Per Panetta “la transizione verde non determinerà necessariamente un aumento dell’inflazione. Stimolando la produzione di energie rinnovabili a basso costo, esse possono contenere le pressioni inflazionistiche”. Secondo Panetta “la forte spinta fornita dall’energia all’attuale aumento dell’inflazione non è determinata dalla transizione ecologica”. E “per combattere il cambiamento climatico, le autorità devono attuare misure tempestive, decise, ambiziose, con il necessario sostegno dei cittadini”.
Panetta ha chiarito innanzitutto che l’attuale aumento delle quotazioni di petrolio e gas “non dipende dalla transizione verde. Esso è in ampia misura dovuto alle manipolazioni dell’offerta di energia da parte della Russia. Se avessimo avviato per tempo la transizione verde, avremmo potuto progredire più agevolmente verso gli obiettivi climatici, e avremmo potuto limitare la nostra vulnerabilità allo shock energetico e le sue ricadute sull’inflazione”. Il membro della Bce ha quindi osservato che la transizione ecologica è spesso presentata come una minaccia per aspetti essenziali della nostra vita quotidiana, quali il nostro potere d’acquisto e le opportunità di crescita della nostra economia. “Una visione così negativa – ha detto – è ingiustificata. La “coincidenza divina” non è una vana illusione: la transizione verde può generare vantaggi economici significativi. Dipenderà dalle politiche che adotteremo”.
Ma per arrivare a questo bisognerà mettere in campo politiche adeguate nel campo dell’energia che possano comprimere la domanda di combustibili fossili. “Stimolando la produzione di energie rinnovabili a basso costo, esse possono contenere le pressioni inflazionistiche, e persino ridurre l’inflazione rispetto a uno scenario controfattuale caratterizzato dall’assenza di interventi”. A suo parere si devono “rassicurare i cittadini sul fatto che, con politiche adeguate, la transizione verde consentirebbe di accrescere – non di diminuire – le loro opportunità di lavoro, la qualità della loro vita e il loro potere d’acquisto. In assenza di interventi, le prospettive sarebbero peggiori, e implicherebbero il ripetersi di crisi come quella che stiamo attraversando”. Panetta ha ricordato infine che a livello mondiale, l’energia generata da petrolio, carbone e gas naturale rappresenta oltre l’80% del consumo energetico complessivo e secondo le stime questa percentuale dovrà scendere al 30% per azzerare le emissioni nette di carbonio entro il 2050. “Nell’UE la riduzione dovrà essere ancora maggiore”.