“Abbiamo bisogno di una nuova e più forte cultura della ricerca industriale”, ha sottolineato Andrea Bairati, presidente di Airi, “capace di creare innovazioni che rispondano alle sempre più pressanti sfide sociali, economiche ed ambientali: la risposta sta nei giovani. Le Borse Renato Ugo – aggiunge Bairati – nascono da queste riflessioni, in linea con la missione di Airi di promuovere la ricerca per la competitività nazionale”.
Le cinque tesi di laurea vincitrici spaziano, infatti, tra temi molto innovativi. Si va da quella di Alice Bonciani dell’Università di Firenze, sulla progettazione di sistemi efficaci per trasportare i farmaci in modo mirato alle cellule tumorali, uno dei settori più promettenti per le terapie anticancro, a quella di Noemi Cei dell’Università di Pisa, che ha l’obiettivo di sviluppare nuove vernici a basso impatto ambientale prive di metalli pesanti, che potrebbero rivestire le navi del futuro.
Neri Fuochi, dell’Università di Firenze, si è occupato dello sviluppo di materiali intelligenti in grado di modificare la propria forma in risposta a stimoli esterni, che che potrebbero essere utilizzati per muscoli artificiali ma anche per cerotti smart che monitorano il battito cardiaco, mentre Irene Motta dell’Università di Padova ha studiato sistemi fotovoltaici innovativi che, essendo del tutto trasparenti, potrebbero portare a vere e proprie finestre fotovoltaiche che possono essere facilmente integrate negli edifici senza alterarne l’aspetto. un altro progetto è quello di Giovanni Angelo Riva dell’Università di Milano, che si è concentrato sull’ottimizzazione delle batterie agli ioni di litio (impiegate quotidianamente in migliaia di dispositivi), sostituendo le sostanze altamente inquinanti comunemente impiegate, che producono acque reflue molto acide, con altre più ecocompatibili che garantiscano uguali prestazioni.