Marconi di Bologna sono state “ingaggiate” 100 mila api per
contribuire al costante controllo della qualità dell’aria, in un
raggio di 7 chilometri attorno allo scalo. L’iniziativa promossa
dal Marconi vede il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze e
tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna, di Ergo
Consulting (società spin-off dell’Alma Mater) e di Conapi –
Mielizia (Consorzio nazionale apicoltori).Il progetto di biomonitoraggio, attivo in altri aeroporti
europei e già sperimentato a Milano Malpensa, si affianca ai
sistemi tradizionali di rilevamento dei dati sulla qualità
dell’aria, elaborati da Arpae. Le 100 mila api sono dislocate in
otto arnie, collocate in quattro punti strategici intorno
all’area aeroportuale.
“Ogni mese abbiamo eseguito prelievi di miele giovane, quello
che contiene l’informazione ambientale – spiega Claudio Porrini
dell’Università di Bologna – I campionamenti sono stati
effettuati da aprile fino alla fine di ottobre; ora portiamo i
dati in laboratorio. Ogni alveare produce circa 10 milioni di
micro prelievi; è uno strumento molto potente di indagine
ambientale per individuare gli inquinanti”. I primi risultati si
otterranno a fine anno.
“Proseguiremo quest’attività e decideremo quali ulteriori
azioni di miglioramento della qualità dell’aria promuovere”,
sottolinea Tomaso Barilli, responsabile Sostenibilità del
Marconi. L’obiettivo è anche quello di sensibilizzare i
passeggeri e i lavoratori dell’aeroporto, con iniziative
divulgative sull’importanza delle api nell’ecosistema, grazie al
coinvolgimento di studenti universitari che somministreranno un
questionario sulla conoscenza degli insetti impollinatori.
(ANSA).