Nelle stesse ore al Consiglio Ue sull’Energia la Commissione europea “si è impegnata a considerare a parità di condizioni tutte le varie proposte” sui meccanismi di controllo dei prezzi del gas e di “corridoio” delle fluttuazioni. E a farlo “in tempi brevi”. Lo ha riferito il ministro all’Ambiente e Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin al termine dei lavori. Questo sulla base di “una richiesta da parte del nostro paese ma anche dalla maggioranza dei Paesi – ha aggiunto – sull’urgenza di intervento”. Anche per questo è stato convocato un nuovo Consiglio energia che si terrà il 24 novembre. “Sono ottimista sul fatto che la commissione si impegna a dare una risposta formale”.
Abbiamo ribadito – aggiunge Pichetto Fratin in un comunicato stampa – l’urgenza delle misure incluse nel pacchetto energia, e con noi la maggior parte degli altri Paesi”. Più in particolare, per quanto riguarda la proposta di corridoio dinamico per i prezzi del gas, Pichetto ha precisato che “sulla base di quanto proposto dall’Italia e condiviso da altri Paesi, la maggior parte degli Stati Membri ha ribadito, insieme a noi, l’importanza di arrivare quanto prima alla formalizzazione dello strumento attuativo. Sulle altre misure del pacchetto, che contiene ancora alcuni punti in fase di negoziazione, abbiamo espresso il nostro parere di massima complessivamente positivo. La nostra priorità – conclude nella nota – resta l’emergenza prezzi per tutelare famiglie e imprese”.
La commissaria europea all’Energia, Kadri Simson, al termine della riunione dei ministri a Lussemburgo, ha dichiarato: “Abbiamo dato mandato all’Acerdi lavorare per lo sviluppo di un indice complementare al Ttf entro il 31 marzo, per riflettere meglio la nuova realtà dei mercati” del gas. Il nuovo benchmark sarà pronto “in tempo per la nuova stagione di riempimento degli stoccaggi”, ha aggiunto.
Ma sull’introduzione di un tetto dinamico al prezzo del gas ci sono “visioni ancora diverse” trai Paesi Ue. Lo ha detto il ministro dell’Industria della Repubblica Ceca, Josef Sikela, che detiene la presidenza di turno, indicando tuttavia che “tutto è possibile” per un accordo entro novembre.
“Spetta alla volontà dei Paesi allinearsi e anche accettare nel peggiore dei casi una maggioranza qualificata – ha evidenziato – ma dobbiamo introdurre misure che soddisfino possibilmente tutti. Abbiamo ancora un incontro straordinario” il 24 novembre e “uno ordinario” il 19 dicembre, spero non dovremo rovinare la vigilia di Natale ai ministri”.
Anche le posizioni sull’estensione a livello europeo del modello iberico sono divergenti tra i vari Paesi membri. Nel corso del Consiglio oggi la Commissione ha presentato un non paper con la sua analisi dei costi e benefici dell’estensione del modello iberico adottato da Spagna e Portogallo all’intero territorio europeo. “E’ quello che era stato chiesto dagli Stati”, ha osservato la commissaria Simson.
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