“Quando ho conosciuto mio marito, tutte le donne volevano andare a letto con lui, tutte le ragazze giovani volevano andare a letto con lui, era una cosa assurda. Aveva 52 anni, ne dimostrava 30, era un grande regista; quindi, era molto attraente e non credo che avesse bisogno di violentare qualcuno”. Polemiche in Francia dopo l’apparizione, domenica sera nel programma Sept à huit sulla principale rete tv francese Tf1, di Emmanuelle Seigner, 56 anni, l’attrice di molti film tra i quali Frantic, nonché moglie del regista Roman Polanski, 89enne. Seigner si è lanciata in una difesa appassionata del marito. La prima accusa contro Polanski risale al 1977, quando fu accusato di aver drogato e violentato Samantha Gailey, allora tredicenne, a Los Angeles. Dopo aver trascorso 42 giorni in prigione il regista scappò all’estero. La vicenda si è trascinata fino al 2009, quando Polanski è stato fermato in Svizzera. Era già sposato con Seigner da cui ha avuto due figli. A proposito del caso di Gailey, l’attrice commenta ora: “A tredici anni si è giovani, certo, ma era un’epoca molto permissiva. Per me, che ho iniziato la mia carriera di modella a 14 anni, non è una storia che mi ha sconvolto”. Nel frattempo Gailey ha deciso di perdonare Polanski. “Oggi hanno un ottimo rapporto si scrivono e-mail”, confida Seigner. “Lei non può più sopportare questo statuto di vittima. Per questo chiede l’archiviazione del procedimento”. Secondo l’attrice, ora il regista è visto come un paria e questo ha avuto ripercussioni sulla sua carriera: “È terribile perché non può fare un film, agli attori viene consigliato di non recitare nei suoi film. Io stessa sono sulla lista nera in Francia. L’uomo con cui vivo non è affatto la persona di cui ho sentito parlare, è un ottimo marito e un ottimo padre”. Hélène Devynck, che ha appena scritto il libro ‘L’impunité’ accusando il celebre anchorman Patrick Poivre d’Arvor di averla violentata, ha condannato con forza su Twitter l’intervento di Emmanuelle Seigner: “La presunzione irrefutabile del consenso. Il viale dell’impunità. Su Tf1, come sempre”. Tf1 è la rete dove per anni Patrick Poivre d’Arvor ha condotto il telegiornale più seguito di Francia. Oltre a Samantha Gailey, sono molte le donne che accusano Roman Polanski. Un altro passaggio criticato dell’intervista è quando Emmanuelle Seigner sembra evocare le persecuzioni antisemite a proposito del marito, ricordando le proteste alla cerimonia dei Caesar, gli Oscar del cinema francese, quando Polanski venne premiato per la regia di L’ufficiale e la spia: “Fuori della sala le militanti femministe manifestavano e i poliziotti hanno usato i gas lacrimogeni. Alcune hanno gridato ‘Non siamo noi che dovete gasare, ma Polanski’. Vorrei ricordare comunque che la madre di Roman è morta incinta nelle camere a gas di Auschwitz. Dunque, non so se abbiamo bisogno di queste militanti femministe”.
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