(ANSA) – FABRIANO, 12 DIC – La vita politica di Francesco
Merloni, la grande storia dell’Ariston Thermo – oggi Ariston
Group -, azienda di Fabriano (Ancona) leader mondiale nel
comfort termico e la Fondazione “Aristide Merloni”, ente di
ricerca di eccellenza nella promozione e nello sviluppo della
cultura imprenditoriale territoriale. Questi i temi al centro di
“Francesco Merloni. Il secolo dello sviluppo.
Internazionalizzazione e coscienza territoriale”, saggio di
Giorgio Mangani, docente di geografia culturale presso
l’Università di Bologna e manager di imprese ed istituzioni
culturali, edito da “Il Lavoro Editoriale”.
Il volume ripercorre, con coscienza critica, la storia e la
cultura imprenditoriale italiane attraverso successi, sconfitte,
battaglie e progetti di Francesco Merloni ispirati con tenacia
dall’ambizione di trovare “una terza via” tra collettivismo e
liberismo, una coniugazione possibile tra competizione globale,
radicamento territoriale e responsabilità sociale d’impresa. Un
excursus tracciato attraverso fonti inedite, ma anche con
personalità quali Giuseppe De Rita e Romano Prodi che, di
entrambe, sono stati storici consulenti. Un’esaustiva biografia
del celebre industriale, in vista del 2023, in cui la Fondazione
“Aristide Merloni” festeggerà i 60 anni di attività, la Ariston
Group, 63 anni, e Francesco Merloni, l’ultimo dei figli del
fondatore Aristide, tuttora presidente della Fondazione e
presidente onorario del Gruppo industriale, 98 anni. Si
ricostruiscono le origini della Ariston, a partire dal fondatore
Aristide Merloni e con il figlio Francesco Merloni a cui si deve
la scelta decisiva di diversificare, nel 1954, l’originaria
produzione di bascule verso la produzione di bombole di gas
liquido e il riscaldamento, fino ad arrivare alla quotazione in
borsa sotto la guida dal figlio Paolo.
Il libro racconta anche il Francesco Merloni politico: sette
legislature, dal 1972 al 2001, come parlamentare della Dc e poi
dell’Ulivo, compresa la parentesi come Ministro dei Lavori
Pubblici (1992-94) nei Governi Amato e Ciampi e la burrascosa
approvazione della prima legge organica di riforma degli
appalti, dopo gli scandali di Tangentopoli, che porta il suo
nome. (ANSA).