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Strada in salita su rete unica, Patuanelli frena Tim
Gubitosi, la faremo ma con controllo. Scontro su Open Fiber
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21 agosto 2020
05:04
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Appare in salita la strada verso la rete unica che dovrà portare la fibra in tutto il Paese. Tim, che da mesi cerca di accelerare sul dossier, tira dritto e ribadisce l’intenzione di avere il controllo della nuova società e di voler andare avanti “con o senza Open Fiber”. Ma dal Governo arriva un altolà: “La rete unica la fa lo Stato”, dice perentorio il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli.
La partita si fa dunque sempre più rovente, mentre si avvicina la fatidica data del 31 agosto, quando il cda di Tim delibererà sulla creazione di FiberCop (la società della rete secondaria, quella che va dai cabinet alle case), con l’ingresso del fondo Usa Kkr e di Fastweb.
L’appuntamento rappresenta uno snodo chiave per capire come si andrà avanti su questa operazione. Soprattutto dopo che il Governo è entrato di peso nella partita (con una lettera in pieno cda), allungando di fatto i tempi per la decisione su FiberCop, che Tim era pronta a sigillare già il 4 agosto. Mossa che Tim ha fin da subito accolto “con favore”, dando la propria disponibilità, ma a condizione di avere il controllo della società.
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Da allora sono passate due settimane e mezzo, ma la posizione di Tim resta immutata. “Tim darà la banda larga a tutta Italia, con Open Fiber o senza. E manterrà la maggioranza di una società unica della rete, come è logico che sia”, mette in chiaro l’a.d.
Luigi Gubitosi. Il suo disegno, tuttavia, sembra non piacere al ministro Patuanelli, che replica netto: “La rete unica la fa lo Stato”. E anche ad Open Fiber non vanno giù le parole del manager, critico nei confronti della società controllata alla pari da Cdp ed Enel: “l’ennesima intervista” incentrata “a parlare (male) di un’altra società”, replica Open Fiber
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Apple, editori Usa chiedono di pagare meno su App Store
Dal Wsj al Nyt, vogliono ridurre la percentuale dal 30 a 15%
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21 agosto 2020
12:41
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Alcuni editori di quotidiani americani hanno chiesto a Apple condizioni economiche più favorevoli nel suo negozio di applicazioni, l’App Store. Testate tra cui Il New York Times, il Wall Street Journal e il Washington Post, rappresentate dalla Digital Content Next, hanno scritto una lettera al Ceo di Apple Tim Cook chiedendo di avere lo stesso trattamento ottenuto da Amazon.
Apple trattiene il 30% dei ricavi generati dalla maggior parte degli abbonamenti via App Store, una percentuale che scende al 15% dopo il primo anno. A fine luglio, tuttavia, è divenuto pubblico l’accordo stretto tra Apple e Amazon che dà alla società di Cupertino solo il 15% delle entrate dei clienti di Amazon Prime Video che si sono registrati attraverso l’app per iPhone.
La percentuale trattenuta da Apple agli editori, si legge nella lettera, “influisce notevolmente sulla capacità di continuare a investire in notizie e intrattenimento affidabili e di alta qualità, in particolare in concorrenza con altre aziende più grandi.
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I quotidiani si uniscono all’elenco di aziende che chiedono a Apple condizioni migliori. La settimana scorsa il popolare gioco Fortnite è stato rimosso dai negozi di applicazioni di Apple e Google perché, tramite un aggiornamento, ha bypassato i sistemi di pagamento dei due colossi, evitando di farsi trattenere il 30% dei ricavi generati dagli acquisti degli utenti all’interno della app.
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TikTok: in Usa rimossi 380mila video per linguaggio d’odio
Il social, “tolleranza zero per suprematismo e antisemitismo”
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21 agosto 2020
13:29
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TikTok dall’inizio del 2020 ha rimosso negli Stati Uniti oltre 380mila video che violavano le regole sul linguaggio d’odio. Lo ha reso noto il social, di proprietà della cinese ByteDance, in un post del responsabile della sicurezza in Usa, Eric Han. Per la stessa ragione sono stati chiusi 1.300 account e cancellati 64mila commenti.
“Rimuoviamo dalla nostra piattaforma i contenuti pieni d’odio, comprese le molestie basate sulla razza, non appena ne veniamo a conoscenza”, e “bandiamo anche gli account che lo promuovono ripetutamente”, si legge nel post in cui si assicura “tolleranza zero” anche per chi pubblica contenuti legati a “suprematismo bianco o nazionalismo, supremazia maschile, antisemitismo e altre ideologie basate sull’odio”, e per la negazione di “tragedie violente come l’Olocausto e la schiavitù”.
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Tesla: un sensore rileverà i bambini lasciati in auto
La nuova tecnologia potenzierà anche l’antifurto
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21 agosto 2020
13:46
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Tesla sta lavorando su un sensore che potrebbe evitare di lasciare i bambini in auto, oltre che potenziare l’antifurto del veicolo. La tecnologia è descritta in un documento sottoposto alla Federal Communications Commission statunitense per chiedere l’approvazione al lancio sul mercato.
Si tratta di un sensore radar a onde millimetriche, con quattro antenne trasmittenti e tre riceventi, che opera nella banda a 60-64 Ghz. Il sensore – si legge nel documento – è in grado di rilevare il movimento, anche quello minimo del respiro o del battito cardiaco. Inoltre, a differenza di una videocamera, può vedere attraverso materiali morbidi, come una coperta sopra al bambino, e diversamente di sensori nei sedili sa distinguere tra un bambino e un oggetto lasciato sul sedile posteriore, riducendo i falsi allarmi.
Il dispositivo, evidenzia Tesla, “potrebbe essere utilizzato, tra l’altro, per ridurre il rischio di colpi di calore dei bambini in auto, proteggere gli occupanti del veicolo da lesioni attraverso l’attivazione avanzata degli airbag, e migliorare i sistemi di prevenzione dei furti”.
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Google: sulle Mappe l’estensione degli incendi ora per ora
Sfrutta i dati satellitari per mostrare aree e confini dei roghi
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21 agosto 2020
14:35
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Con gli incendi che divampano in California, Google sta aggiornando le Mappe, e anche il motore di ricerca, per mostrare l’andamento delle fiamme negli Stati Uniti quasi in tempo reale. La società di Mountain View sta usando i dati satellitari della Noaa, l’agenzia Usa per la meteorologia, insieme al suo Google Earth per mostrare località, dimensioni e confini degli incendi.
Cercando sul web “incendio in California” o un rogo specifico come “Incendio Kincade”, si potrà vedere il confine approssimativo dell’incendio, il nome e la posizione, nonché notizie e risorse utili dalle agenzie di emergenza locali.
Le stesse informazioni saranno disponibili sulle Mappe, dove gli utenti riceveranno anche un avviso in caso di avvicinamento a un rogo. I dati, sottolinea Google, saranno aggiornati ogni ora.
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Coronavirus: app tracciamento non sufficienti contro contagi
Devono essere affiancate da contact tracing umano e misure
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21 agosto 2020
17:33
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Le app per il contact tracing da sole non bastano a contenere la diffusione del virus Covid-19, ma devono essere affiancate sia dal tracciamento ‘umano’ che dalle misure di distanziamento. Lo afferma uno studio che ha revisionato le ricerche sul tema pubblicato dalla rivista Lancet Digital Health. I ricercatori dell’University College di Londra hanno revisionato oltre 4mila articoli sugli effetti del tracciamento digitale, arrivando alla conclusione che non ci sono prove sufficienti che giustifichino l’utilizzo delle app senza misure aggiuntive di salute pubblica, come l’utilizzo del contact tracing attraverso le persone, l’adozione del distanziamento e le chiusure quando necessario dei luoghi di aggregazione. Questo è vero, aggiungono, anche con la previsione ottimistica che una app venga utilizzata dal 75-80% degli utilizzatori di smartphone e che le misure di quarantena siano seguite dal 90-100% delle persone. “Gli studi ci forniscono una fotografia attendibile – spiega Isobel Braithwaite, uno degli autori – che dice che anche se il contact tracing automatico può essere di supporto a quello manuale, i sistemi dovrebbero avere un’altissima diffusione per avere un impatto significativo”. Secondo gli autori serve anche una revisione dal punto di vista etico dell’utilizzo.
“Affidarsi troppo alle app può aumentare il rischio di contagio per i gruppi più vulnerabili e esclusi dal digitale, come gli anziani o le persone senza fissa dimora”. ACQUISTA SU AMAZON
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