzzi, nato a Mestre pochi mesi dopo la caduta del Muro, è fatta anche di tanti personaggi già dimenticati. Così, davanti all’ingresso del palazzo di Mestre dove le Brigate rosse avevano assassinato Sergio Gori, vicedirettore del Petrolchimico di Marghera, e dove lui prendeva il gelato con gli amici mentre studiava per la maturità, Porcelluzzi riflette: “Nessuno di noi sapeva chi fosse l’uomo ricordato da quella lapide, e quale storia si nascondesse dietro l’angolo del palazzo. Perché di tutto questo si parla così poco? Perché le ferite sono ancora aperte, certo. Ma è un’inerzia pericolosa, che porta alla disinformazione un’intera generazione. La mia”.
È dunque soprattutto alla generazione dei Millennials che si rivolgono i sei episodi de La bomba in testa. Studiando centinaia di documenti, libri e autobiografie, viaggiando per l’Italia, intervistando vittime ed ex terroristi, storici e intellettuali, Porcelluzzi ha cercato di capire l’anti-epica della lotta armata. Ha raccontato le grandi contraddizioni interne al movimento – le difficoltà emotive dei terroristi, la condizione delle donne, il pentimento, la necessità di fare i conti con la violenza e con le ferite procurate a un intero Paese. E ha provato ad analizzare perché ancora oggi si faccia fatica ad avere una memoria condivisa su quegli anni terribili, gli Anni di piombo.
Un accurato lavoro di ricerca, durato un anno, con documenti audio originali degli archivi Luce e del Movimento Operaio. Con le voci, tra gli altri, di Benedetta Tobagi, Mario Ferrandi, Ermanno Taviani, Gianfranco Bettin e Giorgio Fontana e il racconto in prima persona di molti protagonisti dell’epoca, negli stralci dalle loro memorie. Non una ricostruzione convenzionale, ma un resoconto “da dentro” di uno dei fenomeni più controversi della storia italiana.

Piazza Fontana, Giannuli e Cucchiarelli la storia e il segretoinchiesta sull’inchiesta e nuova edizione di Ponte alle Grazie

11 dicembre 201919:34

– ALDO GIANNULI, STORIA DELLA ‘STRAGE DI STATO’ (PONTE ALLE GRAZIE). PAOLO CUCCHIARELLI, IL SEGRETO DI PIAZZA FONTANA (PONTE ALLE GRAZIE) A cinquant’anni da Piazza Fontana, Aldo Giannuli, ricercatore di Storia contemporanea all’università di Milano, collaboratore fino al 2001 con la Commissione Stragi, riprende in mano ‘La strage di Stato’, il libro del 1970 che per primo indagò sulla strage e sul coinvolgimento dei movimenti di estrema destra e delle istituzioni, e mette in atto un'”inchiesta sull’inchiesta”. Quel libro di un anonimo gruppo di militanti torna a farci porre delle domande: che cosa sapevamo,? Che cosa sappiamo? Che cosa manca ancora di sapere? Tra rivelazioni ed errori ci si reimmerge così in una storia molto meno lontana di quel che potrebbe sembrare, in cui si ripercorrono e ricostruiscono vicende, ‘verità’ processuali emerse nei decenni, altre verità meno appariscenti, misteri che ancora aspettano di essere sciolti.
Torna in libreria, sempre per Ponte alle Grazie, in una nuova edizione aggiornata ‘Il segreto di Piazza Fontana’ di Paolo Cucchiarelli, da cui Marco Tullio Giordana ha liberamente tratto il film ‘Romanzo di una strage’ del 2012. Giornalista parlamentare per oltre trent’anni, Cucchiarelli, autore tra l’altro de ‘L’ultima notte di Aldo Moro’ , ha indagato per dieci anni sul segreto indicibile delle doppie bombe, piazzate dagli anarchici e raddoppiate dai fascisti, su quello di altre due bombe scomparse e dell’esplosivo utilizzato in quel giorno fatidico, su quello che sapeva la Dc, il Pci, gli Usa e la Nato.
Un segreto che non salva nessuno.

Pryce è Bergoglio, “lui sì che è un leader politico”Da 20 dicembre su Netflix I due Papi, film capolavoro di Meirelles

12 dicembre 201910:10

Nonostante dovremmo essere abituati al fascino del Vaticano e dei pontefici, dopo ‘Habemus Papam’ e ‘The Young Pope’, ‘I due papi’, il film ora proposto da Netflix dal 20 dicembre, sorprende anche di più. Tanti i motivi: Fernando Meirelles (City of God e The Constant Gardener – La cospirazione) alla regia; Anthony McCarten alla sceneggiatura (La teoria del tutto, L’ora più buia e Bohemian Rhapsody) e poi due protagonisti da Oscar come Jonathan Pryce e Anthony Hopkins, rispettivamente nei ruoli di Papa Francesco e Papa Benedetto XVI sono una miscela davvero esplosiva. E se questo non bastasse, al centro del film un fatto storico epocale: la compresenza in Vaticano di due papi. Tra l’altro due pontefici che più diversi non potrebbero essere, ma che hanno in comune santità e peccato.Ricostruzione filologica degli ambienti perfetta, compresa una Cappella Sistina che sembra autentica, un conclave più vero del vero (con tanto di stufa per la fumata bianca) e poi il rapporto, tra pop e spirituale, tra i due papi che si sfiorano, si studiano, si accusano prima di diventare, nonostante tutto, amici. Tutto inizia quando il cardinale Bergoglio (Pryce) chiede per lettera il permesso di ritirarsi a Papa Benedetto (Hopkins), una sorta di schiaffo al pontefice conservatore di cui non condivide nulla. Di fronte al rischio di uno scandalo nel clero, Papa Benedetto convoca invece il suo critico più duro, nonché suo futuro successore a Roma, per rivelare un segreto destinato a scuotere le fondamenta della Chiesa cattolica: la sua stessa voglia di rinunciare, ma al soglio papale.Da questo incontro nasce, almeno nel film, l’amicizia tra un Ratzinger conservatore, poco disponibile verso omosessualità, matrimonio dei preti, un uomo che si è allontanato forse troppo dalla gente per i troppi libri e che non sa neppure chi sono i Beatles, e un Bergoglio invece rivoluzionario, aperto a una Chiesa nuova, meno corrotta, francescana. Ad unirli, secondo la tesi del film, anche la colpa. Quella di Ratzinger che confessa a Bergoglio come, da cardinale della Congregazione per la dottrina della fede, non avesse mostrato i documenti sulla colpevolezza dei preti pedofili, e le colpe poi di papa Francesco. Ovvero quando in Argentina aveva mostrato forse troppa tolleranza verso la dittatura di Videla che aveva martirizzato più di un sacerdote .”Nel caso di Ratzinger – spiega a Roma il regista brasiliano – è noto il caso di padre Maciel e dei legionari di Cristo e di come avesse i dossier dei colpevoli sulla scrivania da tanto tempo. Nel caso di Bergoglio – continua Meirelles – è un fatto risaputo che si senta colpevole di quel periodo in Argentina. Ho parlato coi alcuni seminaristi di allora e, devo dire, a nessuno piaceva Bergoglio come cardinale. Sembra poi che nessuno lo avesse visto sorridere prima di diventare Papa”.Spiega invece Pryce, fisicamente un gemello di Papa Bergoglio: “Quando fu eletto, uno dei miei figli mi chiese vedendo l’immagine di Bergoglio in tv: ma allora sei tu il Papa? Devo dire – aggiunge l’attore, candidato al Golden Globe proprio per questo ruolo – che per fare Papa Francesco è come se mi fossi preparato fin dalla nascita. Io che sono protestante vedo quest’uomo, per il suo modo di vedere l’economia e i cambiamenti climatici, più come il leader politico che vorrei. Se penso a chi c’è ora nel mio Paese, la Gran Bretagna, non voglio neppure fare il nome…”. Totalmente in linea anche Meirelles: “Oggi in America abbiamo Trump e nel mio paese un idiota (Bolsonaro, ndr) che ha avuto il coraggio di chiamare Greta, una ‘piece of shit'”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il disagio contemporaneo ha un nome, Nancy
Andrea Riseborough protagonista ottimo esordio Christina Choe

2 dicembre 201909:55

na delle migliori attrici della sua generazione, la britannica Andrea Riseborough, classe 1981, poliedrica, intensa, sorprendente, ha già regalato una serie di performance potenti tra teatro, cinema e tv è la protagonista in sala, dal 12 dicembre con Mariposa Cinematografica, di Nancy, premiato al Sundance 2018 per la migliore sceneggiatura. E’ il coinvolgente debutto alla regia di Christina Chloe, che ha nel cast anche Steve Buscemi, J. Smith-Cameron, Ann Dowd e John Leguizamo. Tra viaggio introspettivo e thriller intimo, Il film, che ha un team completamente al femminile di produttrici (tra le quali figura anche Andrea Riseborough), tecnici di produzione e finanziatrici. è costruito sulla capacità dell’attrice britannica di rendere enigmatica e a suo modo affascinante, la personalità della protagonista. La 35enne Nancy si è rinchiusa in un limbo, vivendo con una madre autoritaria e malata (Dowd) e non riuscendo a realizzare le proprie aspirazioni di scrittrice.
La sua creatività la sfoga da bugiarda patologica tendente alla mitomania. propina, anche online, storie di avventure e battaglie personali inventate, spacciandole per reali (da un viaggio in Nord Corea al fingersi incinta). La verità rischia però di entrare in maniera prepotente nella sua vita, quando la donna, dopo aver visto un programma televisivo dedicato al caso, si convince, per una vaga somiglianza, di poter essere la figlia, scomparsa misteriosamente 30 anni prima, di Leo e Ellen Lynch (J. Smith-Cameron e Steve Buscemi) coppia che non si è mai ripresa dal trauma. Nancy chiama Ellen e riceve un invito a fare visita a quelli che potrebbero essere i suoi genitori. Inizia così un percorso reciproco di conoscenza, fra dubbi, diffidenze, domande e ricordi, cercando di arrivare alla verità. “In Nancy, nel bene e nel male c’è molta umanità ed è l’elemento che mi ha convinto a interpretarla – ha spiegato l’attrice a Motionpicture.org – Nei film le donne in genere vengono ipersessualizzate o presentate desessualizzate. Si rappresentano sempre gli stessi 3 o 4 tipi femminili. E’ una visione molto limitata di come possano essere le donne ed è molto dannosa soprattutto per le ragazze. Hanno bisogno di vedere donne che vivano serenamente la propria sessualità, e donne con dei difetti o che commettono errori. Non cresciamo e non impariamo senza averne fatti”

Deaglio, ombre e verità di Piazza Fontana’La bomba’ ci riporta a 50 anni fa attraverso personaggi chiave

12 dicembre 201910:04

ENRICO DEAGLIO, ‘LA BOMBA’ (FELTRINELLI, PP. 304, 18,00 EURO) “La fronte della persona con cui stavo conversando improvvisamente si illuminò come una lampadina, o come un raggio che veniva dal cielo. Io rimasi a bocca aperta, e il mio interlocutore capì subito quello che era successo: ‘Sono frammenti di vetro sottopelle. Quando il sole li colpisce con un certo angolo, si illuminano, ma dura poco’. Mi disse che era ‘un sopravvissuto’ della strage di Piazza Fontana del 1969, allora ventinovenne impiegato di banca. Rimase ferito a una gamba, pensò di perdere il lavoro. Andò ai funerali con la stampella, si ricordava il cielo nero, i passi della gente e uno sgomento, come se ci stessimo tutti avviando a una ‘fucilazione'”.
Con il libro “La bomba. Cinquant’anni di Piazza Fontana” Enrico Deaglio riporta il lettore indietro nel tempo e lo fa seguendo alcuni personaggi chiave. Vediamo Valpreda in taxi verso il luogo del delitto, con la testimonianza del tassista Rolandi che lo accusa di averlo accompagnato proprio qualche minuto prima dello scoppio della bomba. Fin dalle prime pagine l’autore sottolinea gli eventi, utili per districarsi nella marea di avvenimenti, nomi, trame, che costellano questa storia.
Deaglio, inoltre, collega la vicenda di Piazza Fontana ai luoghi che tocca. Poi ci sono i dubbi sulla morte del ferroviere anarchico Pinelli ‘volato’ dalla finestra della questura (in apertura una dedica alla sua famiglia e a tutti i loro amici ndr), le parole di alcuni testimoni. Sullo sfondo c’è un Paese che cambia e si trasforma. Sono passati cinquant’anni, ma ci sono domande che ancora non hanno una risposta. Perché, per esempio, venne scelta la Banca nazionale dell’agricoltura? L’anno più tetro della storia italiana continua a essere pieno di misteri irrisolti. Forse proprio per le trasformazioni in corso, accadde quello che sconvolse Milano. Il giudice Salvini, che ha scoperto i veri autori della bomba, accusa la magistratura milanese di aver taciuto colpevolmente per decenni.
E la storia comincia dalle cicatrici, dalle premonizioni, dalle coincidenze, dai luoghi da cui la Storia è passata.
L’angosciante Veneto profondo in cui la bomba venne concepita, le manovre finanziarie intorno alla banca della strage, la sublime arte del depistaggio che da allora ci ha sempre accompagnato. La ricerca diventa così uno “studio in rosso” sulla struttura del potere in Italia e sulle nobili forme di resistenza che lo hanno contrastato, con le armi dell’amicizia, della parola, della musica, del coraggio civile.
In mezzo campeggia, senza tempo, il grande quadro di Enrico Baj – la nostra Guernica -, che venne bendato perché troppo vero.
Questo è un viaggio nella memoria, che ha l’andamento di un giallo e racconta l’ultimo mezzo secolo di storia italiana, come non l’abbiamo mai sentita. Chi non c’era potrà respirare l’aria pesante di quei giorni, quando sembrava che fosse buio a mezzogiorno. Chi c’era ritroverà la ferocia della bomba che scoppia, e poi si ritira, e poi si riproduce, e continua a scoppiare per decenni, con il potere di assoggettare tutti – tutti? – alla sua ferocia e al suo ricatto.
Con lo sguardo di chi ha vissuto questa storia dall’inizio, Enrico Deaglio ricompone l’intrigo mettendo insieme le scoperte degli ultimi dieci anni e nuovi spunti di ricerca con la speranza che una verità si possa raggiungere e, soprattutto, rendere nota.

Palazzo Barberini cambia volto per raccontare il ‘60010 sale restaurate, nuovo percorso tra Caravaggio,Tiziano e Reni

12 dicembre 201910:12

– Un nuovo percorso espositivo circolare, che valorizza i capolavori di una collezione unica, da Caravaggio a Tintoretto, da Reni a Carracci e Tiziano, e che racconta molto anche della splendida complessità di uno dei palazzi storici più belli della Capitale: si respira aria nuova a Palazzo Barberini, che continua il suo processo di rinnovamento con la riapertura di ben 10 sale situate nell’Ala nord del piano nobile, dopo il restauro dei mesi scorsi dell’Ala sud.L’inaugurazione il 12 dicembre, con un’apertura straordinaria a partire dalle 18, per celebrare un restauro ragionato che ha interessato le strutture architettoniche, l’impianto di illuminazione, la grafica e gli apparati didattici lungo un’area di 550 mq. Un allestimento completamente ripensato, dunque, a cura della direttrice Flaminia Gennari Santori, con Maurizia Cicconi e Michele Di Monte (su progetto di Enrico Quell), con ambienti diversi e nuove modalità di fruizione, per proporre al pubblico la possibilità di una visita più consapevole (sono state cambiate le didascalie, con spiegazioni più lunghe, e predisposti nuovi pannelli, anche dedicati a una singola opera): il percorso sarà caratterizzato da un ritmo discontinuo e dalla possibilità di comprendere la relazione che lega i prestigiosi e imponenti saloni ai corridoi e ai vari ambienti dell’edificio, con i quadri che fungono da raccordo per esaltare il racconto del palazzo stesso.Subito di sente aria di novità con l’immagine evidente di un nuovo equilibrio: l’illuminazione è più accurata, le pareti sono dipinte con colori differenti (per le sale con le opere del tardo ‘500 il grigio chiaro, per quelle dedicate a Caravaggio il grigio scuro, per il ‘600 un caldo bianco-panna) e sono state dotate di una pellicola di protezione per poter lasciare eventualmente anche le finestre aperte. Poi l’allestimento delle opere, che permette di esaltare i capolavori e instaurare nuovi dialoghi tra i quadri: dai 3 dipinti di Caravaggio (Giuditta e Oloferne, Narciso e San Francesco) divisi in 3 differenti sale ad alcune opere mai esposte prese dai depositi (come i bozzetti di Pietro Francavilla), dal confronto tra El Greco e Tintoretto e Tiziano alla sala dedicata a una singola opera di Annibale Carracci, l’Altarolo portatile databile al 1601, che segna il passaggio al nuovo secolo, fino alla pittura di genere, ai paesaggi di Paul Bril e alla riflessione sulla fortuna critica della discussa opera Donna con turbante (presunto ritratto di Beatrice Cenci) di Ginevra Cantofoli ma attribuita a lungo a Guido Reni.”E’ una fortuna, un onore e un onere poter cambiare i nostri allestimenti per raccontare la storia dell’arte e degli artisti, ma anche come si sta dentro un museo, mettendo in relazione il visitatore con le opere”, ha detto oggi la direttrice Santori, che ha già in programma di rinnovare il prossimo ottobre le sale dedicate al ‘500, e di concludere poi con il restauro del piano terra, nel 2021, “vogliamo raccontare il palazzo attraverso il modo in cui viene percorso: non è un contenitore che imita un palazzo principesco, ma un luogo che accoglie una collezione moderna”.

Mostre: la ‘Madonna del Patrocinio’ di Durer 50 anni dopoCelebre tavola del Maestro di Norimberga torna a Bagnacavallo

RAVENNA12 dicembre 201910:56

– La Madonna del Patrocinio di Albrecht Durer torna a Bagnacavallo (Ravenna) dopo 50 anni, protagonista di un focus nelle sale del Museo Civico, un tempo monastero delle suore Clarisse cappuccine dove fino al 1969 il dipinto era custodito e venerato nel segreto della clausura. La tavola del Maestro di Norimberga sarà visibile dal 14 dicembre al 2 febbraio. Già da settembre 2019 (e fino al 19 gennaio 2020) le sale del Museo Civico ospitano la mostra ‘Albrecht Durer, il privilegio dell’inquietudine’, progetto espositivo sulla produzione grafica di Durer, con oltre 120 opere provenienti da collezioni pubbliche e private italiane.
Il nuovo progetto si concentra su tre aspetti: momenti salienti, protagonisti e vicissitudini della storia di quel piccolo dipinto, scoperto nel ’61 e venduto nel 1969 al collezionista-mecenate Luigi Magnani; la ricostruzione della storia conservativa del dipinto; l’indagine storico-artistica sulla tavola, di una qualità tale da configurarla come una prova di assoluto valore dell’artista.

San Carlo, una Dama di Picche che conquistaApplausi per l’elegante allestimento che apre la stagione

NAPOLI12 dicembre 201911:46

– Sette minuti di applausi e un successo pieno. Non era scontato con un titolo come ‘La dama di picche’ decisamente poco frequentato nei teatri italiani nonostante sia considerano un capolavoro di Pëtr Il’ič Čajkovskij , oltretutto con libretto in russo. Convince la scelta originale per la prima del teatro di San Carlo (repliche fino al 15 dicembre), ultima apertura di stagione della soprintendente Rosanna Purchia che, in conclusione di un doppio mandato positivo, ha accolto nel palco reale il successore Stephan Lissner, direttore artistico dell’Opera di Parigi (dopo i dieci anni alla Scala), insediato dal prossimo aprile ma già ieri sera sorridente protagonista di una serata riuscita.
Scommessa pienamente vinta questa ‘Pikovaja Dama’ sopratutto per Juraj Valčuha, direttore musicale del Massimo napoletano, sul podio a dirigere l’orchestra e del coro del San Carlo, entrambi protagonisti di un ottima prova , e naturalmente tanta soddisfazione per il direttore artistico Paolo Pinamonti.

Mussolini e i 700 mila italiani internati in Germania”Salvateli”, una storia inedita raccontata da Alfio Caruso

PALERMO12 dicembre 201911:57

– ALFIO CARUSO, ‘SALVATE GLI ITALIANI. MUSSOLINI CONTRO HITLER. BERLINO 1944 (NERI POZZA, PP.
223, 18 EURO) Il 12 settembre 1943, quando i tedeschi liberano Benito Mussolini a Campo Imperatore, il duce spera che quei militari giunti fin lì siano inglesi. Scoprendo che le cose stanno diversamente, la sua delusione è palese, ma questo non gli impedisce di mentire a Otto Skorzeny: “Sapevo – dice al militare – che Adolf Hitler, il mio amico, non mi avrebbe abbandonato”.
Continua così la tragica commedia che va avanti fino alla fine, quando gli italiani, nel silenzio della Repubblica di Salò, non sanno cosa fare a Berlino davanti all’avanzata sovietica nella primavera del ’45: “A molti sembra ripetersi l’identica situazione dell’8 settembre, allorché nessuno aveva saputo in che modo comportarsi con i tedeschi e ciascuno si era regolato secondo coscienza e convenienza”, scrive Alfio Caruso, che nel suo “Salvate gli italiani” continua a scavare nella storia del Ventennio, grazie anche alle testimonianze di Renzo Morena, figlio del generale Umberto, che a Berlino fu il capo della missione militare all’ambasciata guidata da Filippo Anfuso; Prisca Bettoni, figlia del consigliere d’ambasciata Gian Galeazzo; Oreste Foppiani, il cui padre, Armando, era delegato della Croce rossa.
Caruso porta allo scoperto una storia finora inedita di quel periodo: il tentativo di Mussolini di salvare settecentomila italiani internati, fascisti e non, costretti da Hitler a una condizione di quasi schiavitù, utilizzati prevalentemente come forza lavoro, come accadde ai centomila impiegati per liberare strade e piazze dopo il bombardamento di Berlino del 23 novembre ’43 da parte degli alleati.
Il 20 luglio 1944, durante una sosta a Gorlitz del treno che trasporta Mussolini a Rastemburg per l’incontro con Hitler, da qualche ora scampato all’attentato architettato dal colonnello von Stauffenberg, dice a Morera che bisogna riportare a casa i settecentomila connazionali che si sono rifiutati di aderire alla Repubblica di Salò: non un italiano deve morire o tornare in patria mutilato o tubercolotico, furono, in sintesi, le sue parole.
Non è chiaro cosa spinga il duce a questa determinazione.
Proprio lui, sottolinea Caruso, che quattro anni prima aveva portato in guerra il Paese, sostenendo cinicamente che gli serviva qualche migliaio di morti. Forse è “l’ultimo dispetto del duce al Fuhrer. La conclusione di un rapporto in cui il primo ha sempre subito il secondo. Una stizzita presa di distanza che giunge troppo tardi, sulla quale ha probabilmente pesato la ‘larvata e umiliante occupazione’ di quella parte d’Italia appaltata alla Repubblica”. Probabilmente si concedeva un’altra chance, facendo risaltare che “lui aveva ottenuto dal suo soprastante quello che Badoglio non aveva ottenuto da Roosevelt e Churchill, pur avendo dichiarato guerra alla Germania: il rilascio dei prigionieri in mano alleata”.
Qualunque sia stata la ragione, molti vengono salvati. Prisca Bettoni racconta un episodio che le fu riferito nel 1959 da Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica: in divisa da ufficiale tedesco, il padre, che conosceva molto bene la lingua ed era biondo con gli occhi azzurri, “si presenta ai commissariati dove sono reclusi gli italiani nei guai con la giustizia. Ogni volta esibisce un falso ordine di scarcerazione”. L’operazione va avanti per parecchi giorni, “finché papà non percepisce che le SS si sono insospettite”. Gli italiani liberati vengono nascosti nei sotterranei dell’ambasciata, già utilizzati da Foppiani per nascondere gli internati in fuga.

Modigliani 2020, il genio e l’ereditàMostra a Roma e tanti eventi per il centenario della morte

12 dicembre 201913:16

– Una mostra-evento a Roma, con oltre 100 capolavori esposti sfruttando le possibilità espressive della tecnologia, per un’esperienza immersiva. E poi dibattiti e convegni, produzioni editoriali, un ologramma e la realizzazione di una casa tecnologica per ricordare un grande artista facendo attivamente cultura. Sono gli eventi che animeranno le celebrazioni dedicate nel corso del 2020 ad Amedeo Modigliani, nel centenario della morte, realizzate dall’IAM, Istituto Amedeo Modigliani. Un modo per ricordare l’attività del genio livornese, il tratto unico – nelle forme e nella luce – dei suoi dipinti e delle sue sculture, ma anche per permettere di approfondire la conoscenza della sua figura, rafforzando l’interesse del pubblico, anche attraverso l’eterogeneità delle iniziative. L’evento principale, in programma a giugno 2020, sarà “L’Impossibile Modigliani. L’artista italiano e l’arte africana. Simbolo, opere, tecnologia”, grande mostra, allestita al Quirinetta, che fonderà la tecnologia alle opere uniche del grande Modì e nell’ambito della quale per la prima volta al mondo sarà presentato l’ologramma Modigliani. Per tutto il 2020 poi l’arte del maestro livornese, morto giovanissimo nel 1920, a 35 anni, arriverà fino in Cina: l’IAM infatti organizzerà due mostre seguendo il format Modlight, ideato e registrato dall’Istituto. Ma un anticipo delle celebrazioni si avrà già il 12 dicembre, con la presentazione alla Casa del Cinema del libro “Il principe Modigliani” di Angelo Longoni.

Incassi, Frozen 2 da record resta sul tronoSeguono due new entry, L’immortale e Cena con delitto

09 dicembre 201911:11

– E’ ancora Frozen 2 a dominare la classifica Cinetel degli incassi del fine settimana appena trascorso. Mentre il cartoon di Disney continua la sua marcia al box office superando i 900 milioni a livello globale, preparandosi a superare il muro del miliardo, nelle sale italiane ottiene 3.501.901 euro, 12.667.733 euro in due settimane di programmazione.
Sul podio seguono due new entry: L’Immortale di e con Marco D’Amore e con Giuseppe Aiello, Salvatore D’Onofrio, film sulle tracce della serie tv Gomorra che vede l’esordio del personaggio Ciro di Marzio che registra 2.816.156 euro posizionandosi sul secondo gradino; Cena con delitto di Ryan Johnson, con Daniel Craig nei panni del celebre ispettore Hercule Poirot dei romanzi di Agatha Christie , e un cast stellare che comprende tra gli altri Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Don Johnson, Michael Shannon, Christopher Plummer, che segna 1.200.046 euro piazzandosi in terza posizione. Scivola dal secondo al quarto posto la commedia di Woody Allen Un giorno di pioggia a New York , che segna 790.475 euro, 2.367.671 in due settimane. Dal terzo gradino slitta al quinto Cetto c’è, senzadubbiamente, che ottiene 389.120 euro, 4.724.547 euro in tre settimane dall’uscita.
Totale incassi 10.323.568 euro, -18% rispetto alla settimana precedente (12.601.367) che ha visto numerosi debutti, +3.69% sullo stesso periodo del 2018 (9.955.792 euro).

Cate Blanchett donna in crisi di nerviIn sala Che fine ha fatto Bernadette? di Linklater

09 dicembre 201918:54

Quella faccia indisponente e spocchiosa di Bernadette Fox (Cate Blanchett) alla fine nasconde un film natalizio. Ma bisogna compiere il lungo percorso previsto in ‘Che fine ha fatto Bernadette?’ di Richard Linklater, in sala dal 13 dicembre con Eagle Pictures e Leone Film Group. E va detto che la Blanchett è perfetta per interpretare una leggenda nel campo dell’architettura che a un certo punto da Los Angeles si è ritirata a Seattle, con tanto di marito e figlia adolescente, per fare una vita privata che odia. Un ruolo che le è valso la nomination (la decima, a fronte di tre vittorie) alla prossima edizione dei Gloden Globe, in programma il 5 gennaio a Los Angeles.Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Maria Semple che dopo il debutto nel 2012 è subito salito in cima alla lista dei bestseller del New York Times, racconta appunto di questo architetto geniale che sembra odiare davvero tutti, compresa se stessa. Fatto sta che nessuno la può vedere. A salvarsi, almeno in parte, dalla sua cronica anaffettività sono la figlia Bee (Emma Nelson) e il marito Elgie Branch (Billy Crudup) ricercatore Microsoft. Quando ormai la depressione con tendenze suicide di Bernadette diventa un fatto conclamato e una psicologa è pronta ad intervenire, la figlia Bee le chiede di accompagnarla in un viaggio in Antartide come premio per la sua pagella perfetta. La madre sembra accettare il viaggio, ma tutta una serie di imprevisti fanno sì che Bernadette, più che seguire la figlia, si dia alla fuga.La solitudine è la cosa che le è più congeniale come quella creatività che da troppo tempo ha soffocato. Nel cast di questo film anche Kristen Wiig, Judy Greer e Laurence Fishburne. “È il ritratto davvero complesso di una donna di mezza età particolarmente geniale ma che non pratica la sua arte – dice il regista -. Ciò che viene dopo è divertente e anche un po’ spaventoso. Per chiunque. È anche un ritratto meravigliosamente complesso di una relazione a lungo termine, della genitorialità e degli alti e bassi che la caratterizzano”. Per il premio Oscar Cate Blanchett, invece: “è uno sguardo molto divertente e doloroso su una donna che si trova in un momento di caos, in procinto di affrontare un enorme cambiamento nella sua vita. Tutte le negatività vengono fuori da ciò che pensavi di essere, dovendo affrontare chi sei veramente, per passare poi a chi potresti diventare. E così – ribadisce l’attrice – troviamo Bernadette e la sua famiglia in un momento di crisi. Penso che stia attraversando il caos, perché non si può sfuggire a ciò che si pensa di essere, e ci si deve confrontare con chi si è in realtà prima di poter andare avanti – e ciò accade spesso nella mezza età”. E, infine, sempre la Blanchett: “La cosa con cui forse mi sono identificata maggiormente è l’impossibilità di sfuggire a se stessi e soprattutto il fatto che, quando si invecchia, è necessario affrontare il passato e assumersi la responsabilità di se stessi per poter andare avanti”.

Polanski contrattacca, vogliono fare di me un mostroSu Paris-Match regista nega accuse stupro di Valentine Monnier

PARIGI12 dicembre 201910:06

“Vogliono trasformarmi in un mostro”: dopo settimane di silenzio Roman Polanski esce allo scoperto respingendo con forza le accuse di stupro mosse a suo
carico dall’ex modella e fotografa francese, Valentine Monnier. “Questa storia è aberrante”, ribatte l’ottantaseienne regista franco-polacco, in un’intervista con richiamo in prima pagina realizzata in esclusiva dal settimanale Paris-Match, domani in edicola.
Come già fatto in passato attraverso i comunicati del suo legale, l’autore premiato a Venezia per ‘J’accuse’ (L’ufficiale e la spia), il suo ultimo lungometraggio sull’affaire Dreyfus, torna a “negare” tutto. La Monnier afferma di essere stata picchiata e violentata da Polanski ormai oltre 40 anni fa, nel
1975, quando lei era appena diciottenne, durante un soggiorno sciistico nello chalet del regista a Gstaad, in Svizzera. Accuse che il diretto interessato smentisce in toto sulle colonne di Paris-Match. “E’ un delirio! Non picchio le donne”, assicura, dicendo di ricordarsi “a malapena” della donna. E ancora: “Non
ho chiaramente alcun ricordo di ciò che racconta, visto che è falso”. Deplora quindi che l’accusatrice “prenda a testimoni tre
miei amici presenti nello chalet: il mio assistente Hercules Bellville, nonché Gérard Brach e la moglie Elizabeth. I primi due sono morti, comodo, così non possono confermare né smentire le dichiarazioni che li vengono attribuite. Quanto alla signora Brach, la stampa non l’ha trovata”. Di più. Per Polanski è “facile accusare quando i fatti sono prescritti da una decina d’anni, e quando si ha la garanzia che non ci saranno procedure giudiziarie per discolparmi”.
Nella cruda testimonianza pubblicata a inizio novembre dal quotidiano Le Parisien, Valentine Monnier precisò di non voler rivolgersi alla giustizia, anche perché i fatti sono ormai ampiamente prescritti, ma di voler lanciare un grido d’allarme contro i comportamenti del regista in coincidenza con l’uscita in Francia del suo ultimo film, che verte su un errore giudiziario. Un ‘siluro’ che nel lungo autunno francese ha suscitato veleni e polemiche, con appelli a ‘boicottare’ il film,, annullamenti, e proteste delle femministe dinanzi ad alcuni cinema, anche se al botteghino è andato benone.
La testimonianza della donna si aggiunge ad altre simili accuse di stupro mosse in passato contro Polanski. Tra l’altro, il regista che ha lungamente beneficiato di forti appoggi in Francia continua ad essere nel mirino della giustizia Usa, per lo scandalo legato agli abusi su una minorenne, Samantha Geimer,
nel 1977.

Sag Award, 4 nomination per TarantinoSorpresa Bombshell, fra serie tv sbanca la signora Maisel

NEW YORK11 dicembre 201918:18

‘The Irishman’ di Martin Scorsese e ‘C’era una volta a… Hollywood’ di Quentin Tarantino dominano le nomination per i Sag Award, i premi istituti dal sindacato degli attori che sono i precursori per cercare di individuare chi vincerà gli Oscar.
‘Bombshell’ di Jay Roach si rivela la sorpresa con quattro nomination, lo stesso numero conquistato da ‘Storia di un matrimonio’ e C’era una volta a… Hollywood. Fra le serie televisive è invece ‘La fantastica signora Maisel’ a conquistare il maggior numero di nomination. I premi saranno consegnati domenica 19 gennaio e durante la cerimonia Robert De Niro riceverà il Life Achievement Award per il suo lavoro sul grande e piccolo schermo e per il suo impegno umanitario.

Claudia Gerini madrina di Filming Italy – Los Angeles20-22 gennaio. Nuova collaborazione con Women in Film

11 dicembre 201917:52

Claudia Gerini sarà la madrina della quinta edizione di Filming Italy – Los Angeles, che si terrà dal 20 al 22 gennaio 2020 tra l’Istituto Italiano di Cultura Los Angeles e l’Harmony Gold Theater, alla presenza di personalità dell’industria cinematografica italiana e hollywoodiana. Creato e organizzato da Tiziana Rocca, Agnus Dei e Valeria Rumori, Istituto Italiano di Cultura Los Angeles, Filming Italy – Los Angeles promuove l’Italia come set cinematografico e ponte tra la cultura italiana e americana.
Il Festival, con la direzione artistica di Tiziana Rocca, è presentato sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia a Los Angeles.
“Siamo molto felici di annunciare la quinta edizione del Filming Italy – Los Angeles, ancora una volta all’insegna del grande cinema e dei talenti nostrani conosciuti e stimati in tutto il mondo e quest’anno dedicata alle Donne del cinema italiano del passato e del presente. Madrina d’eccezione: Claudia Gerini”, sottolinea Tiziana Rocca, Direttore artistico. “Nuova è la collaborazione con Women in Film, grazie alla quale verranno supportati il talento e i diritti delle donne che lavorano nel mondo del cinema, anche con l’aiuto di associazioni americane che operano nel settore.” “L’Istituto presenta ogni anno una programmazione ricca di eventi cinematografici, anche in partenariato con istituzioni e festival italiani e locali, con l’obiettivo di promuovere la produzione italiana di qualità nei suoi aspetti artistici, culturali e territoriali”, afferma Valeria Rumori, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. “Filming Italy è diventato uno degli appuntamenti più attesi a Los Angeles e nella California del Sud, e le personalità internazionali che vi partecipano dimostrano che il nostro cinema è un importante punto di riferimento nel mondo”.

Dio è donna ed è pure femministaFilm macedone in sala, storia sul tema delle donne nella chiesa

11 dicembre 201910:08

Una storia al femminile e femminista con protagonista una 32enne macedone, piuttosto massiccia e sicuramente molto ostinata. Una vicenda per certi versi buffa, kafkiana, proprio come il titolo, ‘Dio è donna e si chiama Petrunya’ di Teona Strugar Mitevska, già al Festival di Berlino e al Tff , ora in sala dal 12 dicembre con Teodora. Ispirato a un fatto vero, il lungometraggio ha appunto come protagonista Petrunya (Zorica Nusheva), 32 anni, laureata in storia. Una donna che vive nella cittadina macedone di Štip senza un’occupazione e forse anche poco interessata a trovare lavoro.
Rientrando verso casa, dopo l’ennesimo colloquio di lavoro andato male, Petrunya si ferma ad assistere a una cerimonia ortodossa che prevede il lancio di una piccola croce lignea nel fiume da parte di un prete e il suo recupero, subito dopo, da parte di fedeli maschi in costume. Petrunya, vicina alla riva, con un po’ di fortuna raggiunge l’oggetto sacro prima di tutti, ma ne nasce subito una rissa. Gli uomini non ci stanno, vogliono strapparle la croce. Nasce un grande putiferio e così la donna viene portata al posto di polizia per essere interrogata, ma in realtà senza una precisa accusa. Inizia così un braccio di ferro tra Petrunya e gli agenti, ma a fare la differenza sarà il fatto che una giornalista, venuta a sapere della curiosa notizia, monta il caso che diventa subito oggetto di dibattito nazionale.
” Io la penso come Ken Loach, il cinema può essere un’arma – ha detto la regista – . Il cinema deve provocare, attaccare i tabù, porre delle domande, ma non amo poi per questo mettermi in cattedra”. Molto articolata invece la sua risposta sul discrimine che colpisce le donne all’interno di quasi tutte le gerarchie sacerdotali.
“Crescendo – dice – mi sono posta molte volte la domanda se ci sarà mai un Papa donna e anche dove mai fosse scritto che Dio sia un uomo. Una volta – continua la Mitevska – sono riuscita ad avere un colloquio con un cardinale a Roma ed ero davvero molto emozionata. Quando ho chiesto però al cardinale se forse tra cinquanta anni poteva sedere sul trono del Vaticano una papessa, il cardinale ha cambiato tono. Mi ha detto che per le donne era diverso, che sono esseri che danno la vita, esseri speciali in altre forme. Insomma ha evitato di rispondermi”.

Nadia Toffa, Notre Dame, sardine: cosa cercano gli italiani su GoogleCome ogni anno il motore di ricerca svela i trend 2019, tra attualità e curiosità

11 dicembre 201918:07

Nadia Toffa e Notre Dame sono le parole emergenti dell’anno per gli utenti italiani del motore di ricerca Google. La conduttrice del programma televisivo Le Iene, venuta a mancare lo scorso agosto, è anche in cima alla lista dei personaggi del 2019. La domanda più digitata dagli utenti di Google nel corso dell’anno che sta finendo è “perché è caduto il governo”, ma anche “perché si chiamano sardine” riferito al movimento che sta riempiendo le piazze italiane.

Google, come ogni anno, condivide i trend più interessanti dei 12 mesi passati dividendoli in liste: ci sono le parole emergenti, i personaggi, fai da te, come fare, cosa significa, i perché, le mete di vacanza, le ricette, i biglietti degli eventi. Nelle ricerche degli italiani al primo posto emerge per il terzo anno di seguito Nadia Toffa (tra i personaggi più popolari anche nell’analisi di Twitter diffusa ieri): è dal 2017, anno in cui rese pubblica la sua malattia, che la conduttrice de Le Iene catalizza l’attenzione degli utenti. Nella lista delle parole emergenti di Google c’è anche Notre Dame, la cattedrale di Parigi è stata devastata da un incendio il 15 aprile 2019.

Seguono Sanremo, le Elezioni Europee, l’attore Luke Perry, morto il 4 marzo scorso, e noto per aver recitato nella serie televisiva Beverly Hills 90210. Poi il Governo, Joker, personaggio del film interpretato da Joquin Phoenix che ha vinto Il Leone d’Oro a Venezia, Mia Martini, Mahmood (che ha vinto il festival di Sanremo 2019 con il brano Soldi) e il personaggio dei fumetti Thanos. Tra le ricerche più curiose, segno dei tempi, come fare domanda per navigator (la nuova figura professionale prevista nel decreto del Reddito di Cittadinanza per aiutare i cittadini a trovare un lavoro); cosa significa Macchu Picchu; mentre la meta di vacanze al top è Zanzibar e la ricetta emergente è di nuovo la pastiera napoletana.Nei giorni scorsi Google ha reso noto anche la classifica dei video più visti su YouTube: al primo posto Carote di Nuela, segue la parodia di Soldi di Mahmood fatta da iPantellas e la prima puntata de Il Collegio dal titolo IO ragazzi arrivano al Collegio. In cima ai video non musicali più popolari dell’anno in Italia ci sono le blind audition della giovane Hindaco nella competizione canora The Voice of Italy ma anche Le canzoni di Sanremo cantate da nonna di Casa Surace.

Visori 3d e nuove luci per la Basilica dei misteriLe novità dai nuovi restauri. Gli effetti speciali nel 2020

10 dicembre 201918:27

– La lunga galleria che portava giù nelle viscere della terra, nove metri sotto il livello stradale.
Poi i colori del vestibolo con decorazioni che riecheggiavano i lussi della Domus Aurea, le scene nilotiche allora così in voga, i mosaici rischiarati dalla luce caliginosa filtrata dall’alto lucernario.
Duemila anni fa come oggi doveva essere pieno di suggestione l’ingresso alla Basilica sotterranea degli Statili, edificio privato, raffinato e misterioso, forse luogo di culto forse monumento funerario, forse tutte e due le cose come si tende a pensare dopo una nuova stagione di restauri e di studi. Un piccolo, incredibile tesoro proprietà di una famiglia ricca e potente che la condanna dell’imperatore Claudio fece spogliare e dimenticare per secoli e secoli. Intrigante e piena di fascino con i suoi richiami al culto neo pitagorico, si offre al pubblico ancora più leggibile dopo una nuova fase di restauro la Basilica Sotterranea, monumento unico e incredibile rimasto nascosto nel sottosuolo di Roma sotto la centralissima via Prenestina, a un passo da Piazza Maggiore. Scoperto e portato alla luce per caso nel 1917, oggetto di importanti restauri negli anni ’50, questa meraviglia torna ora a splendere grazie anche alla generosità di una fondazione svizzera, la Evergète, che ha finanziato una nuova fase di lavori per un totale di 2, 2 milioni di euro.
Entro il 2020, annuncia la soprintendente speciale di Roma Daniela Porro insieme con il direttore del monumento Anna de Santis, sono previste novità che renderanno se possibile ancora più suggestiva e coinvolgente la visita, con un’ illuminazione che riprodurrà l’atmosfera e i colori originali. Ma anche speciali visori 3d che come già avviene per la Domus Aurea, saranno in grado di ricostruire, scientificamente, la realtà di allora. I restauri intanto proseguono con una terza fase già finanziata per la pulitura di un’altra parete della navata di sinistra della basilica . Poi si affronterà la navata di destra (dovrebbero servire circa 800 mila euro).Tant’è, in attesa della nuova illuminazione e dei visori 3d, l’impatto è da togliere il fiato, oggi ancora di più di cinque anni fa quando la Basilica venne riaperta alle visite.  Soprattutto quando superato quel che resta del lungo dromos e la pace del vestibolo ci si affaccia nelle imponenti navate della Basilica vera e propria. Dove mani sapienti con l’aiuto del laser hanno riportato in vita una serie di candidi stucchi miracolosamente sopravvissuti ad un interramento di secoli e alle infiltrazioni di acqua, percolati, inquinanti. Figure e quadretti che rimandano a episodi della mitologia greco romana, dal ratto di Ganimede al mito di Orfeo e Euridice. E poi ornamenti che raccontano scene di vita quotidiana.Nella parte centrale dell’abside protagonista assoluta è Saffo che si getta dalla rupe. Un volo verso la morte che non ha nulla di drammatico, fa notare l’archeologa De Santis, non una fine piuttosto un passaggio in un’altra dimensione – come indicavano le teorie neo pitagoriche- reso più surreale dal bianco che dominava questo ambiente anche nella prima metà del I secolo quando l’edificio venne costruito, volutamente sottoterra e nascosto ai più, ma decorato senza risparmio da una fucina di artigiani augustei “di altissimo livello”, tra i quali primeggiava un certo Secundus Tarianus tector, che gli specialisti hanno riconosciuto come l’autore principale. In tanto abbagliante candore, reso brillante dalla madreperla con la quale era impastato lo stucco, l’unica nota scura era data dalla parte inferiore dell’abside, dipinta di un azzurro profondo che doveva richiamare il mare. “Un blu prezioso che venne staccato e portato via quando la basilica fu abbandonata”, spiega De Santis.Nell’insieme un luogo magico, reso ancora più intrigante dal mistero che ancora ne avvolge storia e destinazione d’uso, dopo decenni di confronti tra gli studiosi, compreso lo psicanalista Aldo Carotenuto che nel 1971 le dedicò un lungo, argomentato saggio. C’è chi pensa che si trattasse di un luogo di culto, per lo più neo pitagorico secondo la teoria di Jerome Carcopino, e chi invece immagina un monumento funebre per aristocratici.   “Forse tutte e due”, dice oggi l’archeologa. Il mistero del resto continua ad avvolgere anche il suo fondatore: Carcopino lo indicò in Tito Statilio Tauro, morto suicida nel 53 d.C.   perché accusato di culti magici da Agrippina madre di Nerone. Un altro storico, Gilles Sauron, pensava invece a un omonimo Tito Statilio Tauro, membro della stessa famiglia, che fu luogotenente di Augusto e console nell’11 d.C. I recenti restauri hanno fatto ipotizzare due fasi nella vita della Basilica, forse edificata dal primo Tito in età augustea e passata poi al secondo, in età neroniana, prima dell’abbandono dopo il suicidio di quest’ultimo. La prossima fase di lavori e gli studi ancora in corso potranno, chissà, offrire una soluzione al mistero. L’obiettivo intanto, assicura la soprintendente Porro, è aumentare le domeniche di apertura al pubblico.

In Vaticano è sfida diabolica tra Law e Malkovich /TRAILERThe New Pope di Sorrentino, rilasciato il provocatorio trailer

10 dicembre 201918:37

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”: è un duello quello tra Pio XIII (Jude Law) svegliatosi dal coma e Giovanni Paolo III (John Malkovich). Il trailer ufficiale di The New Pope, la serie creata e diretta dal premio Oscar Paolo Sorrentino è provocatorio e aumenta l’attesa per il debutto della nuova serie ambientata in Vaticano in onda su Sky e Now Tv il 10 gennaio 2020. Il trailer rivela al pubblico che Lenny Belardo si è risvegliato dal coma, mentre il Vaticano, in profonda crisi e in overdose di scandali, ha scelto l’aristocratico inglese sir John Brannox come nuovo papa sofisticato e megalomane che al termine del servizio fotografico per il debutto come Giovanni Paolo III esclama: “niente nudo?”.
Belardo-Jude Law di nuovo sveglio e aitante (si mantiene in forma con il modaiolo girotonic) non è solo il più amato dalle folle di piazza San Pietro, ma il più idolatrato con fan che indossano felpe con il suo volto e pregano incessantemente e ossessivamente per lui. Chi è il Papa adesso? Entrambi hanno e vogliono il potere. Con il diavolo non si tratta. Si ma chi è dei due? The New Pope è una serie originale Sky-Hbo-Canal+, prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte del gruppo Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court TV e The Mediapro Studio. Il distributore internazionale è Fremantle. Scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises, è la seconda serie di Sorrentino ambientata in Vaticano. Tutti i nove episodi sono diretti da Paolo Sorrentino.
Il cast, oltre ai due volte nominati agli Oscar Jude Law e John Malkovich, include Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier, Maurizio Lombardi, già protagonisti in The Young Pope. New entry nella serie sono Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Yuliya Snigir, Massimo Ghini e le guest star Sharon Stone e Marilyn Manson.

X Factor, i finalisti: ‘Sogniamo la vittoria ma sfida è dopo’Booda, Sierra, Davide Rossi e Sofia Tornambene, la finale sarà festa – VIDEO

10 dicembre 201915:45

Sognano tutti la vittoria ma sono pure più che convinti che la vera sfida e i traguardi si misureranno dopo i quattro finalisti di X Factor 2019.Giovedì su Sky Uno ci sarà l’ultima puntata in una serata dove sono attesi come ospiti Robbie Williams, che duetterà anche con i concorrenti, Ultimo e Lous and The Yakuza.I 4 sfidanti (I Booda, la Sierra, Davide Rossi e Sofia Tornambene) hanno incontrato i giornalisti al Forum di Assago, da dove andrà in onda la sfida in diretta. Tutti emozionati ma già soddisfatti. E per tutti la stessa riflessione. “La vera vittoria è stata la semifinale, quella di giovedì sarà solo una festa”, ha detto il 21/enne David Rossi.”Vincere o no non è il vero traguardo, anche se importantissimo – hanno aggiunto i romani Giacomo e Massimo, i due 26/enni dei Sierra – l’obiettivo è trovare un nostro posto nel mercato in futuro”. “Nessuna delusione se non vinceremo”, hanno ripetuto i Booda. E per Sofia Tornambene, con i suoi 17 anni la più giovane del gruppo, la vittoria è già aver dimostrato di potercela fare da sola scoprendo punti di forza di se stessa che ancora non conosceva.

Golden Globe 2020, Marriage Story in testa con 6 nominationNominati anche The Irishman, Joker e I due papi

NEW YORK09 dicembre 201919:58

Golden Globe, le nomination: Marriage Story (Storia di un matrimonio) guida la lista con sei candidature, per la 77/a edizione. L’annuncio è stato fatto dalla Hollywood Foreign Press Association.Prodotto da Netflix, diretto da Noah Baumbach e interpretato da Scarlett Johansson e Adam Driver, è candidato tra l’altro come miglior film insieme a The Irishman, Joker, I due papi e 1917. Volkswagen Transporter.Transporter 6.1 con finanziamento TAN 0% fisso, TAEG 1,16% in 48 rate da 417€ più anticipoVolkswagenScopriloScarlett Johansson, protagonista di Marriage Story (Storia di un matrimonio), ha ottenuto la nomination come miglior attrice in un film drammatico; per la stessa categoria sono state nominate anche Cynthia Erivo per Harriet, Saoirse Ronan per Little Women, Charlize Theron per Bombshell e Renee Zellweger per Judy.Come miglior attore in un film drammatico sono stati nominati Christian Bale per Ford v Ferrari (Le Mans 66 – La grande sfida), Antonio Banderas per Pain and Glory (Dolor y Gloria), Adam Driver per Marriage Story, Joaquin Phoenix per Joker, Jonathan Pryce per I due papi.Nella categoria miglior regista sono candidati Martin Scorsese per The Irishman, Bong Joon Ho per Parasite, Sam Mendes per 1917, Todd Phillips per Joker, Quentin Tarantino per Once Upon a Time in Hollywood (C’era una volta a… Hollywood).

David Lopez, racconto una generazione sospesaA Roma con il libro d’esordio ‘Il feudo’

09 dicembre 201909:48

DAVID LOPEZ, IL FEUDO, (SELLERIO, PP 227, EURO 16)Caso editoriale in Francia con il romanzo d’esordio ‘Il feudo’, David Lopez racconta una generazione di trentenni “sospesa” tra la periferia e la campagna, né sobborgo, né quartiere chic, con protagonista il pugile Jonas e i suoi amici. “C’è questa dimensione dell’essere a metà tra due mondi, sia dal punto di vista geografico, tra la città e la campagna, sia dal punto di vista sociale. I personaggi cercano sempre di capire chi siano ma non sanno mai chi sono. E alla fine questa ricerca della propria identità trova una risposta positiva soltanto nello stare insieme” racconta Lopez, 35 anni, originario di Nemours, al centro della Francia, che fa pugilato, ha un talento particolare per la scrittura e uno stile tutto suo fatto di oralità e linguaggio letterario. “I ragazzi del romanzo non riescono a ritrovarsi nelle aspettative che la società ha nei loro confronti. E’ tutto molto sospeso ed è questa sospensione a tenere insieme la mancata capacità di decidere da parte dei personaggi. La domanda da porsi è: quali sono le scelte da fare in base a chi si è davvero?” dice Lopez alla fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi alla Nuvola di Roma.L’ambientazione della storia – che alterna momenti divertenti all’amarezza e vede questo gruppo di amici scandire il tempo al ritmo delle canne “è una scelta che viene un po’ dal caso, ma soprattutto è stata – dice lo scrittore – una mia urgenza perché riporta tutto a una realtà che conosco bene. Questa città è indefinita: è un po’ Nemours, ma potrebbe essere qualsiasi luogo della Francia. La sua caratteristica principale è la distanza dalla metropoli”. La precisione nel raccontare è invece una cosa a cui tiene molto Lopez, che con ‘Il feudo’, pubblicato in Italia da Sellerio nella traduzione di Marina Di Leo e Giulio Sanseverino, ha vinto il Prix du Livre Inter 2018. “Subisco molto la fascinazione della scomposizione dei gesti. Così descrivere lentamente i passaggi del fumare una canna mi ha permesso nel libro di dilatare il tempo facendo entrare il lettore nella narrazione. Ci sono possibilità diverse delle conseguenze del fumo: ci può essere uno stadio della vita in cui fumare a certi livelli può diventare nefasto, ma, per questi ragazzi che non sono ancora adulti e non più adolescenti, la cannabis è uno strumento per procrastinare le decisioni, per spostare sempre in avanti qualcosa che si sente come pressione esterna” sottolinea Lopez. Jonas è un pugile di un certo talento e ha una ragazza che lo chiama per fare sesso ma da lui non vuole altro. Trascorre le giornate con il suo gruppo di amici, che sono gli stessi delle elementari , giocando a carte, litigando, parlando di boxe.Senza particolari passioni o forme di protesta, semplicemente sentendosi sicuro in questo “feudo”. “Non volevo trovare in questo libro delle scuse a un certo modo di vivere, né giudicare. In questo modo si possono mostrare molti più aspetti umani dei personaggi. L’umanità viene fuori dall’umorismo, dal fatto che si ride pur essendoci molta amarezza. C’è anche la noia e nello stesso tempo passività e inventiva” sottolinea lo scrittore che ha le mani piene di anelli colorati. “Il rapporto tra Jonas e la boxe è un po’ come il mio con la letteratura. Ci sono persone che mi dicono continuamente che ho del talento ma io non ci credo. La boxe è anche lo sport perfetto per descrivere ogni movimento muscolare e quindi della narrazione” racconta Lopez che vive sempre a Nemours e non ha cambiato vita. “La mescolanza di lingua orale e letteraria è arrivata dopo aver provato a scrivere in maniera più tradizionale, come mi aspettavo che dovesse essere un romanzo.Ma per me non funzionava e ad un certo punto ho capito che questo ambiente non poteva venir fuori che dal linguaggio che io ho usato. Questo mi ha liberato da quella visione di letterarietà che un romanzo dovrebbe avere secondo alcuni canoni” sottolinea. Il successo in Francia “mi ha dato molta fiducia perché ‘Il feudo’ è nato come una scommessa. Mi ha dato molta sicurezza, ma nello stesso tempo ho sentito che per scrivere ho bisogno di sentire la fragilità del rischio. Per dare il meglio devo trovarmi in sfida con me stesso” afferma e annuncia che il romanzo è stato opzionato per farne un film, “ma è tutto nella fase di costruzione. Il copione dovrebbe essere pronto il prossimo autunno”.

Il primo Natale, Ficarra e Picone nel presepeIn sala dal 12 dicembre, fra leggerezza e temi come accoglienza

09 dicembre 201909:45

accontare “con situazioni comiche ma anche momenti per pensare il Natale per quello che realmente è, anche se molti se ne dimenticano, cioè il compleanno di Gesù”. E’ nata così, spiegano Salvo Ficarra e Valentino Picone, registi e protagonisti, la loro irruzione nel presepe nella loro nuova commedia, Il primo Natale. Per il duo (che festeggerà nel 2020 25 anni di sodalizio artistico con un tour teatrale che toccherà oltre 20 città) è il primo film che arriva in sala in sala durante le Feste: sarà in sala dal 12 dicembre in oltre 600 copie con Medusa.
Utilizzando il modello dell’avventura in un’altra epoca storica, molto popolare in commedia anche in Italia, da Totò e Cleopatra a Non ci resta che piangere con Benigni-Troisi, passando per i viaggi nel tempo di Villaggio e Boldi-De Sica, la tessitura leggera si apre anche a temi attuali, come l’accoglienza evocata sin da una potente sequenza iniziale: “Un richiamo agli ultimi, a vari tipi di ultimi, dal barbone per le strade di Parigi ai migranti”, dicono Ficarra e Picone, anche cosceneggiatori con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini. Scene come quelle della natività “sono state anche sul set particolarmente emozionanti per noi – spiegano -. Siamo da sempre appassionati dei film di Natale, e realizzarne uno è un impegno importante nei confronti del pubblico. Volevamo che fosse diverso e originale”.
Prodotta con un budget di circa 11 milioni di euro da Attilio De Razza (Tramp Limited) in collaborazione con Medusa, la commedia traccia l’avventura di Salvo (Ficarra), ladro di oggetti sacri e Don Valentino (Picone), sacerdote con il chiodo fisso del presepe vivente, che vengono proiettati, per ragioni misteriose, nella Palestina dell’anno zero, pochi giorni prima dalla nascita di Gesù. Tra occasioni di ribellione e la caccia di un Erode reso da Massimo Popolizio un villain da antologia, Salvo e Valentino si mettono in cerca di Giuseppe, Maria e della mangiatoia. Un percorso tra scelte complesse e la necessità di abbandonare paure e egoismi per passare all’azione. Nel cast, fra gli altri, anche Roberta Mattei, Giacomo Mattia e la piccola Giovanna Marchetti. A dare forza al film, oltre alle ambientazioni marocchine, ci sono le scenografie di Francesco Frigeri e i costumi di Cristina Francioni. “Il racconto è come una parabola, comprensibile anche per chi non crede – sottolinea Nicola Guaglianone, già coautore con Ficarra e Picone de L’ora legale – L’inizio ci mostra la maniera nella quale tutti noi a volte reagiamo come fossimo anestetizzati davanti a certe immagini”. Con Salvo e Valentino “si cerca sempre lo sguardo ironico. Qui trattiamo anche temi seri, come l’immigrazione senza che serva mai nominarla Come diceva Leo Benvenuti (grande sceneggiatore, ndr), col tempo le cose cambiano, l’ironia le fissa invece nella loro verità”.
Fanno capolino nel film anche alcune battute pungenti come quella innescata dal riutilizzo di uno slogan leghista: ‘Roma ladrona’, tirato fuori contro l’esercito romano invasore, con i due protagonisti che commentano: “Dicevano così anche da noi…
poi se ne sono dimenticati”.
Il loro film precedente L’ora legale (2017) non era stato iscritto da Ficarra e Picone alla competizione dei David, perché i due attori-registi non trovavano che i meccanismi di votazione fossero equi: “Il primo Natale invece lo iscriveremo. Dalla decisione presa per L’ora legale era nato un dibattito che ha anche portato a modificare alcune regole del premio”, sottolineano.

‘Acca’ vince il 62/o Zecchino d’OroDodici canzoni in gara, giurie di bambini e ospiti vip

08 dicembre 201912:13

‘Acca’ (testo di Flavio Careddu e Irene Menna, musica di Alessandro Visintainer), brano cantato da Rita Longordo, 8 anni, di Sanremo (Imperia), ha vinto la 62/a edizione dello Zecchino d’Oro, il più conosciuto festival di canzoni per l’infanzia, trasmesso in prima serata su Rai1 dall’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna). Al secondo posto – e pezzo più votato sul web – ‘I pesci parlano’ (Ciprì-Baggio), interpretato da Matilde Gazzotti, 4 anni, di Casalecchio e Giulia Rizzo, 5 anni, di Palermo. Terzo ‘Non capisci un tubo’ (Careddu-Spera), cantato da Gabriele Tonti, 5 anni, di Sabaudia (Latina). ‘Acca’ parla in musica della lettera più silenziosa, quella meno scritta, ma molto importante.
Presentati da Carlo Conti e Antonella Clerici, con la direzione musicale di Peppe Vessicchio, e accompagnati dal Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Sabrina Simoni, sono stati riproposti tutti i 12 brani inediti in gara, cantati da 16 piccoli interpreti provenienti da undici regioni. A votare le canzoni in finale, assieme alla tradizionale giuria di bambini tra 8 e 12 anni, una giuria vip con Giovanni Allevi, Luciana Littizzetto, Ficarra e Picone, Laura Chiatti, Claudia Gerini e Stefano De Martino.
Anche nella serata finale ampio spazio è stato dedicato alla campagna ‘Operazione Pane’, che sostiene 15 mense francescane in Italia e ad Aleppo, in Siria, mettendo a tavola e aiutando persone e famiglie in condizioni di grave disagio sociale. Per offrire un contributo basta un sms o una telefonata da rete fissa al numero solidale 45588.

Ella, da rifugiata a venditore topCon lei il reparto gastronomia di un supermercato è uno dei più produttivi d’Italia

12 dicembre 201913:29

Ella Antony, nigeriana di 33 anni, fa parte di quella minoranza di rifugiati che sono riusciti ad integrarsi in Italia. Cinque anni fa dopo aver attraversato il deserto nel Niger, ha raggiunto la Libia e con un barcone ha attraversato il Mediterraneo sbarcando a Taranto. Dal 19 luglio è addetta alle vendite nel reparto gastronomia di un supermercato Carrefour a Roma. “Per il momento questa è la mia strada – spiega – e voglio imparare bene”.Ma già adesso il suo impegno nel supermercato in zona piazza Bologna, è un successo. “Ella ha imparato rapidamente – spiega Aniello Bove, responsabile delle Risorse Umane di Carrefour – e grazie alla sua contagiosa forza di volontà c’è stato uno scambio ed uno stimolo reciproco con i suoi colleghi: il volume d’affari del reparto gastronomia è cresciuto ed ha raggiunto i primi posti in Italia”. Il giorno del mio compleanno i colleghi mi hanno fatto una sorpresa: ho trovato torta e regali”. Ella prima di allora non lo aveva mai festeggiato.

Al via quarta edizione ‘Fai viaggiare la tua storia’Promosso da Autogrill e Libromania per aspiranti narratori

12 dicembre 201914:07

– Al via la quarta edizione del Premio ‘Fai viaggiare la tua storia’ dedicato alla ricerca di nuovi talenti letterari, promosso da Autogrill e Libromania. Per concorre al premio, rivolto agli aspiranti autori di narrativa, si possono candidare le proprie opere dal 9 dicembre 2019 al 22 marzo 2020 (http://autogrill.libromania.net). Il manoscritto dovrà avere un numero di caratteri compresi tra 240.000 e i 600.000. La selezione delle opere sarà curata da Libromania insieme a una giuria di esperti, composta dalla direzione editoriale di DeA Planeta, dall’autrice Anita Pulvirenti – in uscita a gennaio per DeA Planeta – e dal vincitore dell’ultima edizione, Dario Galimberti. Anche in questa edizione sarà parte delle commissione valutativa Gabriele Colleoni, vicedirettore del Giornale di Brescia. La giuria avrà il compito di selezionare le opere finaliste, decidere quale premiare con la pubblicazione in edizione cartacea e individuare i dieci titoli da pubblicare in digitale.
I finalisti e il vincitore di ‘Fai viaggiare la tua storia’ saranno comunicati a maggio 2020 in un evento dedicato. L’opera vincitrice sarà pubblicata entro luglio 2020 e sarà disponibile in anteprima nei punti vendita Autogrill e poi nelle librerie.
Tutte le opere finaliste saranno pubblicate in eBook entro l’estate 2020.
Un’ombra sul lago di Dario Galimberti, il romanzo vincitore dell’edizione 2019, definito da Matteo Strukul “un giallo asciutto ed efficace che suona già come un classico”, ha raggiunto finora le 10.000 copie in tutte le edizioni. Alla terza edizione di Fai viaggiare la tua Storia sono state ammesse 457 opere, con un incremento del 15% sull’anno precedente.
L’iniziativa, in tre anni, ha coinvolto circa 2.000 aspiranti autori e ha visto la pubblicazione di un totale di 37 libri in digitale e in edizione cartacea print on demand.
“Ci auguriamo che sempre più aspiranti scrittori decidano di far viaggiare la loro storia con noi” dice Stefano Bordigoni, amministratore delegato Libromania.

Premi: al via quarta edizione ‘Fai viaggiare la tua storia’Promosso da Autogrill e Libromania per aspiranti narratori

12 dicembre 201914:07

– Al via la quarta edizione del Premio ‘Fai viaggiare la tua storia’ dedicato alla ricerca di nuovi talenti letterari, promosso da Autogrill e Libromania. Per concorre al premio, rivolto agli aspiranti autori di narrativa, si possono candidare le proprie opere dal 9 dicembre 2019 al 22 marzo 2020 (http://autogrill.libromania.net). Il manoscritto dovrà avere un numero di caratteri compresi tra 240.000 e i 600.000. La selezione delle opere sarà curata da Libromania insieme a una giuria di esperti, composta dalla direzione editoriale di DeA Planeta, dall’autrice Anita Pulvirenti – in uscita a gennaio per DeA Planeta – e dal vincitore dell’ultima edizione, Dario Galimberti. Anche in questa edizione sarà parte delle commissione valutativa Gabriele Colleoni, vicedirettore del Giornale di Brescia. La giuria avrà il compito di selezionare le opere finaliste, decidere quale premiare con la pubblicazione in edizione cartacea e individuare i dieci titoli da pubblicare in digitale.
I finalisti e il vincitore di ‘Fai viaggiare la tua storia’ saranno comunicati a maggio 2020 in un evento dedicato. L’opera vincitrice sarà pubblicata entro luglio 2020 e sarà disponibile in anteprima nei punti vendita Autogrill e poi nelle librerie.
Tutte le opere finaliste saranno pubblicate in eBook entro l’estate 2020.
Un’ombra sul lago di Dario Galimberti, il romanzo vincitore dell’edizione 2019, definito da Matteo Strukul “un giallo asciutto ed efficace che suona già come un classico”, ha raggiunto finora le 10.000 copie in tutte le edizioni. Alla terza edizione di Fai viaggiare la tua Storia sono state ammesse 457 opere, con un incremento del 15% sull’anno precedente.
L’iniziativa, in tre anni, ha coinvolto circa 2.000 aspiranti autori e ha visto la pubblicazione di un totale di 37 libri in digitale e in edizione cartacea print on demand.
“Ci auguriamo che sempre più aspiranti scrittori decidano di far viaggiare la loro storia con noi” dice Stefano Bordigoni, amministratore delegato Libromania.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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