(ANSA) – MILANO, 16 DIC – Dopo lo scivolone della vigilia
sulle decisioni della Bce le Borse europee non sono riuscite a
evitare un’ultima giornata di settimana negativa sui rischi
recessione, ma Milano ha provato a tenere: l’indice Ftse Mib ha
segnato un calo finale dello 0,16% a 23.688 punti, l’Ftse All
share un ribasso dello 0,35% a quota 25.667.
I mercati azionari del Vecchio continente hanno infatti
segnato ribassi generalizzati: le Borse più pesanti sono state
quelle di Londra e Madrid che hanno perso l’1,2%, seguite da
Parigi e Amsterdam in discesa di un punto percentuale. Più cauta
Francoforte, che ha chiuso in ribasso dello 0,6%.
Gli operatori hanno guardato anche al prezzo del gas in forte
ribasso a 115 euro al Megawattora e al petrolio che fatica a
tenere i 75 dollari al barile, ma la giornata è stata segnata
dalla violenta pressione sui titoli di Stato europei. Colpiti
soprattutto i Paesi ‘periferici’ e in particolare i prodotti
italiani: il rendimento del Btp decennale ha infatti chiuso con
un aumento di 14 punti base al 4,27% dopo aver toccato un picco
del 4,4%. Lo spread con il Bund tedesco è sui valori di inizio
novembre e ha concluso a 213 ‘basis point’.
Nonostante questa tensione, in Piazza Affari le banche sono
andate generalmente bene, trascinate dall’accordo tra Azimut
(migliore del listino con un aumento del 6% oltre i 20 euro) e
Unicredit (+1,7%). In luce Intesa (+3,1%), Fineco (+2,4%) e
Banco Bpm, che è cresciuta dell’1,7%.
In ribasso invece di due punti percentuali Italgas,
Recordati, Nexi, A2a, Hera ed Inwit, mentre il titolo peggiore
tra quelli a elevata capitalizzazione è stato Diasorin, sceso
del 3,6% sotto i 130 euro. (ANSA).