(ANSA) – BRUXELLES, 28 OTT – La dicotomia è tra il breve e il
lungo periodo di keynesiana memoria. E in questo caso
l’emergenza più vicina, quella energetica, che morde l’economia
e mette a dura prova la tenuta dell’Ue, rischia di oscurare la
crisi più ampia di un Pianeta che soffre per il riscaldamento
climatico ogni giorno più evidente. Un rischio che, a una
settimana dalla Cop27 a Sharm-El-Sheikh, porta le Nazioni Unite
e l’Unione europea a unire le voci nell’arena del summit Ue per
gli investimenti sostenibili a Bruxelles. Invitando governi,
aziende, istituzioni finanziarie e investitori a non arretrare
sulla transizione verde e a dare invece fondo a tutto il
potenziale del Next Generation Eu e dei Pnrr capaci – e quello
di Roma ne è “un esempio” citato da Ursula von der Leyen – di
spingere anche le risorse private.”Gli orrori della guerra in Ucraina non dovrebbero far finire
nel dimenticatoio l’azione per il clima”, ha avvertito il
segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. Parole che
denunciano pubblicamente ciò che da qualche tempo appare
evidente a Bruxelles: la necessità più impellente dei governi di
tutelare la sicurezza degli approvvigionamenti dai ricatti sul
gas di Vladimir Putin e di regolare i prezzi sul mercato ha
distolto l’attenzione di politica, industria e media dal clima.
Un cambio di rotta che mette a repentaglio gli obiettivi
climatici dell’Ue – ridurre le emissioni di gas serra del 55%
entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e arrivare poi alle
emissioni zero nel 2050 – e anche la sua stessa capacità di
affrancarsi dalle fonti russe in modo sostenibile. Ma
“raddoppiare i combustibili fossili non è la risposta”, ha
scandito Guterres, indicando nelle spinta sulla transizione
verde e le energia rinnovabili l’unica via “per la sicurezza
energetica, prezzi stabili e un pianeta vivibile”. Una
sollecitazione reiterata anche dal commissario europeo per
l’Economia, Paolo Gentiloni, secondo il quale ritardare la
transizione verde con soluzioni non sostenibili è un errore da
evitare.
Un messaggio diretto ai Paesi sviluppati chiamati a fare da
traino alle economie emergenti dove, secondo le stime dell’Onu,
gli investimenti sostenibili sono circa sette volte più costosi.
L’Europa – con il Green Deal, la legge sul clima e il pacchetto
‘Fit for 55’ – fa da apripista. Ma la realizzazione della
transizione verde richiede fondi “aggiuntivi per oltre 500
miliardi di euro all’anno per i prossimi anni”, è tornato a
ricordare Gentiloni, pre-annunciando anche nuove proposte Ue per
rinforzare “la potenza di fuoco del RePowerEu” con risorse da
destinare alla lotta al caro energia e – a cascata – alla
transizione pulita. Tutti investimenti “pubblici e privati” che,
nelle parole della presidente della Commissione Ue, hanno “un
impatto positivo sull’economia a basse emissioni”, mostrato
anche dal fondo per l’innovazione – complementare al Pnrr –
dell’Italia. E che mantengono vive le prospettive sul lungo
periodo. Nell’immediato, ha ammonito Guterres, “la Cop27 deve
essere un punto di svolta”. (ANSA).