“La preghiera per la pace è diventata un ‘grido’, perché oggi la pace è gravemente violata, ferita, calpestata: e questo in Europa, cioè nel continente che nel secolo scorso ha vissuto le tragedie delle due guerre mondiali. Siamo nella terza”.
“L’invocazione della pace non può essere soppressa: sale dal cuore delle madri, è scritta sui volti dei profughi, delle famiglie in fuga, dei feriti o dei morenti. E questo grido silenzioso – sottolinea il Papa – sale al Cielo. Non conosce formule magiche per uscire dai conflitti, ma ha il diritto sacrosanto di chiedere pace in nome delle sofferenze patite, e merita ascolto. Merita che tutti, a partire dai governanti, si chinino ad ascoltare con serietà e rispetto. Il grido della pace esprime il dolore e l’orrore della guerra, madre di tutte le povertà”.
Ad accogliere il pontefice, arrivato al Colosseo in sedia a rotelle, sono stati il neo ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il fondatore di Sant’Egidio Andrea Riccardi e il presidente della Comunità Marco Impagliazzo. Il Papa ha incontrato e abbracciato Edith Bruck, la scrittrice sopravvissuta alla Shoah.
Sono oltre duemila le persone che hanno partecipato al Colosseo alla conclusione dell’Incontro Internazionale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, come hanno reso noto gli organizzatori dell’evento.
Per il Papa oggi “Il grido della pace viene spesso zittito, oltre che dalla retorica bellica, anche dall’indifferenza. E’ tacitato dall’odio che cresce mentre ci si combatte”.
Il Papa è poi tornato a lanciare l’allarme sul conflitto atomico. “Oggi, in effetti, si sta verificando quello che si temeva e che mai avremmo voluto ascoltare: che cioè l’uso delle armi atomiche, che colpevolmente dopo Hiroshima e Nagasaki si è continuato a produrre e sperimentare, viene ora apertamente minacciato”.
“In questo scenario oscuro, dove purtroppo i disegni dei potenti della terra non danno affidamento alle giuste aspirazioni dei popoli, non muta, per nostra salvezza, il disegno di Dio, che è un progetto di pace e non di sventura”, ha aggiunto il Papa.
Papa Francesco al Colosseo
Papa Francesco è poi tornato a chiedere di non lasciarsi contagiare dalla “logica della guerra” perché la speranza è “in Dio, il cui nome è Pace”.
“La pace – ha sottolineato il Pontefice – è dono suo e l’abbiamo invocata da Lui. Ma questo dono dev’essere accolto e coltivato da noi uomini e donne, specialmente da noi credenti. Per favore, non lasciamoci contagiare dalla logica perversa della guerra; non cadiamo nella trappola dell’odio per il nemico. Rimettiamo la pace al cuore della visione del futuro – è l’appello del Papa -, come obiettivo centrale del nostro agire personale, sociale e politico, a tutti i livelli. Disinneschiamo i conflitti con l’arma del dialogo”.
Papa Francesco al Colosseo
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