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De Luca indagato, l’ipotesi è abuso e truffa
Governatore Campania già ascoltato da pm Napoli
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NAPOLI
07 settembre 2020
07:08
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Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, secondo quanto scrive la Repubblica, è indagato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli con l’ipotesi di abuso e truffa. Quattro vigili urbani di Salerno sarebbero stati ‘promossi’ in Regione a membri dello staff. A loro sarebbe stato assegnato il ruolo di addetti o responsabili di segreteria. De Luca è stato ascoltato dai pm negli scorsi mesi.
Ai quattro vigili urbani, secondo l’ipotesi dei pm, mancherebbero requisiti necessari per il ‘salto’ come formazione, curriculum e specializzazione. Il trasferimento e la ‘promozione’ – secondo quanto ricostruito da Repubblica – avrebbe consentito ai quattro un innalzamento della retribuzione. Nessun provvedimento per i quattro vigili: la loro posizione è all’esame dei pm.
Ha allargato le braccia senza rispondere il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ai giornalisti che, a Salerno, gli hanno chiesto di commentare l’inchiesta della Procura di Napoli che, secondo quanto scrive Repubblica, lo vede indagato. De Luca sta partecipando, al Mediterranea Hotel, alla presentazione del progetto del Palazzetto dello Sport di Salerno.
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Scuola: 9mila di tonnellate di mascherine da smaltire
Calcoli di Tuttoscuola in un anno, 2 miliardi e 220 Dpi
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07 settembre 2020
11:23
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La generazione di Greta in pochi mesi si trova a dover passare dalle borracce a un ulteriore potenziale problema ecologico: lo smaltimento delle mascherine chirurgiche a scuola. Ogni giorno ne verranno consegnate 11 milioni per tutti gli alunni e il personale scolastico. Lo ha comunicato pochi giorni fa il commissario straordinario Domenico Arcuri. Saranno mascherine usa e getta come ha deciso il Comitato tecnico scientifico (Cts) che ha anche stabilito che saranno abbassabili “in condizioni di staticità, con il rispetto del metro di distanza e in assenza di possibilità di aerosolizzazione (es. canto)”. Se la consegna di quell’ingente quantità di mascherine sarà mantenuta per tutto l’anno scolastico, alla fine, considerati i 200 giorni minimi di lezione e senza considerare la coda degli esami di Stato del primo e del secondo ciclo, la distribuzione raggiungerà l’astronomica cifra di due miliardi e duecento milioni di mascherine non riciclabili, usa e getta, da smaltire quotidianamente nella indifferenziata.
Secondo i calcoli di Tuttoscuola, per un peso medio di circa 4 grammi l’una, quei 2,2 miliardi di mascherine da smaltire tra i rifiuti indifferenziati toccheranno il ragguardevole peso di 8 mila e 800 tonnellate.
Se si considera anche il peso degli imballaggi in cui vengono racchiuse le mascherine per la consegna alle scuole, lo smaltimento complessivo andrà ad aggravare le operazioni di smaltimento che, come si sa, in alcuni territori sono in difficoltà costante.
Per ora in molte scuole sono state consegnate piccole quantità di mascherine, sufficienti per tre o quattro giorni. Sono previsti rifornimenti continui? E in tal caso non si andrà incontro a spese di spedizione e consegna molto più elevate? Il commissario Arcuri ha anche annunciato la consegna alle scuole di 170.000 litri di gel igienizzante per le mani a settimana. Perdurando la consegna per tutto l’anno scolastico, nelle 33 settimane previste a calendario si supereranno i 5,5 milioni di litri di gel, contenuti in circa 11 milioni di flaconi da ½ litro l’uno. Ovviamente anche quei flaconi di gel non sono riciclabili e dovranno essere smaltiti.
Per il servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu) nelle istituzioni scolastiche statali, il Miur corrisponde direttamente ai Comuni, quale importo forfettario, la somma di 38,734 milioni di euro. Alla luce della nuova emergenza, quell’importo (già definito in sede di Conferenza Stato-Città) potrebbe essere ridefinito.
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Scuola: De Luca, obbligatorio screening seriologico
Per tutto il personale scolastico
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NAPOLI
07 settembre 2020
11:43
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“Dal punto di vista sanitario renderemo obbligatorio in Campania lo screening sierologico per tutto il personale scolastico. A livello nazionale si è deciso che è volontario. In Campania dovrà essere obbligatorio”. A dirlo il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, questa mattina al Mediterranea Hotel, a margine della presentazione del progetto del Palazzetto dello Sport di Salerno. “Abbiamo approvato – ha aggiunto il governatore – un piano per gli screening che consentirà di affiancare il lavoro dei medici di medicina generale e di avere i tamponi con i risultati definitivi già entro le 24 ore. Abbiamo deciso di finanziare come regione l’acquisto di termoscanner perché ci è parsa poco credibile l’idea del ministero della Pubblica Istruzione di misurazione della temperatura degli alunni a casa. Credo che tutti quanti noi sappiamo come si vive nelle famiglie alle 7:30 del mattino”.
“La misurazione si dovrà fare negli istituti scolastici e la Regione finanzia l’acquisto di scanner pur non essendo competenza regionale quella della pubblica istruzione – ha sottolineato – Non abbiamo ancora dati certi per quanto riguarda il personale scolastico, per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno, per quanto riguarda l’arrivo dei banchi singoli da parte del ministero e i comuni hanno chiesto più tempo che fare, sempre con finanziamenti regionali, degli accordi integrativi con le società private di trasporto per garantire la copertura del trasporto scolastico per tutti gli alunni”. “Lavoreremo nei prossimi giorni con grande senso di responsabilità per affrontare queste criticità e per arrivare all’apertura dell’anno scolastico in condizione di sicurezza e tranquillità per le famiglie, ma anche per il personale scolastico”, ha concluso.
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Marina Berlusconi positiva al Covid, sta bene e lavora
La presidente di Fininvest e Mondadori, assieme alla famiglia, si è isolata nella propria abitazione milanese
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MILANO
07 settembre 2020
12:51
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Anche Marina Berlusconi risulta positiva al Covid-19. Dopo una serie di tamponi negativi, l’ultimo, nel fine settimana, ha dato invece risultato diverso. La notizia trova conferma in ambienti del Gruppo. La presidente di Fininvest e di Mondadori, comunque, sta bene e lavora normalmente al telefono.
Marina Berlusconi assieme alla sua famiglia si è isolata, in linea con le regole vigenti, nella propria abitazione milanese da quando, mercoledì scorso, il padre è risultato positivo. Non si sa se anche altri membri della sua famiglia, protetti dalla privacy, siano positivi. Secondo quanto si è appreso, però, anche le condizioni del marito e dei due figli, minorenni, sono buone.
È trascorsa “tranquilla” la quarta notte del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, ricoverato al San Raffaele di Milano. Un nuovo bollettino verrà diffuso alle 16.
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Scuola: Azzolina, ma Salvini ha una coscienza?
Usa tema come clava elettorale terrorizzando famiglie e studenti
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07 settembre 2020
09:43
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“Matteo Salvini? Sono diventato il suo pane quotidiano, vorrei chiedergli se lui si è impegnato a collaborare un pò sulla ripartenza delle scuole o se ha usato il tema come una clave elettorale, terrorizzando famiglie e studenti. Ma ce l’ha una coscienza o ha solo gettato nel panico studenti e studentesse? Negli altri Paesi le opposizioni hanno collaborato con il Governo”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.
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Scuola, oggi primo test per la ripartenza
Tornano sui banchi anche gli alunni di Vo’ Euganeo
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BARI
07 settembre 2020
12:08
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Il rientro a scuola avverrà in date e modalità diverse da regione a regione, da città a città e persino da scuola a scuola. Rispetto alla data generale di ripresa fissata per il 14 settembre, hanno fatto subito una scelta autonoma la Provincia di Bolzano, dove i ragazzi torneranno in classe oggi, 7 settembre, il Friuli dove si rientrerà il 16 settembre, la Sardegna (22 settembre), la Puglia e la Calabria (24 settembre).
A queste si sono accodate nelle ultime settimane la Basilicata e l’Abruzzo che hanno deciso di riaprire il 24 settembre, anche per evitare di aprire le scuole il 14, chiuderle subito dopo per le elezioni fissate il 20 e 21 settembre e dover procedere a nuove sanificazioni dei plessi scolastici. A queste rischia di unirsi la Campania. Il governatore Vincenzo De Luca ha detto che “alle attuali condizioni, lunedì” ovvero domani “formalizziamo il rinvio dell’apertura dell’anno scolastico”.
Vò Euganeo , il comune padovano che ha registrato il primo decesso per Covid 19 il 21 febbraio e che per primo in Veneto è entrato nell’incubo del lockdown, ha riaperto oggi le porte ai bambini della scuola per l’infanzia. Lo stesso istituto che aveva ospitato il “laboratorio prelievi” della Croce Rossa per lo studio sui tamponi coinvolgendo l’intera cittadinanza, è stato allestito con banchi e arredi anti-virus. Questa mattina alla spicciolata a partire dalle 8.30, i 19 bambini della prima classe della materna “Gianni Rodari” sono arrivati a scuola accompagnati da un genitore.
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A loro verranno concessi tre giorni per l’inserimento, poi da giovedì sarà il momento di tutti gli altri piccoli, in tutto 109, e degli altri 200 delle elementari e delle medie. A tutti i bambini e ai genitori che entrano per l’inserimento è stata misurata la temperatura con un termo-scanner ed è stata permessa l’entrata solo ad un genitore per ogni bambino.
“La Regione non ci ha dato personale in più, ma fondi per 70mila euro per la nostra scuola, sono pochi, proprio oggi chiamerò il dirigente regionale per presentare alcune richieste per le prossime settimane”. Lo ha detto questa mattina il dirigente scolastico del plesso di Vò Alfonso d’Ambrosio nel dare il benvenuto ai bambini e ai genitori della scuola dell’infanzia Gianni Rodari. “Ci servirebbero quattro o cinque persone in più tra i collaboratori, noi abbiamo fatto il possibile, qui per fortuna abbiamo aule grandi fino a oltre 80 metri quadri e una sola ‘classe-pollaio’ con 29 bambini”. Il vero test di riapertura delle scuole a Vò sarà comunque quello del 10 settembre in cui torneranno in classe 300 studenti in tutto. E per il 14 settembre c’è grande attesa per l’arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che darà l’avvio ufficiale dell’anno scolastico.
I primissimi a tornare a far lezione, già dal 2 settembre scorso, sono stati gli studenti del Liceo scientifico per professioni di montagna di Tione, in Trentino. Ieri è stato l’ultimo giorno di vacanza, oltre che per i ragazzi dell’Alto Adige, che torneranno in classe oggi e anche per quelli di Vo’ Euganeo (Padova) – unica eccezione in Veneto -, una delle prime zone rosse in Italia, che il 14 riceverà la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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Rientro anticipato oggi anche a Mortara, nel Pavese, dove c’è una scuola, anzi un istituto comprensivo, che ha deciso di giocare d’anticipo e di ricominciare le lezioni una settimana prima del previsto.
ll Piemonte avrà l’eccezione del Comune di Valdengo, nel Biellese, che ha annunciato di voler aprire già oggi. La scuola materna nella Provincia di Trento è ripartita il 3 settembre, in molte Regioni, come in Lombardia, riapre oggi ma con orari almeno inizialmente più corti rispetto al passato. A Roma i nidi capitolini riapriranno il 9 settembre, le scuole dell’infanzia il 14.
L’Alto Adige ha inaugurato, come capofila in Italia, l’anno scolastico post Covid. Sono 91.797 in tutto i bambini e ragazzi che questa mattina sono tornati all’asilo e sui banchi di scuola dopo una pausa durata dal marzo scorso, ovvero esattamente sei mesi. Il ritorno a scuola porta con sé nuove sfide proprio a causa delle speciali misure di sicurezza derivanti dalla necessità di prevenire una ulteriore diffusione della pandemia di coronavirus. Quest’anno ci saranno gruppi stabili, misure igieniche estese e speciali precauzioni di sicurezza.
A Milano riaprono scuole materne e asili nido dopo i mesi di stop dovuti al lockdown: sono 19 mila i bambini che da oggi verranno accolti nelle strutture comunali, che diventeranno 30 mila a regime quando saranno terminati gli inserimenti. All’ingresso di scuole materne e nidi è previsto un triage per i piccoli e per il genitore o l’accompagnatore, con la misurazione della temperatura, il gel disinfettante per le mani e la firma del ‘patto di corresponsabilità’ che impegna anche il genitore a controllare la salute del figlio e a non mandarlo all’asilo se ha sintomi influenzali. Il personale indossa mascherine e visiere protettive. Gli ingressi e le uscite dei piccoli sono scaglionati in base all’orario per non creare assembramenti.
Tra i genitori che accompagnano i bambini all’asilo comunale in zona Citylife c’è ottimismo e voglia di ripartire, dopo i mesi di lockdown. “Dopo mesi in casa con gli adulti finalmente può tornare a giocare con bambini della sua età – ha spiegato una mamma -, sono contenta per lui e sollevata per noi”. “Molto bene, siamo contenti per il ritorno all’asilo. Un po’ di preoccupazione c’è ma così è sempre meglio che stare a casa”, ha osservato un papà. Durante il lockdown “è stato molto difficile gestire un bambino piccolo, adesso c’è sollievo per il fatto di tornare alla vita normale”, ha aggiunto una mamma. Nelle strutture oltre che al triage all’ingresso c’e grande attenzione alla sanificazione di ambienti e giochi dopo che sono stati usati da un gruppo di bambini. Per mantenere il distanziamento in ingresso e uscita da asili e scuole il Comune ha realizzato delle vie car free, dove sarà inibito il passaggio delle auto negli orari interessati. “Questa è una novità per le scuole dell’infanzia, mentre nelle scuole primarie di primo e secondo grado era già stato fatto. Abbiamo aumentato, stiamo già studiando sette o otto scuole primarie ed è possibile che aumenteremo – ha concluso l’assessore Galimberti -. Questa è una sperimentazione, poi vedremo”.
Prima in Veneto, l’Università Ca’Foscari di Venezia ha aperto stamane i battenti dando il via alle lezioni, per il momento, dell’area linguistica. Gli studenti – circa 2.500 quelli accreditati – si sono iscritti alle lezioni in presenza, gli altri seguiranno da remoto. Stamattina in cattedra sono saliti 83 docenti mentre saranno, in settimana, 12mila gli studenti, che con l’apposita App, si sono prenotati e saranno presenti. Dal 14 settembre l’offerta sarà maggiormente allargata anche in base agli esiti dei primi giorni di docenza. In presenza sono previsti a regime 238 docenti in cattedra per 400 lezioni.
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Scuola al via in alcuni istituti di Torino
Tra paura e voglia ricominciare in aula alla Nigra e a D’Azeglio
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TORINO
07 settembre 2020
11:26
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Prima campanella in alcune scuole di Torino, che hanno anticipato ad oggi il ritorno in classe dopo i mesi di lockdown. “Avevamo il dovere di ripartire e abbiamo lavorato tanto per garantire la sicurezza. Agli alunni dico grazie di essere tornati”, afferma Maurizio Tomeo, preside della Nigra, uno degli istituti che hanno anticipato la ripresa delle lezioni.
“Tradizionalmente da 20 anni cominciamo prima e lo facciamo anche quest’anno. Abbiamo scelto di far arrivare per primi i ragazzi delle Medie, oggi le prime”, spiega il preside, che confessa di vivere questo momento con due sentimenti: “la gioia di rivedere i fanciulli e un po’ di preoccupazione”. “C’è tanta emozione, c’è voglia di ricominciare, ma anche un po’ di paura – aggiunge la vicaria, Maria Cristina Rosso -. Stamattina abbiamo chiamato una classe alla volta e i ragazzini erano disinvolti, più loro delle famiglie”, aggiunge dicendosi dispiaciuta “per i genitori che non hanno potuto accompagnare in classe i propri figli”.
Oltre alla Nigra, questa mattina sono tornati sui banchi anche gli studenti del liceo classico D’Azeglio, dove sono incominciati i corsi di recupero per tutte le classi e non solo, come già in molti istituti la scorsa settimana, per gli alunni con debiti.
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Zaky: Amnesty, 150mila firme ad ambasciata per libertà
‘Preoccupati per sua salute’, domani 7 mesi da arresto in Egitto
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BOLOGNA
07 settembre 2020
12:04
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Oltre 150mila firme raccolte per chiedere la libertà di Patrick George Zaky, lo studente egiziano dell’Università di Bologna arrestato in patria per propaganda sovversiva. Domani, in occasione dei 7 mesi dall’arresto del ricercatore e attivista, una delegazione di Amnesty International Italia le consegnerà all’ambasciata d’Egitto a Roma. Lo anticipa Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia: “Siamo preoccupati per la salute fisica e mentale di Patrick. Nella prigione di Tora, nella quale è detenuto, si continua a morire di Covid-19. A questo si aggiungono la frammentaretà delle comunicazioni con l’esterno e l’incertezza sul futuro”.
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Coronavirus, Speranza, giovani ci aiutino i genitori rischiano il contagio
Il ministro della Salute invita a rispettare le norme sul distanziamento e le protezioni individuali
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07 settembre 2020
13:00
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“Ai nostri giovani dobbiamo continuare a chiedere di darci una mano. Hanno pagato un prezzo enorme in questi mesi a partire dalla sospensione delle attività scolastiche e universitarie, dobbiamo chiedergli una mano perché il virus fa un po’ meno male su chi è giovane, è forte e ha un po’ meno patologie”. Lo ha detto il ministro della salute Roberto Speranza a Siena per una visita all’incubatore biomedicale Toscana Lifes Sciences. “Il rischio che i giovani possano trasmettere il virus ai loro genitori e nonni c’è ed esiste – ha concluso Speranza parlando con i cronisti – Ai giovani italiani continuiamo a chiedere il rispetto delle norme fondamentali a partire dall’utilizzo delle mascherine e dal distanziamento di almeno un metro”.
E per oggi è attesa la firma da parte del presidente del Consiglio Conte del nuovo dpcm sulla fase 3 che dovrebbe ricalcare le indicazioni di quello in scadenza con alcune aggiunte sul trasporto scolastico (80% della capienza) e le linee guida dell’Iss sulla scuola. Lo si apprende da fonti di governo.
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Referendum, Zingaretti: propongo il sì, avanti con le riforme
Ma “dobbiamo respingere le motivazioni banali che il taglio del numero dei parlamentari farebbe risparmiare soldi allo stato”
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07 settembre 2020
13:05
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“Ecco perché mentre propongo il SI, dobbiamo respingere le motivazioni banali che il taglio del numero dei parlamentari farebbe risparmiare soldi allo stato. I risparmi sarebbero minimi e non costituiscono il motivo principale del sì. Il motivo principale sta nel fatto che a questo atto possono seguire altre riforme”. Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti alla Direzione del Pd. VAI ALL’ECONOMIA
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Di Maio: non penso di tornare capo M5S
‘Crimi fa l’impossibile ma eleggere leadership forte’
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07 settembre 2020
12:31
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“Io non sto pensando di tornare a fare il capo politico” del M5S”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al programma Non stop news su Rtl. “Quando parlo di leadership parlo del fatto che il Movimento si deve strutturare e organizzare, Vito Crimi sta facendo l’impossibile ma forse è arrivato il momento di eleggere leadership forte”, ha aggiunto spiegando che si può trattare di una leadership “singolare o plurale”.
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