“Terzo, il mercato del lavoro dell’Ue resta il punto luminoso dell’economia dell’Unione e si prevede che mostrerà resilienza. L’aumento della disoccupazione il prossimo anno dovrebbe essere moderato prima di diminuire nuovamente nel 2024″, ha evidenziato l’ex premier italiano. “In quarto luogo, prevediamo che i deficit pubblici rimarranno al di sopra del 3%, ma il rapporto debito/Pil continuerà a diminuire. Dal 4,6% nel 2021, il disavanzo di bilancio aggregato nell’Ue dovrebbe raggiungere il 3,4% nel 2022, il 3,6% nel 2023 e il 3,2% nel 2024. Il rapporto debito/Pil aggregato dovrebbe scendere dall’89,4% nell’Ue nel 2021 all’84,1% nel 2024″.
“L’incertezza rimane eccezionalmente elevata, con rischi prevalentemente al ribasso. La nostra previsione di base è ancora una volta supportata da alcune ipotesi di lavoro cruciali. In particolare si presume che le tensioni geopolitiche non si normalizzeranno né si intensificheranno prima della fine dell’orizzonte di previsione e che tutte le sanzioni adottate contro la Russia rimarranno in vigore. Le previsioni di oggi – continua Gentiloni – sono soggette a molteplici rischi e incertezze, ma di una cosa sono sicuro: se noi europei rimarremo uniti, possiamo superare con successo queste difficoltà ed emergere più forti. Ci stiamo avvicinando alla fine di un anno in cui la Russia ha proiettato ancora una volta l’ombra oscura della guerra nel nostro continente. L’economia dell’Ue ha dimostrato grande resilienza alle onde d’urto che la guerra ha provocato, grazie in gran parte alle decisioni politiche decise dall’inizio della pandemia, in uno spirito di unità e solidarietà. Il potenziale di ulteriori perturbazioni economiche dovute alla guerra della Russia è tutt’altro che esaurita. La più grande minaccia deriva da sviluppi negativi sul mercato del gas e il rischio di carenze, soprattutto in inverno del 2023/2024”
“La crescita dei consumi è destinata a fermarsi il prossimo anno. L’inflazione ha continuato a superare la crescita salariale. L’elevata inflazione sta erodendo il potere d’acquisto del reddito disponibile delle famiglie, ma anche il valore reale della loro ricchezza. Si prevede quindi che la crescita del volume dei consumi privati decelererà nettamente dal 3,7% nel 2022 allo 0,1% nel 2023, prima di salire all’1,5% nel 2024. Si prevede inoltre che gli investimenti continueranno a crescere, anche se a un ritmo più contenuto l’anno prossimo, a causa dell’aumento dei costi di input e del lavoro, insieme all’aumento dei costi di finanziamento – ha proseguito -. Questi sviluppi negativi sono in parte mitigati dalla continua attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza, che è destinato a sostenere gli investimenti pubblici, in modo significativo in alcuni paesi”.
“In Germania, l’impennata dei costi energetici è un freno importante alla crescita del reddito e della produzione. Insieme a prestiti più costosi, è probabile che ciò influisca sugli investimenti. Si prevede che ulteriori perdite di potere d’acquisto a causa dell’elevata inflazione ridurranno i consumi privati, nonostante il parziale sollievo dal sostegno politico. Si prevede che il Pil crescerà dell’1,6% nel 2022 ma diminuirà dello 0,6% nel 2023 prima di riprendersi dell’1,4% nel 2024“. E “in Francia, l’attività economica dovrebbe rimanere debole per la prima metà del 2023. Nella seconda metà del prossimo anno, la prevista moderazione dell’inflazione dovrebbe consentire una graduale ripresa, con i consumi privati che acquistano slancio e gli investimenti in crescita. Si prevede che il Pil reale in Francia crescerà del 2,6% nel 2022, dello 0,4% nel 2023 e dell’1,5% nel 2024″.
Rispondendo a una domanda sulla legge di bilancio in Italia ha detto che “siamo in attesa. Le autorità italiane manderanno a Bruxelles entro la fine del mese, immagino nel giro di dieci-quindici giorni, il progetto di bilancio aggiornato. E noi faremo la nostra valutazione fuori dal complesso delle valutazioni che presenteremo il 22 novembre. La presenteremo a dicembre perché la riceveremo più tardi. Credo che sia molto difficile anticipare ora decisioni di cui di non conosciamo la natura. Abbiamo avuto interlocuzioni positive con le nuove autorità di governo in Italia ma aspettiamo di vedere proposte, numeri e il piano di bilancio“.
E in merito invece alle recenti tensioni tra l’Italia e la Francia sui migranti Gentiloni ha affermato che “quello che posso dire da italiano e da commissario europeo, il fatto che tra questi due grandi paesi ci siano buone relazioni è fondamentale. L’auspicio da parte mia personale e nostra come Commissione, è che queste difficoltà siano superate al più presto, nel rispetto dei principi e delle regole europee“.
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