(ANSA) – NEW YORK, 22 NOV – Uno studio pubblicato nel numero
di dicembre del Clinical Kidney Journal afferma di aver risolto
il giallo della morte dell’attore Bruce Lee, la leggenda delle
arti marziali deceduta in circostanze misteriose a Hong Kong nel
luglio del 1973 a 32 anni.
All’epoca i medici stabilirono che la causa del decesso era
stato un edema celebrale, ma la ricerca, rilanciata sui media
americani, suggerisce che Lee sia morto “per una forma specifica
di disfunzione renale, ossia l’incapacità di espellere
abbastanza acqua”. Secondo gli specialisti spagnoli dei reni che
hanno condotto lo studio, Lee probabilmente è morto per
iponatremia, ovvero una concentrazione “anormalmente” bassa di
sodio nel sangue, che può essere causata dall’avere troppa acqua
nel corpo. Mentre la rinomata Mayo Clinic (organizzazione no
profit per la pratica e la ricerca medica che si trova a
Rochester in Minnesota, Jacksonville in Florida e Phoenix in
Arizona) ha spiegato che il sodio aiuta a regolare la quantità
di acqua che circonda le cellule e si trova al loro interno.
“Ipotizziamo che Bruce Lee sia morto per una forma specifica di
disfunzione renale: l’incapacità di espellere acqua a
sufficienza per mantenere l’omeostasi. Questo può portare a
iponatremia, edema cerebrale e morte entro poche ore se
l’eccessiva assunzione di acqua non è accompagnata dall’
escrezione del liquido nelle urine”, si legge nel documento.
“Il fatto che siamo costituiti per il 60% da acqua – prosegue
– non ci protegge dalle conseguenze potenzialmente letali di
bere acqua a una velocità superiore a quella che i nostri reni
possono espellere”. (ANSA).