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Alla fine ha realizzato il suo sogno, Rishi Sunak, quello di diventare capo del governo britannico, primo figlio di una ex colonia dell’Impero a riuscire a forzare lo storico portoncino d’ingresso al 10 di Downing Street: unico e solo premier proveniente finora da una minoranza etnica non europea in secoli di storia. Venuto alla luce 42 anni fa a Southampton da genitori indiani immigrati, Sunak ha del resto in qualche modo le stimmate del predestinato. Astro nascente da qualche anno di un Partito Conservatore sempre più multicolore, almeno nell’immagine, non ha mai celato le sue ambizioni in quella che è stata una carriera politica sprint: segnata pure da una certa insostituibile dose di fortuna, se si considera che la sua prima scalata al partito e alla carica di premier per il dopo Boris Johnson si era conclusa appena il mese scorso con uno scacco. Ma il fallimento repentino di Liz Truss, delle cui ricette economiche iperliberiste lui aveva previsto con esattezza il disastro, gli ha spianato alla fine la strada della rivincita quasi immediata: se non altro, in quanto figura ben vista dai mercati e che vanta ottimi rapporti nella finanza internazionale, oltre a relazioni privilegiate sia nell’India dei suoi avi, sia negli Usa, Paesi fondamentali per l’economia britannica del post Brexit.

Nato nel 1980, Rishi Sunak proviene da una famiglia della media borghesia del Punjab rifugiatasi in Africa orientale e poi trasferitasi in Inghilterra negli anni Sessanta. I suoi genitori – padre medico, madre farmacista – riescono a garantirgli la migliore istruzione possibile: Rishi frequenta dapprima l’esclusivo Winchester College, poi consegue una prestigiosa laurea in filosofia, politica ed economia (Ppe) a Oxford (il top del top nel cursus accademico britannico degli statisti in erba), seguita da un master Mba alla Stanford University, in California. Qui incontra la futura moglie: Akshata Murty, figlia ed erede miliardaria del sesto uomo più ricco dell’India, con la quale condivide oggi due figlie, una grandiosa residenza nel verde dello Yorkshire e appartamenti di lusso fra Londra e Santa Monica. Nonché l’adesione alla fede induista, la stessa di Gandhi, altra novità senza precedenti a Downing Street.

Nella storia di Sunak non ci sono d’altronde solo studi di eccellenza e una famiglia facoltosa. Bensì anche una carriera di successo personale nel business prima del precoce ingresso in politica: carriera iniziata nella sede della City della banca d’investimento americana Goldman Sachs e consolidata quindi oltre oceano come gestore di hedge fund. Già a trent’anni può contare su un significativo patrimonio suo, unito a quello ben più vasto della consorte, quando sceglie di rientrare nel Regno e di lanciarsi nell’agone della vita pubblica. Nel 2014 viene selezionato come candidato Tory per il seggio blindato di Richmond, nel North Yorkshire, ed è eletto deputato 33enne alle politiche dell’anno successivo. Al referendum sulla Brexit del 2016 sostiene poi il fronte pro Leave, diventando uno stretto alleato di Boris Johnson. Nel 2018 l’allora premier Theresa May lo nomina sottosegretario per le Amministrazioni, ma è l’ascesa di BoJo nel luglio 2019 a lanciarlo davvero verso la vetta: prima come vice ministro del Tesoro (Chief secretary to the Treasury) e da inizio 2020 addirittura alla testa del dicastero chiave dell’economia e inquilino del numero 11 di Downing Street.

Cancelliere dello Scacchiere a soli 39 anni, Sunak punta inizialmente sul rigore nei conti pubblici, non senza qualche criticato incremento di tasse durante la pandemia; ma lancia pure un popolare piano di maxi sussidi pubblici per sostenere i lavoratori dell’isola nel pieno dell’emergenza Covid. Ora ci riprova presentandosi in veste di unificatore e di figura “competente”. Ma per farcela dovrà far dimenticare la nomea di “traditore” che gli è stata rinfacciata in estate da avversari interni e tabloid per il suo contributo alla caduta di Johnson.

E anche le polemiche sui privilegi fiscali e le attività di business della moglie, accusata in tempo di sanzioni anti-Mosca per la guerra in Ucraina di detenere azioni in una società tecnologica di Bangalore che ha operato in Russia fino a pochi mesi fa; o ancora di aver utilizzato uno scudo fiscale (pur legale) contro il pagamento delle tasse sull’isola sui cospicui redditi accumulati all’estero, a cui ha infine rinunciato. Un bagaglio da mettere alle spalle, se possibile, mentre per Rishi Sunak inizia l’avventura più attesa. E al contempo – tra crisi interna, internazionale e di partito – la sfida più difficile. 

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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