E’ ritenuto esperto di manipolazioni del mercato azionario attraverso il sistema del ‘pump&dump’ Craig Auringer, cittadino canadese di 52 anni arrestato ieri mattina a Milano su mandato di cattura della Procura di New York. L’uomo d’affari, residente in Inghilterra, stava camminando nella centralissima via Manzoni, a due passi dal Duomo, dove alloggiava nel lussuoso Armani Hotel. Ai poliziotti che lo hanno fermato ha consegnato i propri documenti. Ricercato per truffa internazionale, si trova ora a San Vittore in attesa dell’estradizione negli Usa. E’ ritenuto al centro di una manipolazione del mercato societario statunitense che ha generato, secondo l’accusa, “oltre 100 milioni di dollari di proventi illeciti” danneggiando migliaia di investitori sul mercato globale.
Per questa presunta maxi-truffa negli Stati Uniti sono attualmente indagati dalla Corte federale di Manhattan dieci persone “residenti in Canada, Regno Unito, Bulgaria, Spagna, Monaco, Turchia e Bahamas”. Secondo le accuse gli indagati, che farebbero parte di una banda d’affari denominata International Stock Manipulation Ring, hanno partecipato “ad azioni di pump-and-dump che seguivano uno schema tipico. In primo luogo hanno segretamente accumulato il controllo della stragrande maggioranza delle azioni di alcune società quotate in borsa che sono state negoziate sul mercato over-the-counter (“OTC”) negli Stati Uniti. In secondo luogo hanno fatto gonfiare artificialmente il prezzo delle azioni e il volume degli scambi attraverso affari coordinati e campagne promozionali false e fuorvianti da loro finanziate. Infine hanno svenduto le loro posizioni accumulate segretamente a questi valori gonfiati”.
In sostanza i membri della banda, tutti speculatori professionisti, avrebbero rastrellato una miriade di azioni di piccole società, avrebbero fatto in modo di farle gonfiare, le avrebbero vendute ai massimi e poi avrebbero lasciato esplodere la bolla facendo finire sul lastrico gli investitori. Infine avrebbero riciclato i proventi in modo da nascondere la fonte delle rendite e l’identità dei beneficiari.
Al momento non è chiaro cosa Auringer facesse a Milano. Si sa solo che era in possesso dei suoi reali documenti e che al momento del fermo stava passeggiando da solo, come un normale turista, senza fare nulla che potesse attirare l’attenzione. Il suo nome, secondo quanto riferito, ha fatto scattare l’alert dell’albergo, che ha portato la polizia sulle sue tracce.
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