A difenderlo, oltre al Forum territoriale permanente del Parco delle Energie, ci sono anche i giovani di Fridays for Future. Nel 2021 parte dell’area è stata dichiarata Monumento naturale dalla Regione Lazio. Gli sforzi dei cittadini rischiano però di diventare vani. Nicola Zingaretti, prima di dimettersi da governatore, non ha firmato l’atto per estendere le tutele. La battaglia per proteggere il Lago però prosegue ai Tavoli con la Regione e nel quartiere, dove continuano le manifestazioni e le azioni di sensibilizzazione degli abitanti.
“A prescindere dal fatto che per noi difettano i presupposti per l’adozione del vincolo, giuridicamente il presidente Zingaretti non poteva comunque firmare l’atto per l’estensione del Monumento naturale, perché mancava il parere della commissioni ambiente”, spiega la proprietà dell’area, la Ponente 1978 srl, che aggiunge di aver presentato numerosi progetti per il sito, tenendo conto anche della “fruizione della collettività”. “Dall’assessorato all’Urbanistica” del Comune di Roma Capitale “non abbiamo avuto riscontri positivi e noi siamo sempre lì alla finestra, perchè questi progetti si possono fare solo insieme e non da soli”. Nell’area del lago, durante l’estate 2022, c’è stato un taglio di vegetazione contestato dal Forum. La proprietà si difende, sostenendo che “è stata fatta una pulizia su richiesta della Questura di Roma. Per questo non è stato concluso alcun procedimento” contro l’atto, conclude la Ponente 1978 srl.
“In primo luogo dobbiamo distinguere la parte del Lago, che è già all’interno del perimetro del Monumento Naturale e che grazie al lavoro congiunto con Agenzia del Demanio è in corso di demanializzazione, dall’altra parte quella ex industriale, per la quale è in istruttoria presso gli uffici la richiesta di un permesso di restauro e risanamento conservativo. – afferma l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia – Per quanto riguarda possibili progettualità di riqualificazione dell’area è del tutto evidente che queste dipenderanno dalla eventuale estensione, o meno, del vincolo del Monumento Naturale nonché da un piano di bonifica dei terreni che, proprio su richiesta di Roma Capitale, sono stati analizzati e sono risultati contaminati con valori di soglia tali da non consentire, al momento, destinazioni diverse da quelle produttive”.