Negli stessi momenti, la comunità marocchina stava festeggiando in altre città italiane, come Torino e Milano, dove però non vi sono stati incidenti. Nel capoluogo lombardo un migliaio di tifosi si è riversato in corso Buenos Aires, altre centinaia in Piazza Duomo, nei quartieri Corvetto e Giambellino.
Grande entusiasmo, fumogeni, difficoltà al traffico, ma non situazioni critiche e non risultano denunce. Il dopo -festeggiamenti si è infiammato però lo stesso, col post del ministro Matteo Salvini su Facebook: “Il Marocco elimina la Spagna, così ‘festeggiano’ a Milano… Mi auguro che i responsabili vengano identificati e ripaghino tutti i danni”, ha scritto.
Sui social i post razzisti non mancano. “Dannati animali.
Perché la polizia non usa gli idranti come hanno fatto a Bruxelles?”, ha scritto qualcuno, mentre un altro utente ha chiesto che “Non siano più trasmesse le partite del #Marocco nelle piazze, visto che in tutta Europa commettono questi danni”. Parole becere e razziste sono state usate sui social anche da chi si è schierato con i gruppi violenti in azione a Verona: “era scontato un comportamento di questo tipo da parte ‘nostra’ – scrive un utente – Avete invaso con i vostri festeggiamenti la nostra piazza, la nostra Verona. Tutto nella norma”. “Quindi i magrebini sono tutti santi. Ok, a posto così”, commenta un altro.
Il clima a Verona era già teso nelle ore della partita Marocco-Spagna. Per questo Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale presidiavano in forze il centro storico, in particolare piazza Brav, dove i tifosi della nazionale marocchina si sono ritrovati per festeggiare la vittoria. In zona si aggiravano già gruppetti di italiani, tutti vestiti di nero. “Si capiva – dice un investigatore – che questi erano li’ solo per preparare il caos”. Dunque più che un blitz si tratterebbe di un’azione studiata e precostituita. L’attacco alle macchine dei tifosi del Marocco è avvenuto un po’ più in la’, tra Corso Porta Nuova e l’angolo con via Battisti. Ricevuto l’allarme, le forze dell’ordine sono intervenute subito, bloccando la via di fuga verso la piazza. Per stabilire se tra i 13 fermati, appartenenti all’area dell’estrema destra, vi siano gli esecutori materiali del raid con le catene bisognerà terminare l’analisi meticolosa dei filmati. Determinanti saranno anche i video forniti dalle vittime, da chi ha avuto la freddezza di immortalare chi lo prendeva a sprangate perchè festeggiava la propria squadra.