(ANSA) – ROMA, 20 OTT – “L’Università in frantumi. Questa è
l’immagine che, una Cagliari insolitamente avvolta nella nebbia,
consegna oggi al nostro Paese. All’Università di Cagliari si è
sfiorata la tragedia.
Occorrerà ora attendere le risultanze degli accertamenti tecnici
per comprendere le cause del crollo. Tuttavia ci troviamo
costretti, ancora una volta, a denunciare le drammatiche
condizioni in cui versa il complesso dell’edilizia pubblica di
questo Paese dopo decenni di tagli e di politiche di austerità
portate avanti da tutti governi, tecnici e non, di destra come
di sinistra. Edifici costruiti in larga misura con materiali di
paccottiglia con cui i padroni si sono riempiti le tasche mentre
si taglieggiava pesantemente il salario dei genitori di quegli
stessi studenti e studentesse che oggi rischiano di vederseli
crollare addosso da un momento all’altro”. A scriverlo sono Luca
Pusceddu e Giuseppe Curcio di Usb P.I. Università.
“Sarebbe un errore gravissimo ritenere il crollo dell’Aula
Magna un episodio isolato, un evento fortuito ed accidentale. In
realtà, di casi così ce ne sono stati anche di recente e
purtroppo ce ne saranno ancora. Solo un anno fa successe
qualcosa di simile anche all’Università di Bologna. E di recente
episodi anche in altri Atenei, come a Salerno, a Milano, a
Monza, a Firenze, a Palermo ed a Napoli”, scrivono ancora i due
sindacalisti .
Usb Università chiede che il Mur “proceda a predisporre
urgentemente una verifica dell’agibilità di tutte le strutture
universitarie e che il nuovo Governo in pectore investa sin da
subito sulla sicurezza dell’edilizia universitaria (ed anche
scolastica), al fine di integrare le risorse assolutamente
insufficienti stanziate dal Governo precedente col Pnrr”.
(ANSA).