(ANSA) – TORINO, 06 NOV – La sera del 2 novembre, alle 19.30,
un detenuto di 38 anni del carcere di Ivrea (Torino) ha
aggredito un agente che stava chiudendo le celle ed è stato
bloccato anche da altri detenuti. Tre giorni di prognosi per
l’aggredito. Il giorno successivo lo stesso detenuto, dopo avere
sfilato l’anta della finestra della propria cella, “ha provocato
ingenti danni alle pareti. Successivamente ha tentato di
sfondare la parete che dà sul corridoio della sezione, tanto da
rendersi necessario l’intervento del personale adeguatamente
equipaggiato”. A riferirlo sono le organizzazioni sindacali
Osapp, Uil Pa Pp, Sibnappe, Usoo, Fns Cisl, Cgil Fp Pp e Fsa
Cnpp del comparto sicurezza polizia penitenziaria.
“Chiedono a tutte le autorità a qualsiasi livello – viene
spiegato in una nota – di intervenire per quanto di rispettiva
competenza in considerazione della drammatica situazione in cui
è precipitato il carcere eporediese. Una situazione simile,
oltre ad essere altamente pericolosa, è dannosa per tutti
indistintamente. L’Istituto – aggiungono – è da tempo senza un
direttore titolare e il personale riceve direttive via telefono.
Il personale di polizia penitenziaria è allo stremo delle forze
e non ce la fa più. oltre ad essere abbandonato completamente a
se stesso”.
“Chiediamo a gran voce – concludono – aiuto a tutte le
autorità, ognuno per la parte di propria competenza, affinché si
ponga fine a questa incresciosa situazione. Chiediamo
l’intervento immediato del ministro Nordio, considerato che il
personale di polizia penitenziaria non interessa più a nessuno –
le politiche
penitenziarie oramai sono completamente concentrare a favore dei
soli
detenuti”. (ANSA).