(ANSA) – TORINO, 24 OTT – Tra le imprese artigiane piemontesi
si registra un “pesantissimo clima di sfiducia” nell’immediato
futuro: peggiorano le previsioni sull’occupazione in calo del 5%
e sull’assunzione di apprendisti (-8%), sono in forte flessione
la produzione e gli ordini, non sono previsti investimenti. È
il quadro negativo che emerge dalla quarta indagine trimestrale
di Confartigianato Imprese Piemonte, presentata durante la
celebrazione dei cinquanta anni della associazione a Palazzo
Reale a Torino
“La nostra indagine congiunturale è un bollettino di guerra,
sono dati sono tremendi, sono 1.200 le aziende artigiane che
hanno chiuso nell’ultimo anno, la propensione agli investimenti
pari a zero. Molte imprese navigano a vista, strozzate da
bollette che rappresentano un cappio al collo che spegne
silenziosamente le loro prospettive di vita” spiega il
presidente di Confartigianato Piemonte Giorgio Felici. Le
imprese chiedono al nuovo governo innanzitutto riduzione fiscale
(79,5% del campione) e abbattimento del caro-energia (62%),
“emergenza che dovrà essere affrontata per prima, in continuità
con le azioni calmieratrici già messe in campo dal Governo
Draghi”. Seguono la semplificazione fiscale (43,7%) e, al quarto
posto (17,9%), l’attuazione di tutti gli obiettivi del Pnrr con
le riforme collegate: giustizia, appalti e fisco.
“Siamo nel pieno di una ‘economia di guerra’, una situazione
più preoccupante di quella che fu l’austerity dei primi anni
Settanta, di cui forse non c’è una piena consapevolezza. Questi
numeri esprimono incertezza e pessimismo da parte delle imprese
su cui pesano condizioni oggettive che ne limitano la
sopravvivenza e lo sviluppo” sottolinea Felici. (ANSA).