(ANSA) – MILANO, 27 OTT – Con l’arrivo della Collezione
Mattioli il Museo del Novecento di Milano diventa la più
importante galleria dedicata al Futurismo a livello
internazionale. Del resto questa avanguardia artistica è nata
proprio nella città di Milano.
Sono 26 i capolavori del primo Novecento italiano esposti al
museo, che inaugura una riorganizzazione degli spazi in vista
del raddoppio nel secondo Arengario, dalla Collezione Gianni
Mattioli. Da Boccioni a Sironi, da Modigliani a Carrà e Morandi,
i nuovi dipinti dialogano in un percorso organico e integrato
con la collezione permanente. Il nucleo più cospicuo è
presentato nella Galleria del Futurismo. Il Museo del Novecento
“è dinamico come il Futurismo, del quale oggi conserva la
collezione più ricca e completa al mondo”, ha osservato
l’assessore alla Cultura del Comune, Tommaso Sacchi.
La celebre scultura “Forme Uniche della Continuità nello
Spazio” (1913) di Boccioni, icona del museo, accoglie il
visitatore nella prima sala, confrontandosi con due capolavori
dello stesso artista: “Dinamismo di un ciclista” (1912) e
“Dinamismo di un corpo umano” (1913). Sulla parete di fondo
della lunga Galleria, campeggia il dipinto monumentale “Materia”
(1912), ritratto della madre dell’artista al balcone.
Tra i due capolavori si snoda il racconto del Futurismo, con
“Crepuscolo” (1909) e il bozzetto del “La città che sale” di
Boccioni (1910); il vortice iconografico di “Manifestazione
interventista” (1914) di Carlo Carrà; il vorticoso scintillio
della “Ballerina blu” (1912).
Il percorso continua con nuovi allestimenti che consentono di
accostare in uno splendido trittico metafisico opere di Mario
Sironi, quali “Composizione con elica” (1915) e “Il cavallo
bianco” (1919) della Collezione Mattioli, affiancati a
“Ballerina” (1919) della Collezione Jucker, che introducono alla
grandiosità degli anni Venti. Infine, una sala monografica è
dedicata alla pittura di Giorgio Morandi. (ANSA).