Favorito, punta sulla lotta alla fame per riconquistare Brasile
Molti lo avevano dato per spacciato quando è finito dietro le sbarre per 18 mesi con l’accusa di corruzione.
Ma Luiz Inacio Lula da Silva è risorto dalle sue ceneri ed è pronto a dare una nuova svolta a sinistra al Brasile.
L’obiettivo è riconquistare a 76 anni e per la terza volta la presidenza del Paese al ballottaggio di domenica dove è favorito contro l’attuale capo di Stato e acerrimo nemico ideologico Jair Bolsonaro.
Al primo turno delle elezioni presidenziali, il 2 ottobre, Lula è stato il candidato più votato, con il 48,4% dei voti, e Bolsonaro è arrivato secondo con il 43,2%. Poichè nessuno dei due candidati ha ottenuto più della metà dei voti validi, i due candidati con il maggior numero di voti si sfideranno al secondo turno.
Primo presidente di sinistra, il primo operaio e primo senza un diploma universitario a raggiungere la massima carica dello Stato, Lula è stato eletto per la prima volta alla guida del Paese nel 2002 e riconfermato nel 2006. Idealista ma pragmatico, durante il suo governo ha strappato alla fame milioni di persone con il programma di sovvenzioni ‘Bolsa Familia’, diventando uno dei leader latinoamericani più popolari.
Nato il 27 ottobre 1945 a Caetes, nello stato del Pernambuco (nord-est), figlio di un contadino analfabeta, Lula è cresciuto in una famiglia povera, iniziando a lavorare a 12 anni. Nel 1964, dopo aver perso un dito mentre lavorava in fabbrica, ha cominciato a interessarsi di attività sindacale e nel 1978 è stato eletto presidente del sindacato dei lavoratori dell’acciaio. Due anni dopo, nel pieno della dittatura militare, ha contribuito a fondare il Partito dei lavoratori (Pt), movimento di sinistra a cui appartiene anche l’ex presidente Dilma Rousseff. Appassionato di calcio e telenovelas, ha sposato a maggio scorso la sociologa Rosangela ‘Janja’ da Silva, di 21 anni più giovane di lui, dopo aver perso la moglie Marisa Leticia Rocco, deceduta nel 2017.
Le origini operaie hanno reso Lula un fenomeno di massa. Ma oggi non attira più le folle di un tempo, soprattutto per via degli scandali di corruzione per i quali è stato condannato due volte e ha trascorso un anno e mezzo in prigione tra il 2018 e il 2019, fatto che gli ha impedito di candidarsi alle elezioni di quattro anni fa. Un anno dopo, la Corte Suprema ha annullato le sentenze rimettendo in libertà Lula, restituendogli i diritti politici e rimettendolo definitivamente in pista.
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