Queste le parole scelte dalla famiglia per annunciare la sua morte. “Chi è amato non conosce morte, perché l’amore è immortalità, o meglio, è sostanza divina (Emily Dickinson). Ciao Bobo”, si conclude il messaggio.
L’ incontro nel 1979 con Umberto Bossi cambiò la sua vita e se “lui è il papà della Lega, io ne sono la mamma”, spiegava. Perché da quel giorno la politica diventò il suo lavoro, mentre il calcio e la musica restaronosolo passioni.
Storico esponente della Lega Nord, ha condiviso con Umberto Bossi gli inizi: l’incontro nel 1979 cambiò la sua vita e se “lui è il papà della Lega, io ne sono la mamma”, spiegava. Perché da quel giorno la politica diventò il suo lavoro, mentre il calcio e la musica restarono solo passioni.
Tra gli 80 leghisti che rappresentarono per la prima volta la Lega in parlamento nel 1992, poi è diventato ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio nel 1994, ministro del Lavoro nel 2001 e ancora ministro dell’Interno nel 2008 sempre con Silvio Berlusconi presidente del Consiglio, per chiudere infine la sua carriera nelle istituzioni come presidente della Regione Lombardia dal 2013 al 2018. Aveva annunciato la sua candidatura per diventare sindaco di Varese ma la malattia lo ha costretto a rinunciare un anno fa, nel 2021, quando ha si è ritirato dalla politica attiva.
“Sono profondamente colpita dalla notizia della scomparsa di Roberto Maroni. Un amico, un politico intelligente e capace che ha servito le Istituzioni con buonsenso e concretezza. Il Governo esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai suoi cari in questo momento difficile” scrive la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Grande segretario, super ministro, ottimo governatore, leghista sempre e per sempre. Buon vento Roberto“, scrive sui social il leader della Lega Matteo Salvini commentando la scomparsa di Maroni.
“Roberto Maroni è stato un protagonista della politica italiana. Ha ricoperto con grande senso dello Stato incarichi molto importanti. Difendendo sempre con coraggio le sue idee. Prego per la sua famiglia in questo momento di dolore. Riposi in pace”, scrive su Twitter il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“Un amico. Una persona perbene. Un uomo che ha portato buonsenso, concretezza e moderazione nelle Istituzioni. Da Parlamentare, da Ministro, da Presidente di Regione. Esce a testa alta dalla vita. Che la terra ti sia lieve Roberto #Maroni”, è il messaggio del ministro della Difesa, Guido Crosetto.
“Sono sinceramente vicino ai familiari di Roberto Maroni e alla Lega, in cui egli ha militato. Ne ho apprezzato, in particolare nel periodo in cui è stato ministro dell’Interno, la grande efficacia operativa, che ha portato a risultati fuori dal comune nel contrasto alla criminalità di ogni tipo, insieme con la predilezione per il gioco di squadra e la grande giovialità. Che il Signore lo accolga fra le sue braccia”, afferma Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
“Ricordo Roberto Maroni, leghista appassionato, ministro competente, uomo leale, simpatico, impegnato”, scrive sui social network il commissario agli Affari Economici dell’Unione Europea, Paolo Gentiloni.
“Un uomo di grande garbo e intelligenza politica che ha sempre lavorato con il massimo rispetto delle Istituzioni che è stato chiamato a rappresentare. Una persona perbene. Le nostre condoglianze alla famiglia e alla sua comunità politica”. Così su Twitter la presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi.
“Ciao Bobo. E’ stato bello conoscerti. E’ stato bello incrociare il tuo sorriso, è stato bello essere avversari ma collaborare sempre. Un abbraccio alla tua famiglia. Che la terra ti sia lieve” scrive Matteo Renzi.
“Un caro amico, una persona perbene. Mancherà alla politica italiana, perché fu capace di coniugare visione, passione e senso delle istituzioni. Mancherà alla sua Lombardia, mancherà a tutti noi. Un forte abbraccio alla famiglia”, è il messaggio di Mariastella Gelmini, vicesegretario nazionale e portavoce di Azione.
“Di Roberto Maroni si potrebbero dire tante cose. Protagonista di una lunga stagione politica, per me è stato soprattutto un amico”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha ricordato Maroni sulle sue pagine social. “Ci siamo consultati, confidati, a volte sfidati. Con la fiducia e il rispetto che devono esserci quando si crede nell’amicizia – ha concluso -. Mancherai a me e a tanti”.
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