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DALLE 06:22 ALLE 15:26 DI DOMENICA 17 MAGGIO 2020

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Coronavirus, ecco cosa si può fare da domani e dal 3 giugno
Da lunedì saracinesche su per bar, ristoranti, pizzerie, parrucchieri e negozi
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17 maggio 2020
06:22
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Riaprono da lunedì ristoranti, bar, pizzerie, pub, parrucchieri, estetisti, negozi, ma anche musei e le chiese per la messa. Tutto nel rispetto delle misure anti contagio. Nessun limite per gli spostamenti delle persone nella stessa regione: non servirà più l’autocertificazione. Sì agli incontri non solo tra parenti e fidanzati, ma anche tra gli amici. Fino al 2 giugno restano invece vietati gli spostamenti tra regioni. Così come quelli da e per l’estero, salvo per comprovavate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. Consentito, in ogni caso, il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Dal 25 maggio, riapriranno, poi, palestre e centri sportivi. Dal 15 giugno i teatri e i cinema.
Il DECRETO approvato dal governo, con le ulteriori misure per far fronte all’emergenza
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Le attività economiche, produttive e sociali dovranno svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.
In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale
Settore per settore  le LINEE GUIDA
– SPOSTAMENTI TRA REGIONI VIETATI FINO AL 2 GIUGNO con mezzi di trasporto pubblici e privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
– DAL 3 GIUGNO, GLI SPOSTAMENTI INTERREGIONALI possono essere limitati solo con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del dl n.19/20, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree. – SPOSTAMENTI CON L’UE non consentiti fino al 2 giugno, poi aperti con le stesse indicazioni di quelli interregionali.
– QUARANTENA è fatto divieto di mobilità dalla propria abitazione alle persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus Covid-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria.
– SEMPRE VIETATI GLI ASSEMBRAMENTI di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
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Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico si svolgono, ove ritenuto possibile sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici.
– PRENOTAZIONI CONSERVATE PER 14 GIORNI per tutte le attività.
– RISTORAZIONE, BAR, PUB potranno riaprire con una serie di regole, tra le quali, un’adeguata informazione; no temperatura sopra 37,5; prodotti igienizzanti per clienti e personale; privilegiare l’accesso tramite prenotazione per chi ha i tavoli mentre per gli altri locali consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta; privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro. Tutti i tavoli devono essere disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti. La distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet. La consumazione al banco è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro, mentre è vietato buffet. Il personale di servizio a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina.
– STABILIMENTI BALNEARI, SPIAGGE ATTREZZATE E SPIAGGE LIBERE adeguata informazione, prodotti igienizzanti, prenotazioni, no temperatura sopra i 37,5 gradi. La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche; in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche. Riorganizzazione degli spazi per evitare assembramenti (distanza sempre di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, distanziamento tra gli ombrelloni di almeno 10 metri quadri. Tra lettini, sedie a sdraio, quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 metri. Regolare e frequente pulizia e disinfezione. No sport di gruppo).
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– SPIAGGE LIBERE si ribadisce l’importanza dell’informazione e della responsabilizzazione individuale da parte degli avventori nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione. Al fine di assicurare il rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro si suggerisce la presenza di un addetto alla sorveglianza. Anche il posizionamento degli ombrelloni dovrà rispettare le indicazioni per le spiagge attrezzate. No sport di gruppo, sì quello individuale. – ALBERGHI E B&B adeguata informazione, prodotti igienizzanti, prenotazioni, no temperatura sopra i 37,5 gradi valgono anche per le strutture recettive dove si deve garantire il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro in tutte le aree comuni e favorire la differenziazione dei percorsi con particolare attenzione alle zone di ingresso e uscita. Stesse regole per le casse seguite dagli altri esercizi aperti al pubblico. Gli ospiti devono sempre indossare la mascherina, mentre il personale dipendente è tenuto all’utilizzo della mascherina sempre quando in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro. Ogni oggetto fornito in uso dalla struttura all’ospite, dovrà essere disinfettato prima e dopo di ogni utilizzo. Aerazione dei locali e degli impianti di ventilazione e la successiva messa in atto in condizioni di mantenimento di adeguati ricambi e qualità dell’aria indoor.
– SERVIZI ALLA PERSONA (ACCONCIATORI ED ESTETISTI) consentire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, igienizzazione e controllo temperature. Particolari coperture per gli addetti. – COMMERCIO AL DETTAGLIO igiene, pulizia, distanze di un metro, attesa fuori in fila per chi aspetta. In caso di vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce.
– PALESTRE accessi con attività pianificate, distanze e disinfezione di macchine e strumenti. Microclima controllato e tutti gli effetti personali nelle borse. Apposite calzature. Per le PISCINE, regole ancora più stringenti. – MUSEI, BIBLIOTECHE accessi programmati, visitatori devono sempre indossare la mascherina, ricambio d’aria e disinfezione.
– UFFICI: prenotazioni, distanza, barriere, igiene delle mani, pulizia e ricambio d’aria, sia per quelli pubblici e privati.
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– LE FUNZIONI RELIGIOSE con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.
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La conferenza stampa del premier Conte
Il presidente del Consiglio illustra le misure in vigore dal 18 maggio e dalle settimane seguenti
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17 maggio 2020
07:51:

POLITICA TUTTE LE NOTIZIE VAI ALLA CRONACA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDOHome Mappa del sito17 Maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia
Direttore Unar: ‘Impegniamoci per combattere le discriminazioni’
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17 maggio 2020
13:59
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“Dobbiamo impegnarci tutti e di più per combattere i pregiudizi e le discriminazioni nei confronti delle persone LGBTI che continuano quotidianamente a vivere nella paura e nell’insicurezza. E’ una questione di diritti umani che riguarda tutti noi. Tutte le persone hanno gli stessi diritti e non possiamo più tollerare la violenza e la discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche e transgender”: così Triantafillos Loukarelis direttore dell’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la ricorrenza, oggi 17 maggio, della giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.
“Questo periodo di isolamento e convivenza forzata da Covid-19 inoltre, ha visto crescere gli episodi di discriminazione e violenza di natura omotransfobica nel contesto familiare. Per questo abbiamo pensato di avviare progetti pilota di refuge center per persone LGBT finanziati con fondi europei. In questo contesto l’approvazione di una legge contro l’omotransfobia, già in discussione in Parlamento, appare sempre più necessaria. Tutto questo ci ha portato a lanciare sui social un messaggio di speranza #questionedidiritti. Combattere l’omotransfobia è segno di civiltà!, affinché ognuno possa impegnarsi dando segno di civiltà per isolare ogni sentimento pregiudizievole e discriminatorio nei confronti delle persone con un diverso orientamento o identità sessuale”, conclude Loukarelis.
“La ricorrenza del 17 maggio è stata scelta, in ambito internazionale, per promuovere il contrasto alle discriminazioni, la lotta ai pregiudizi e la promozione della conoscenza riguardo a tutti quei fenomeni che, per mezzo dell’omofobia, della transfobia e della bifobia, perpetrano continue violazioni della dignità umana.
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Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale costituiscono una violazione del principio di eguaglianza e ledono i diritti umani necessari a un pieno sviluppo della personalità umana che trovano, invece, specifica tutela nella nostra Costituzione e nell’ordinamento internazionale. È compito dello Stato garantire la promozione dell’individuo non solo come singolo, ma anche nelle relazioni interpersonali e affettive. Perché ciò sia possibile, tutti devono essere messi nella condizione di esprimere la propria personalità e di avere garantite le basi per costruire il rispetto di sé. La capacità di emancipazione e di autonomia delle persone è strettamente connessa all’attenzione, al rispetto e alla parità di trattamento che si riceve dagli altri. Operare per una società libera e matura, basata sul rispetto dei diritti e sulla valorizzazione delle persone, significa non permettere che la propria identità o l’orientamento sessuale siano motivo di aggressione, stigmatizzazione, trattamenti pregiudizievoli, derisioni nonché di discriminazioni nel lavoro e nella vita sociale”, conclude Mattarella.
C’è ll mio invito a tutte le forze politiche perché possano convergere su una legge contro l’omofobia che punti anche a una robusta azione di formazione culturale: la violenza è un problema culturale e una responsabilità sociale. Lo afferma il premier Giuseppe Conte in un tweet.
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In occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia la Farnesina riafferma l’impegno dell’Italia sul piano internazionale a sostegno della lotta contro ogni forma di intolleranza e di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Si tratta di una delle priorità dell’attuale mandato dell’Italia in Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (2019-2021). L’Italia è infatti parte del Global Equality Fund (GEF), fondo internazionale istituito nel 2011 su iniziativa statunitense per finanziare progetti volti a tutelare e promuovere i diritti delle persone Lgbti. In questo particolare momento, il pregiudizio ancora diffuso in molte realtà nei confronti delle persone Lgbti si somma alle misure di contenimento volte a contrastare la diffusione del COVID-19, alimentando stereotipi negativi e prestando il fianco all’amplificarsi di violenze e abusi, anche nella forma di restrizioni all’accesso ai servizi sanitari e sociali, mettendo a repentaglio lo stesso diritto alla vita.
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“Il messaggio del presidente Mattarella per la Gionata Mondiale Contro Omotransfobia, ricorda l’importanza per la tutela della nostra Comunità LGBT (Lesbica, Gay Bisex e Trans) ma siamo molto preoccupati per i testi di legge contro l’Omotransfobia presentati alla Camera, che saranno votati a Luglio, perchè, non danno supporti certi alle vittime, c’è il rischio che la legge diventi uno specchietto per le allodole”. Lo dichiara Fabrizio Marrazzo, Portavoce Gay Center. “Le vittime devono essere rese libere di denunciare, serve che si attivino, con la legge, centri permanenti antiviolenza per LGBT in tutte le regioni e case rifugio, non servirebbe un azione di 1 o 2 anni. Senza presidi fissi sui territori difficilmente le vittime riusciranno a denunciare – aggiunge – Infatti, la situazione è allarmante come confermano i dati di Gay Help Line 800 713 713, numero verde contro l’omofobia, nell’ultimo anno, è il dato sulle violenze e gli abusi pari al 25% che registra un incremento del 9% rispetto all’anno precedente. Il dato durante l’emergenza Covid19 è cresciuto sino al 40% per gli adolescenti. Di questi casi meno di 1 adolescente su 60 pensa di denunciare. Inoltre, sono preoccupanti anche i dati della ricerca nelle scuole dove emerge che su un campione rappresentativo di oltre 1500 studenti (dati in video), oltre il 34% degli studenti pensa che l’omosessualità sia sbagliata ed il 10% pensa sia una malattia mentre il 27% degli studenti non vuole un compagno di banco gay.
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Analizzando, invece, gli altri dati di Gay Help Line dell’ultimo anno, su un campione di oltre 20 mila contatti rileviamo: incremento del 17% dei ricatti e minacce che raggiunge il 28%, un dato allarmante, che mostra quanto ancora per le persone LGBT dichiararsi comporti forti rischi, come la perdita del lavoro, l’allontanamento dalla famiglia di origine, l’emarginazione e per questi motivi restano vittime di ricatti e minacce.Incremento del 3% del Mobbing sul lavoro che raggiunge il 15%, un dato dovuto alle inesistenti tutele per le vittime LGBT, in quanto le norme antidiscriminatorie sul lavoro sono di fatto inapplicabili. Questo dato ci evidenzia anche che molte coppie lesbiche e gay unite civilmente decidono di non chiedere il permesso di ferie per l’unione per non dichiararsi ai propri datori di lavoro.
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Fase due: Bonaccini, le linee guida delle Regioni saranno di riferimento
‘Alla fine il risultato è arrivato’
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17 maggio 2020
13:49
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“Alla fine il risultato è arrivato”: così il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine dell’incontro notturno con il Governo che ha chiuso una lunga giornata di confronto.
“In un’ottica di collaborazione istituzionale si è ricercata e si è trovata una soluzione con l’accordo raggiunto venerdì tra Regioni e Governo. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare regole certe alle attività che da lunedì potranno riaprire e sicurezza a lavoratori e cittadini.
Il Governo si è impegnato a richiamare nel testo le linee guida elaborate e proposte dalla Conferenza delle Regioni quale riferimento certo e principale dai cui far discendere i protocolli regionali. Ciò assicurerà, peraltro – ha concluso Bonaccini – omogeneità e certezza delle norme in tutto il Paese”.
“Nel corso della riunione di questa notte abbiamo svolto un lavoro intenso e molto utile per far ripartire il Paese in sicurezza. L’accordo, che riprende le linee guida delle Regioni per le ordinanze, sancisce ancora una volta la leale collaborazione tra regioni e governo. Ringrazio i presidenti per aver sempre ricercato una soluzione nell’interesse del Paese. Ci stiamo muovendo su un terreno nuovo e, spesso, serve da parte di tutti un’assunzione ulteriore di responsabilità”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, dopo la riunione sul Dpcm.
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Scuola: 92% ha attivato didattica a distanza
Sondaggio promosso da Cittadinanzattiva: ma ci sono esclusi per mancanza connessioni, pc e altro
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17 maggio 2020
10:49
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Il 92% delle scuole ha attivato la didattica a distanza, per lo più con lezioni in diretta su varie piattaforme (85%) e una durata media a lezione fra i 40 e i 60 minuti (69%). Buona la valutazione del lavoro svolto dai docenti in questa nuova veste (per il 60% dei rispondenti). Ma si conferma la grande questione della esclusione di tanti studenti che – per lo più per mancanza di device, per inadeguata connessione e in parte anche per condizioni familiari difficili – non partecipano alle videolezioni. A segnalarlo il 48% dei 1245 soggetti, fra genitori, insegnanti e studenti, coinvolti in un sondaggio civico promosso da Cittadinanzattiva sulla didattica a distanza. È ricorrente il fatto che alcuni ne siano esclusi principalmente per: connessione inadeguata (48,5%), condivisione del dispositivo fra più fratelli o familiari (33,5%), assenza di dispositivi (24,5%), assenza di connessione (16,4%).
Sulla didattica a distanza, queste sono le proposte di Cittadinanzattiva: sopperire all’assenza di dispositivi individuali; estendere le connessioni nei territori meno serviti, come le aree interne e le zone periferiche; colmare le carenze legate ad alunni con bisogni specifici. Integrare le linee guida della didattica a distanza. E ancora, dare istruzioni chiare in merito alle misure di sicurezza dei dati e delle informazioni; definire precise regole per tutelare la salute dei ragazzi, connessi per troppo tempo on line; organizzare un piano delle attività didattiche armonioso e bilanciato. Infine per Cittadinanzattiva, va rivisto e attuato il piano nazionale di formazione digitale per alunni e docenti. Stesso discorso deve riguardare l’innovazione delle metodologie didattiche sia a distanza che in presenza. Cittadinanzattiva ha promosso la campagna Riconnessi, in partnership con la Federazione Aree Interne, per fornire abbonamenti dati, connessioni web via satellite e device elettronici a studenti e famiglie delle aree interne del nostro Paese.
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La raccolta fondi si svolge sulla piattaforma gofundme.com/f/riconnessi ed è possibile segnalare scuole e famiglie che abbiano bisogno di strumentazione alla email riconnessi@cittadinanzattiva.it
La modalità sincronica, cioè “in diretta”, è quella predominante (85%) ma non mancano le video lezioni registrate (10%) o la compresenza di entrambi gli approcci (5%). La durata media di una video lezione va da un’ora (39%) a 40 minuti (30%).  Nel 61% delle classi, tutti i docenti usano la stessa piattaforma. Il 46% giudica buono il servizio di videolezione e il 41% è soddisfatto della preparazione dei docenti. I compiti sembrano essere una costante della scuola italiana, anche in tempi di Covid 19: se nel 43% dei casi la quantità sembra rispecchiare quella consueta, nel 27% addirittura si registrerebbe un aumento. “Crediamo che si debba arrivare al più presto a definire un piano per la riapertura delle scuole e nello stesso tempo ripensare le modalità educative, con il coinvolgimento delle famiglie e degli studenti, facendo tesoro delle opportunità e superando le criticità emerse con la cosiddetta didattica dell’emergenza o della quarantena – dice Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva – per la riapertura delle scuole suggeriamo: un piano e un fondo per l’edilizia “leggera” per garantire tutti i lavori di piccola manutenzione, il necessario distanziamento, il recupero di spazi inutilizzati o in cattive condizioni; un fondo specifico da aggiungere ai 45 milioni già stanziati da destinare agli Enti locali per dotare le scuole dei dispositivi igienici; un’attenzione particolare alle scuole nelle aree interne e ultraperiferiche frequentate da quasi mezzo milione di studenti, che per le loro caratteristiche potrebbero diventare una volta ancora una risorsa e un luogo di sperimentazione per il nostro Paese purché si garantiscano: il potenziamento della connessione e dei supporti digitali; il servizio di trasporti extraurbani gratuiti per gli studenti delle scuole secondarie di II grado di queste aree; la continuità didattica degli insegnanti”.
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Appendino, movimento Lgbtqi rende liberi
Sindaca Torino, istituzioni e cittadini contro discriminazioni
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TORINO
17 maggio 2020
14:14
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“Il movimento Lgbtqi italiano, nato a Torino quasi cinquant’anni fa, ha costruito a fatica un grande cambiamento culturale e sociale in questo Paese. Ci ha reso tutte e tutti più libere e liberi, e nella giornata di oggi è importante che si sappia che sono, siamo, dalla loro parte”.
Così la sindaca Chiara Appendino in un post su Facebook per la Giornata mondiale contro l’omofobia, bifobia e transfobia, “un dramma che si consuma ogni giorno, spesso in silenzio, dal momento che oltre il 76% delle persone dichiara di non sporgere denuncia per sfiducia o paura”.
Per Appendino “a tutto questo bisogna dire basta, con forza.
Devono farlo le Istituzioni, portando avanti una legge severa contro questi crimini, una legge che riconosca la necessità di fare formazione e informazione già a partire dalle scuole, che cancelli la possibilità di portare avanti le cosiddette ‘terapie riparative’, come ha fatto la Germania recentemente”.
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Fase 2, Casellati: ‘La confusione tra Dpcm e ordinanze complica la vita’
‘Grave il conflitto tra Bonafede e Di Matteo, il Csm deve chiarire’
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Fase 2, Casellati: ‘La confusione tra Dpcm e ordinanze complica la vita’
‘Grave il conflitto tra Bonafede e Di Matteo, il Csm deve chiarire’
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17 maggio 2020
09:14
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“Con il continuo intreccio fra decreti, Dpcm e ordinanze, la confusione interpretativa complica la vita di tutti. Capisco l’eccezionalità della fase, ma i limiti alle libertà devono passare dal voto del Parlamento”.
Così la presidente del Senato Casellati in un’intervista a la Repubblica in cui parla anche della gravità del conflitto tra il ministro Bonafede e il magistrato Di Matteo; conflitto su cui il Csm deve fare chiarezza. Mentre, dopo le polemiche sulle parole dedicate alla Germania, sull’Europa dice: “Non sono le critiche costruttive ad alimentare l’euroscetticismo, ma le incertezze dell’Ue di fronte ai rischi di recessione”. E sui rapporti con Berlino osserva: “Non ci sono sentimenti ostili verso nessuno. C’è solo la capacità di capirsi”.
“Comprendo l’eccezionalità del momento – continua Casellati a proposito dei Dpcm – ma resto convinta che le limitazioni alle libertà fondamentali dei cittadini anche nella emergenza debbano passare attraverso il voto del Parlamento. Esistono strumenti legislativi, come i decreti legge, che ben possono coniugare la rapidità di scelte anche transitorie con il coinvolgimento di tutte le forze politiche. Purtroppo la stagione dei Dpcm non è finita, come annunciato. Gli italiani vogliono chiarezza. Con il continuo intreccio fra decreti, Dpcm, ordinanze nazionali e regionali, la confusione interpretativa ha complicato e complicherà la già difficile vita di tutti”.
“Ho fiducia nella responsabilità degli italiani che hanno dimostrato serietà e disciplina nell’osservare le misure di sicurezza prescritte – rileva Casellati – sta qui lo snodo della ripresa. L’Italia non può più aspettare. Ogni giorno di ritardo nella riapertura delle attività produttive significa saracinesche che non si rialzeranno più, cittadini che perdono il lavoro, famiglie sempre più povere. L’esperienza del ponte Morandi, con 1.000 persone al lavoro anche durante l’emergenza, è un esempio per tutti”. Sul decreto Rilancio: “È una misura sicuramente importante. Il problema è che in questo momento per tutte le famiglie che non hanno uno stipendio fisso il tempo è un fattore decisivo. Così come la chiarezza delle regole e la semplicità delle procedure.
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Gli aiuti e l’accesso al credito devono arrivare subito e senza le troppe carte della burocrazia”.
Sullo scontro tra Bonafede e Di Matteo: “Sono preoccupata. Per la prima volta nella storia della Repubblica registro un conflitto grave tra un membro del Csm e il ministro della Giustizia. Certo è che un conflitto di questo genere non può restare senza risposta. Anche il Csm deve fare la sua parte. Lo dico con la sensibilità di chi ne è stato componente come me”.
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Lorusso (Fnsi), da Conte parole importanti
‘ Che seguano misure concrete’
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17 maggio 2020
14:45
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Lorusso (Fnsi), da Conte parole importanti
‘Per le Agenzie in difficoltà. Seguano misure concrete’ – È un segnale importante quello che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha lanciato nel corso della conferenza stampa sulla Fase 2, riconoscendo che l’emergenza sanitaria ha aggravato la crisi del settore dell’informazione. È auspicabile che alla solidarietà espressa ai giornalisti di due realtà impegnate in difficilissime vertenze, seguano misure concrete che ne consentano la soluzione. Non sono a rischio soltanto posti di lavoro, ma anche e soprattutto la qualità e il pluralismo dell’informazione nel nostro Paese”. Lo afferma in una nota Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana. “Gli interventi di sostegno al settore previsti nel decreto Rilancio, da questo punto di vista, devono essere il punto di partenza, e non di arrivo, di una politica che rimetta al centro la buona informazione e la buona occupazione. Con la Fase 2 – conclude Lorusso – deve ripartire al più presto il confronto fra governo e parti sociali, interrotto a causa del lockdown, per la messa a punto della nuova legge dell’editoria e delle misure per rafforzare il pluralismo, tutelare l’occupazione e contrastare il precariato dilagante”.
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Diamo voce a chi ogni giorno ci da voce”. Scrive su Twitter il presidente Fnsi Giuseppe Giulietti.
Usigrai, da governo dopo parole fatti
Di Trapani, ”servizio essenziale” ”Se il piano di tagli prospettato fosse già stato operativo, in questi mesi di emergenza, le Agenzie non avrebbero potuto garantire il servizio essenziale che hanno assicurato. Questo è #tafazzismo. Dall’Usigrai piena solidarietà ai dipendenti delle Agenzie Stampa in difficoltà”. Così su twitter il segretario Usigrai Vittorio Di Trapani. Oggi l’Esecutivo Usigrai in una nota plaude al fatto che ”dopo 2 giorni di sciopero, tornano i servizi delle Agenzie. Ma la lotta non è finita. Anzi, proprio oggi che torna il loro servizio dobbiamo ricordare quanto sia prezioso il lavoro dei colleghi e quanto sia pericoloso il piano presentato dall’azienda. Ancora una volta gli editori pensano di scaricare i (presunti) problemi di bilancio sui redattori, ancor di più sui più deboli, ovvero sui collaboratori e sui precari dell’agenzia. Come Usigrai esprimiamo a nome delle giornaliste e dei giornalisti della Rai la piena solidarietà e la massima vicinanza. Saremo al fianco dei dipendenti per tutte le iniziative che, insieme alla Fnsi, si metteranno in pratica. Ci auguriamo che alle parole del Presidente del Consiglio dei Ministro Giuseppe Conte seguano atti concreti del governo”.

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