Dopo una settimana di tensioni, in cui Acciaierie per l’Italia ha comunicato la sospensione delle attività di 145 ditte dell’indotto che svolgono lavori ritenuti non essenziali, con le conseguenti ricadute occupazionali, oggi la prima giornata di mobilitazione annunciata dalle organizzazioni sindacali con sciopero in tutti i siti del gruppo, a cui partecipa anche lo storico stabilimento di Genova Cornigliano.
La decisione di fermarsi per 4 ore è maturata non solo per la sospensione delle ditte dell’indotto, ma anche perché Acciaierie per l’Italia – lo scorso 17 novembre – non si è presentata all’incontro con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, i sindacati e gli enti locali per fare il punto sulla situazione in cui versa l’ex Ilva proprio alla luce di questa ultima decisione. Né l’amministratrice delegata Lucia Morselli, espressione del socio privato ArcelorMittal, né il presidente Franco Bernabè, espressione della pubblica Invitalia, hanno partecipato al faccia a faccia.
Nello stabilimento siderurgico di Taranto 24 ore di stop sui tre turni. “Presidieremo tutte le portinerie d’ingresso dello stabilimento siderurgico a partire dalle ore 4 di questa mattina” dichiara la Fiom Cgil. “E’ necessaria una presenza massiccia di tutti i lavoratori per consentire la riuscita della mobilitazione e dare un chiaro messaggio al Governo italiano e alla multinazionale”. “Inoltre – specifica la Fiom -, in mattinata è previsto un corteo che partirà dalla portineria tubificio e attraverserà tutte le portinerie fino ad arrivare in direzione”.
“Spero e credo che oggi le coscienze di ognuno di noi si risveglino perché rimanere passivi e l’unica cosa da non fare” afferma Gennaro Oliva della Uil. “Scioperiamo per riprenderci la nostra dignità e scacciare la Morselli e il suo staff – dice l’esponente Uilm in riferimento all’amministratore delegato di Acciaierie d’Italia – l’astensione di oggi sarà la prima iniziativa importante che servirà per valutare fatti e situazioni e che porterà allo sviluppo di altre iniziative utili al raggiungimento dell’obiettivo”, prosegue. Per la Uilm, “la nostra lotta in questo momento non è tanto per ottenere il miliardo che consentirebbe il proseguo delle attività e il rientro delle ditte, quanto pretendere il cambio gestionale, il reintegro dei lavoratori Ilva in amministrazione straordinaria e lavorare con dignità e nel rispetto del diritto costituzionale: lavoro e salute senza alcuna distinzione”.
Il ministro Urso – dopo il mancato confronto con l’azienda – ha tenuto a sottolineare come sia arrivato il momento di “riequilibrare la Governance” affinché ci sia una risposta “agli impegni presi”. La ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha invece assicurato l’impegno “ad attivare un canale di confronto e a studiare immediate soluzioni”.
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