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Medici, giovani e Sud, le misure della manovra
Confermati gli aiuti alle imprese, 2 mld in fondo per calo tasse
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19 ottobre 2020
09:03
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Assegno unico, azzeramento dei contributi per l’assunzione di giovani, sgravi per il lavoro al Sud. Nuovi contratti per medici e infermieri e stabilizzazione degli insegnanti. Ma anche prolungamento della cig Covid e sostegno alle imprese e ai lavoratori colpiti dalla crisi. Sono questi gli assi portanti su cui si muove la manovra da 40 miliardi varata dal governo per il 2021.
4 MILIARDI PER LA TUTELA DELLA SALUTE, ARRIVA IL FONDO VACCINI: Le risorse serviranno la conferma anche per il 2021 di 30.000 fra medici e infermieri assunti a tempo determinato per l’emergenza. Un miliardo andrà invece ad incrementare la dote del Fondo Sanitario Nazionale. Nasce un fondo da 400 milioni per l’acquisto di vaccini.
3 MILIARDI PER L’ASSEGNO UNICO, DA LUGLIO ANCHE PER GLI AUTONOMI: I vari bonus mamme e bambini e le detrazioni per i figli a carico verranno sostituiti dal nuovo strumento, esteso anche ai lavoratori autonomi e agli incapienti. Nel pacchetto famiglia viene inoltre prolungata la durata del congedo di paternità. A regime vengono stanziati 8 miliardi di euro annui per la riforma fiscale che comprende l’assegno universale.
5,7 MILIARDI PER IL LAVORO AL SUD, INCENTIVI AGLI INVESTIMENTI: viene portata a regime la fiscalità di vantaggio per il Sud con uno stanziamento complessivo di 13,4 miliardi nel triennio 2021-2023. Prorogato di un anno con un miliardo il credito di imposta per gli investimenti nelle Regioni del Meridione.
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2,5 MILIARDI PER IL TAGLIO DELLE TASSE, ZERO CONTRIBUTI GLI UNDER 35: Con 1,8 miliardi i 100 euro varati a luglio dello scorso anno diventano strutturali per i redditi tra 28.000 e 40.000 euro. Per il calo delle tasse a partire dal 2022 vengono già previsti circa 2,5 miliardi. Azzerati per tre anni in tutta Italia i contributi a carico delle imprese per le assunzioni dei giovani.
4 MILIARDI PER IL FONDO COVID, AIUTI ALLE IMPRESE: Al Fondo si potrà accingere nel corso dell’anno a sostegno dei settori in maggiore difficoltà. Prorogata la moratoria sui mutui e le garanzie pubbliche del Fondo Garanzia Pmi e di Sace. Per internazionalizzazione delle imprese lo stanziamento è di 1,5 miliardi. Prorogate anche la nuova Sabatini, le misure per la ripatrimonializzazione delle pmi e rafforzata Transizione 4.0.
5 MILIARDI PER LA CIG, SARA’ SELETTIVA: la manovra rifinanzia la Cassa Covid, per chi ha subito perdite oltre una certa soglia. Sul fronte pensioni, vengono prorogate Ape Social e Opzione Donna, con un costo inferiore ai 200 milioni.
350 MILIONI PER I TRASPORTI, BONUS VACANZE FINO A GIUGNO: arriva un sostegno per gli investimenti nel trasporto pubblico locale, da ridisegnare alla luce delle misure di contenimento del virus, con particolare attenzione ai trasporti scolastici.
Stanziamenti da 600 milioni a favore dell’occupazione nel cinema e nella cultura. Possibilità poi di spendere il bonus vacanze fino al 30 giugno 2021.
6,1 MILIARDI IN PIU’ ANNI PER SCUOLA E UNIVERSITÀ: viene finanziata con 1,2 miliardi di euro a regime l’assunzione di 25.000 insegnanti di sostegno e stanziati 1,5 miliardi di euro per l’edilizia scolastica. Previsto un contributo di 500 milioni di euro l’anno per il diritto allo studio di 500 milioni di euro l’anno per il settore universitario; 2,4 miliardi vanno all’edilizia universitaria e ai progetti di ricerca.
400 MILIONI PER I CONTRATTI DELLA P.A: lo stanziamento sarà a disposizione del rinnovo triennale dei contratti dei dipendenti pubblici. La cifra a regime per i contratti sale così a 3,8 miliardi.
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PLASTIC E SUGAR TAX RINVIATE A LUGLIO: IV puntava ad una cancellazione. Per ora, con un costo di circa 500 milioni, i due balzelli introdotti la scorsa legge di bilancio sono posticipati.
3 MILIARDI PER LE POLITICHE INVARIATE: l’ultima voce è comunque pesante. Come ogni anno vengono rifinanziate le missioni di pace, il piano strade sicure, il fondo crisi d’impresa.
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Conte boccia il Mes e parla di ‘patto tra pubblico e privato’. Delrio, per il Pd conviene, il premier venga in Parlamento
Zingaretti, tema serio per una battuta. Renzi, errore politico
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19 ottobre 2020
16:48
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Non è un no definitivo, ma un netta bocciatura quella di Conte al Mes. Il premier afferma che il prestito verrà chiesto se ci sarà un “fabbisogno di cassa”, ma i fondi Ue porterebbero un risparmio “molto contenuto” con il rischio di dover rientrare dal debito con “nuove tasse e tagli” e di incorrere in uno “stigma” sui mercati.
Gelido il Pd, con Nicola Zingaretti che invita a non liquidare un tema così importante come il Mes “con una battuta in conferenza stampa”, mentre Matteo Renzi parla di “grave errore politico” e di “danno per gli italiani”.
Conte, all’assemblea Ania propone un ‘nuovo patto pubblico-privato’ per ripagare la fiducia dell’Europa.
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“Sul Mes noi non vogliamo togliere le castagne dal fuoco al governo, che ha al suo interno un dibattito a volte molto pesante”, ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia a SkyTg24. “I cittadini sappiano – ha aggiunto – che non dipende dal governatore. Giustificheranno il loro no, se è un no, non si è ben capito”.
“Il presidente del Consiglio aveva detto che del Mes avremmo discusso e deciso in Parlamento. Stiamo aspettando il piano del governo per rafforzare e ammodernare la sanità pubblica, soprattutto quella territoriale. La maggioranza ha deciso che questo sarà il percorso e non bastano battute per cambiarlo”. Lo dichiara il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio, dopo le parole pronunciate ieri in conferenza stampa dal premier Conte. “Venga Conte in Parlamento col programma per la sanità pubblica e discutiamo se le risorse del Mes siano le più convenienti, come noi del Pd riteniamo oppure se qualcuno ha idee migliori. Non sono d’accordo con quanto detto ieri da Conte, con il riferimento alle tasse e ai tagli da fare, se dovessimo usare il Mes”, conclude.
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Covid: al via tracciamento Ue, anche con app italiana
Operativo con Irlanda-Germania. Von der Leyen,presto altri Paesi
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BRUXELLES
19 ottobre 2020
14:57
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Al via un sistema europeo di tracciamento per il coronavirus, con le app di Italia, Irlanda e Germania. Lo annuncia la Commissione Ue su Twitter. “Per sfruttare il pieno potenziale delle app di tracciamento, abbiamo fissato un sistema europeo, in modo che le app nazionali interagiscano tra loro. Oggi il sistema diventa operativo con le app di Italia, Irlanda e Germania”. “La lotta al coronavirus è la nostra massima priorità. Le app di tracciamento aiutano ad abbattere la catena delle infezioni. Incoraggio le persone ad usarle. Tre Paesi si sono uniti oggi, presto anche altri, perché si possa essere avvisati dei rischi ovunque siamo”, commenta la presidente Ursula von der Leyen.
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Mes:Renzi,da Conte errore politico e danno a italiani
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Così fa felice destra ma delude sindaci e parte maggioranza
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19 ottobre 2020
09:26
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“Dicendo No al Mes il Premier Conte fa felici Meloni e Salvini ma delude centinaia di sindaci e larga parte della sua maggioranza. Il tempo dimostrerà come questa decisione sia un grave errore politico e soprattutto un danno per gli italiani”. Così il leader Iv Matteo Renzi critica su fb il no del premier all’attivazione del Mes.
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Covid: Gelmini, governo impreparato scarica responsabilità
Serve prudenza e misura
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19 ottobre 2020
11:06
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“La crescita del numero dei contagi e la preoccupante situazione degli ospedali richiedono prudenza e misura, linea sempre sposata da Forza Italia, ma avrebbero richiesto anche un vero coinvolgimento delle opposizioni e del Parlamento, e decisioni chiare e nette. Il nuovo Dpcm – il secondo nel giro di 5 giorni, e probabilmente fra qualche giorno se ne renderà necessario un altro – è la riprova che il governo non è riuscito a programmare una risposta adeguata alla seconda ondata della pandemia, e che ha scelto ancora una volta di scaricare le responsabilità su enti locali e regioni. Per il trasporto pubblico non si è messo in campo alcun serio progetto di riorganizzazione; sulla scuola si sono persi mesi preziosi; le uniche cose che si riescono a tracciare sono le code ai drive in per i tamponi. Siamo agli ‘ultimatum’ a palestre e piscine, come se fosse questo il problema. La situazione richiede serietà: i cittadini siano più responsabili del governo e ne usciremo tutti insieme”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
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Conte,serve nuovo patto pubblico-privato
Per ripagare fiducia Ue
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19 ottobre 2020
12:09
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“L’Europa ha voltato pagina con un netto cambiamento di paradigma e la fiducia dell’Europa può essere ripagata con una fiducia reciproca tra di noi, con nuovo patto pubblico-privato”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte all’assemblea annuale dell’Ania.
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Scuola: Salvini, concorso è follia, fermatevi
60mila insegnanti sarebbero in giro per Italia
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19 ottobre 2020
12:11
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“Il governo parla di ‘coprifuoco’ e di chiusure di bar, ristoranti e palestre, ma organizza un concorso straordinario che farà uscire di scuola e girare per l’Italia oltre 60.000 insegnanti. Follia, fermatevi”. Lo dichiara il leader della Lega Matteo Salvini.
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Conte, serve ancora sostegno occupazione
Consapevoli che programmazione di impresa ha tempi lunghi
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19 ottobre 2020
12:29
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“Il Governo è cosciente che è ancora necessario garantire un forte sostegno all’occupazione in questa fase incerta” ben sapendo “che la programmazione di impresa richiede tempi lunghi e certezze”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte all’assemblea annuale dell’Ania.
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Pronto piano Cashback, due ‘superpremi’ l’anno da 1.500 euro
Minimo 50 transazioni per rimborsi. Avvio sperimentale a Natale
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19 ottobre 2020
12:38
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I rimborsi del Programma cashback arriveranno ogni sei mesi (a luglio 2021, gennaio 2022, luglio 2022) e ci saranno anche due super premi da 1.500 euro per i primi 100mila aderenti che totalizzeranno il maggior numero di transazioni digitali: lo prevede la bozza del decreto attuativo della misura per incentivare i pagamenti digitali. Per partecipare al programma serviranno minimo 50 transazioni a semestre e il rimborso potrà arrivare fino a 150 euro, su un tetto di spesa complessivo di 1.500 euro ogni sei mesi. Il rimborso del 10% sarà calcolato su massimo 150 euro a transazione, e le spese superiori concorreranno comunque fino a quella soglia. Prevista una misura anti-furbetti: “Sono vietati – si legge – i frazionamenti artificiosi dei pagamenti riferibili al medesimo acquisto presso lo stesso esercente”.
Il primo ‘cashback’ arriverà sulle spese di Natale già il prossimo febbraio, e potrà valere fino a 150 euro. Il mese di dicembre è infatti indicato come “fase sperimentale”: per accedere al rimborso del 10% (su un tetto di spesa complessiva di 1.500 euro) serviranno almeno dieci transazioni con le carte, con gli stessi limiti di spesa che si applicheranno a regime. Il denaro sarà accreditato sul conto corrente a febbraio 2021.
Per partecipare bisognerà essere maggiorenni.
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Ania: Farina, vogliamo contribuire a rilancio Paese
Essere al fianco delle Istituzioni e delle imprese
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19 ottobre 2020
14:19
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“La sfida più grande inizia ora con il contributo che possiamo offrire al rilancio della nostra economia. Siamo un settore con un peso rilevante nel Paese e possiamo essere parte fondamentale per il piano di ripresa dell’Italia”. Lo ha detto la Presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, all’Assemblea annuale dell’associazione, aggiungendo: “vogliamo essere al fianco delle Istituzioni e di tutte le forze produttive e sociali per dare il nostro contributo attraverso gli assi portanti della nostra mission e porre solide basi per lo sviluppo di una economia sostenibile”. Ma la Presidente dell’Ania ha anche sottolineato che non vanno concessi finanziamenti a pioggia. “Riteniamo necessarie decisioni di concreto sostegno al sistema produttivo, all’occupazione e al variegato mondo dei lavoratori autonomi. Nessun favore, nessuno sconto, niente finanziamenti a pioggia ma misure che garantiscano risorse adeguate all’emergenza, che rivedano il pesante regime fiscale, abbattano le infinite barriere della burocrazia, mettano a disposizione una rete efficiente e moderna di infrastrutture”, ha spiegato Farina.
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Ania: Patuanelli,14,2 mln di case in aree a rischio sisma alto
Uso assicurazione per calamità naturali ancora troppo scarso
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19 ottobre 2020
14:27
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“Il rischio per il patrimonio abitativo italiano è enorme, 14,2 milioni di abitazioni sono in aeree a rischio sismico elevato o molto elevato, 7,4 milioni in aree a rischio medio, su un totale di 34,7 milioni di abitazioni del valore di circa 5.400 miliardi di euro”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, nel suo intervento all’Assemblea dell’Ania, spiegando che “il rischio per le famiglie italiane è amplificato dalla concentrazione della loro ricchezza nel possesso di abitazioni e dal fatto che il 70% delle famiglie sono proprietarie della casa in cui vivono”. Ma “a fronte di questi dati, l’utilizzo dello strumento assicurativo è ancora troppo scarso, tanto che le polizze per i danni da calamità naturali tutelano ad oggi solamente il 3% delle abitazioni”, ha sottolineato il ministro. Nel suo intervento Patuanelli ha anche sottolineato che “l’emergenza sanitaria ed economica è stata un fenomeno inaspettato di portata mondiale, che ha investito anche il nostro paese e in questo frangente l’Italia ha dato prova di grande capacità di resilienza in molti ambiti, incluso ovviamente quello assicurativo”.
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Roma: Calenda, primarie sono scontro fra truppe cammellate
A ultimi gazebo per Roma hanno votato in 40mila
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ROMA
19 ottobre 2020
14:34
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“Alle ultime primarie per Roma hanno votato in 40.000. Se le primarie si fanno con numeri bassi diventano solo uno scontro tra truppe cammellate. Ne discuterò con loro, per carità, ma è un discorso un po’ privo di senso.
Gentiloni e Sassoli che ora vogliono come candidati, furono bocciati dalle primarie in cui sostennero Marino che poi il Pd ha levato. Capite?”. Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, a L’Aria che tira su La7 a proposito delle richieste del centrosinistra di sottoporre la propria candidatura alle primarie di coalizione.
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Mes: Meloni, Conte ci dà finalmente ragione
Ora speriamo che Pd e stampa allineata si mettano anima in pace
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19 ottobre 2020
14:37
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“Conte ci dà finalmente ragione: il Mes non è un regalo, il presunto risparmio è assai risibile e se decidessimo di prendere i prestiti del Mes i mercati ci vedrebbero come appestati. Ora speriamo che Zingaretti, Gualtieri e la stampa allineata che da tempo conducono una campagna ideologica pro Mes si mettano l’anima in pace”.
È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
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Mes:M5s,Conte ha ragione,noi restiamo contrari
Trasformare Recovery in strumento permanente
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19 ottobre 2020
15:19
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“Non possiamo che condividere le parole espresse ieri dal presidente Conte in merito all’ipotesi di attivazione del fondo Salva-Stati”. Lo dichiarano in una nota i deputati e le deputate del MoVimento 5 Stelle in commissione Politiche Ue, sottolineando di condividere la proposta di “trasformare, così come suggerito dalla presidente Lagarde, il Recovery Fund in uno strumento permanente”.
“Il MoVimento 5 Stelle è il perno di questa legislatura e rimaniamo contrari all’utilizzo di questo strumento per motivi oggettivi e concreti”, proseguono.
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Covid: nel testo dpcm via la parola ‘sindaci’ slle restrizioni anti-movida
Boccia: ‘La norma è stata smussata ma i sindaci decidono’. Decaro: ‘Norma sui sindaci è una scorrettezza istituzionale’
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19 ottobre 2020
12:07
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Nel testo finale del dpcm scompare la parola sindaci per le restrizioni anti-movida. All’art.1 del decreto si legge che “delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico dopo le 21”. “La norma – ammette il ministro degli Affari Regionali Francesxco Boccia a Rainews24 – è stata smussata. Detto questo, se c’è un quartiere da chiudere lo decidono i sindaci , i sindaci sanno che lo Stato è al loro fianco 24 ore su 24, dobbiamo tornare alla collaborazione massima”. “Il Governo non scarica responsabilità su sindaci”, ha aggiunto Boccia
“Il governo ha voluto scaricare la responsabilità del coprifuoco sui sindaci: non è possibile che siano i sindaci a chiudere le piazze e le vie della movida. I sindaci non possono controllare, per questo abbiamo preteso che sparisse dal testo del Dpcm la parola sindaco”. Lo ha detto Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Anci, parlando a Radio Capital. “Non ci piacciono le ordinanze-spot: se non possono esserci controlli, la norma è priva di senso. È stata commessa una scorrettezza istituzionale, non parteciperemo più a riunioni di regia perché tanto la presenza dei sindaci è inutile. Si incontrano i ministri con i presidenti di regione e decidono in autonomia. Il governo decide senza tener conto delle esigenze locali”. ha aggiunto Decaro.”Abbiamo considerato una scorrettezza istituzionale approvare una norma di cui non si era discusso”, ribadisce Decaro a proposito del nuovo Dpcm. “I sindaci non si sottraggono alle responsabilità – ha detto Decaro – ma a noi è sembrato inserire quella norma nel decreto senza dire nulla ai sindaci un modo per scaricare la responsabilità del coprifuoco sui sindaci davanti all’opinione pubblica e devo dire l’effetto è arrivato perché da stamattina i cittadini ci chiedono quali sono le aree che dobbiamo chiudere”.
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“Nel testo definitivo è stato tolto il riferimento esplicito ai Sindaci che c’era nella bozza, citato da Conte in conferenza stampa. Ma non si dice a chi competerebbero quelle misure: se ai Sindaci, ai Prefetti, ai Presidenti di Regione. Né con quali mezzi si possano attuare”. Lo dice il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. “Per chiudere una piazza con cinque vie d’accesso – aggiunge Gori – servono almeno 10 agenti. Chi li ha? Poi però, dice il DPCM, bisogna consentire l’accesso agli esercizi commerciali e alle abitazioni. Come si controlla? E se la gente si sposta e si assembra nella via accanto? Inapplicabile”.
“Il Presidente del Consiglio ha annunciato che i Sindaci potranno adottare coprifuoco parziali, di vie e piazze, dalle 21. Conoscendo la sensibilità istituzionale del Presidente Conte e la coesione che deve caratterizzare questo difficilissimo periodo che vive la nostra Repubblica, non posso credere che si sia deliberatamente e dall’alto, senza consultare sul punto i sindaci d’Italia, scelto di scaricare su di noi una decisione non praticabile”. Lo dice il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. “L’effetto delle parole pronunciate dal Presidente del Consiglio davanti a milioni di italiane e italiani – aggiunge – sarà quello di lasciare ancora una volta i sindaci con il cerino in mano. Lo Stato sceglie, quindi, di puntare il dito per nascondere quello che non si è fatto, in tante parti del Paese, per rafforzare la rete territoriale di sanità pubblica. Provo amarezza, sconforto e delusione per uno Stato che non ha la sensibilità, la volontà e la lungimiranza di mettere al centro i suoi cittadini e chi li rappresenta, a mani nude, sul territorio, con poche risorse umane e spesso senza un euro. Dopo 9 mesi dallo scoppio della pandemia è un segno di debolezza e mancanza di lucidità dello Stato non riuscire a garantire il controllo del territorio e scaricarlo sui sindaci che spesso non hanno né personale, nè soldi, per pagare straordinari. Presidente Conte – chiede de Magistris – corregga il tiro, faccia il generale che sta vicino ai soldati che combattono sulla prima linea con pochi viveri e poche armi e che cercano, ogni giorno, di arginare epidemia sociale, economica e lavorativa e contenere l’avanzata del contagio criminale”.
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“Il nuovo Dpcm scarica sui sindaci la responsabilità del coprifuoco alle 21, una decisione che lascia perplessi anche perché, come sottolineato a più riprese negli scorsi mesi, esiste un problema relativo ai controlli. Esistono realtà del Sud senza neanche un vigile urbano”. Lo afferma, in una nota, il senatore di Italia Viva, Ernesto Magorno, sindaco di Diamante (Cosenza). “Come è possibile garantire – si domanda Magorno – un’adeguata copertura del territorio? I sindaci hanno sempre mostrato spirito di collaborazione nonostante non abbiano trovato ascolto nelle istituzioni che ora devono cambiare rotta perché non possiamo essere lasciati soli”.
“I sindaci sono sempre stati in prima linea e continueranno ad esserlo. Non ci tireremo indietro anche di fronte alle nuove responsabilità che il governo ha deciso di scaricare su di noi, ma tutto questo deve essere accompagnato da adeguate misure di ristoro economico per le attività a cui si impongono chiusure e di sostegno ai Comuni”. Così il sindaco di Ferrara e vicepresidente Anci Emilia-Romagna Alan Fabbri (Lega) commentando i contenuti del nuovo Dpcm. Sul fronte di aiuti e sostegno, aggiunge, “da parte del governo ci saremmo aspettati, da subito, un quadro dettagliato di risorse, azioni e interventi per aiutare categorie e attività su cui, anche questo Dpcm, impatterà in maniera fortemente negativa. Purtroppo così non è stato, al momento ci sono solo sterili promesse”. “Come Comune abbiamo cercato di fare la nostra parte – sottolinea Fabbri – e continueremo a farla. Penso, ad esempio, al bando da 1,7 milioni di euro a fondo perduto per le piccole imprese danneggiate dal lockdown”. Il sindaco aggiunge che prosegue il lavoro di ‘Ferrara rinasce’, progetto messo in campo per la ripartenza.
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Dpcm: Deiana (Anci Sardegna), delega a sindaci è una idiozia
“Se un Governo decide il coprifuoco lo fa e basta”
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CAGLIARI
19 ottobre 2020
11:39
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Chi decide se disporre la chiusura dopo le 21 di strade e piazze dei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento? Dalla versione finale del Dpcm è sparita la parola “sindaci”, e adesso il dubbio attanaglia anche i primi cittadini sardi. Scrive su Facebook il presidente dell’Anci Sardegna Emiliano Deiana: “Alla fine hanno tolto la ‘cosa’ dei sindaci e l’hanno sostituita con un ‘non si sa chi’: Prefetto, Questore, Comitato ordine pubblico”. Come al solito, denuncia Deiana, “la lettura del testo definitivo dei Dpcm consente di farsi un’opinione certa su almeno una questione: scrivono in un italiano raffazzonato, borioso e approssimativo. Alla quarta riga ho abbandonato avendo chiaro che le leggi non le possono scrivere Casalino e Spadafora”.
Il presidente regionale dell’Anci aveva già espresso tutte le sue perplessità sulla delega ai sindaci: “Se un Governo decide di attuare il coprifuoco lo fa, la delega ai sindaci non è solo uno scaricabarile, ma proprio un’idiozia”. Infatti, “se un sindaco chiude e l’altro lascia aperto cosa pensate che avvenga sul territorio? Che le persone si mettono in macchina e migrano da un posto all’altro”. E infine: “Se chiude il Governo il controllo dell’esecuzione delle misure è demandato a polizia e carabinieri, ma se chiude un sindaco, specie in città medio-piccole e con gli organici dei vigili risotti all’osso, chi controlla?”
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Rapporto Auditel-Censis: 3,5 milioni di famiglie sono senza internet
In Italia il distanziamento è tra chi ha le risorse e chi non può permettersi strumenti digitali
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19 ottobre 2020
12:25
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In Italia il vero distanziamento sociale è tra chi è dentro la comunità e chi è privo della capacità di spesa necessaria per acquisire beni divenuti essenziali tra cui, durante l’epidemia sanitaria, hanno acquistato peso tutti i device tecnologici. E’ quanto emerge dal terzo rapporto Auditel-Censis presentato al Senato. Nel 2019 sono quasi tre milioni e mezzo le famiglie italiane che non dispongono di collegamento ad internet e che quindi sono state impossibilitate a svolgere qualsiasi tipo di attività on line; ma sono solo 300.000 le famiglie in cui c’è almeno un occupato o uno studente che risultano prive del collegamento.
Nel 2019, a fronte di una media Italia del 55,0% di famiglie che dispongono della banda larga su rete fissa, questa è presente nel 77% delle famiglie che si collocano nella fascia alta e medio-alta e solo nel 19,8% di quelle con livello socio-economico basso; Sono quasi 6 milioni le famiglie che si collegano al web solo con smartphone e, conseguentemente, non possono garantire la qualità delle loro prestazioni a distanza: nel 76,9% delle famiglie di livello socioeconomico basso non è presente in casa neppure un pc fisso o portatile o un tablet collegato a internet, quota che è del 10,2% tra quelle di livello socio-economico alto.
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Ruby: legittimo impedimento motivi salute Berlusconi
Tribunale Milano concede rinvio a difesa, si va al 16/11
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MILANO
19 ottobre 2020
12:19
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Il tribunale di Milano ha accolto la richiesta della difesa di Silvio Berlusconi, tra gli imputati per il caso Ruby ter, di rinvio del processo per legittimo impedimento dovuto a motivi di salute, e ha aggiornato l’udienza al prossimo 16 novembre nell’aula della Fiera al Portello.
L’avvocato dell’ex premier, Federico Cecconi, ha presentato documentazione medica per attestare che le condizioni di salute del Cavaliere, oramai 84enne, non consentono ancora la ripresa della vita ordinaria e quindi anche di recarsi al Palazzo di Giustizia. Il leader di Forza Italia, tra l’altro, di recente è guarito dal Covid.
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Appendino, chiusura non può essere onere sindaci
Sindaca Torino, serve confronto immediato col governo
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TORINO
19 ottobre 2020
13:19
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L’onere di chiudere al pubblico strade e piazze “deve essere concertato da tutte le Istituzioni territoriali, con ampie competenze in termini di sicurezza e controllo. Non può in alcun modo essere in capo alle singole Amministrazioni”. Lo sostiene la sindaca di Torino, Chiara Appendino, che annuncia l’intenzione di confrontarsi “domani stesso col governo in sede di Cosp”. “La Polizia Municipale non sarebbe in grado di aggiungere ai già numerosissimi compiti anche un controllo così capillare degli spazi pubblici, peraltro in un momento delicato come quello che stiamo vivendo”.
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Conte: Manovra per ridare fiducia. Risorse a sanità, trasporti e scuola
Catalfo: ‘Non c’è alcuna nuova tassa’. Arrivano 4,6 miliardi per l’equità tra Regioni con ddl Autonomie
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19 ottobre 2020
18:02
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La manovra “ha due obiettivi, sostegno e rilancio dell’economia, abbiamo elaborato un progetto che guarda a restituire fiducia e sviluppo al paese”. Così il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi per illustrare i contenuti della manovra. Ci sono – ha evidenziato – “risorse significative per rafforzare la sanità, rafforzare il trasporto scolastico, dare sostegno ai settori più colpiti, per un nuovo ciclo di cassa integrazione, e per misure di sostegno per favorire la liquidità delle imprese”.Riforma fiscale: “Abbiamo posto un primo e significativo tassello per la riforma organica del nostro sistema fiscale. Abbiamo messo in campo 5-6 miliardi per varare già, da metà dell’anno, l’assegno unico”.
Per il fisco, ha spiegato, “non vogliamo aggiustamenti marginali, ma una organica riforma dell’intero sistema fiscale e tributario, ci lavoreremo da subito e ci affideremo per i prossimi mesi a una legge delega per rivedere il sistema della riscossione, ridefinire il contenzioso tributario, riformare il processo tributario e anche per quel che riguarda l’Irpef e la riforma delle aliquote”. “Stanziamo ben 8 miliardi inserendoli in un fondo dedicato cui aggiungeremo risorse dalla lotta all’evasione e dal recupero dell’economia sommersa”. L’obiettivo è “una revisione integrale dell’intero sistema per avere maggiore equità, trasparenza, efficienza e modernità, pagare tutti perché tutti possiamo pagare meno”.
Con la manovra “non introduciamo alcuna nuova tassa. Al contrario finanziamo la messa a regime del taglio del cuneo fiscale entrato in vigore lo scorso luglio e che prevede un aumento in busta paga fino a 100 euro per i redditi fino a 40mila euro”. Lo afferma la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, parlando in un post su Facebook della misure della legge di bilancio, con la quale, spiega il governo garantisce “un forte impulso alla ripresa economica del nostro Paese già avviata nei mesi scorsi, potenziando al contempo le misure di protezione sociale necessarie per affrontare in sicurezza l’attuale fase di recrudescenza del virus”.
VIA LIBERA ALLA MANOVRA DA 40 MIIARDI, LE MISURE
Con la legge di bilancio, spiega, “investiamo innanzitutto nei giovani. Dal prossimo anno, infatti, scatta la decontribuzione al 100% per tre anni per le aziende che assumono lavoratori under 35. Allo stesso tempo, espandiamo gli aiuti per le famiglie con l’introduzione, da luglio del 2021, dell’assegno unico per i figli.
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Non solo. Favoriamo ulteriormente l’occupazione agevolando i meccanismi di uscita dei lavoratori più anziani mediante soprattutto la proroga di Opzione donna, il rinnovo di Ape Sociale e l’ampliamento della platea del contratto di espansione attraverso la riduzione dei criteri dimensionali di accesso per le imprese (da 1.000 a 500 dipendenti)”.
Con quasi sei miliardi, viene assicurata “un’ulteriore spinta al mercato del lavoro nel Sud Italia. Grazie a queste risorse, infatti, mettiamo a regime la fiscalità di vantaggio per le imprese del Mezzogiorno, che possono così continuare a godere di uno sgravio del 30% dei contributi per tutti i loro dipendenti e per i nuovi assunti. Infine, rafforziamo la rete di protezione per i settori che stanno maggiormente risentendo dell’impatto economico del Coronavirus (come ad esempio il turismo e la ristorazione). Quattro miliardi verranno destinati a un Fondo per il sostegno di queste attività, mentre con altri cinque miliardi finanziamo la proroga della Cassa integrazione Covid per le aziende che faticano a ripartire”, conclude.
Circa 4,6 miliardi da destinare a un fondo di perequazione infrastrutturale. E’ quanto prevede la prossima legge di Bilancio per procedere con la legge per l’Autonomia differenziata. Inizialmente il ministro Francesco Boccia aveva previsto le risorse all’interno del ddl, che era pronto per essere presentato ma è stato poi bloccato dall’emergenza Covid. Ora le risorse sono state incluse nelle tabelle della manovra e, viene spiegato, saranno a disposizione del Mezzogiorno, delle aree interne e delle aree di montagna non appena sarà approvata la legge sull’autonomia. VAI ALL’ECONOMIA
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