È in viaggio verso San Antonio, in Texas, la star della WNBA Brittney Griner, rilasciata in uno scambio di detenuti tra Stati Uniti e Russia dopo aver trascorso quasi 10 mesi in carcere per accuse di droga. Il suo arrivo sul suolo americano, ha detto Biden giovedì mattina, avverrà “entro 24 ore”.
Lo scambio ha coinvolto il trafficante di armi russo Viktor Bout, soprannominato il “mercante di morte” (la sua storia ha ispirato il film di “Lord of war” di Nicolas Cage) e detenuto in una prigione americana per 12 anni.
Dopo il suo arrivo Griner sarà portata in una struttura medica dove sarà sottoposta ad esami clinici e cure e si riunirà con sua moglie, Cherelle Griner, e i suoi genitori. “È una giornata bellissima per me e la mia famiglia”, ha detto la moglie della giocatrice di basket: “Sono grata al presidente Biden”.
Il presidente americano Biden ha approvato il rilascio di Bout più di un decennio dopo la sua condanna, commutando la sua pena detentiva di 25 anni.
La moglie di Bout, Alla, ha confermato l’arrivo a Mosca del marito dopo il lungo viaggio dagli Stati Uniti: “Viktor sta dormendo al momento”, ha detto alla Reuters, “non ha potuto dormire per tre giorni, ora sta riposando”.
Il presidente Biden ha espresso rammarico per il fatto che nell’accordo non sia stato inserito Paul Whelan, dirigente della sicurezza aziendale del Michigan incarcerato dal dicembre 2018 con l’accusa di spionaggio, accusa che la sua famiglia e il governo degli Stati Uniti negano. Biden ha dichiarato: “Purtroppo, per ragioni totalmente illegittime, la Russia sta trattando il caso di Paul in modo diverso da quello di Brittney. E anche se non siamo ancora riusciti a ottenere il rilascio di Paul, non ci arrendiamo. Non ci arrenderemo mai”.
L’ex marine statunitense Whelan si è detto deluso del fatto che l’amministrazione Biden non abbia fatto di più per liberarlo e si è rammaricato che non sia stato seguito per lui lo stesso percorso. Lo ha detto in un’intervista alla Cnn.
“Sono molto deluso dal fatto che non sia stato fatto di più per ottenere il mio rilascio, soprattutto perché si avvicinano i quattro anni dal mio arresto. Sono stato arrestato per un crimine che non si è mai verificato”, ha detto in una telefonata ottenuta in esclusiva dall’emittente all-news statunitense, dalla colonia penale dove è detenuto. “Non capisco perché sono ancora qui”.
Nel frattempo la famiglia della cestista, nel ringraziare l’amministrazione “per l’instancabile lavoro svolto per riportare Brittney a casa”, ha fatto sapere di pregare “per Paul e per il rapido ritorno a casa di tutti gli americani detenuti ingiustamente”.
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