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Meloni: oltre 30 miliardi per affrontare l'emergenza energia entro la fine del 2023

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Ultimo aggiornamento 4 Novembre, 2022, 22:14:28 di Maurizio Barra

Il Consiglio dei ministri era stato “prioritariamente convocato per l’approvazione della Nadef, propedeutica alla definizione della legge di bilancio. Riusciamo per il 2022 a liberare circa 9,5 miliardi la prossima settimana, che vorremo utilizzare sul caro energia”. Così la premier Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. 

“Faccio – ha aggiunto – appello al Parlamento che approvi il testo al  più presto”. “Per il 2023 immaginiamo un indebitamento al 4,5% che poi andrà a scendere fino al 3% nel 2025, così liberiamo 22 o 23 miliardi di euro che ugualmente destiniamo in via esclusiva al caro energia”, spiega la premier. “Sono oltre 30 miliardi di euro fino a fine 2023 per far fronte alla crisi energetica”.

Meloni ha anche parlato di misure per migliorare l’autonomia energetica del Paese. “Abbiamo approvato un’altra misura che riguarda il tema dell’energia, per liberare alcune estrazioni di gas italiano favorendo concessioni già in essere o nuove concessioni, chiedendo ai concessionari di mettere a disposizione in cambio, da subito, da gennaio, gas tra 1 miliardo e 2 miliardi di metri cubi, da destinare alle aziende energivore a un prezzo calmierato”. 

Sempre riguardo al gas, secondo Meloni “il prezzo del gas sta scendendo”, ma “non durerà molto se non ci saranno segnali seri e concreti” provenienti dall’Europa. “L’ultimo Consiglio europeo ha fatto registrare passi in avanti”, e “il 24 novembre ci sarà un nuovo consiglio dei ministri dell’energia. Speriamo in determinazioni più concrete. Ieri abbiamo acceso molto i riflettori” sulla necessità di “risposte concrete”, ha aggiunto la premier.

Sul capitolo guerra in Ucraina e delle armi ad essa destinate, Meloni ha rimarcato la necessità che l’Italia resti “nella sua dimensione occidentale” ed europea affermando che questa è “una condizione fondamentale” anche per chiedere comprensione “quando ce n’è necessità”. “Lavoriamo per mantenere tutti gli impegni internazionali. Al di là delle sfumature” io “non prevedo problemi” nella maggioranza che ha sempre votato “seriamente a sostegno della causa ucraina”.  

Per l’anno prossimo la Nadef prevede una crescita del Pil dello 0,6% “inferiore rispetto a quella che poteva essere la previsione più ottimistica”, ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il deficit passerà dal 3,4% tendenziale al 4,5% programmatico. Prevista dal governo anche “una discesa del debito costante fino a 141,2% nel 2025”, ha aggiunto. Per quanto riguarda il prezzo del gas per il ministro dell’Economia, rispetto all’attuale riduzione del prezzo, per i prossimi mesi non ci sono previsioni ottimistiche. 

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