L’atteso chiarimento con Emmanuel Macron non c’è stato.
Non ancora perlomeno.
Ma il primo giorno al vertice del G20 di Bali Giorgia Meloni porta a casa un colloquio di quasi un’ora con il presidente Usa Joe Biden. Faccia a faccia nel corso del quale è stato fatto anche un focus su Cina e Ucraina, spiega la Casa Bianca. Il dato politico dell’incontro lo sintetizza Palazzo Chigi parlando di solidità dell’alleanza transatlantica e legami “profondi e duraturi”. I migranti sono stati l’altro tema scottante della giornata, prima con l’intesa con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per combattere insieme gli ingressi illegali, proprio il nodo che divide in questo momento il governo italiano dalle principali cancellerie europee.
Tema che è stato al centro del confronto, sempre a margine dei lavori del G20, con il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Bisogna “dialogare e lavorare insieme per trovare soluzioni alle crisi globali” ,riassume la presidente del Consiglio che al suo esordio sulla scena mondiale porta al Vertice dei 20 grandi un discorso in gran parte in linea con il governo precedente: parla di sicurezza alimentare ed energetica dopo il padrone di casa, il presidente dell’Indonesia Joko Widodo nella prima sessione ufficiale dei lavori. E’ l’unica capo di governo al tavolo, insieme solo ad altre tre donne, su 41 partecipanti, a capo di istituzioni internazionali (la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen, il direttore del Fmi Kristalina Georgiva e del Wto Ngozi Okonjo-Iweala). La premier sottolinea l’impatto devastante” dell’aggressione russa cui dare una risposta comune.
Tra le sfide principali del format – più aperto a oriente a differenza del G7 – il sostegno a Kiev, la diversificazione degli approvvigionamenti energetici per rispondere agli “errori del passato”, per non consentire più ai paesi produttori di usare l’energia “come un’arma”. Come sta facendo la Russia (un’arma di ricatto la definiva Mario Draghi). E come richiama anche la sintetica nota diffusa da Washington al termine del primo faccia a faccia di Biden con la premier italiana. Non ci sono, nella sintesi degli americani, gli abituali riferimenti all’amicizia Italia-Usa e ai forti legami tra alleati che però sarebbero stati argomenti citati dallo stesso Biden durante l’incontro, a confermare quel messaggio veicolato all’inizio del mandato della disponibilità a lavorare con Roma a prescindere dai cambi di governo. Nel corso del colloquio (accanto a lei in delegazione il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il sottosegretario a Palazzo Chigi Giovanbattista Fazzolari) Meloni ha comunque l’occasione di rassicurare l’alleato ( che la studia con curiosità), ribadendo di persona che l’Italia non cambia la sua collocazione internazionale, saldamente all’interno dell’alleanza euroatlantica. I due leader si intrattengono più del previsto, per conoscersi, per parlare dei tanti dossier che interessano entrambe le parti.
A Biden preme in particolar modo che Roma confermi il suo impegno per aiutare l’Ucraina “a difendersi”, anche con l’invio di armi, punto su cui trova Meloni perfettamente allineata. Ma soprattutto che l’Italia mantenga il suo baricentro spostato a Occidente, nonostante le scelte attualmente congelate, ma ancora in campo, di aprire di più a Oriente con la partecipazione alla nuova Via della Seta. Bisogna “coordinare le risposte” ad alcune “sfide globali” a partire da quelle “poste dalla Cina”, sottolinea la Casa Bianca senza entrare, come sembra sia accaduto nell’ora di incontro, nel dettaglio dei singoli dossier. Ma le richieste della Cina all’Italia vanno nella direzione opposta, come ha spiegato due giorni fa anche l’incaricata d’affari Zheng Xuan, non solo sul fronte dei rapporti commerciali, che si sono comunque intensificati tra Roma e Pechino dallo scoppio della pandemia, ma anche sulla questione di Taiwan che “appartiene puramente agli affari interni della Cina”. Un terreno impervio anche in vista dell’altro incontro clou della due giorni in Indonesia, quello con il presidente Xi-Jinping. A maggior ragione dopo che alla vigilia delle elezioni in Italia Meloni aveva espresso una posizione molto netta (e in linea con gli Usa).
“Oggi e domani a Bali per partecipare al G20 e a importanti incontri bilaterali. Di fronte alle sfide del nostro tempo occorre dialogare e lavorare insieme per trovare soluzioni alle crisi globali. #G20Indonesia #G20BaliSummit”, ha scritto su Twitter la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.La prmier ha avuto un incontro bilaterale a margine dei lavori del vertice dei Paesi del G20 con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Il colloquio si è incentrato sulla solidità dell’alleanza transatlantica e sull’eccellente cooperazione per fare fronte alle sfide globali, dalla crescita economica alla sicurezza comune. Meloni e Biden hanno ribadito i profondi e duraturi legami tra le nostre Nazioni e il forte interesse a rafforzare ulteriormente il partenariato nei numerosi settori di interesse reciproco.
Il colloquio, secondo quanto si apprende da fonti italiane, è durato quasi un’ora. Al centro dell’attenzione c’è stato tra l’altro, secondo quanto riferisce Palazzo Chigi in una nota, il continuo sostegno all’Ucraina, la stabilità nel Mediterraneo e nell’Indo-pacifico e i rapporti con la Cina.
A margine dei lavori del G20, Meloni ha avuto anche un incontro bilaterale con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Nel corso del colloquio, riferisce una nota di Palazzo Chigi, i due leader hanno posto l’accento sulla necessità di lavorare insieme per contrastare la migrazione irregolare e favorire la risoluzione della crisi libica. Meloni e Erdogan hanno anche concordato sull’opportunità di cogliere insieme le vaste potenzialità della regione mediterranea.
Nel corso del colloquio con Erdogan la presidente del Consiglio ha espresso personalmente la sua vicinanza, e quella del governo, al popolo turco per il vile attentato terroristico in cui sono morti civili innocenti. I due leader hanno convenuto sulla necessità di proseguire con determinazione nella lotta comune contro il terrorismo.
L’INTERVENTO
A Bali primo intervento tra i Grandi della presidente del Consiglio che ha sottolineato il “devastante impatto” dell’invasione russa dell’Ucraina, esortando il G20 a confrontarsi “con le sfide più difficili”, e cioè con le conseguenze del conflitto in ambito economico, energetico e alimentare.
“Quando l’Indonesia ha assunto la Presidenza del G20 era impossibile prevedere che la Russia avrebbe invaso l’Ucraina e il devastante impatto che ciò avrebbe avuto sull’ordine mondiale e sulle nostre economie”. Così Meloni nel suo discorso al vertice. “Per riuscire nella sua missione, il G20 deve avere il coraggio di confrontarsi con le sfide più difficili in agenda, a partire dalle conseguenze del conflitto ucraino in ambito economico, energetico e alimentare che stanno investendo tutti e stanno senza dubbio colpendo in maniera preponderante i Paesi in via di sviluppo”.
“Presidente Widodo – ha poi aggiunto rivolgendosi al presidente indonesiano -, l’anno scorso a Roma nessuno avrebbe pensato che si sarebbe arrivati a questo, con la guerra, la crisi alimentare e l’emergenza energetica. Ma non abbiamo permesso a nessuno di intimidirci”.”Abbiamo reagito e abbiamo continuato a lavorare insieme. Non solo su energia e cibo, ma anche su tante altre sfide: la difesa dell’ambiente, il contrasto ai cambiamenti climatici, infrastrutture più efficienti, un’istruzione di qualità, assistenza sanitaria per tutti. Le generazioni future meritano un mondo migliore e tutti noi abbiamo il dovere di lavorare in questa direzione”. “L’Italia, insieme all’Ue – ha concluso -, sta intervenendo per fare fronte alla spropositata e sproporzionata crescita dei prezzi dell’energia, per aumentare la produzione nazionale e accelerare la diversificazione delle fonti di approvvigionamento.
“La guerra in Ucraina ha certamente contribuito ad aggravare la crisi energetica globale. Ma ha finalmente posto in evidenza i tanti errori commessi, almeno dall’inizio del Millennio, nelle politiche energetiche e nei rapporti tra Paesi produttori e consumatori”, ha detto la premier Meloni. “Dal dramma della crisi energetica può emergere, per paradosso, anche l’opportunità di rendere il mondo più sostenibile e costruire un mercato più equilibrato, nel quale gli speculatori abbiano meno influenza e i Paesi fornitori abbiano meno opportunità di usare l’energia come un’arma contro altri Paesi”.
Intervenendo alla sessione di lavoro sulla salute (“Global health”) del G20, Meloni ha affermato che “la pandemia ha mostrato la grande fragilità delle nostre società dinnanzi a crisi sanitarie inaspettate”. “Una situazione di pericolo – ha aggiunto – che abbiamo il dovere di affrontare in modo strutturale, senza mai cedere alla facile tentazione di sacrificare la libertà dei nostri cittadini in nome della tutela della loro salute. Libertà e salute si tengono insieme. Perché certamente, se non si ha la salute a nulla serve la libertà. Ma di contro, cos’è la salute senza libertà?”.
“Il Covid-19 è in calo in molti paesi, tra questi l’Italia. Grazie al lavoro straordinario del personale sanitario, ai vaccini, alla prevenzione, alla responsabilizzazione dei cittadini, la vita è tornata progressivamente alla normalità”, ha sottolineato Meloni.
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