amianto ha bisogno di un riordino e di una semplificazione. In
questi anni abbiamo stabilizzato la rendita aggiuntiva del 15%
per gli esposti amianto e aumentato il contributo una tantum per
i familiari delle vittime non professionali, ma non basta.Occuparsi di amianto significa aver a che fare con tanti
soggetti e tante regole non sempre tra loro coordinate, quindi
un riordino del sistema è fondamentale sia per chi deve fare
richiesta di accesso al Fondo sia per chi deve rifondere
eventuali danni. E ci sono poi implicazioni di carattere
ambientale e situazioni particolari di cui tenere conto”. Lo ha
detto oggi a Trieste la capogruppo Pd alla Camera Debora
Serracchiani, intervenendo al convegno “Amianto a Trieste:
profili sanitari e risarcitori”.
“Serve poi semplificare – ha spiegato la capogruppo – perché
ad esempio ricostruire il fascicolo con cui si fa la domanda è
estremamente complicato, molto lungo e faticoso per i
richiedenti. Sono inoltre rimaste a metà delle questioni
previdenziali come – ha aggiunto – una proposta di legge per la
riapertura dei termini per la presentazione delle domande
d’accesso ai benefici”. Parlando del Superbonus, Serracchiani ha
detto che “in questa norma abbiamo tentato di incentivare le
bonifiche ma siamo arrivati solo fino a un certo punto”. “C’è
anche la questione delle Autorità portuali che non accedono al
Fondo vittime amianto – ha indicato Serracchiani – e che per gli
indennizzi devono usare fondi propri, che dovrebbero servire
piuttosto a fare bonifiche e prevenzione. Ho presentato tre
volte un emendamento che tre volte è stato respinto, ma lo
ripresenterò”. La capogruppo dem ha evidenziato la “mancanza di
discariche per amianto, che genera ulteriori costi di trasporto
per lo smaltimento” e la necessità di “implementare e
rafforzare l’attività del Centro Regionale Unico Amianto (CRUA)
di Monfalcone”. (ANSA).