. Mio padre mi ha dato possibiltà di fare quello che desideravo.
Negli occhi degli operai della Whirlpool ho visto quella grandissima dignità e speranza. Se ci tolgono quelle siamo finiti, Grazie a queste persone e alle loro battaglie abbiamo potuto raccontare la storia di tanti operai. Ora per una soluzione della vicenda si aspetta il Mise. Ci sono stati tanti segnali, in questi anni che spesso non hanno avuto seguito. Speriamo che finalmente si possa andare sulla via giusta”. Una speranza arriva anche dalla firma ieri di un verbale di intesa tra ministero dello Sviluppo economico, prefetto di Napoli, comune di Napoli, il commissario della Zes (Zona speciale economica), Regione Campania e Organizzazioni sindacali finalizzate al rilancio dell’azione delle istituzioni per la ricerca di una soluzione definitiva nella vertenza. Un preaccordo “che ci ha dato la possibilità e la speranza di attendere con fiducia il nuovo ministro, Adolfo Urso” commenta un altro rappresentante del presidio, Massimiliano Quintavalle che insieme ai compagni ha sfilato anche sul red carpet della Festa, con i simboli e gli slogan del presidio .
Il documentario “racconta non solo una fetta di vita ma pone anche la domanda ‘dove sta andando il Paese?’ – aggiunge Siani, unendo ironia e riflessione -. Siamo partiti dai contratti a tempo indeterminato, poi quelli a tempo determinato ora è il lavoro che è terminato. Questa non è una vicenda singola, si parla di altri 350 mila operai che potrebbero perdere presto il lavoro. Speriamo che questo documentario arrivi anche ai politici. Quando fanno il G8 dovrebbero mettersi intorno al tavolo un po’ di operai, di persone che vivono la vita vera”. Pannone, abituato a raccontare con i suoi documentari realtà sociali complesse di oggi e di ieri ha visto in Via argine 310 “un modo di lavorare a servizio di queste persone che vivono una tragedia. Sentivo il bisogno di restituire questa storia importante senza nessuna tesi precostituita, volevo uno sguardo ad altezza d’uomo. Napoli spesso è vista attraverso dei preconcetti e si dimentica forse anche volutamente, la grande storia operaia della città. Era importante ridarle voce”. Oggi con il nuovo governo nasce anche un ministero del Mare e del Sud: “Negli anni abbiamo visto, con governi di vari colori – commenta il regista – nascere o rinascere, a partire dalla cassa per il mezzogiorno varie strutture per il sud. Io su queste sono sempre dubbioso, temo si trasformino in dei ghetti o degli alibi”.