(Pisa) per la bonifica dei terreni inquinati dal keu, gli scarti
inquinanti delle lavorazioni delle concerie di Santa Croce, è un
modello di sostenibilità al punto da essere citato in un
articolo di una rivista internazionale specializzata nel quale
si illustra il piano di decontaminazione in un articolo di più
estensori e legato al dipartimento di ingegneria dell’energia,
dei sistemi, del territorio e delle costruzioni dell’Università
di Pisa.”Nella realizzazione di scuderie e attrezzature connesse –
spiega una nota del Comune di Peccioli – è stato utilizzato
materiale riciclato con alte concentrazioni di sostanze
pericolose, tra queste in particolare il cromo. Una situazione
di emergenza che ha portato l’amministrazione a effettuare
ulteriori indagini sul terreno per tutelare la salute pubblica”.
Le indagini ambientali, viene spiegato, “fortunatamente non
hanno evidenziato segni evidenti di contaminazioni dei terreni
al di sotto dei riporti e neppure delle acque sotterranee, ma il
Comune ha comunque messo in atto, nel più breve tempo possibile,
una serie di attività finalizzate a impedire qualunque tipo di
rischio concreto di contaminazione ambientale, caldeggiando la
bonifica del sito”. Per questo il team autore dell’articolo ha
sviluppato un’analisi costi-benefici finalizzata a valutare, tra
i diversi scenari possibili, quale fosse quello più idoneo dal
punto di vista ambientale, esaminando tre scenari: lo scenario
0, nel quale non è sostanzialmente previsto alcun intervento, lo
scenario 1 che prevede la rimozione del materiale pericoloso, e
lo scenario 2 con messa in sicurezza permanente ma lasciando il
materiale nel sito, che è poi stato valutato il migliore,
prosegue il Comune, “rispetto a 12 tipologie di impatto
ambientale: questo studio costituisce, dunque, una sorta di
linea guida per i futuri interventi di gestione delle
problematiche collegate al Keu” e il progetto è stato approvato
anche da Regione Toscana, Arpat e Asl Toscana Nord Ovest.
(ANSA).