Sale la polemica fra Roma e Parigi sull’accoglienza dei migranti.
La Francia denuncia il “comportamento inaccettabile” dell’Italia riguardo alla vicenda che ha coinvolto la nave Ocean Viking con a bordo i migranti.
L’atteggiamento delle autorità italiane è “contrario al diritto del mare e allo spirito di solidarietà europea”, ha dichiarato una fonte del governo francese all’Afp. E il portavoce dell’esecutivo di Parigi, Oliver Vèran, ha sottolineato che l’Italia deve “svolgere il suo ruolo” e “rispettare gli impegni europei” accogliendo la Ocean Viking su cui sono bloccati centinaia di migranti. “La barca si trova attualmente nelle acque territoriali italiane, ci sono regole europee estremamente chiare che sono state peraltro accettate dagli italiani che sono, di fatto, i primi beneficiari di un meccanismo europeo di solidarietà finanziaria”, ha aggiunto Véran.
Ieri sera la premier Giorgia Meloni aveva ringraziato la Francia per aver accettato di accogliere l’Ocean Viking e dei suoi 234 passeggeri migranti. “Ma i meccanismi diplomatici sono ancora in azione nel momento in cui vi parlo, quindi non posso andare oltre”, ha tagliato corto Véran. “Abbiamo ancora qualche ora di discussione e, in
ogni caso, siamo ancora in questa fase”, ha aggiunto, promettendo comunque che “nessuno lascerà che questa barca corra il minimo rischio, ovviamente per chi è a bordo” .
“Di fronte al silenzio assordante dell’Italia”, ieri la ong SOS Méditerranée ha affermato di aver chiesto alla Francia di assegnare un porto sicuro all’Ocean Viking, che “dovrebbe arrivare in acque internazionali vicino alla Corsica il 10 novembre”.
Prima notte senza migranti a bordo per le due navi di Ong, la Humanity 1 e Geo Barents di Medici senza frontiere, ormeggiate, rispettivamente, da sabato e domenica scorsi nel porto di Catania. Tutte le persone che erano rimaste a bordo sono state fatte sbarcare ieri sera e portate in un impianto sportivo di proprietà del Comune, il Palaspedini, accanto allo stadio Angelo Massimino.
Geo Barents, ha annunciato ieri il capo missione Juan Mattias Gil, dopo un giorno di riposo e “il tempo di fare rifornimento”, “ritornerà in mare a salvare vite umane” nonostante il decreto ministeriale sulle ong perché, ha spiegato, “non ci possiamo fermare”. La posizione di Sos Humanity sarà resa nota oggi durante una conferenza stampa prevista per le 11 al molo di Levante.
La Cgil Sicilia, invece, ha annunciato che non si terrà il presidio di protesta ‘Facciamoli scendere’ che era stato annunciato per le 17 oggi nel porto di Catania a sostegno delle due navi ong.
Sul fronte legale, decaduto, per cessato motivo del contendere, il ricorso al Tribunale civile di Catania, i legali della ong Sos Humanity stanno ancora valutando se presentarlo invece Tar del Lazio sul verbale notificato al comandante per andare via con la nave e le 35 persone rimaste a bordo che erano stati fatti scendere 144 migranti valutati ‘fragili’. “La contestazione sul verbale – spiega l’avvocato Riccardo Campochiaro – è anche una contestazione sul decreto ministeriale che, secondo pareri di illustri giuristi italiani e internazionali, fa acqua da tutte le parti. E un provvedimento del Tribunale amministrativo regionale sarebbe decisivo sulla sua applicazione”.
E mentre la Commissione europea ricorda all’Italia che ha il dovere di garantire ai migranti l’accesso alle procedure per l’asilo, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, respinge con nettezza gli attacchi: “Non accettiamo lezioni da nessuno dal punto di vista del rispetto dei diritti umani”. Matteo Salvini per una volta non replica ma si limita ad esultare per la partenza della Ocean Viking verso la Francia: “bene così. L’aria è cambiata”. Ma la partita politica non è chiusa, con il Pd che chiede a Piantedosi di riferire in Aula Senato su quanto sta accadendo ed il segretario Enrico Letta che definisce “la selezione dei disperati una aberrazione e uno schiaffo alla civiltà e allo Stato di diritto”. Una nave se ne va, dunque. La Ocean Viking – bandiera norvegese, della ong francese Sos Mediterranee – è diretta a Marsiglia. La decisione di Parigi di accoglierla arriva dopo un colloquio ieri sera tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ed il capo dello Stato francese, Emmanuel Macron. Secondo quanto riferito all’ANSA da una fonte del ministero dell’Interno francese, l’Italia è “rimasta ferma sulle sue posizioni” e così è stato anche “oggi pomeriggio in un ultimo contatto telefonico fra i ministri Matteo Piantedosi e Gérald Darmanin”.
AGENZIA ANSA
Ue: “I Paesi membri hanno il dovere di garantire le procedure di asilo” – Europa
“I cittadini di Paesi terzi presenti sul territorio Ue hanno la possibilità di presentare domanda di riconoscimento di asilo e in quel caso gli stati membri hanno il dovere di garantire l’accesso alle procedure previste”. (ANSA)
Sul tema migranti si è espressa la presidente del Consiglio. “Negli ultimi anni – ha ricordato – abbiamo assistito a una gestione inadeguata del fenomeno, che ha prodotto grandi ed evidenti disagi: hotspot al collasso, sbarchi aumentati, Forze dell’Ordine allo stremo. E il tutto ha portato a un crescente clima di insicurezza generale. Il nostro obiettivo – ha sottolineato – è difendere la legalità, la sicurezza e la dignità di ogni persona. Per questo vogliamo mettere un freno all’immigrazione clandestina, evitare nuove morti in mare e combattere i trafficanti di esseri umani. Piantedosi, la cui direttiva dello scorso 25 settembre ha dato il via all’offensiva anti-ong del Governo, è finito prevedibilmente nel mirino: c’è chi ha definito incostituzionale il suo provvedimento e chi lo ha attaccato per la frase sul “carico residuale”. Lui non ci sta. “Se vi volete fermare all’esegesi delle espressioni burocratiche – si accende, rispondendo ai giornalisti – fate pure, ma non accettiamo lezioni da nessuno dal punto di vista del rispetto dei diritti umani”.
IN PRECEDENZA:
Sono sbarcati a Reggio Calabria tutti gli 89 migranti – tra cui una quarantina di minori e otto bambini in tenera età – arrivati in Italia a bordo della nave Rise Above. Adesso i migranti sono in un centro di prima accoglienza, in attesa del trasferimento sulla base del riparto nazionale stabilito dal ministero dell’interno. Cresce intanto la tensione a Catania, dove il ‘carico residuale’ resta bloccato a bordo di due navi ong. Appello della Cei Migrantes. Non si arresta lo scontro politico.
A REGGIO PORTATI IN SALVO 89 MIGRANTI, UN EVENTO SAR
Gli 89 migranti salvati dalla nave Rise Above sono scesi a terra perché l’intervento dell’imbarcazione della Ong tedesca Mission Lifeline è considerato un evento Sar (Search and rescue) a differenza della situazione delle altre due navi Geo Barents e Humanity one ferme a Catania. L’acronimo Sar deriva dall’inglese search and rescue e indica un insieme di operazioni di salvataggio, in questo caso navali, mirate alla salvaguardia della vita umana in particolari situazioni di pericolo.
Nella prima fase dello sbarco di Reggio Calabria, l’equipaggio della “Rise Above” non è stato fatto scendere dalla nave in attesa che lo stesso fosse identificato dalle forze dell’ordine. Fonti delle forze dell’ordine, infatti, fanno sapere che occorreva verificare se, tra i marittimi a bordo dell’imbarcazione gestita dalla ong “Mission Lifelive”, ci fossero persone non comunitarie per le quali ci potevano essere delle restrizioni. Eseguito l’accertamento e verificato che tutti i componenti sono comunitari, gli stessi hanno avuto la possibilità di scendere sulla banchina.
ISPEZIONE SULLA GEO BARENTS A CATANIA
“L’ispezione dell’Usmaf a bordo è in corso. A seguito della nostra richiesta di ieri sono arrivati i medici: due psicologi e stiamo aspettando un medico clinico per verificare le infezioni cutanee”. Così il capo missione della Geo Barents, Juan Matias Gil, parlando con i cronisti nel molo dieci del posto di Catania.
“Help… help” urlano i migranti a bordo della Geo Barents. Sulla nave della Ong, attraccata nella banchina del molo dieci del porto di Catania, i naufraghi mostrano due cartelli, in uno c’è scritto “Help” e nell’altro “Disembark 4 all”.
I due migranti che ieri si erano buttati in mare e poi soccorsi hanno dormito sdraiati all’interno di un furgone bianco fermo in banchina a una ventina di metri dalla Geo Barents. I due si sono rifiutati di risalire sulla nave e hanno trascorso l’intera giornata di ieri accovacciati in banchina. Sono stati assistiti dai volontari della Croce Rossa. Le loro condizioni sono buone.
Sono tornati a manifestare gli attivisti nel porto di Catania per solidarizzare con i migranti a bordo della Geo Barents, attraccata in banchina. Per motivi di sicurezza però il presidio rispetto ai giorni scorsi si tiene all’esterno dell’area di accoglienza nel molo dieci, perché ci sono turisti e pullman. Gli attivisti urlano “tutti liberi, tutte libere” e “assassini in giacca e cravatta”. I cronisti invece sono all’interno dell’area, a ridosso del cancello di accesso alla banchina.
L’APPELLO DELLA CEI
“Non possiamo permettere assolutamente che ancora una volta i nostri fratelli migranti che vengono dalla fame, dalle guerre ancora una volta vengono trattati come scarti, come carichi residuali, e non come persone”. Lo dice, a margine della presentazione del Rapporto italiani nel Mondo curato dalla Fondazione Migrantes, monsignor Savino, vescovo di Cassano allo Jonio e vice presidente della Cei.
“La situazione è drammatica, anticostituzionale che non rispetta anche le famiglie che sono su queste navi, che non rispetta il diritto fondamentale al soccorso della Convenzione di Ginevra quindi si spera che questa situazione si sblocchi e che l’Italia insieme all’Europa continui quel progetto di condivisione di solidarietà nei confronti dei migranti che sono richiedenti asilo e che sono rifugiati, l’identificazione non può essere fatta a bordo ma deve essere fatta a terra e anche con tutte le tutele di ogni persona”. Così il presidente della Fondazione Cei Migrantes, mons. Giampaolo Perego.
LO SCONTRO POLITICO
Cresce lo scontro politico sulla gestione dei flussi migratori, con l’opposizione che attacca “l’inumanità” del governo. “Avanti così. L’Italia non sarà complice del traffico di esseri umani. Qualcuno inizia a capirlo?”. Così il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture, Matteo Salvini, in un tweet, commentando la notizia della Ong spagnola Salvamento Maritimo Humanitario (Smh) che ha deciso di rinviare la missione prevista nel Mediterraneo. Il tweet è corredato da una foto del ministro degli interni Matteo Piantedosi con la scritta “prima vittoria”.
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