(ANSA) – ROMA, 01 DIC – Un uomo “che ha abbracciato se
stesso, molto risolto sulla propria identità, e su chi ama”.
Così Andrea Pennacchi descrive all’ANSA Didier, il personaggio
che interpreta nella commedia romantica L’amor fuggente
dell’esordiente Davide Lomma, sul set a Roma. Una storia
incentrata sul ‘terremoto’ nel rapporto fra la pragmatica Mia
(Caterina Shulha) e il più esuberante Fil (Lorenzo Adorni) e
sulle dinamiche intorno alla coppia come quella fra il padre di
lei, Antonio (Emanuele Vezzoli) che ha accettato la sua
omosessualità ed è andato a vivere con l’uomo che ama, Didier.
“La nostra storia d’amore è la più tradizionale di tutte, è
molto monogama, centrata sulla fedeltà e la vita insieme”
aggiunge Pennacchi. Per l”attore regista e drammaturgo, tanto
versatile quanto amante delle sfide, reduce dal successo della
seconda stagione di Petra con Paola Cortellesi su Sky e Tutto
chiede salvezza su Netflix è solo uno dei nuovi progetti. A
dicembre sarà su Rai1 a fianco di Lucrezia Lante della Rovere
nel film tv ‘La fortuna di Laura’; ha fra i film pronti Le mie
ragazze di carta di Luca Lucini; continua punteggiare con i suoi
monologhi Propaganda Live su La7 ed è appena tornato in
libreria con Shakespeare and me (edito da People) “nel quale
parlo di quanto l’incontro con le opere di Shakespeare mi
abbiano cambiato la vita”. A L’amor fuggente (prodotto da
Play Entertainment e A.B. Film) ha detto sì perché “ho trovato
ci fosse una grande freschezza dentro, non è superficiale, ne’
si fa avvelenare dal clima in cui viviamo, anzi va a centrarsi
sul racconto dell’amore nelle diverse declinazioni”. In un
momento storico nel quale sul tema dei diritti civili non si è
proprio sereni, “in questa storia si respira una grande aria di
libertà”, quella di essere ciò che si è e seguire la propria
natura”. Un messaggio non scontato in una fase storica nella
quale “sento tanto, intorno a me gente arrabbiata, meno disposta
ad ascoltare gli altri e ad amare. Anch’io da giovane lo ero
molto; all’inizio hai la sensazione che ti stai sfogando mai poi
ti rendi conto che è la rabbia a nutrirsi di te. Si deve uscire
da quel circolo vizioso”. (ANSA).