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Usa, il 2019 l’anno più sanguinoso
41 gli omicidi di massa, il numero maggiore in California (2)
29 dicembre 2019 08:24
Il 2019 è stato l’anno in cui in assoluto gli Stati Uniti hanno assistito al maggior numero di omicidi di massa, vale a dire con quattro o più persone uccise.
E’ quanto emerge da un database compilato dall’Associated Press, da Usa Today e dalla Northeastern University: 41 gli episodi censiti per un totale di 211 vittime.
Tra gli eventi più sanguinosi, riferisce la Bbc, l’uccisione di 12 persone a Virginia Beach a maggio e di 22 a El Paso ad agosto. Dei 41 casi, 33 hanno visto l’uso di armi da fuoco. In California il maggior numero di omicidi di massa, con otto episodi.
Libia, raid delle forze di HaftarFeriti almeno sei civili tra cui un bambino in gravi condizioni
TUNISI29 dicembre 201909:34
– “Bombardamenti indiscriminati da parte delle milizie di Haftar hanno colpito il comune di Abu Slim (a sud di Tripoli ndr), provocando il ferimento di almeno 6 civili, tra cui un bambino in condizioni critiche, oltre alla morte di 1 civile a causa di un proiettile che lo ha colpito mentre usciva da una moschea”. E’ quanto si legge in un tweet dell’operazione “Vulcano di rabbia” del governo di accordo nazionale libico (Gna).
Libia: Unhcr, proteggere i civiliPreoccupazione per i raid a pochi metri da centri per rifugiati
TUNISI29 dicembre 201909:53
– “L’Unhcr è preoccupata per l’escalation del conflitto in Libia e rinnova il suo appello per proteggere le vite dei civili, inclusi i rifugiati e i migranti detenuti e la necessità di rispettare il diritto internazionale umanitario e dei diritti umani”. E’ quanto si legge sulla pagina Twitter dell’ agenzia dell’Onu per i rifugiati in Libia che prosegue sottolineando che “i recenti raid aerei a pochi metri da un centro di detenzione nella città di Zawiya, dove sono trattenuti circa 500 tra rifugiati e migranti, destano grande preoccupazione e devono essere messi in atto tutti i mezzi per evitare che accada una tragedia come quella di Tajoura”. L’Unhcr “ribadisce il suo appello per il rilascio ordinato di tutti i rifugiati e richiedenti asilo nei centri di detenzione vicino alle aree di conflitto e si dichiara pronta a fornire assistenza in caso di un loro rilascio in contesti urbani”.
Tifone nelle Filippine, 41 i morti260.000 case danneggiate e quasi 100.000 persone nei rifugi
29 dicembre 201909:49
– Si aggrava a 41 morti il bilancio delle vittime del tifone che il giorno di Natale si è abbattuto, devastandole, sulle isole Visayas, nel centro dell’arcipelago delle Filippine, destinazione turistica assai gettonata per via delle spiagge con la sabbia bianchissima. Lo riferiscono i media locali.
I soccorritori sono ancora alla ricerca di dodici persone che risultano disperse. “Speriamo che non trovare più morti”, ha detto Mark Timbal, portavoce dell’agenzia nazionale per la gestione delle catastrofi. Quest’ultima ha stimato che il ciclone ha danneggiato 260.000 case e costretto quasi 100.000 persone a lasciare le proprie abitazioni e a sistemarsi nei rifugi di emergenza.
Il governo filippino stima che questa potente tempesta tropicale ha causato danni per 21 milioni di dollari nel settore agricolo e alle infrastrutture. In alcune zone colpite dal tifone, che era accompagnato da raffiche di vento che raggiungevano i 200 km all’ora, le linee elettriche e la rete internet sono state messe fuori uso.
Austria: accordo popolari-verdi, governo in vistaPer Kogler, restano da chiarire solo alcuni dettagli
BOLZANO29 dicembre 201911:05
Esattamente tre mesi dopo le elezioni politiche in Austria, la scorsa notte è stato raggiunto l’accordo di massima tra il partito popolare Oevp di Sebastian Kurz e i Verdi di Werner Kogler. Il partito ecologista ha infatti convocato per il 4 gennaio l’assemblea, il cui voto – secondo lo statuto di partito – è vincolante per un’entrata nell’esecutivo. Il giuramento – secondo la stampa austriaca – potrebbe avvenire il 7 gennaio. “Gli ostacoli più grandi sono stati superati”, conferma Kurz.Per Kogler, restano da chiarire solo alcuni dettagli. Secondo il quotidiano Salzbuger Nachrichten, i ministeri di peso (Esteri, Interni, Finanze, Economia, Istruzione e Agricoltura) vanno alla Oevp, mentre i Verdi riceveranno, oltre al ‘superministero’ infrastrutture-ambiente-energia, anche giustizia, salute e affari sociali. Sotto la guida verde tornerebbe anche il ministero alla Cultura, che durante gli scorsi esecutivi non è stato un ministero autonomo. VAI A TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE
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Austria verso un governo popolari-verdi
Ecologisti convocano assemblea per il 4 gennaio (2)
BOLZANO29 dicembre 201911:09
– Esattamente tre mesi dopo le elezioni politiche in Austria, la scorsa notte è stato raggiunto l’accordo di massima tra il partito popolare Oevp di Sebastian Kurz e i Verdi di Werner Kogler. Il partito ecologista ha infatti convocato per il 4 gennaio l’assemblea, il cui voto – secondo lo statuto di partito – è vincolante per un’entrata nell’esecutivo. Il giuramento – secondo la stampa austriaca – potrebbe avvenire il 7 gennaio. “Gli ostacoli più grandi sono stati superati”, conferma Kurz.
Ucraina, nuovo scambio di prigionieriCon i separatisti filo-russi nel Donbass
29 dicembre 201911:38
Le autorità ucraine e i separatisti filo-russi nel Donbass hanno iniziato il previsto scambio di decine di prigionieri. “Al checkpoint di Mayorske è iniziato il processo di rilascio delle persone detenute”, ha reso noto l’account Twitter ufficiale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Gli accordi che hanno portato allo scambio sono stati avviati all’inizio di dicembre a Parigi durante un vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e Zelensky. A settembre Kiev e Mosca avevano già effettuato lo scambio di 70 detenuti.
Australia: 260mila no a fuochi Capodanno’Usiamo soldi per combattere incendi’. Ma le autorità fanno muro
29 dicembre 201911:12
– In 260 mila hanno firmato una petizione per cancellare i tradizionali fuochi di artificio della notte di San Silvestro a Sydney proponendo di usare quei soldi per combattere i devastanti incendi che settimane divampano senza sosta in particolare nello stato australiano del New South Wales. Le autorità però non vogliono rinunciare al consueto spettacolo di fine d’anno per il quale si è messo in conto di spendere quest’anno 4,5 milioni di dollari. Lo riportano i media australiani.
Sydney vuole quindi che lo show vada avanti e non, come chiede la petizione di Change.org, che quei fondi siano spesi per sostenere i vigili del fuoco volontari e gli agricoltori messi in ginocchio da una brutale siccità. L’enorme spettacolo pirotecnico sul porto di Sydney “può traumatizzare alcune persone”, si afferma nella petizione, “poiché c’è già abbastanza fumo nell’aria”.
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