(ANSA) – MODENA, 17 DIC – Oltre cento terrecotte votive
provenienti dalla città etrusca di Veio saranno esposte da
domenica 18 dicembre, per un anno, al Museo Civico di Modena
nella mostra ‘DeVoti Etruschi’, allestita in collaborazione con
Sapienza Università di Roma. L’ex-voto è un dono dal forte
valore simbolico, che accompagna da millenni il rapporto con le
entità alle quali viene attribuita la capacità di mutare la
sorte. È una pratica antropologicamente sospesa fra religione e
superstizione e intercetta archeologia, etnologia, arte popolare
e contemporanea. Le terrecotte votive in mostra rappresentano
principalmente figure di devoti, statue, busti e volti di adulti
e bambini, ma anche parti anatomiche, membra e organi, oltre a
raffigurazioni di animali con le quali si chiedeva la prosperità
del bestiame domestico. Le terrecotte provengono da un’immensa
stipe votiva conosciuta anche come “Stipe Lanciani”, messa in
luce nel 1889 e tuttora oggetto di studio (del dipartimento di
Etruscologia e antichità italiche di Sapienza), un deposito
riferibile a una possibile area sacra posta sulla collina di
Comunità, nel punto più alto del pianoro di Veio, un luogo di
culto importante e frequentato con assiduità per molto tempo,
tra l’inizio del quinto e la metà del secondo secolo avanti
Cristo, anche dopo la conquista della città da parte di Roma.
La mostra è introdotta da un video realizzato tra il Parco
archeologico di Veio e il Museo Etru di Villa Giulia, che dà
conto del contesto da cui provengono i reperti, ed è
accompagnata da una video installazione che fa rivivere i volti
degli offerenti, i devoti Etruschi, rappresentati da oltre
cinquanta teste e una grande statua che osservano il visitatore
da un pannello incorniciato nel calco del portale dell’abbazia
di Nonantola, esposto nella sala, quasi a evocare un luogo denso
di spiritualità e nello stesso tempo la funzione di accoglienza
di ex voto che le chiese tuttora esercitano. La proiezione
restituisce alle teste votive le loro colorazioni originali e la
suggestione è rafforzata da un’installazione sonora che richiama
con lievi sussurri le dediche rivolte alle divinità in lingua
etrusca e latina. (ANSA).