La “condizione principale” per la ripresa dei negoziati con la Russia è il ripristino dell’integrità territoriale dell’Ucraina: lo scrive su Twitter il segretario del Consiglio di sicurezza e di difesa ucraino, Oleksii Danilov, sottolineando che Kiev ha anche bisogno della “garanzia” di armamenti moderni.
“Russia, negoziati.
La principale condizione del Presidente dell’Ucraina è il ripristino dell’integrità territoriale. Garanzia: difesa aerea moderna, aerei, carri armati e missili a lungo raggio. Strategia: passi proattivi, i missili russi devono essere distrutti prima del lancio in aria, a terra e in mare”, scrive Danilov. .
E all’intrasigenza ucraina risponde ancora una volta l’inflessibilità russa. “Purtroppo, alcuni Paesi occidentali, in primo luogo gli Stati Uniti, e alcuni dei loro partner minori, ignorano la realtà oggettiva e si attengono tenacemente a visioni e dottrine politiche da tempo superate, che sono in realtà neocoloniali. Non sono disposti a prendere in considerazione la posizione e la volontà degli Stati sovrani”, ha detto il vice capo del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev, in occasione della conferenza internazionale interpartitica Pressing International Security Issues Amid Geopolitical Instability.
Medvedev ha definito questa posizione “un vicolo cieco che porta alla perdita di molti valori tradizionali, alla globalizzazione delle questioni di sviluppo economico e alla violazione dei diritti e delle libertà delle persone. È possibile costruire la fiducia tra i Paesi, garantire la loro sicurezza e lo sviluppo sostenibile solo rafforzando un ordine mondiale veramente multipolare”. La Federazione Russa e il partito Russia Unita stanno compiendo ogni sforzo a tal fine”, ha osservato Medvedev, aggiungendo che la Russia sta attualmente affrontando un’enorme pressione sanzionatoria da parte dei Paesi occidentali. “Di conseguenza, c’è una minaccia di carestia globale, carenza di energia e altri problemi artificiali che fanno soffrire milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo, compreso il continente africano”, ha sottolineato Medvedev.
Anche così, però, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il suo omologo russo Vladimir Putin dovrebbero partecipare ambedue al vertice del G20 di Bali, anche se online. Il presidente indonesiano Joko Widodo, secondo il sito della Reuters. ha detto che il leader russo non ha escluso, in una telefonata della scorsa settimana, di partecipare al vertice, aggiungendo che “se non lo farà… forse chiederà di farlo virtualmente”. In quanto a Zelensky, parteciperà al G20 “molto probabilmente in modalità online”, ha detto l’addetto stampa presidenziale Sergei
Nikiforov. “In qualche modo Vladimir Zelensky prenderà parte al vertice del G20. Non posso dire di più”, ha spiegato Nikiforov. Il vertice del G20 si terrà sull’isola di Bali il 15 e il 16 novembre.
Proseguono intanto i bombardamenti e gli attacchi missilistici russi in diverse regioni dell’Ucraina, soprattutto nell’est del Paese Le forze russe hanno lanciato nella giornata di ieri nove attacchi missilistici, 37 raid aerei e oltre 100 attacchi con sistemi a lancio multiplo, colpendo le aree di oltre 25 insediamenti, secondo il rapporto quotidiano pubblicato su Facebook dallo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine. “Il nemico cerca di tenere i territori temporaneamente occupati, concentra gli sforzi per limitare le azioni delle Forze di Difesa in alcune aree, passa all’offensiva nelle direzioni di Bakhmut, Avdiivka e Novopavlivka”, si legge nel rapporto.
Nelle ultime 24 ore, prosegue lo Stato Maggiore, le truppe ucraine hanno respinto gli attacchi di Mosca nelle aree di Krasnohorivka, Bakhmut, Ivanhrad, Opytne, Klishchiivka, Marinka, Pavlivka, Vodiane e Mayorsk nella regione di Donetsk e Bilohorivka nella regione di Lugansk. Allo stesso tempo, le forze russe bombardano le unità ucraine lungo la linea di contatto, rafforzano le linee in alcune direzioni, conducono ricognizioni aeree e continuano a colpire infrastrutture critiche e case civili in violazione del diritto umanitario internazionale, delle leggi e degli usi di guerra. In particolare, i russi hanno colpito le aree di oltre 25 insediamenti delle regioni di Kharkiv, Lugansk, Donetsk, Zaporizhzhia, Dnipropetrovsk, Kherson e Mykolaiv
Ed è’ salito a tre il bilancio delle vittime degli attacchi russi di ieri nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’Amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko, che scrive: “Il 7 novembre re i russi hanno ucciso tre civili nella regione
di Donetsk: a Bakhmut e Krasnohorivka. Altre sette persone sono rimaste ferite nella regione”. Inoltre, le forze dell’ordine hanno scoperto i corpi di quattro civili uccisi dai russi durante l’occupazione a Yampil.
A causa degli attacchi dell’esercito russo alle infrastrutture elettriche ucraine, anche oggi sono previsti blackout da nord a sud nel Paese: l’operatore statale Ukrenergo ha osservato che il consumo di elettricità è in aumento a causa del freddo. “Sono necessarie ulteriori restrizioni sui consumi perché il freddo fa aumentare il consumo di elettricità, il che porta a un aumento del carico sulle apparecchiature e a una carenza di elettricità nel sistema elettrico. C’è una minaccia di incidenti non meno complicati di quelli accaduti a causa del fuoco nemico”, ha scritto Ukrenergo in una nota. Le interruzioni di corrente pianificate riguardano la regione di Kiev, compresa la capitale, la regione di Chernichiv, Cherkasy, Zhytomyr, Sumy, Kharkiv e Poltava. Anche il governatore di Leopoli ha avvertito che nella regione ci potranno essere blackout programmati.
Secondo il bollettino quotidiano compilato dall’intelligence britannico e diffuso dal ministero della Difesa di Londra, la Russia sta fortificando le sue linee difensive in tutte le aree di occupazione in Ucraina. In particolare, sottolinea il rapporto pubblicato su Twitter, i genieri di Mosca stanno costruendo strutture difensive attorno alla città occupata di Mariupol, nell’Ucraina meridionale, dove sono attivi due impianti per la produzione di strutture anti-carro in cemento, i cosiddetti ‘denti di drago’. Il ministero ricorda che il 19 ottobre scorso il proprietario del gruppo paramilitare Wagner, Yevgeny Prigozhin, ha rivendicato la costruzione di una ‘Linea Wagner’ fortificata di difese nella regione di Lugansk occupata. “Questa attività suggerisce che la Russia sta compiendo uno sforzo significativo per preparare difese in profondità dietro l’attuale linea del fronte – conclude il rapporto – probabilmente per prevenire qualsiasi rapida avanzata ucraina in caso di sfondamento”.
Inoltre, secondo informazioni diffuse dallo Stato Maggiore dell’esercito di Kiev, nell’area di Novosofiivka, nella regione di Kherson, l’esercito di occupazione russo è stato rafforzato da un’unità proveniente dalla Repubblica cecena, che ha partecipato al saccheggio delle abitazioni dei residenti evacuati. E nella città di Energodar, nell’Ucraina sud-orientale, i russi continuano a rafforzare le misure amministrative e di controspionaggio: “Gli occupanti raccolgono dati personali dei residenti, controllano gli smartphone, perquisiscono le residenze private e detengono illegalmente cittadini ucraini”, afferma lo Stato Maggiore, aggiungendo che è stata confermata la distruzione dei depositi di munizioni russe nei giorni scorsi negli insediamenti di Horlivka nella regione di Donetsk e Svatov
AGENZIA ANSA
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E’ allarme a Kiev a causa dei bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche. Il sindaco Vitaliy Klitschko non esclude la possibilità di un blackout totale nella capitale ucraina a causa della mancanza di elettricità, riscaldamento, acqua, comunicazioni e invita i residenti a fare scorte di cibo o trasferirsi temporaneamente fuori città.
“Siamo onesti: la Federazione russa sta cercando di commettere un genocidio energetico, ma Kiev e l’Ucraina resisteranno”, scrive su Twitter Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, aggiungendo che “il piano di protezione è semplice” e prevede “difesa aerea, protezione degli impianti infrastrutturali, ottimizzazione dei consumi”. Podolyak ha poi spiegato che lo “Stato” ucraino “affronta efficacemente queste sfide” e che si “lavora ad una soluzione insieme ai partner”.
Secondo il Nyt, la città avrebbe iniziato a pianificare l’evacuazione dei 3 milioni di residenti. I russi accusano gli ucraini di avere danneggiato con un razzo la diga della centrale idroelettrica di Kakhovka, nella regione di Kherson, senza causare danni importanti. Kerson sarebbe senza elettricità per un attacco alle reti elettriche.
L’ipotesi di un’evacuazione di massa viene però esclusa, almeno per ora. La situazione a Kiev è sotto controllo, e al momento non c’è motivo di considerare un’evacuazione di emergenza della popolazione della capitale ucraina. Lo ha dichiarato il capo del dipartimento di sicurezza municipale presso l’amministrazione statale della città di Kiev, Roman Tkachuk, citato da Ukrinform. “Al momento non c’è motivo di parlare di evacuazione”, ha detto Tkachuk. “Il sistema di protezione civile deve essere preparato per varie opzioni, ma questo non significa che ora ci stiamo preparando a lanciare un’evacuazione. Per reagire nel modo giusto, dobbiamo avere un piano per tutti gli scenari possibili”, ha aggiunto.
Intanto a restare al buio e senz’acqua è Kherson. “Kherson è attualmente senza elettricità e acqua a seguito di un attacco delle forze ucraine alle linee elettriche”, denunciano le autorità dell’occupazione russa. “A seguito di un attacco terroristico, organizzato dalla parte ucraina, tre tralicci di cemento che trasportavano linee ad alta tensione sono stati danneggiati sull’asse Berislav-Kakhovka”.
I russi accusano gli ucraini di avere “danneggiato” con un razzo la diga della centrale idroelettrica di Kakhovka, nella regione di Kherson. “Sei razzi Himars sono stati usati in un attacco alle 10 di oggi. Le unità di difesa aerea hanno abbattuto cinque razzi e uno ha colpito la diga di Kakhovka, danneggiandola”, ha detto ai giornalisti un rappresentante dei servizi di emergenza, riporta Interfax.
Agenzia ANSA
Secondo il Washington Post, gli Usa sanno che lo zar non vuole la pace, ma temono l’effetto della posizione di Kiev sul sostegno internazionale alla sua causa (ANSA)
Il consigliere per la Sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, è impegnato da qualche mese in conversazioni segrete con i suoi omologhi russi. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal citando in particolare colloqui con Yuri Ushakov, il consigliere di Vladimir Putin per la politica estera.
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