vocazione sociale che tramite il suo modello di fishing for
litter vuole ripulire gli oceani dai rifiuti marini, il venerdì
nero si tinge di blu marino, per un “Blue Friday” a sostegno
degli oceani. Ogni prodotto acquistato sulla piattaforma
permette di supportare una flotta di 81 pescherecci impegnati
nel recupero dei rifiuti dal mare.Il meccanismo del “Blue Friday” di Ogyre, spiega l’azienda in
una nota, è alla base della missione stessa della startup
italiana: la possibilità di contribuire attivamente e in prima
persona per l’ambiente, attraverso scelte (di consumo e non) più
consapevoli. Si può acquistare prodotti realizzati con i “marine
litter” (rifiuti marini) rigenerati oppure finanziare a distanza
direttamente le flotte di pescatori che fanno capo a Ogyre
giornalmente impegnate nella raccolta di rifiuti.
“E se quello dei rifiuti marini è uno dei più grandi problemi
ambientali dei nostri tempi, con 11 milioni di tonnellate che
finiscono ogni anno in mare, sulla piattaforma di Ogyre
(www.ogyre.com) è possibile scegliere di dare un contributo per
ripulire gli oceani, ‘pescando’ di fatto chili di rifiuti,
attraverso l’acquisto di prodotti in marine litters come piumini
e borracce, oppure intervenendo direttamente a sostegno dei
pescatori.
Il Fishing for Litter, ricordano Antonio Augeri e Andrea
Faldella, co-fondatori della startup, “è una pratica circolare
che punta a raccogliere i rifiuti dal mare grazie all’aiuto di
chi, in mare, passa la maggior parte del suo tempo: i pescatori.
Ogyre è attiva con 81 pescherecci in Italia, Brasile e
Indonesia. Retribuiamo i pescatori per il loro contributo. In
Italia la raccolta dei rifiuti avviene durante le normale
attività di pesca: coinvolgiamo i pescherecci per farci aiutare
a riportare a terra i rifiuti raccolti dalle reti, per una media
di 60 chilogrammi al mese per ciascuna barca”. (ANSA).