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Cinema, torna l’obbligo in sala prima di streaming, ma è polemica
Franceschini firma decreto finestre. Anec, inaccettabile
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01 maggio 2021
21:18
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Il ministro della cultura, Franceschini, ha firmato il nuovo ‘decreto finestre’ che reintroduce l’obbligo di uscita in sala per i film che ricevono contributi dallo Stato. Ora i film potranno approdare sulle piattaforme streaming e in televisione dopo trenta giorni dalla prima proiezione al cinema.
“In questa fase di ripartenza – dice Franceschini – è fondamentale sostenere le sale cinematografiche e allo stesso tempo riequilibrare le regole per evitare che il cinema italiano sia penalizzato rispetto a quello internazionale”.
Nello specifico sino al 31 dicembre 2021 i film potranno essere distribuiti in piattaforma dopo 30 giorni dall’uscita in sala. Per un’ordinata riprogrammazione delle attività, il decreto prevede inoltre la validità degli accordi che gli operatori hanno siglato con le piattaforme prima del 2 maggio 2021 ossia nel periodo in cui a causa della chiusura delle sale è stato temporaneamente sospeso l’obbligo di uscita in sala come precondizione per la distribuzione in piattaforma.
Ma il provvedimento viene contestato dall’Anec, l’associazione degli esercenti, che lo ritiente “inaccettabile”. Un provvedimento, spiega il presidente Mario Lorini, “che intende porre un equilibrio fra i film italiani e quelli internazionali, dimenticando però che in sala sono pianificati, per i primi mesi e salvo occasionali eccezioni, solo film di produzione straniera- denunciano gli esercenti – mentre i titoli nazionali, sostenuti con ingenti investimenti del Ministero, si concentrano con l’uscita in sala in pochi mesi l’anno. Se di riequilibrio si deve parlare, allora da giugno che il Ministro proceda con provvedimenti per portare in sala i film italiani, così come pianificato con quelli internazionali”. CINEMA
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Di Maio, ‘la musica è libertà, no a forme di censura’
Fedez ha grande talento, artisti si devono esibire liberamente
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02 maggio 2021
11:36
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“La musica è libertà, trasmette emozioni e ci aiuta a comprendere, analizzare, maturare. Penso che il rispetto sia la cosa più importante e stia alla base di tutto, significa saper accettare le critiche e le idee diverse dalle nostre.
E un Paese democratico non può accettare alcuna forma di censura”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che aggiunge: “Conosco Fedez da tempo, oltre ad essere un cantante di grande talento è una persona che in tutto quello che fa ci mette sempre il cuore”. “Ogni artista – aggiunge – deve avere la possibilità di esibirsi liberamente, esprimendo le proprie idee”.
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Figliuolo, dopo over 65 si può aprire a tutte le categorie
Dobbiamo premere sulle classi over 60, media ancora bassa
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02 maggio 2021
11:37
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“Dobbiamo premere sulle classi over 60 – per le quali la media di somministrazioni è ancora bassa – e il piano va seguito in maniera ordinata e coerente. Quando avremo messo in sicurezza gli over 65 si può aprire a tutte le classi di età.
Si vada a vaccinare poi classi produttive, penso al settore alberghiero”. Cosi il commissario per l’emergenza, Francesco Figliuolo, alla sua visita nell’hub di Porta di Roma.
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Fedez: Chiara Ferragni, sono super fiera
Storia su Instagram dell’imprenditrice digitale e moglie del rapper
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02 maggio 2021
13:03
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”Devo dire che sono super fiera di Fedez, non potrei essere più fiera di così”. A dirlo in una storia su Instagram è Chiara Ferragni, imprenditrice digitale e moglie di Fedez.
”Avere il coraggio di andare contro tutto e contro tutti per dire quello che si pensa non è cosa da poco”, dice ancora Ferragni.
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Fedez: Da Letta a Di Maio le prese di posizione per il ddl Zan. Salvini: ‘Polemica interna alla sinistra’
Il ministro degli Esteri: ‘Un Paese democratico non può ammettere censura’. Leader del Pd: ‘La Rai chieda scusa’
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02 maggio 2021
19:57
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Dal segretario del Pd Enrico Letta alla sindaca di Roma Virginia Raggi al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Sono molte le prese di posizione sulla polemica innescata dall’accusa di censura alla Rai da parte di Fedez che ha postato sui social un colloquio telefonico con dirigenti in vista del suo monologo sul palco del primo maggio nel quale le sue parole venono definite “inopportune”.
In molti sottolineano la necessità di sbloccare il ddl Zan.
Una polemica tutta interna alla sinistra taglia corto Matteo Salvini.
“Fedez e Rai 3, polemica tutta interna alla sinistra. Artista di sinistra, “censori” di sinistra. Viva la musica e la libertà. Aspettiamo che qualcuno paghi e si dimetta. P.s. L’interlocutrice Rai registrata da Fedez era portavoce di Veltroni, sindaco Pd di Roma”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, su twitter, che poi rincara: “Il prossimo AD sia interno e meritevole, senza tessere, parentele o amicizie importanti e sponsor di sinistra”.
E anche i sindacati scendono in campo: “In Rai la liberta di espressione deve essere sacra”, sottolineano unitariamente i sindacati di settore Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil. “Non è mai ammissibile che un artista sia sottoposto a una verifica preventiva di quanto ha intenzione di dire da un palco, e ancora di meno, lo è se questo avviene in un programma del servizio pubblico pagato dal canone, per giunta in occasione del concerto del Primo Maggio organizzato da Cgil, Cisl e Uil”, dicono, sottolineando una “piena solidarietà a Fedez” e “massimo imbarazzo e condanna per come la dirigenza Rai ha esercitato il proprio ruolo”.
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“Ci aspettiamo parole chiare dalla Rai – attacca Enrico Letta – di scuse e di chiarimento. Poi voglio ringraziare Fedez, le sue parole forti che condividiamo in pieno, rendono possibile rompere un taboo, cioè che non si può parlare di diritti perchè siamo in pandemia. Occuparsi di pandemia non vuol dire che non si possono fare battaglie per i diritti, ius soli, come ddl Zan”.
“Fedez è stato un grande e ha ragione. Bisogna ripartire dal lavoro, dal sostegno a chi è rimasto indietro e dai diritti di tutti”. Così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, su Twitter commenta l’intervento del cantante ieri al Concertone del Primo Maggio.
“La musica è libertà, trasmette emozioni e ci aiuta a comprendere, analizzare, maturare. Penso che il rispetto sia la cosa più importante e stia alla base di tutto, significa saper accettare le critiche e le idee diverse dalle nostre. E un Paese democratico non può accettare alcuna forma di censura”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che aggiunge: “Conosco Fedez da tempo, oltre ad essere un cantante di grande talento è una persona che in tutto quello che fa ci mette sempre il cuore”. “Ogni artista – aggiunge – deve avere la possibilità di esibirsi liberamente, esprimendo le proprie idee”.
“La musica è libertà, trasmette emozioni e ci aiuta a comprendere, analizzare, maturare. Penso che il rispetto sia la cosa più importante e stia alla base di tutto, significa saper accettare le critiche e le idee diverse dalle nostre. E un Paese democratico non può accettare alcuna forma di censura”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che aggiunge: “Conosco Fedez da tempo, oltre ad essere un cantante di grande talento è una persona che in tutto quello che fa ci mette sempre il cuore”. “Ogni artista – aggiunge – deve avere la possibilità di esibirsi liberamente, esprimendo le proprie idee”.
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“Io sto con Fedez. Nessuna censura”. Così l’ex premier Giuseppe Conte su twitter.
“Comprendo l’imbarazzo dei vertici Rai nel rapportarsi con un artista come Fedez ma non prendiamoci in giro perché in ogni ambito della dirigenza pubblica italiana c’è un concreto gap generazionale. E non parlo soltanto di età anagrafica ma di mentalità. Auspico le dimissioni degli interessati ma soprattutto sollecito la politica nel rivedere le priorità per le nomine perché non possiamo continuare così. Le persone sono stanche e hanno ragione. Se ancora oggi dobbiamo ribadire l’ovvio come: ‘la censura è sbagliata’, ‘estendere diritti non limita nessuno’ ecc ecc… significa che ancora troppe persone inadatte ricoprono ruoli apicali”. Lo scrive su Facebook la ministra per le Politiche Giovanili, Fabiana Dadone.
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Saluti romani per commemorazione Mussolini al lago di Como
Cerimonie a Dongo e a Giulino di Mezzegra, Anpi protesta
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COMO
02 maggio 2021
13:10
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Da una parte della piazza una settantina di nostalgici fascisti in abbigliamento nero, dall’altra alcune centinaia di manifestanti dell’Anpi e dei sindacati. Si è svolta così, tra saluti romani da una parte, “Bella ciao” e slogan dall’altra questa mattina in piazza Paracchini a Dongo, la commemorazione dei gerarchi fascisti fucilati il 28 aprile del 1945, una cerimonia organizzata dall’associazione Mario Nicollini di Como, autorizzata da Questura e Prefettura e contro la quale si sono alzate molte voci da parte dell’Anpi, dei sindacati e di politici di sinistra.
Al di là del clima piuttosto, teso, tuttavia, non ci sono stati incidenti. Più tardi, a Giulino di Mezzegra, più di cento nostalgici hanno invece ricordato Benito Mussolini e Claretta Petacci nel luogo in cui la storiografia ufficiale colloca la loro fucilazione: il cancello di Villa Belmonte.
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Covid: controlli 1 maggio, 2mila sanzioni, 177 denunce
Bilancio di ieri, anche 43 multe a titolari attività commerciali
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02 maggio 2021
13:40
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Sono state 93.096 le persone controllate il primo maggio dalle forze dell’ordine: 1.965 sono state sanzionate, quasi il doppio del giorno prima e 177 denunciate (il 30 aprile erano state 30). E’ quanto rende noto il Viminale.
Le verifiche anti covid hanno riguardato anche 12.960 attività ed esercizi commerciali: 90 titolari sono stati sanzionati, 39 le chiusure.
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Polemica su Pio e Amedeo. Comunità ebraica Roma: ‘Da loro troppa superficialità’
Salvini li cita per replicare su Fedez: ‘Se libertà esiste esiste per tutti’
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02 maggio 2021
15:31
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“Penso semplicemente che abbiano voluto affrontare un tema importante con eccessiva superficialità dicendo che basta ridere in faccia a chi ti insulta”. Questo è uno dei passaggi con cui la presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, ha commentato su Facebook le polemiche nate dopo l’esibizione di Pio e Amedeo in cui hanno lanciato un’invettiva contro il “politically correct”.
“Non so se il termine ironia sia il più corretto, la mia idea è che si possa ridere su tutto, ma con il limite del buon senso e della coscienza del valore delle parole – scrive la presidente -.
Nella tradizione ebraica il mondo viene costruito con la parola e attraverso le parole possiamo distruggerlo. Non è vero che il problema sia l’intenzione che si mette, il tema sono le parole per il significato che assumono e per ciò che contribuiscono a creare nell’ambiente in cui viviamo. Si può scherzare su tutto? Certo, lo hanno fatto comici veri e di livello, consapevoli dell’importanza della parola e degli effetti che ha prodotto nella storia. Sdoganare l’aggettivo ebreo con il significato di tirchio per esempio, può sembrare rivoluzionario solo agli ignoranti che non conoscono le cose. Non conoscono la ragione storica su come nasca un pregiudizio e di come la somma di questi pregiudizi, espressi attraverso le parole, abbia creato le condizioni affinché per esempio nel novecento, milioni di persone volgessero lo sguardo altrove, mentre altri come noi venivano sistematicamente sterminati”.
“Le parole”, continua Dureghello, “sono il preludio della violenza”. “Questa è la difesa della libertà di tutti, non razzismo al contrario o difesa di alcune minoranze – sottolinea -. Anche quella di un bambino del sud che si trasferisce al nord e non deve accettare gli insulti contro i meridionali solo perché così lo hanno deciso Pio e Amedeo”. “Chi difende la licenza a insultare – conclude – non difende la libertà d’espressione, ne limita l’esercizio a chi è vittima della violenza”.
“Nell’ultima puntata della trasmissione ‘Felicissima sera’ su Canale 5, Pio e Amedeo ‘scherzano’ su ebrei, neri, omosessuali. Vorrebbero sdoganare un linguaggio pieno di pregiudizi svelando l’ipocrisia della maggioranza che censura le parole e non si occuperebbe dei fatti. In realtà, le parole sono già fatti. Le parole e il linguaggio sono pietre, che creano cultura, o meglio subcultura, e ripetute all’infinito diventano senso comune”. Lo dichiara in una nota Milena Santerini, coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, a proposito dell’intervento dei due comici. “In questo caso, additano “gli ebrei” come fossero tutti uguali, un’intera categoria di “avari”: il primo passo per spogliare le persone della loro individualità e esporle al pregiudizio. Soprattutto, ricalcano i vecchi schemi delle offese antisemite, dimenticando o ignorando che proprio attraverso questi insulti che non fanno ridere si riesce a colpire le persone in quanto tali. Amedeo non mostra coraggio opponendosi al politically correct, ma dà voce all’ignoranza e la rabbia di chi si nasconde dietro luoghi comuni dimenticando quanto parole banali, stereotipate e offensive creino una realtà di discriminazione. Discriminazione che divide “noi” da “loro” e che porta e ha portato, quella sì, sicuramente alla violenza nei “fatti””, conclude.
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Le critiche ai due comici sono state tirate in ballo anche da Matteo Salvini nel commentare le parole di Fedez dal palco del concerto del Primo Maggio. “Litigare non serve: è un momento drammatico per tante famiglie, io cerco di costruire. Se tu volessi invitare Fedez io sono a disposizione per vederci. Le frasi che ho sentito sono disgustose: chi augura la morte a chiunque va curato. Io stesso ricevo minacce. Poi chi aggredisce un omosessuale, un nero rischia già 16 anni di galera. Non mi spiego censura a Pio e Amedeo, se libertà esiste esiste per tutti”, ha detto il leader della Lega a Domenica Live.
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Giornata della libertà di stampa, Italia ultima in Europa
Fnsi invia il dossier a Fico. Manifestazione a Trento
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TRENTO
02 maggio 2021
18:51
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Dal poco invidiabile 41/o posto, ultima in classifica in Europa, e con circa 20 giornalisti sotto scorta, l’Italia si prepara a celebrare la Giornata internazionale sulla libertà di stampa, istituita nel 1993 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite. Secondo l’ultimo rapporto di Reporter senza frontiere, in oltre 130 Paesi nel mondo l’esercizio del giornalismo “vaccino principale” contro la disinformazione è “totalmente o parzialmente bloccato”.
“Domani porteremo al presidente della Camera Roberto Fico il dossier sui giornalisti intercettati dalla Procura di Trapani, sui cronisti minacciati, sulle querele bavaglio e sull’equo compenso degli ultimi, perché non è possibile che ci siano giornalisti che guadagnano cinque euro lavorando in contesti di pericolo e precarietà”, ha detto il presidente della Federazione Nazionale della stampa Beppe Giulietti oggi a Trento per una manifestazione organizzata con Comune, Assostampa del Trentino Alto Adige e del Veneto, Articolo 21 e associazione Supolka.
All’incontro con il presidente Fico parteciperà anche il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. “Chiederemo alle istituzioni e alle forze politiche che, assieme alla solidarietà, si dia approvazione alle norme ferme da vent’anni, perché chi colpisce i cronisti colpisce il diritto dei cittadini di essere informati”, ha sottolineato il presidente Fnsi.
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La manifestazione di Trento è stata dedicata ai dodici giornalisti bielorussi incarcerati per aver raccontato le proteste contro il presidente Aljaksandr Lukasenka. La giornata è iniziata con un flashmob in via Belenzani, dove sono state esposte le foto dei dodici giornalisti bielorussi arrestati. Tra gli interventi quello di Ekaterina Ziuziuk, presidente dell’Associazione bielorussi in Italia e di Articolo 21 Trentino Alto Adige, e quello del freelance italiano Claudio Locatelli, arrestato a Minsk.
Iniziative sulla libertà di stampa ed informazione si sono svolte anche in altre città italiane, come Milano, dove il collettivo artistico PXLs ha realizzato un’opera “calpestabile” con 75.000 pagine di giornale che rivestono il pavimento della Stazione Centrale: “Non è una provocazione – spiega Blu-PXLs, portavoce del collettivo – ma un invito a riflettere su quello che leggiamo e su come le informazioni ci raggiungono, in modo sempre più pervasivo. Nessun lettore di giornale si domanda abitualmente dove stia la verità. Anche quando le notizie, come questa nostra opera, vengono manipolate, ignorate o calpestate”.
Su Orizzontescuola il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani sottolinea “con forza l’altissimo valore civile di una giornata così significativa”.
La richiesta ai docenti della scuola secondaria italiana – attraverso la seconda edizione del progetto #Inchiostrolibero – è guidare gli studenti nella realizzazione di un breve video per ricordare Giancarlo Siani, Ilaria Alpi, Antonio Megalizzi e Daphne Caruana Galizia.
Il Movimento Mezzopieno, inoltre, invita i professionisti dell’informazione a pubblicare e dare risalto a notizie, approfondimenti, reportage e storie costruttive, cioè che, come prevede la stessa deontologia, siano scevre da sensazionalismi, polemiche, fake news e che sappiano aiutare il lettore a comprendere la realtà e portare consapevolezza e fiducia nel mondo e negli esseri umani.
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Bonomi: Draghi sa cosa va fatto, il nodo è la politica
Se discussioni-mediazioni su tutto, Paese avrà grandi difficoltà
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02 maggio 2021
18:00
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“Con il Presidente del Consiglio abbiamo un ottima interlocuzione”, Mario Draghi “ha ben presente cosa va fatto”, dice il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che avverte: “Qui c’è un nodo politico, non dobbiamo nasconderci: se i partiti hanno ben presente cosa deve essere fatto e la delega che danno al Presidente del Consiglio.
Perché se su ogni argomento è una discussione e una mediazione questo paese avrà grandi difficoltà”, dice il leader degli industriali a Mezz’ora in Più su RaiTre “Credo che sia una compagine governativa molto eterogenea, quindi con posizioni completamente diverse.
Però noi non possiamo permetterci di perdere tempo . Noi dobbiamo avere un Presidente del Consiglio che possa operare”, dcie il leader degli industriali. E Mario Draghi – sottolinea Carlo Bonomi – “ha ben chiaro dove andare”. Come sul Pnrr: “Le pagine di presentazione del Presidente del Consiglio danno finalmente una visione del Paese, è quello che noi chiedevamo da tempo: una visione ben chiara. Bisogna realizzarla con una partnership pubblico-privato. Noi ci siamo, siamo a disposizione del Paese.
Possiamo dare un buon contributo e cerchiamo di darlo”, garantisce il presidente di Confindustria.
Si può lavorare con una partnership che parta “dal mettersi ad un tavolo a disegnare le riforme. P.a, Giustizia, Fisco….
Ne abbiamo parecchie da fare.
Il tema è “Come lavoriamo insieme per il bene del Paese.
Questa è la sfida che abbiamo di fronte”. ECONOMIA
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Ministro Francia paragona ex-BR ai terroristi Bataclan
Dupond-Moretti:’Se uno di loro avesse vissuto 40 anni in Italia?
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PARIGI
02 maggio 2021
16:00
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Il ministro della Giustizia francese, Eric Dupond-Moretti, ha paragonato oggi gli ex terroristi italiani per i quali comincerà la procedura di estradizione, ai jihadisti del massacro del Bataclan.
Rispondendo a una domanda di RTL sulla difesa della dottrina Mitterrand da parte del leader dell’estrema sinistra Jean-Luc Melenchon, Dupond-Moretti ha detto: “Noi avremmo accettato che uno dei terroristi del Bataclan, ad esempio, se ne fosse andato a vivere 40 anni, tranquillamente, in Italia? Sì o no? Cosa dice il signor Melenchon? Questo è il vecchio gauchismo, con una moralità curiosa…”.
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Covid: Fvg, 24 positivi su 2.979 tamponi e test; 3 decessi
Ricoveri terapie intensive 34, in altri reparti 217
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TRIESTE
02 maggio 2021
15:44
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Oggi in Fvg su 2.280 tamponi molecolari sono stati rilevati 23 nuovi contagi con una percentuale di positività dell’1,01%. Sono inoltre 699 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali è stato rilevato un caso (0,14%).
I decessi registrati sono 3, i ricoveri nelle terapie intensive sono 34 mentre quelli in altri reparti risultano essere 217. Lo comunica il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.
I decessi complessivamente ammontano a 3.714, con la seguente suddivisione territoriale: 792 a Trieste, 1.972 a Udine, 663 a Pordenone e 287 a Gorizia. I totalmente guariti sono 88.961, i clinicamente guariti 5.455, mentre quelli in isolamento oggi scendono a 7.022.
Dall’inizio della pandemia in Fvg sono risultate positive complessivamente 105.403 persone con la seguente suddivisione territoriale: 20.691 a Trieste, 50.220 a Udine, 20.528 a Pordenone, 12.789 a Gorizia e 1.175 da fuori regione.
Nel dettaglio dei dati odierni sul Covid-19 in Fvg, nel settore delle residenze per anziani non sono stati rilevati casi di positività né tra le persone ospitate nelle strutture regionali né tra gli operatori chi vi lavorano. Sul fronte del Sistema sanitario regionale, nell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale si registra la positività al virus di un medico.
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Giornata della libertà di stampa: il Movimento Mezzopieno la celebra con l’informazione costruttiva
Approfondimenti e confronti attorno ai modelli e agli strumenti costruttivi messi in campo dal mondo dalle redazioni
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02 maggio 2021
18:44
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Il 3 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Libertà di Stampa, un’occasione per riflettere sull’importanza dei principi in difesa della libertà di parola e di informazione, del pluralismo e dell’indipendenza dei media.
Questi diritti sanciti dalla Costituzione Italiana e dalle principali democrazie di tutto il mondo, assumono un significato di particolare valore sociale e attribuiscono ai media un ruolo estremamente importante nella formazione dell’opinione pubblica, nella creazione della percezione della realtà e sulla qualità della vita dei lettori e della società intera.
In occasione della giornata mondiale per la libertà di stampa, il Movimento Mezzopieno, insieme a oltre 60 enti promotori, aderenti e patrocini, lancia la Giornata nazionale dell’informazione costruttiva per coinvolgere giornalisti di tutta Italia, redazioni e i media nazionali a diversi livelli in un momento di azione e sensibilizzazione sul giornalismo e sull’informazione a servizio della società. Il 3 maggio, i professionisti dell’informazione sono invitati a pubblicare e dare risalto a notizie, approfondimenti, reportage e storie costruttive, cioè che, come prevede la stessa deontologia della professione, siano scritte in modo incondizionato da sensazionalismi, polemiche, fake news e che sappiano aiutare il lettore a comprendere la realtà e portare consapevolezza e fiducia nel mondo e negli esseri umani.
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La Giornata è realizzata a livello nazionale e locale su quotidiani, periodici, radio, televisioni e social network, sulla carta stampata e on-line ed è aperta a tutti i giornalisti e ai professionisti dell’informazione e della comunicazione.
Ideata dal movimento Mezzopieno e da un gruppo di media promotori, la Giornata proporrà approfondimenti e confronti attorno ai modelli e agli strumenti costruttivi messi in campo dal mondo dell’informazione e vedrà coinvolti 40 partecipanti in un evento pubblico online, lunedì 3 maggio, dalle 10 alle 16, sulla pagina Facebook del Movimento Mezzopieno.
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Nuova bufera sul Csm, Palamara ‘per ora sono solo spettatore’
Vicenda dimostra che sul suo caso c’è “mistificazione dei fatti”
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02 maggio 2021
18:45
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“In questo momento preferisco essere spettatore, almeno in questi primi giorni”: così l’ex pm romano Luca Palamara, intervenendo a Radio Radicale alla trasmissione dibattito sulla giustizia in occasione dei 91 anni di Marco Pannnella – il leader radicale scomparso nel 2016 – ha risposto a una domanda sulla nuova bufera che agita il Csm.
Per Palamara, comunque, la vicenda dimostra come la stampa sul suo caso “più che un racconto” ha compiuto “una mistificazione dei fatti”.
L’ex pm ha detto di aver accolto l’invito dei radicali “a partecipare” alla loro Commissione giustizia per raccontare “i meccanismi delle nomine” del Csm.
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Orlando, situazione crisi è grave, misure saranno mirate
Anche su pressione fisco e costo lavoro per settori più colpiti
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
02 maggio 2021
17:02
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Sul fronte della crisi innescata dalla pandemia e del suo impatto sull’occupazione la situazione “è grave. E’ grave perchè ci sono settori fortemente colpiti: penso al commercio, penso al turismo e lì dobbiamo concentrare la nostra attenzione”, dice il ministro Andrea Orlando, ospite di Mezz’ora in Più su RaiTre.
Poi ci sono, aggiunge, “nicchie che hanno avuto colpi fortissimi dentro settori che apparentemente vanno bene, per esempio la ristorazione nel settore alimentare”.
Così l’aziende del Governo, per le misure da mettere in campo, punta a “distinguere come nei diversi settori e nei diversi territori” la crisi ha colpito.
La gradualità nelle riaperture, i vaccini, i ristori: “è la via giusta su cui proseguire. E dobbiamo anche aiutare chi riparte oggi – aggiunge il ministro – ad avere, soprattutto in quei settori così colpiti, meno pressione fiscale, meno costo del lavoro. In quei settori. Non dobbiamo ridurre il costo del lavoro indistintamente: se dobbiamo dare una mano diamola a quei settori che hanno pagato un prezzo più alto”.
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Bonomi: Draghi sa cosa va fatto, il nodo è la politica
Se discussioni-mediazioni su tutto, Paese avrà grandi difficoltà
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02 maggio 2021
18:00
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“Con il Presidente del Consiglio abbiamo un ottima interlocuzione”, Mario Draghi “ha ben presente cosa va fatto”, dice il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che avverte: “Qui c’è un nodo politico, non dobbiamo nasconderci: se i partiti hanno ben presente cosa deve essere fatto e la delega che danno al Presidente del Consiglio.
Perché se su ogni argomento è una discussione e una mediazione questo paese avrà grandi difficoltà”, dice il leader degli industriali a Mezz’ora in Più su RaiTre “Credo che sia una compagine governativa molto etereogena, quindi con posizioni completamente diverse.
Però noi non possiamo permetterci di perdere tempo . Noi dobbiamo avere un Presidente del Consiglio che possa operare”, dcie il leader degli industriali. E Mario Draghi – sottolinea Carlo Bonomi – “ha ben chiaro dove andare”. Come sul Pnrr: “Le pagine di presentazione del Presidente del Consiglio danno finalmente una visione del Paese, è quello che noi chiedevamo da tempo: una visione ben chiara. Bisogna realizzarla con una partnership pubblico-privato. Noi ci siamo, siamo a disposizione del Paese.
Possiamo dare un buon contributo e cerchiamo di darlo”, garantisce il presidente di Confindustria.
Si può lavorare con una partnership che parta “dal mettersi ad un tavolo a disegnare le riforme. P.a, Giustizia, Fisco….
Ne abbiamo parecchie da fare.
Il tema è “Come lavoriamo insieme per il bene del Paese.
Questa è la sfida che abbiamo di fronte”.
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Confsal: per la ripresa puntare su giovani e Sud
Nel lavoro pubblico rilancio con riforma Pa e rinnovo contratti
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02 maggio 2021
20:10
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“Sanare il divario che esiste tra l’Italia e l’Europa, in termini di occupazione e monte salari; avviare una stagione di riforme organiche a partire dalla riforma del lavoro e la creazione di un sistema nazionale di attivazione al lavoro che prenda in carico precari, cassaintegrati e disoccupati, in particolare i giovani, affinché nessuno rimanga indietro, nell’ottica di un’alleanza generazionale. E rilanciare il Mezzogiorno con un nuovo intervento straordinario che colmi il profondo divario tra Nord e Sud del Paese.
Solo così sarà possibile la ripresa e la rinascita del Paese e della sua economia”. Sono queste alcune delle proposte – spiega una nota – avanzate dal segretario nazionale della Confsal Angelo Raffaele Margiotta per la Festa dei lavoratori. Il sindacato rilancia una “forte preoccupazione per l’emergenza economica e sanitaria ancora in corso” ma anche “la speranza che si possa guardare con ottimismo: un futuro di ripresa e rinascita del Paese”.
L’appello è anche ad “un impegno corale perché sia valorizzato il lavoro pubblico con la riforma dell’amministrazione e il rinnovo dei contratti. Sia dato sostegno ai settori economici più deboli. Siano detassati i salari bassi e venga ridotto il costo del lavoro”; “Lavoratori e imprenditori, ognuno nel proprio ruolo, siano accomunati dalla necessità di difendere il lavoro e le risorse prodotte dal lavoro”.
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Blocco licenziamenti e riforme, pressing del 1 Maggio
L’allarme di Orlando: ‘La situazione del lavoro è grave’ Bonomi: ‘Draghi sa cosa fare’
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02 maggio 2021
20:12
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Il Primo Maggio dei sindacati guarda alla settimana che si apre, a conquistare già nei prossimi giorni più spazio e più voce con il Governo. Il pressing di Cgil, Cisl e Uil è per il confronto da avviare sul Pnrr, è per avere un posto ai tavoli sulle riforme a partire da ammortizzatori sociali e politiche attive sul lavoro, e nell’immediato è per ottenere garanzie sul nodo delicatissimo dei tempi con cui si arriverà a rimuovere il blocco dei licenziamenti.
Per domani, come preannunciato dal leader della Cgil, Maurizio Landini, è attesa la convocazione da Mario Draghi, la data per un tavolo sul Pnrr con il Presidente del Consiglio che i sindacati pensano possa tenersi nel corso della settimana.
Anche Confindustria guarda, e con fiducia, alla “nuova stagione” che si è aperta dopo “il Conte due”, dopo “un governo che aveva un sentimento dichiarato anti industriale”. Oggi il premier Mario Draghi “ha ben presente cosa va fatto”, dice il leader degli industriali, Carlo Bonomi, che avverte: “Qui c’è un nodo politico”, quello di capire “se i partiti hanno ben presente cosa deve essere fatto e quale delega danno al Presidente del Consiglio. Perché se su ogni argomento è una discussione, una mediazione, questo Paese avrà grandi difficoltà”.
Dal fronte politico il leader del Pd, Enrico Letta, invoca “un grande patto per il lavoro, con detassazione per i nuovi assunti e decontribuzione per nuove attività”. E l’ex premier Giuseppe Conte fa sponda alla richiesta più urgente dei sindacati: “l blocco dei licenziamenti è una misura assolutamente necessaria per assicurare la tenuta dell’intero sistema sociale ed economico. Va graduato in base all’andamento effettivo del piano vaccinazioni e ai segnali di ripresa”.
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Andrea Orlando, non esita a definire “grave” la situazione della crisi e del suo impatto sull’occupazione, e preannuncia una strategia basata su misure di sostegno mirate, tarate sulle diverse esigenze di settori e territori colpiti in modo diverso dalla crisi. Alla cerimonia del Primo Maggio al Quirinale il ministro del Lavoro ha garantito il “massimo sforzo” del Governo sul fronte del lavoro, avvertendo: “”Quando manca o è iniquo o indegno, la democrazia è più debole ed esposta, preda della sfiducia e della rabbia sociale”. I sindacati hanno apprezzato le parole del Capo dello Stato, Sergio Mattarella: “Sarà il lavoro a portare fuori il Paese da questa emergenza”.
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