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DALLE 22:40 DI GIOVEDì 28 MAGGIO 2020

ALLE 12:42 DI DOMENICA 31 MAGGIO 2020

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Wall street chiude in calo, Dj -0,58%
Pesa l’annuncio di una conferenza stampa di Trump sulla Cina
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WASHINGTON
28 maggio 2020
22:40
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Chiusura in calo per Wall Street, che gira in negativo nel finale dopo l’annuncio di una conferenza stampa sulla Cina da parte di Donald Trump. Il Dow Jones ha concluso la seduta perdendo lo 0,58% a 25.400,64 punti, il Nasdaq lo 0,46% a 9.368,99 punti, l’indice S&P500 lo 0,21% a 3.029,73 punti.
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La Borsa di Tokyo apre in calo (-0,56%)
Preoccupano tensioni commerciali Cina-Usa, proteste Hong Kong
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TOKYO
29 maggio 2020
02:31
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La Borsa di Tokyo apre l’ultima seduta della settimana col segno meno, con gli investitori che guardano al possibile intensificarsi delle tensioni commerciali tra Cina e Usa, insieme agli ultimi sviluppi in atto a Hong Kong, dopo l’approvazione della normativa di Pechino contro la secessione dell’ex colonia britannica. ll Nikkei cede lo 0,56%, a quota 21.793,28 con una perdita di 123 punti. Sul mercato valutario lo yen è stabile a 107,60 sul dollaro, e sull’euro a 119,20.
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Petrolio: in calo a 33,2 dollari al barile
Brent scende a 34,94 dollari
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WASHINGTON
29 maggio 2020
08:18
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Quotazioni del petrolio in calo sul mercato after hour di New York, sulla scia delle incertezze provocate dalle rinnovate tensioni tra Usa e Cina. Il greggio Wti cede l’1,45% a 33,22 dollari al barile mentre il Brent perde lo 0,99% e torna sotto i 35 dollari a 34,94 dollari al barile
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Oro: poco mosso a 1.720,8 dollari l’oncia
Sui mercati asiatici +0,1%
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29 maggio 2020
08:20
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Quotazioni dell’oro poco mosse sui mercati asiatici con gli investitori cauti con le rinnovate tensioni tra Usa e Cina. Il lingotto con consegna immediata avanza leggermente a 1.720,8 dollari l’oncia (+0,1%)
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Spread Btp Bund in lieve rialzo in apertura a 187 punti
Ancora a minimi da aprile. Rendimento decennale italiano 1,45%
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29 maggio 2020
08:33
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Avvio di giornata in lieve rialzo per lo spread tra Btp e Bund che segna 187 punti, 3 in più rispetto alla chiusura di ieri ma sempre ai minimi dalla fine di marzo. Il rendimento del titolo decennale italiano è all’1,45%.
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Cambi: euro in lieve rialzo a 1,1099 dollari
Su yen moneta unica a 118,95
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29 maggio 2020
08:35
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Euro in leggero rialzo in avvio di giornata con la moneta unica che passa di mano a 1,1099 contro il dollaro a fronte della quota di 1,1077 di ieri sera dopo la chiusura di Wall street. Nei confronti dello yen l’euro sale a quota 118,95 (+0,2%).
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Borsa: Asia in calo su tensioni Usa-Cina
Futures in Europa in ribasso, attesa per mosse Trump
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29 maggio 2020
08:48
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Le tensioni tra Usa e Cina continuano a turbare i mercati azionari. Tokyo ha perso lo 0,18%, Hong Kong lo 0,62%, Seul, Shenzhen e Shanghai sono riusciti a tenere, rispettivamente sulla parità la prima e in leggero rialzo gli indici cinesi dello 0,8% e dello 0,13 per cento. L’Europa si imposta a una giornata di vendite con i futures tutti in negativo, quello sull’Eurostoxx 50 lascia l’1,06% e quello sul Ftse Mib l’1,1 per cento. GLi occhi sono puntati sulla conferenza stampa del presidente Donald Trump che potrebbe annunciare nuovi passi sulla Cina, con un antagonismo alimentato dalla crisi del coronavirus e dalla nuova legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong.
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Volkswagen: investe 2 mld nell’auto elettrica in Cina
Tra quote in due società e in un produttore di batterie
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PECHINO
29 maggio 2020
09:01
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Volkswagen investirà 2 miliardi di euro in due società cinesi del comparto dell’auto elettrica.
Il gruppo tedesco rileverà il 50% di JAG, controllata dalla statale JAC Motors, e aumenterà il peso della jv JAC Volkswagen dal 50% al 75% per circa 1 miliardo. In aggiunta, si legge in una nota, la compagnia rileverà il 26% di Gotion High-Tech, produttore di batterie, per 1,1 miliardi. La Cina vale il 40% delle vendite globali di Volkswagen ed è il principale mercato delle quattro ruote del pianeta, con la leadership anche nell’elettrico.
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Borsa: Milano apre in calo, Ftse Mib -0,86%
Vendute auto e banche, Fca -2,3%. Bene Diasorin +1,2%
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MILANO
29 maggio 2020
09:15
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Piazza Affari, come prevedeva l’andamento dei futures, apre in calo sulla scia dell’andamento dei mercati in Asia. Il Ftse Mib in apertura cede lo 0,86% a quota 18.192 con le vendite che si concentrano sul settore auto e sui finanziari.
Fca scivola in calo del 2,3%, Pirelli del 2,2%. Tra le banche Unicredit lascia l’1,89% , Mediobanca il 2,09% e Intesa contiene il calo allo 0,9 per cento. In controtendenza si muove il settore farma con Diasorin che corre in rialzo dell’1,2% e Recordati che guadagna lo 0,55 per cento.
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Borsa: Europa parte in calo, vendite su auto
Parigi -0,7%, Francoforte -1%.
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29 maggio 2020
09:31
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I listini in Europa sono tutti impostati al ribasso, come nelle attese. L’indice Cac-40 a Parigi cede in avvio lo 0,78% a quota 4.733 punti, a Londra il Ftse-100 si posiziona a quota 6.218 mentre a Francoforte il Dax cede l’1,12% a quota 11.649.
L’escalation delle tensioni Usa- Cina condiziona i mercati in attesa della preannunciata conferenza stampa del presidente Donald Trump. L’indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,8%, sotto il peso delle vendite che colpiscono case automobilistiche, viaggi e banche. Renault perde il 4,7% dopo aver annunciato una piano per eliminare circa 15 mila posti di lavoro in tutto il mondo e ridurre la capacità produttiva di quasi un quinto.
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Bankitalia, relazione annuale di Visco
Il governatore presenta le Considerazioni finali
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29 maggio 2020
10:54
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Alle 10:30 la tradizionale lettura delle Considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia e che quest’anno avverrà seguendo le misure di distanziamento per l’emergenza Covid. Il Governatore Ignazio Visco darà lettura delle Considerazioni finali in occasione della presentazione della Relazione annuale della Banca d’Italia sul 2019. Già in occasione dell’assemblea dei partecipanti al capitale, il 31 marzo, si erano osservate misure di distanziamento limitando il numero di partecipanti.
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Visco, estrema incertezza, ma insieme ce la faremo
Ma serve dialogo costruttivo, nessuno perda la speranza
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29 maggio 2020
10:37
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“L’incertezza oggi è forte” ma “‘oggi da più parti si dice “insieme ce la faremo”. Lo diciamo anche noi”. Così il governatore di Bankitalia Ignazio Visco sottolineando che non lo si deve dire però “solo con ottimismo retorico, bensì per assumere collettivamente un impegno concreto”. “Serve un nuovo rapporto tra Governo, imprese dell’economia reale e della finanza, istituzioni, società civile; possiamo non chiamarlo, come pure è stato suggerito, bisogno di un nuovo “contratto sociale”, ma anche in questa prospettiva serve procedere a un confronto ordinato e dar vita a un dialogo costruttivo”. Infine un chiaro appello: “Nessuno deve perdere la speranza” dice Visco.
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Visco, impatto su banche,pronti a misure preventive
Aumento crediti problematici andrà affrontato
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29 maggio 2020
10:39
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La “profondità della recessione, nel medio periodo”, “non potrà non avere effetti sui bilanci bancari. L’aumento dei crediti deteriorati andrà affrontato per tempo, facendo ricorso a tutti i possibili strumenti, inclusi quelli per la ristrutturazione e la loro vendita”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nelle considerazioni finali secondo cui ” qualora necessario”, “si dovrà essere pronti a percorrere soluzioni che salvaguardino la stabilità del sistema valutando” “strumenti in via preventiva per banche che versino in una situazione di serie, anche se presumibilmente temporanee, difficoltà”.
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Visco, fondi Ue non gratuiti, si usino con pragmatismo
L’Italia sfrutti meglio le risorse di quanto ha fatto
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29 maggio 2020
10:40
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“Ogni paese deve utilizzare le risorse messe a disposizione dalle istituzioni europee con pragmatismo, trasparenza e, soprattutto in maniera efficienze”.
E’ quanto afferma il governatore della banca d’Italia, Ignazio Visco nelle considerazioni finali avvertendo però che “i fondi europei non potranno mai essere ‘gratuiti'” perché “il debito europee è debito di tutti”. Visco definisce l’ultima proposta Ue, del fondo da 750 miliardi “un’opportunità importante”.
“L’Italia – aggiunge inoltre – è chiamata ad uno straordinario sforzo per sfruttare le opportunità offerte meglio di quanto non abbia fatto negli ultimi decenni”
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Pil Italia primo trimestre -5,3%, su anno -5,4%. Calo eccezionale, peggiore dal ’95
Istat rivede dati al ribasso, rispettivamente -4,7% e -4,8%
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29 maggio 2020
11:12
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Nel primo trimestre del 2020 il Pil dell’Italia è diminuito del 5,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,4% nei confronti del primo trimestre del 2019. Lo rileva l’Istat, rivedendo al ribasso le stime preliminari diffuse a fine aprile, che davano il Prodotto interno lordo in discesa del 4,7% su base congiunturale del 4,8% nel confronto annuo. I dati sono corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati.
La variazione acquisita del Pil per il 2020 è pari a -5,5%. Così l’Istat dando conto del risultato che si otterrebbe nel caso in cui in tutti i restanti trimestri dell’anno si registrasse una crescita congiunturale nulla.
Nel primo trimestre del 2020, rispetto al precedente, “tutti i principali aggregati della domanda interna sono in diminuzione, con un calo del 5,1% dei consumi finali nazionali e dell’8,1% degli investimenti fissi lordi”, ha rilevato l’Istat diffondendo i conti economici trimestrali.
Nel primo trimestre del 2020 “si registrano andamenti congiunturali negativi del valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi, con agricoltura, industria e servizi diminuiti rispettivamente dell’1,9%, dell’8,1% e del 4,4%”. E’ quindi stata l’industria ad accusare il colpo più forte.
Le importazioni e le esportazioni nel primo trimestre del 2020 sono diminuite a livello congiunturale, rispettivamente, del 6,2% e dell’8%.
“A trascinare la caduta del Pil è stata soprattutto la domanda interna”, mentre “quella estera, anch’essa in calo, ha fornito un contributo negativo meno marcato”. “Sul piano interno, l’apporto dei consumi privati – si spiega – è stato fortemente negativo per 4 punti e quello degli investimenti per 1,5, mentre un ampio contributo positivo (+1 punto percentuale) è venuto dalla variazione delle scorte”.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) a maggio 2020 al lordo dei tabacchi registra una diminuzione dello 0,1% sia su base mensile sia su base annua. Lo rileva l’Istat sulla base delle stime preliminari ricordando che la variazione tendenziale era nulla nel mese precedente. La flessione tendenziale dell’indice generale dei prezzi al consumo è imputabile prevalentemente alla dinamica dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati, che accentuano il loro calo (da -7,6% a -12,2%). L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, registra un aumento (indice dei prezzi da +0.8% a +0.9%) mentre l’indice dei prezzi al netto dei soli beni energetici passa dal +1% al +1,1%. L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a zero per l’indice generale e a +0,7% per la componente di fondo.
I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano lievemente la crescita a maggio da +2,5% a +2,6% tendenziale (+0,7% su aprile) mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto registrano una variazione tendenziale nulla (da +0,8% di aprile).
La spesa effettuata dalle famiglie in Italia, sul territorio, ha registrato una diminuzione in termini congiunturali del 7,5%, emerge dai dati dell’Istat sul primo trimestre. Un crollo che risente in particolare della discesa degli acquisti per i beni durevoli (-17,5%), dalle auto ai mobili. Forte il decremento anche per i beni semidurevoli, in cui rientra l’abbigliamento, (-11,4%). Giù pure il dato relativo ai servizi (-9,2%). Molto più contenuta la flessione per i beni non durevoli, classificazione dove sono compresi gli alimentari, (-0,9%).
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Nel primo trimestre del 2020 il Pil dell’Italia è diminuito del 5,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,4% nei confronti del primo trimestre del 2019. Lo rileva l’Istat, rivedendo al ribasso le stime preliminari diffuse a fine aprile, che davano il Prodotto interno lordo in discesa del 4,7% su base congiunturale del 4,8% nel confronto annuo. I dati sono corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati.
Si tratta dei dati peggiori dal primo trimestre del 1995, ovvero dall’avvio delle serie storiche ricostruite, per le quali è possibile il confronto. L’Istat calcola anche la variazione acquista del Pil per il 2020. Se nei restanti trimestri dell’anno il dato congiunturale dovesse restare piatto si avrebbe un calo del 5,5%. Andamenti congiunturali negativi del valore aggiunto si rilevano in tutti i principali comparti produttivi, con agricoltura, industria e servizi diminuiti rispettivamente dell’1,9%, dell’8,1% e del 4,4%. Tutti segni meno, ma è evidente come sia stata la manifattura la più colpita.
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Istat, a maggio inflazione negativa,prezzi -0,1%
Sia su mese che su anno. Primo calo da ottobre 2016
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29 maggio 2020
11:46
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A maggio l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce, secondo le stime preliminari, dello 0,1% sia su base mensile sia su base annua- Lo rileva l’Istat spiegando che è il primo calo tendenziale da ottobre 2016. La flessione tendenziale dell’indice generale dei prezzi al consumo è imputabile prevalentemente alla dinamica dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati, (-4,2% su aprile, -12,2% sull’anno).
L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a zero per l’indice generale e a +0,7% per la componente di fondo (al netto dei beni energetici e degli alimentari). I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona crescono del 2,6% sull’anno mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto restano invariati. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una diminuzione dello 0,2% sia su base mensile sia su base annua.
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La spesa delle famiglie in caduta già nel primo trimestre
Istat, -7,5%. Giù acquisti auto, mobili e abbigliamento
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29 maggio 2020
11:46
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La spesa effettuata dalle famiglie in Italia, sul territorio, ha registrato una diminuzione in termini congiunturali del 7,5%. Un crollo che risente in particolare della discesa degli acquisti per i beni durevoli (-17,5%), dalle auto ai mobili. Forte il decremento anche per i beni semidurevoli, in cui rientra l’abbigliamento, (-11,4%). Giù pure il dato relativo ai servizi (-9,2%). Molto più contenuta la flessione per i beni non durevoli, classificazione dove sono compresi gli alimentari, (-0,9%). E’ quanto emerge dai dati dell’Istat sul primo trimestre.
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Visco, estrema incertezza, ma insieme ce la faremo
‘Ma serve dialogo costruttivo, nessuno perda la speranza’
APPROFONDIMENTO

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30 maggio 2020
13:10
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“L’incertezza oggi è forte” ma “‘oggi da più parti si dice “insieme ce la faremo”. Lo diciamo anche noi”. Così il governatore di Bankitalia Ignazio Visco sottolineando che non lo si deve dire però “solo con ottimismo retorico, bensì per assumere collettivamente un impegno concreto”. “Serve un nuovo rapporto tra Governo, imprese dell’economia reale e della finanza, istituzioni, società civile; possiamo non chiamarlo, come pure è stato suggerito, bisogno di un nuovo “contratto sociale”, ma anche in questa prospettiva serve procedere a un confronto ordinato e dar vita a un dialogo costruttivo”. Infine un chiaro appello: “Nessuno deve perdere la speranza” dice Visco.
“Ogni paese deve utilizzare le risorse messe a disposizione dalle istituzioni europee con pragmatismo, trasparenza e, soprattutto in maniera efficienze”. Visco nelle considerazioni finali avverte però che “i fondi europei non potranno mai essere ‘gratuiti'” perché “il debito europee è debito di tutti”. Visco definisce l’ultima proposta Ue, del fondo da 750 miliardi “un’opportunità importante”. “L’Italia – aggiunge inoltre – è chiamata ad uno straordinario sforzo per sfruttare le opportunità offerte meglio di quanto non abbia fatto negli ultimi decenni”
“Nello scenario di base la flessione dell’attività produttiva nel 2020 sarebbe pari al 9%” e nel 2021 il Pil “recupererebbe circa la metà della caduta”. Per Visco “su ipotesi più negative, anche se non estreme (…) il prodotto si ridurrebbe del 13% quest’anno e la ripresa nel 2021 sarebbe molto lenta”. Visco sottolinea che “ci vorrà tempo per tornare a una situazione di normalità, presumibilmente diversa da quella a cui eravamo abituati fino a pochi mesi fa”.
La “profondità della recessione, nel medio periodo”, “non potrà non avere effetti sui bilanci bancari.
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L’aumento dei crediti deteriorati andrà affrontato per tempo, facendo ricorso a tutti i possibili strumenti, inclusi quelli per la ristrutturazione e la loro vendita”. ” Qualora necessario”, “si dovrà essere pronti a percorrere soluzioni che salvaguardino la stabilità del sistema valutando” “strumenti in via preventiva per banche che versino in una situazione di serie, anche se presumibilmente temporanee, difficoltà”.
Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco riconosce che ci siano stati “frizioni” e “alcune lentezze” nell’afflusso della liquidità alle imprese prevista dalle misure del governo dovuta anche alla “mole di domande eccezionale” e “problemi di natura organizzativa e differenze nelle dotazioni informatiche” ma si dice “fiducioso che nelle prossime settimane con la cooperazione di tutti i soggetti coinvolti si registreranno miglioramenti” anche con alcuni emendamenti alla norma.
“Nel quadro macroeconomico del Governo si prevede per il 2020 un disavanzo pari al 10,4 per cento del PIL e un aumento del peso del debito pubblico sul prodotto di 21 punti percentuali, al 156 per cento. Un lascito così pesante impone una presa di coscienza della dimensione delle sfide di fronte a noi”. Nel testo viene spiegato che “con un tasso di crescita dell’economia compreso tra l’uno e il due per cento”, un calo dello spread, e un avanzo primario dell’1,5% “sarebbe sufficiente per ridurre il peso del debito sul prodotto di circa due punti percentuali in media all’anno”.
“Ciò che soprattutto ci differenzia dalle altre economia avanzate è l’incidenza dell’economia sommersa e dell’evasione che si traduce in una pressione fiscale effettiva troppo elevata per quanto rispettano pienamente le regole”. Visco che invita ad “un profondo ripensamento della struttura della tassazione, che tenga contro del rinnovamento di sistema di protezione sociale, deve porsi l’obiettivo di ricomporre il carico fiscale a beneficio dei fattori produttivi”. Per Visco “le ingiustizie e i profondi effetti distorsivi che derivano da evasione e sommerso si riverberano sulla capacità di crescere e di innovare delle imprese; generano rendite a scapito dell’efficienza del sistema produttivo”.
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“Stiamo attraversando la più grande crisi sanitaria ed economica della storia recente. Da noi, come in molti altri paesi, medici e infermieri hanno dovuto sostenere una pressione senza precedenti. Grazie al loro impegno, prestato in condizioni difficilissime, si sono scongiurate conseguenze ancora peggiori. Ai molti che in questo sforzo sono stati colpiti, alle vittime tutte di questa tragedia, ai loro familiari va il nostro primo pensiero”. Sono le parole del governatore della Banca d’Italia rivolte al personale e alle vittime della pandemia leggendo le Considerazioni Finali.
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Fase 2: Assoeventi, rischiamo estinzione, persi 26 miliardi
Agende vuote fino al 30 agosto, così in fumo l’80% del fatturato
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29 maggio 2020
12:39
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Il mondo degli eventi “rischia l’estinzione”, gli ultimi dati mostrano agende vuote fino al 30 agosto, con la perdita di dell’80% del fatturato, rispetto al 2019, 26 miliardi di euro andati in fumo. È questo l’allarme del presidente di Assoeventi (l’associazione di Confindustria dei settori Events, Luxury e Wedding), Michele Boccardi, in un’audizione alla Commissione Bilancio della Camera sul dl Rilancio. Si tratta, sottolinea Boccardi ringraziando i deputati per la convocazione,della “prima audizione per un settore che per cinquant’anni non era mai stato considerato”.
Eppure questo comparto “aveva portato l’Italia a eccellere nel mondo”, in particolare nel settore matrimoni, che nel 2019 ha fatturato 10 miliardi di euro. Nel 2020 si dovevano realizzare in Italia 219 mila matrimoni di cui più di 9 mila stranieri, che pur rappresentando il 4,2% degli eventi fatturava il 30% del totale.
“L’unica soluzione possibile, per far sì che questo mondo non si estingua, è un contributo a fondo perduto a tutte le aziende”, dice il presidente di Assoeventi, che immagina un indennizzo del 20% sul differenziale dei ricavi rispetto all’anno 2019.
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Mps: conferma Vestager a bad bank mette ali al titolo +15%
Non ci sono ostacoli secondo l’antitrust europeo
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29 maggio 2020
12:50
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Non ci sono ostacoli, secondo l’antitrust europeo alla creazione di una bad bank da parte di Mps e ora manca sola il via libera della Bce. La conferma è arrivata della vicepresidente esecutiva della Commissione e responsabile della concorrenza Margrethe Vestager. Il titolo Mps, sugli scudi già in avvio di seduta, ha accelerato la sua corsa e guadagna intorno a metà seduta il 15,45%va 1,34 euro.
“Da quello che possiamo vedere non è un’operazione di aiuti, è stata decisa prima della crisi Covid – ha detto Vestager – siamo in contatto, abbiamo valutato i livelli, e abbiamo dato conforto agli italiani su questa questione”.
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Borsa: in rosso Europa e future Usa, in attesa di Powell
Male petroliferi, banche e auto, greggio in calo e sale l’oro
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29 maggio 2020
13:50
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Sono in rosso, a metà seduta, le principali Borse europee, come i future Usa, da dove nel primo pomeriggio dovrebbero arrivare una serie di dati macroeconomici, prima che parli il presidente della Fed, Jerome Powell, oltre alle tensioni Usa-Cina, per le quali è stata preannunciata una conferenza del presidente Donald Trump. Nel Vecchio continente, dove l’inflazione a maggio vede una stima in calo allo 0,1%, la peggiore è Madrid (-1,4%), seguita da Francoforte e Londra(-1%), Parigi (-0,8%). Meglio Milano (-0,1%). In rialzo l’oro (+3,2%).
L’indice d’area, Stoxx 600, è in calo (-0,8%). In forte perdita i petroliferi, come Aker (-5,9%), Omv (-5,8%), Repsol (-5,35) e Equinor (-3,5%), col greggio in calo (wti -2,6%). In rosso le banche, in particolare Banco de Sabadell (-8%), Bank of Ireland (-7,4%), Virgin Money (-7,2%), Caixa (-4,6%), non le italiane, con Unicredit (+1%), Ubi (+0,8%) e Intesa (+0,6%), con lo spread a 188. Giù le auto, in particolare Renault (-6%) dopo l’annuncio degli esuberi, meno Peugeot (-3,4%) e Fca (-2,7%).
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Bankitalia: 38% di chi ha un mutuo è in difficoltà con le rate
Ad aprile effetto Covid. Picco per lavoratori ristorazione
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31 maggio 2020
11:23
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“Ad aprile il 38% dei mutuatari ha affermato di avere difficoltà nel pagare le rate a causa dell’epidemia di Covid-19”. E’ questo il dato che emerge dall’indagine straordinaria sulle famiglie condotta dalla Banca d’Italia e riportata nella Relazione annuale di palazzo Koch.
“La percentuale – si rileva – è più elevata tra i lavoratori autonomi e tra quelli impiegati nel settore del commercio e della ristorazione (52% e 64%, rispettivamente)”.
D’altra parte, sottolinea via Nazionale, “l’emergenza sanitaria e i provvedimenti di sospensione delle attività produttive adottati per contenerla hanno determinato un marcato deterioramento della condizione economica per l’insieme delle famiglie”. Le informazioni arrivate dall’indagine, su un campione di oltre 3 mila individui, lo testimoniano.
Gli effetti della pandemia si ritrovano un po’ dappertutto. Tra gli indebitati per finalità di consumo, la quota di quelli in difficoltà nel pagamento delle rate è, in media, del 34%. Le riserve a disposizione di tante famiglie sono limitate: “gli individui che hanno dichiarato di avere accumulato risparmi sufficienti – si legge nella relazione – per i consumi essenziali (cibo, riscaldamento, igiene, ecc.) e, se indebitati, per il pagamento delle rate per non più di tre mesi, sono il 38% del totale; la percentuale sale a oltre il 50% nel caso in cui il soggetto sia un lavoratore con un contratto a termine o il reddito familiare si sia più che dimezzato in conseguenza della pandemia”. Chi può stare più tranquillo, le persone finanziariamente più solide, con risorse sufficienti per fare fronte a queste spese almeno sino alla fine dell’anno, sono invece circa un terzo del totale”. La Banca d’Italia ricorda che per far fronte alle criticità di chi ha un mutuo da pagare sulle spalle il Governo ha rafforzato il Fondo Gasparrini, proprio con i provvedimenti legati all’emergenza Covid. E’ il Fondo a cui possono ricorrere le famiglie indebitate che si ritrovano temporaneamente nell’incapacità di rispettare le scadenze. Inoltre, viene ricordato, “per una parte dei nuclei familiari è anche possibile ottenere la sospensione dei pagamenti o l’allungamento della durata dei prestiti attraverso l’attivazione delle clausole già previste dai contratti”.
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Corte Conti: medici in fuga, in 8 anni 9.000 emigrati all’estero
Per trovare occupazione e adeguata retribuzione
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31 maggio 2020
11:49
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Una vera e propria “fuga” dall’Italia per mancanza di posti e bassi stipendi. E’ quella dei medici italiani, in cerca di fortuna all’estero. Secondo quanto riportato dalla Corte dei Conti nell’ultimo Rapporto sul coordinamento della Finanza pubblica, in base ai dati Ocse negli ultimi 8 anni, sono oltre 9.000 i medici formatisi in Italia che sono andati a lavorare all’estero. Regno Unito, Germania, Svizzera e Francia sono i mercati che più degli altri hanno rappresentato una soluzione “alle legittime esigenze di occupazione e adeguata retribuzione quando non soddisfatte dal settore privato nazionale”.
Una condizione che, sottolineano i magistrati contabili, “pur deponendo a favore della qualità del sistema formativo nazionale, rischia di rendere le misure assunte per l’incremento delle specializzazioni poco efficaci, se non accompagnate da un sistema di incentivi che consenta di contrastare efficacemente le distorsioni evidenziate”.
La concentrazione delle cure nei grandi ospedali verificatasi negli ultimi anni e il conseguente impoverimento del sistema di assistenza sul territorio, divenuto sempre meno efficace, ha lasciato la popolazione italiana “senza protezioni adeguate” di fronte all’emergenza Covid. E’ quanto scrive ancora la Corte dei Conti in un approfondimento sulla sanità contenuto nell’ultimo Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica.
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Borsa: Milano gira in positivo (+0,2%), bene le banche
Sprint Mps, brilla Diasorin, male le auto e i petroliferi
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29 maggio 2020
14:11
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Gira in positivo (+0,2%) la Borsa di Milano a metà seduta, nonostante i dati sul Pil e sui prezzi, mentre in mattinata il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha confermato l’incertezza, aggiungendo però: “Nessuno deve perdere la speranza”.
In cima al listino principale Diasorin (+4,2%) come il resto del settore nel Vecchio continente, e vanno bene Enel (+2,4% e Terna. Positive le banche, da Ubi (+1,2%) a Unicredit (+1,1%), Intesa (+0,9%)e Banco Bpm (+0,6%), insieme alla paytech Nexi (+1,3%), con lo spread Btp-Bund a 189 punti. Sprint di Mps (+17,6% a 1,3 euro) su indiscrezioni di un via libera Ue a una bad bank. Bene Poste (+0,6%). Tra i titoli che guadagnano Ferrari (+0,9%), mentre perde Fca (-2,1%) come l’intero comparto in Europa.
In fondo al listino principale Eni (-2,8%), così come scendono Saipem (-1,7%) e Tenaris (-1,3%), col greggio in calo (wti -2,6% a 32,8 dollari al barile) e non se ne avvantaggia Pirelli (-1,7%). Sofferente il lusso, con Ferragamo (-2,1%) e Moncler (-1,8%).
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Borsa: Europa peggiora con petroliferi, auto e banche
Milano la migliore (-0,7%), spread sale a 194 punti
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29 maggio 2020
17:23
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Peggiorano le principali Borse europee, insieme a Wall Street, in un clima di rinnovata tensione tra Usa e Cina e in attesa delle parole del presidente Trump e della Fed con Powell. La peggiore è Londra (-2,1%), seguita da Madrid (-1,6%), Francoforte (-1,5%) e Parigi (-1,4%).
Milano resta la migliore (-0,7%).
L’indice d’area del Vecchio continente, Stoxx 600, scende (-1,4%), con energia (-3,6%), finanza (-2,8%) e beni voluttuari (-2,2%) come settori più pesanti. Forti perdite per Repsol (-5,8%), Aker (-5,7%) e Omv (-5,5%), col greggio in calo (wti -0,3% a 33,6 dollari al barile). Male le banche, in particolare Virgin Money (-9,7%), Banco de Sabadell (-8,3%) e Bank of Ireland (-8%). Con lo spread Btp-Bund in salita a 194 punti vanno in ordine sparso le italiane, con Bper (-3,4%), Banco Bpm (-0,9%) e Fineco (-0,7%) in perdita, meglio Unicredit (+0,3%) e Intesa (-0,1%).
Giù le auto, da Peugeot (-5,2%) a Fca (-3,5%) e Daimler (-4,1%), tonfo per Renault (-7,2%) con l’annuncio degli esuberi.
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Gualtieri: risorse Ue occasione storica, spendere bene
‘Prematuro parlare di scostamenti aggiuntivi’
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29 maggio 2020
18:01
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“E’ importante spendere bene” le risorse che arriveranno dalla Ue. “E’ una occasione storica, una grande opportunità per rendere l’Italia un paese più moderno e giusto”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, a SkyTg24.

“E’ prematuro parlare di scostamenti aggiuntivi”. Gualtieri ha poi aggiunto che “se servono risorse aggiuntive lo faremo a tempo debito”.

Circa i casi di coronavirus abbiamo “dei numeri in netto miglioramento, che consentono di essere cautamente ottimisti sul futuro”, ha affermato Gualtieri.
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Leonardo: Profumo, con dedizione dipendenti sostegno a Paese
Riferisce apprezzamento Borrelli per iniziate solidarietà Covid
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29 maggio 2020
18:11
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“Dallo scorso mese di marzo grazie all’impegno, dedizione e capacità dei dipendenti di Leonardo abbiamo supportato la Protezione Civile con operazioni aeree di solidarietà. Voglio ringraziarvi tutti nuovamente condividendo l’apprezzamento ricevuto dal dottor Borrelli”. La.d. di Leonardo, Alessandro Profumo, si rivolge ai dipendenti con un tweet ricordando l’impegno in azienda per iniziative di solidarietà sul fronte dell’emergenza Covid-19 e riferendo del ringraziamento, rivolto anche a tutti i dipendenti, arrivato espresso capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli.
In Leonardo, accanto a numerose iniziative aziendali, non sono mancate iniziative di solidarietà diretta dei dipendenti.
Lo stesso Alessandro Profumo nei giorni scorsi ha rinunciato al suo bonus 2019 da circa 660mila euro per devolverlo a progetti di solidarietà, e nel farlo ha proposto ai circa 49mila di partecipare, con la massima libertà e nell’anonimato, ad un “impegno comune”.
Dall’inizio delle operazioni aeree di solidarietà messe in campo dall’azienda a metà marzo e fino al completamento delle stesse a fine maggio, Leonardo ha impiegato due aerei (un C-27J Spartan e un ATR-72) e tre elicotteri (un AW139 e due AW189), con l’impegno diretto dei propri piloti e del personale tecnico di assistenza e specialistico. Nel corso delle operazioni di trasporto di sistemi e equipaggiamenti sanitari – mascherine, respiratori, camici, tamponi, reagenti, ventilatori, valvole – sono state accumulate complessivamente oltre 190 ore di volo trasportando quasi 670 metri cubi di materiale raggiungendo da Torino e Malpensa molteplici località distribuite su tutto il territorio nazionale, isole comprese. A questo si aggiunge, oltre a diverse altre iniziative, la realizzazione nel Paese di oltre 900 unità tra valvole in materiale plastico per respiratori, visiere protettive e salva orecchie impiegando tecnologia ‘additive manufacturing’ con stampanti 3D presso stabilimenti Leonardo in Abruzzo, Lazio, Liguria, Puglia e Toscana. ACQUISTA SU AMAZON VAI ALLE NOTIZIE DI TECNOLOGIA

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Uber commissariata, capolarato sui rider
Pagati 3 euro a consegna, sfruttati migranti in stato di bisogno
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29 maggio 2020
18:20
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La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria, ossia il commissariamento, di Uber Italy srl, la filiale italiana del gruppo americano, per caporalato, in particolare per lo sfruttamento dei rider addetti alle consegne di cibo per il servizio Uber Eats. Su Uber Italy è in corso un’indagine condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf e coordinata dal procuratore aggiunto Alessandra Dolci e dal pm Paolo Storari.
“La mia paga era sempre di 3 euro a consegna indipendentemente dal giorno e dall’ora”., ha messo a verbale un rider che ha lavorato per il servizio Uber Eats. Per i giudici di Milano, Uber, attraverso società di intermediazione di manodopera, avrebbe sfruttato migranti “provenienti” da contesti di guerra, “richiedenti asilo” e persone che dimoravano in “centri di accoglienza temporanei” e in “stato di bisogno”.
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Fca: nonostante la crisi, confermati investimenti per Melfi
Aumenta produzione ibrida, cassa integrazione per altri modelli
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POTENZA
29 maggio 2020
19:37
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Nonostante “l’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla filiera metalmeccanica” diventi “ogni giorno più pesante”, per lo stabilimento Fca di Melfi (Potenza) sono confermati gli investimenti per lo sviluppo dei modelli ibridi di Compass e Renegade, per i quali ci sarà un aumento di produzione. Lo hanno annunciato le segreterie regionali di Fim, Uilm, Fismic, UglM e Aqcf, evidenziando inoltre che il gruppo ha chiesto la cassa integrazione dall’11 giugno al 30 giugno per sopperire alla fermata produttiva delle attività svolte sulla linea Renegade e 500X.
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Fisco: Cgia, 3 mesi lockdown? evasione dovrebbe essere -25%
Centro studi, se evasori sono autonomi ci si aspetta sia così
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VENEZIA
30 maggio 2020
11:59
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L’evasione fiscale potrebbe essere scesa in questi 3 mesi di lockdown del 25%, ovvero di 27,5 miliardi. Lo afferma la Cgia di Mestre, svelando subito che si tratta di una ‘provocazione’, ovvero una stima basata sul fatto che è considerazione molto diffusa tra l’opinione pubblica che “il popolo degli evasori nel Paese è costituito quasi esclusivamente da autonomi”. Cgia ricorda che le stime Mef parlano di un ‘nero’ di 110 mld l’anno. Dopo 3 mesi di lockdown che ha interessato la gran parte delle piccole e piccolissime attività economiche italiane, a esultare – dice Cgia – sarebbe il fisco che avrebbe visto “diminuire” di 27,5 miliardi di euro l’evasione fiscale. Se fosse vero, aggiunge la Cgia, che il mancato gettito sia riconducibile in massima parte ad attività dove c’è un rapporto commerciale diretto con il cliente finale (edili, idraulici, orafi, elettricisti, parrucchieri, baristi etc.) e che i 3 mesi di chiusura hanno interessato proprio tali attività, l’evasione dovrebbe essere scesa del 25%.
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Prezzi: consumatori,con emergenza Covid e-book +30%, pc +12%
Unc, in lockdown vere e proprie speculazioni, frutta +13%
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30 maggio 2020
15:17
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E-book +30,4%, frutta fresca +12,8%, computer +12%. L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat sull’inflazione e stilato la classifica dei prodotti e servizi più rincarati durante l’emergenza Covid, ossia da febbraio, mese dove non c’era ancora il lockdown, a maggio, scoprendo “vere e proprie speculazioni dei prezzi”.
Il record spetta proprio alla voce e-book, con il costo del download aumentato in soli 3 mesi del 30,4%. Al secondo posto la frutta fresca, +12,8% e al terzo gli Apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia computer portatili e fissi, palmari, tablet, notebook con un incremento del 12%. “In pratica, – spiega l’associazione – si è approfittato dello smart working e dell’obbligo degli studenti di seguire le lezioni a distanza, per fare rialzi a danno di lavoratori e famiglie”.
Analoga sorte per gli accessori per apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia monitor e stampanti, che si collocano al quarto posto di questa classifica, salendo dell’11,3%, seguiti dagli apparecchi per la telefonia fissa, +7,7%.
“Insomma, – insiste l’Unione consumatori – a fronte di un indice generale aumentato da febbraio a maggio solo dello 0,1%, c’è chi ha approfittato dei beni che gli italiani hanno dovuto prendere o acquistare maggiormente per via dell’emergenza Coronavirus, per lucrare”. Chiude la top ten la farina (+3,8%), trainata dalla voglia di pizza e di dolci fatti in casa.
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Borsa: Milano annulla perdite Covid, ma 2020 ancora in rosso
Brasca (Alisei Sim), c’è spazio per ulteriore recupero
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30 maggio 2020
15:17
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Piazza Affari ha concluso il mese di maggio annullando le perdite accumulate dal lockdown, quando era crolla ai minimi (Ftse Mib il (12 marzo a 14.894 punti), e si è riportata sopra soglia 18.000, che non vedeva dalla seconda metà di febbraio, prima dell’esplodere della pandemia in Italia.
Ma rispetto agli Stati Uniti dove l’S&P 500 è tornato ai livelli di inizio 2020 (-5,7%) o a Francoforte, che si è mossa sulla stessa scia (-12,5% il calo del Dax dal primo gennaio), il recupero italiano è solo parziale e il bilancio resta ancora in rosso (-22,5% rispetto a 23.836 punti coi quali aveva cominciato l’anno). C’è spazio per crescere ancora? “Da febbraio a metà marzo gli indici sono scesi del 35/40% è l’Italia ha fatto peggio ed è caduta del 44%. Di fatto è successo che il mercato ha approssimato per eccesso una recessione pur spaventosa visto che il calo del Pil quest’anno può arrivare al 20%. Non dico che oggi Piazza Affari abbia uno spazio enorme per crescere ma spazio ce n’ è”, commenta Roberto Brasca, amministratore delegato di Alisei Sim.
“Con quello che è sceso il mercato, le trimestrali a giugno, che saranno terribili, in gran parte sono già state scontate in anticipo. Ci sarà magari il singolo titolo che scenderà del 10% alla diffusione dei conti del secondo trimestre. Ma a partire da luglio la domanda che gl analisti si faranno sarà: quanto riusciremo a recuperare nel 2021 visto che la base di calcolo da cui partiamo è bassa?”, aggiunge il gestore.
“Il mercato italiano ha pochi titoli nei settori che hanno tenuto ossia tecnologici, farmaceutici e alimentari. Nel Ftse Mib ci sono quasi solo banche ed energetici, come Eni, che ha sofferto per il crollo del petrolio. Gli indici vanno a secondo della loro composizione – riprende Brasca -. Ora val forse la pena di riprendere in mano settori meno resistenti che potrebbero beneficiare delle politiche monetarie e fiscali e del ritorno della spesa di famiglie e imprese, condizionato dagli incentivi e dai nuovi comportamenti post-covid. Pensiamo agli automobilistici: dopo il crollo le vendite di auto potrebbero ripartire visto che viaggeremo tutti di meno sui mezzi pubblici”.
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Fase 2: riaperte l’82% Pmi ma 30% teme chiusura definitiva
Confcommercio, serrande ancora abbassate in 27% bar e ristoranti
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31 maggio 2020
11:25
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A due settimane dall’avvio della Fase 2, delle quasi 800 mila imprese del commercio e dei servizi che sono potute ripartire, l’82% ha riaperto l’attività: il 94% nell’abbigliamento e calzature, l’86% in altre attività del commercio e dei servizi ma solo il 73% dei bar e ristoranti. E’ quanto emerge da un’indagine di Confcommercio, in collaborazione con SWG, in cui si evidenzia anche la lettura contraria dei dati: il 18% delle imprese che potevano riaprire non l’ha ancora fatto e la percentuale sale al 27% tra bar e ristoranti.
Soprattutto, per quasi il 30% delle imprese che hanno riaperto, rimane elevato il rischio di chiudere definitivamente a causa delle difficili condizioni di mercato, dell’eccesso di tasse e burocrazia e della carenza di liquidità.
Le dolenti note, spiega l’associazione dei commercianti, emergono dall’autovalutazione degli intervistati sul giro d’affari: già nella prima settimana la media dei giudizi si collocava largamente al di sotto della sufficienza. Nella settimana successiva questi timori si confermano: il 68% degli imprenditori dichiara che i ricavi delle prime due settimane sono inferiori alle aspettative, quando già le aspettative stesse erano piuttosto basse.
La stima delle perdite di ricavo rispetto ai periodi “normali” per oltre il 60% del campione è superiore al 50%, con un’accentuazione dei giudizi negativi nell’area dei bar e della ristorazione, segmento dove si concentrano maggiormente perdite anche fino al 70%.
“Purtroppo, le valutazioni conclusive sono fortemente negative. Fin qui, nell’esplorazione delle due indagini, svolte a distanza di una settimana, emerge una significativa oscillazione dei giudizi tra la voglia di tornare a fare business e percezioni piuttosto cupe sull’andamento dei ricavi, il tutto condito da un esplicito orientamento delle imprese volto a smussare l’impatto delle difficoltà e dei problemi”, segnala Confcommercio. Se nella prima settimana solo il 6% degli intervistati indicava un’elevata probabilità di chiusura dell’azienda, nella seconda ondata di interviste, a fronte di un ragionamento più articolato, il 28% degli intervistati afferma che, in assenza di un miglioramento delle attuali condizioni di business, valuterà la definitiva chiusura dell’azienda nei prossimi mesi. A corroborare questa suggestione intervengono i timori che nel prossimo futuro si dovrà comunque richiedere un prestito (50% del campione), non si sarà in grado di pagare i fornitori (40%) né di sostenere le spese fisse (43%).
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Settimana dei mercati, riflettori sulla Bce
Giovedì occhi sul Pepp. Venerdì i dati della disoccupazione Usa
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31 maggio 2020
11:41
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Nella settimana che apre il mese di giugno i mercati con finanziari hanno un appuntamento al quale guardano più di altri. Si tratta, giovedì 4 giugno, della riunione della Bce dalla quale potrebbe uscire, almeno queste sono le attese degli analisti, un aumento fra 500-700 miliardi della portata del Pandemic Emergency Purchase Programme, l’arma messa in campo dalla Banca centrale europea per contrastare gli effetti del coronavirus, a vantaggio in prima battuta di Paesi con un alto debito come l’Italia. Il programma di acquisto, che ha per oggetto titoli di Stato e bond, potrebbe anche venire prolungato al 2021. Ma sarà Christine Lagarde a illustrare eventuali decisioni a riguardo.
Se questo è il lato finanziario e monetario europeo della partita per sostenere le economie piegate dalla pandemia, al di là dell’Oceano la settimana, costellata in entrambi i Continenti da una serie di dati macroeconomici, culminerà venerdì 5 giugno con la pubblicazione del rapporto sull’occupazione Usa di maggio. Dal report potrebbe emergere, stando alle attese del mercato, che gli Stati Uniti hanno perso 7 milioni di posti di lavoro.
Partendo dall’inizio, il primo giorno del mese saranno diffusi gli indici Pmi in Europa e Ism negli Usa sulla fiducia nel settore manifatturiero, per proseguire il 3 giugno con gli indici Pmi servizi e, in Italia, coi dati sulla disoccupazione.
C’è da segnalare poi che lunedì sono chiuse per la Pentecoste le Borse di Francoforte e Zurigo mentre il 2, festa nazionale in Italia, Piazza Affari sarà aperta come gli altri listini. Il 3 giugno tra le operazioni già annunciate prende il via l’opa di Giano, holding di Exor, sul gruppo editoriale Gedi, la prima di una serie di offerte d’acquisto di piccole e medie dimensioni che vedranno partire nel corso di giugno quelle di Investindustrial su Guala Closures e della giapponese Agc su Molmed.
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Mediobanca: Del Vecchio chiede alla Bce di salire al 20%
Fonti finanziarie confermano l’anticipazione di Repubblica
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31 maggio 2020
11:58
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Leonardo Del Vecchio ha rotto gli indugi e ha chiesto alla Bce, attraverso Bankitalia, di salire al 20% del capitale di Mediobanca, dalla quota attuale a ridosso del 10%, detenuta attraverso Delfin. Fonti finanziarie confermano l’anticipazione di Repubblica.
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L’obiettivo ultimo del patron di Luxottica, come già emerso dall’ingresso lo scorso autunno con lo sbarco in forze nel capitale di Piazzetta Cuccia, è il futuro di Generali, della quale Mediobanca ha il 13% e Del Vecchio è il secondo socio privato alla spalle di Caltagirone.

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