(ANSA) – ROMA, 20 OTT – Nel corso del 2021 sono stati
sottoscritti e registrati complessivamente circa 456 mila atti
di iscrizione ipotecaria, per un totale di 101,5 miliardi di
capitale di debito finanziato a fronte di 1.017.087 immobili
concessi in garanzia. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale
dell’Agenzia delle Entrate sui Mutui Ipotecari.
Le unità immobiliari ipotecate a garanzia di mutui risultano
in aumento del 25,8% rispetto al 2020, in aumento anche il
valore monetario dei finanziamenti (+29,5%). Il capitale di
debito “estratto” dal patrimonio immobiliare (nel 2021 di poco
superiore ai 101 miliardi di euro) è pari al 5,7% del PIL
italiano. La parte che viene reinvestita con certezza nel
mercato immobiliare è pari a circa 46 miliardi di euro.
Analizzando la distribuzione degli immobili ipotecati,
emerge che il 66% sono residenziali, quota che sale oltre il 90%
se si tiene conto anche di immobili residenziali di tipo plurimo
e residenziale misto. Per questi tre tipi di atti il capitale
finanziato rappresenta oltre i due terzi del totale, circa 70
miliardi di euro, +39,7% rispetto al 2020.
I grafici del rapporto mostrano un andamento dal 2004 al
2020 dei tassi medi applicati alla prima rata di mutuo,
ponderati con il capitale, sostanzialmente identico per le
diverse tipologie di atto: questi salgono fino al 6% circa nel
2008, scendono intorno al 3% nel 2010, si riportano intorno al
5% nel 2012 per poi arrivare al 2,5% circa nel 2019. Nel 2020,
c’è una ulteriore diminuzione dei tassi di interesse medi
ponderati per quasi tutti i settori. Nel 2021 si registra una
diminuzione dei tassi medi ponderati. Quanto alla durata dei
mutui si osserva per gli immobili residenziali una durata media,
dal 2007, stabilmente superiore ai 22 anni, dal 2017 in crescita
fino a superare i 25 anni nel 2021. (ANSA).