Fin da subito all’avanguardia, grazie alla programmazione quotidiana, nel 1936 la Bbc, dopo quattro anni di sperimentazioni, inaugura anche il servizio televisivo, il primo al mondo a trasmettere ogni sera per tre ore immagini in bianco e nero. Strumento essenziale in quel frangente della storia a corredo della voce di Radio Londra sul fronte della sfida di vita o di morte della Seconda Guerra Mondiale contro il nazifascismo. “La Bbc ha cambiato completamente il Regno Unito perché ha reso possibile la più ampia comunicazione in tempo reale – spiega all’ANSA Robert Seatter, a capo della programmazione dedicata al centenario -. C’erano già i quotidiani, ma con la Bbc le notizie arrivavano immediatamente. Per esempio, quando è scoppiata la guerra mondiale – per la prima volta – il primo ministro (Winston Churchill) fu in grado di annunciare che il paese era entrato in guerra subito e a tutti “. Sono d’altronde gli stessi anni in cui viene inaugurato il World Service, in origine riservato alle ex colonie anglofone dell’Impero (Australia e India), ma presto esteso a decine di lingue straniere (italiano compreso), oltrepassando i confini nazionali: passo pionieristico verso un’informazione globale, al di là dell’obiettivo iniziale di contrastare la propaganda di Hitler e Mussolini. Fino a una realtà come quella odierna laddove il servizio internazionale viene trasmesso in 42 lingue differenti, per un’audience settimanale che sfiora il mezzo miliardo di utenti. Al pari della monarchia, la Bbc è del resto sinonimo per antonomasia di ciò che resta del soft power britannico, intrecciato tra l’altro indissolubilmente proprio con i momenti chiave della Royal Family: a cominciare dall’incoronazione della regina Elisabetta, nel 1953, evento d’avvio della tv di massa in forza dei 20 milioni di telespettatori che secondo le stime dell’epoca seguirono davanti agli schermi le sette ore di cerimonia. Celebre per i suoi documentari naturalistici, le inchieste giornalistiche, le trasmissioni musicali, la programmazione per bambini, Bbc ha realizzato nei decenni contenuti (si calcola tra 10 e 20 milioni di produzioni home made) venduti in tutto il mondo. Oltre ad essere stata la prima – negli anni ’90 – a raccogliere la sfida della tv digitale.
Ma in 100 anni di onorato servizio non sono mancati neppure gli scandali: il più imbarazzante dei quali ha il volto luciferino di Jimmy Savile, famosissimo dj e star televisiva, nonché predatore sessuale e pedofilo seriale, rimasto impunito fino alla morte grazie anche alla copertura dei vertici della ‘Beeb’. E senza dimenticare inciampi come la celebre intervista-confessione ottenuta con l’inganno da Lady Diana, per la quale le scuse sono arrivate solo 25 anni dopo. Seppur finanziata da un canone, l’equivalente di circa 170 euro annui per famiglia che le garantiscono entrate per quasi quattro miliardi (altri 1,5 miliardi derivano dalle entrate commerciali), la Bbc ha come che sia rivendicato sempre con orgoglio la sua indipendenza editoriale, a dispetto di passi falsi o critiche ricorrenti. Critiche talora condizionate dal filtro d’interessi politici e di potere, come nel caso dei governi conservatori che si sono succeduti negli ultimi 12 anni, sotto i quali la vecchia Zietta – tacciata d’inclinazioni prevalentemente liberal nelle redazioni – è stata sottoposta a progetti di ridimensionamento delle risorse pubbliche e di riforma dimagrante. Con tanto di tagli recenti al personale e al budget, sullo sfondo dei quali c’è persino chi propone l’abolizione tout court del canone dal 2027, quando scadrà l’attuale concessione.