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Samsung, nuovo manager a capo divisione smartphone
Roh sarà responsabile del comparto, Koh resta Ceo It & Mobile 19 Gennaio 2020 16:53
Samsung Electronics ha nominato il manager Roh Tae-moon a capo del comparto degli smartphone, una posizione apicale che l’azienda coreana ha appena creato per rafforzarsi in un settore in cui la sua leadership è incalzata dalla compagnie rivali, a cominciare da Huawei. Il Ceo DJ Koh, che finora si è occupato anche del comparto telefonini, resterà a capo della divisione It & Mobile, guidando le attività commerciali relative sia ai dispositivi mobili che alle apparecchiature di Tlc.Contestualmente, Samsung ha confermato anche gli altri due Ceo – Kim Ki-nam della divisione Device solutions e Kim Hyun-suk della Consumer electronics – e ha nominato quattro nuovi presidenti. L’annuncio della compagnia è arrivato un mese e mezzo più tardi del solito a causa dei problemi legali che coinvolgono il vicepresidente Jay Y. Lee.Roh, 51 anni, è il presidente più giovane nominato finora da Samsung. Entrato in azienda nel 1997, attualmente presiede la ricerca e sviluppo dei device mobili, e ha giocato un ruolo significativo nello sviluppo di diversi prodotti, soprattutto la gamma di dispositivi Galaxy.Samsung è leader nel mercato mondiale degli smartphone. Secondo gli analisti di gartner, nel terzo trimestre 2019 ha venduto 79 milioni di telefoni, pari a una market share del 20,4%. Al secondo posto c’è Huawei con 65,8 milioni di smartphone e una quota del 17%.
In Ue 114 mln euro di multe per GdprIn Italia 11,5 milioni, segnalate solo 1.886 violazioni di dati
20 gennaio 202014:50
Le autorità europee hanno elevato, nel complesso, 114 milioni di euro di multe per violazione del Gdpr, il regolamento Ue in materia di trattamento dei dati personali in vigore dal 25 maggio 2018. A dirlo è un rapporto dello studio legale internazionale Dla Piper, che ha preso in esame le sanzioni rese pubbliche. Al primo posto si piazza la Francia, con la multa da 50 milioni inflitta l’anno scorso dal Cnil a Google.Seconda è la Germania (24,5 milioni di euro di sanzioni) e terza l’Austria (18,1 milioni). L’Italia è al quarto posto con 11,5 milioni. Nel 20 mesi considerati, i 28 Paesi membri più Norvegia, Islanda e Liechtenstein hanno totalizzato 160.921 violazioni di dati personali segnalate dalle aziende alle autorità competenti, con casi di varia gravità che vanno dalle mail inviate all’indirizzo sbagliato fino ai grandi cyber-attacchi.I tre Paesi che hanno notificato più violazioni sono Olanda (40mila), Germania (37mila) e Regno Unito (22mila). L’Italia è undicesima con 1.886 segnalazioni. Guardando alle segnalazioni pro capite, l’Italia è terzultima, seguita solo da Romania e Grecia. Stando allo studio legale, “l’esempio italiano dimostra che sebbene il Gdpr si applichi in tutta Europa, la sua interpretazione e applicazione da parte dei regolatori varia in modo ampio, rendendo l’ottemperanza una sfida per le organizzazioni multinazionali”.
Apple, da governi chiesti 32mila datiDa Italia 394. Rapporto trasparenza su primo semestre 2019
20 gennaio 202014:49
Nel mezzo di una nuova battaglia con l’Fbi che chiede di sbloccare gli iPhone dell’attentatore di Pensacola in Florida, Apple ha pubblicato il suo nuovo rapporto semestrale sulla trasparenza. Il rapporto, periodicamente e da diversi anni, rivela quante richieste sono state fatte dai governi di tutto il mondo sui dati degli utenti e a quante ha risposto l’azienda di Cupertino. Il rapporto riguarda la prima metà del 2019, in cui Apple ha ricevuto 31.778 richieste di accesso dati, in aumento di circa 500 rispetto al precedente report. La maggior parte sono arrivate dalla Germania (13.558) e dagli Stati Uniti (4.796).Dall’Italia sono state fatte 394 richieste per 1.033 dispositivi. Di queste, il 61% sono state accolte. Nella maggior parte dei casi, specialmente negli Stati Uniti, i dati sono stati forniti nell’ambito di indagini su dispositivi rubati.Le richieste hanno coperto un totale di oltre 195.000 dispositivi e Apple afferma di essere stata in grado di fornire dati nell’82% di questi casi. Per quanto riguarda l’App Store, invece, l’azienda afferma di aver ricevuto in totale 70 richieste di rimozione di app in questo periodo per “violazioni legali”. La maggior parte di queste richieste proveniva dalla Cina, dove il governo ha fatto 56 richieste.
Instagram elimina il tasto Igtv dall’appConsentiva di caricare video più lunghi
20 gennaio 202014:48
Si vedono i primi effetti di TikTok su Instagram. L’app di proprietà di Facebook aveva lanciato un’applicazione (Igtv) per poter caricare video più lunghi ma ora ha deciso di rimuovere l’icona ufficiale di quest’app da Instagram, come ha riportato il sito TechCrunch. Questo, non vuol dire che Igtv viene eliminata, ma continua a rimanere un’app a se’ senza più un richiamo in evidenza su Instagram.Molto probabilmente la decisione è dovuta ai pochi download di Igtv. Sempre secondo il sito TechCrunch, che si basa su dati SensorTower, l’app è stata scaricata solo 1 milione di volte dal suo lancio del 2018. Solo per fare un paragone, in questa stessa area e nello stesso periodo di tempo, TikTok ha ottenuto quasi 80 volte più download. Home Mappa del sito
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Vacanze virtuali e robot maggiordomi, la vita nel 2025
Il futurista Talwar, la tecnologia rimodellerà la quotidianità
20 gennaio 202014:47
Andare in vacanza senza uscire dal salotto, con un visore per la realtà virtuale che ci darà l’illusione di visitare i luoghi più belli del mondo; scovare l’anima gemella al primo colpo, perché a fare da Cupido saranno applicazioni “intelligenti”; rientrare a casa la sera e trovare la cena in tavola, preparata da robot maggiordomi che provvederanno anche a sparecchiare. Sembra uno scenario futuristico, ma sarà realtà tra appena cinque anni, grazie a un’innovazione tecnologica che continua a correre e a rimodellare la quotidianità.A delineare la vita nel 2025 è il “futurista” Rohit Talwar, fondatore e Ceo dell’azienda londinese Fast Future, che ha formulato alcune previsioni insieme al colosso cinese Huawei. Alla base ci sono l’intelligenza artificiale, le nuove e veloci reti cellulari 5G, e l’internet delle cose: gli ingredienti con cui si sta creando l’hi-tech di domani. “In tutti i Paesi tecnologicamente maturi stiamo assistendo all’arrivo e all’implementazione di tecnologie sempre più potenti, che crescono in modo esponenziale” e, sostiene Talwar, “hanno il potenziale di rimodellare ogni aspetto dell’attività umana entro il 2025”.La rivoluzione si prepara a investire la cucina, liberandoci dalle incombenze domestiche. I sensori incorporati negli utensili faranno sì che i pasti si cucinino in modo autonomo, secondo la ricetta che preferiamo, senza bisogno di stare ai fornelli. Ci saranno poi i robot maggiordomo, programmati per apparecchiare, sparecchiare e lavare i piatti. A cambiare sarà anche il salotto, dove potremo sfruttare i dispositivi di realtà virtuale e aumentata per muoverci lungo la grande muraglia cinese, fare trekking sul cammino Inca fino al Machu Picchu, salire sulla Statua della Libertà o esplorare la barriera corallina australiana.Infinite possibilità per chi non può andare in vacanza o, sulla scia di Greta Thunberg, si pone il problema di quanto si inquina quando si parte verso una destinazione lontana. Tra le novità, una riguarderà le applicazioni di dating, su cui non sarà più necessario sfogliare profili per trovare la persona giusta. Le nostre idee, i gusti, le preferenze, le antipatie, i desideri e i sogni saranno raccolti dall’intelligenza artificiale per costruire un profilo costantemente aggiornato, che le app potranno subito abbinare con il partner ideale. L’intelligenza artificiale potrà aiutarci anche a trovare un buon posto di lavoro, analizzando il mercato e scrivendoci il curriculum. E ci eviterà brutte figure, correggendo in modo perfetto gli errori grammaticali in email e messaggi.Gli smartphone e i dispositivi indossabili ci daranno invece una mano a curare la salute, grazie al monitoraggio dei parametri vitali. Il 5G, infine, azzererà le distanze: le videochiamate si evolveranno per consentire una comunicazione multisensoriale, con cui restare in contatto con i propri cari da qualsiasi punto del mondo.
Con FB fatturato aziende Ue a 208 mldRicerca, per oltre 40% aziende italiane rafforzano il business
21 gennaio 202001:02
– L’utilizzo di Facebook, Messenger, Instagram e WhatsApp ha aiutato le imprese europee a generare nel 2019 un fatturato di circa 208 miliardi di euro e circa 3,1 milioni di posti di lavoro. Sono i risultati di uno studio che Facebook ha commissionato a Copenhagen Economics, ha coinvolto più di 7.700 aziende di tutti i settori e dimensioni in 15 paesi dell’Unione. Emerge anche che nell’Ue 25 milioni di aziende usano queste piattaforme. In Italia, inoltre, secondo uno studio Ipsos, il 44% delle Pmi afferma che queste piattaforme favoriscono lo sviluppo del business nel nostro paese, mentre il 40% sostiene che hanno contribuito a rafforzare le loro attività.
Secondo l’indagine di Copenhagen Economics, con le app di Facebook le aziende hanno generato circa 98 miliardi di euro tramite le esportazioni. Di questi, 58 miliardi sono stati generati da vendite realizzate all’interno dell’Ue e 40 miliardi da vendite nel resto del mondo. E sono soprattutto le aziende fondate da donne ad attribuire importanza ai social media: il 58% di queste aziende ha infatti dichiarato che queste piattaforme sono state fondamentali per intraprendere un’attività, mentre il 65% ha spiegato che hanno contribuito a far crescere il loro business.
Dall’indagine di Ipsos sull’Italia, è emerso che Facebook ha aiutato le Pmi a incrementare le vendite (44% dei casi) sia sul mercato domestico sia su quello internazionale. Instagram, invece, oltre che per incrementare le vendite (48%) viene ritenuto importante per entrare in contatto con nuovi clienti (55%) e per migliore la propria capacitàcompetitiva. Messenger, ha dato accesso ai nuovi clienti (49%), circostanza avvenuta più velocemente con WhatsApp per il 51% delle aziende intervistate.
“Gli strumenti digitali permettono ad aziende e clienti, di interagire a costi più bassi e con frequenza più alta degli altri mezzi di comunicazione”, spiega l’indagine di Copenhagen Economics.
Polizia Usa e Fbi usano potente app riconoscimento facciale Nyt, può mettere fine a privacy, dietro c’è una start up
20 gennaio 202016:46
Si chiama Clearview AI. E’ una una start up che ha creato un’app rivoluzionaria per il riconoscimento facciale, in grado – afferma il New York Times – di “mettere fine alla privacy così come la conosciamo”. L’applicazione consente infatti di risalire da una singola foto di una persona a tutte le foto pubbliche dell’interessato o dell’interessata, inclusi i link di dove le foto appaiono. Uno strumento potentissimo che “va la di là di quanto mai creato dal governo americano o dai giganti della Silicon Valley”.La descrizione dell’app da parte del New York Times arriva mentre l’Unione Europea sta valutando di vietare il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici fino a cinque anni, fino a quando non saranno definite regole per tutelare la privacy. La polizia negli Stati Uniti, ma anche l’Fbi e il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, già usano l’applicazione di Clearview, con la quale possono potenzialmente identificare chiunque riuscendo allo stesso tempo a mettere le mani sulle loro informazioni. Clearview è stata fondata da Hoan Ton-That e Richard Schwartz, uno dei consiglieri di Rudolph Giuliani quando era sindaco di New York. Fra i suoi iniziali sostenitori finanziari figura invece Peter Thiel, il miliardario dietro a Facebook e Palantir.
Google, rischi da riconoscimento facciale,valutiamo sviluppiAppello del ceo Pichai a Bruxelles, governi adottino misure
BRUXELLES20 gennaio 202016:47
“Vediamo che il riconoscimento facciale comporta molti rischi, perciò da parte nostra c’è un periodo di attesa fino a quando non vedremo come viene utilizzato”: così il Ceo di Google, Sundar Pichai, a Bruxelles, durante una conferenza sull’intelligenza artificiale organizzata dal think-tank europeo Bruegel.”E’ importante che i governi lavorino il prima possibile a normative per affrontare” lo sviluppo e l’uso del riconoscimento facciale, ha spiegato Pichai intervenendo sull’eventualità al vaglio dell’Ue di introdurre una moratoria di cinque anni per l’uso della tecnologia nei luoghi pubblici in Europa, al fine di valutarne l’impatto e i rischi. Al momento – ha evidenziato il Ceo di Mountain View – Google non offre prodotti per il riconoscimento facciale generico perché è una delle “applicazioni ad alto rischio” che i governi dovrebbero considerare come priorità. “Non ho dubbi sul fatto che l’intelligenza artificiale debba essere regolata” da standard globali, per questo “l’allineamento internazionale” anche tra Ue e Usa “sarà essenziale, abbiamo bisogno di un accordo sui valori fondamentali”. Lo ha detto il Ceo di Google, Sundar Pichai, intervenendo a una conferenza sull’Intelligenza artificiale (AI) organizzata dal think-tank europeo Bruegel. Pichai ha indicato il regolamento europeo sulla protezione dei dati come un modello a cui ispirarsi.L’Ue non deve “partire da zero, le norme esistenti come il Gdpr possono costituire una base solida” anche per l’intelligenza artificiale, ha spiegato il Ceo, che auspica lo sviluppo di “un quadro normativo ragionevole” con “un approccio proporzionato”, capace di “bilanciare i potenziali danni e le opportunità sociali” della tecnologia. “Quando ci sarà una regolamentazione – ha aggiunto Pichai – ci saranno organi” appositi “che avranno il controllo” dell’utilizzo dell’AI. Il ceo di Mountain View ha incontrato i vicepresidenti Ue Margrethe Vestager e Frans Timmermans, responsabili per il digitale, la concorrenza e la sostenibilità. Affinché la regolamentazione dell’intelligenza artificiale “funzioni bene, dobbiamo agire insieme”, ha affermato Pichai, sollecitando una maggiore inclusione del settore privato nei progetti nazionali e il rafforzamento delle alleanze transfrontaliere.
Lady Huawei in aula con il bracciale elettronico e i tacchi spilloIn tribunale per l’udienza sull’estradizione. La manager è accusata di frode bancaria e violazioni delle sanzioni americane
WASHINGTON21 gennaio 202008:56
Proseguirà nei prossimi giorni l’udienza per l’estradizione in Usa di Meng Wanzhou ‘lady Huawei’, responsabile finanziaria di Huawei nonche’ figlia del fondatore del colosso cinese delle tlc che nonostante la neve ha sfoggiato in tribunale il braccialetto elettronico alla caviglia, sopra un paio di scarpe col tacco a spillo. La difesa ha sostenuto che i fatti contestati alla dirigente della societa’ cinese non hanno fondamento in Canada, dove non erano in vigore sanzioni contro l’Iran al momento dell’arresto.
“Saremmo qui in assenza delle sanzioni americane? La risposta e’ no”, ha detto uno dei suoi avvocati. La dirigente e’ accusata dalle autorita’ statunitensi di frode bancaria e di violazioni delle sanzioni americane contro l’Iran. Arrestata a fine 2018, Wanzhou, 47 anni, è da tempo ai domiciliari in una villa lussuosa a Vancouver e si proclama innocente, dicendosi vittima di una persecuzione politica sul fondo delle tensioni non solo commerciali tra Washington e Pechino.La tesi della difesa e’ che le accuse non avrebbero fondamento in Canada, che al momento dell’arresto non aveva sanzioni in corso contro l’Iran. Si prevede che l’udienza per l’estradizione possa durare settimane, se non mesi.
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