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(di Marzia Apice)
(ANSA) – ROMA, 20 DIC – ANNA KANAKIS, NON GIUDICARMI
(Baldini+Castoldi, pp.112, 15 euro). “Scrivere ha rappresentato
una maturazione per me, una crescita. Dopo la prima creatura di
carta, che ho sentito interamente mia come se fosse un figlio,
ho deciso che non volevo far parte di un progetto, come quando
facevo l’attrice, ma essere libera. Del resto la libertà, al
pari dell’amore, è la cosa più bella della vita”. Racconta così
all’ANSA la scelta di dedicarsi anima e corpo alla scrittura
Anna Kanakis, autrice del romanzo “Non giudicarmi”, edito da
Baldini+Castoldi. La scrittrice, alla sua terza prova letteraria
(dopo “Sei così mia quando dormi. L’ultimo scandaloso amore di
George Sand” nel 2010 e “L’amante di Goebbels” nel 2011),
sceglie ancora il genere storico, perché, spiega, “amo la storia
e amo scrivere, mi piace l’idea di entrare nelle vite di altri
che hanno vissuto nel passato, riportandoli ai giorni nostri.
   
Questa volta ho infilato i pantaloni di un signore omosessuale
degli anni ’20”. Il romanzo trasporta il lettore a Capri,
esattamente al 5 novembre 1923, ultimo giorno della vita del
barone Jacques d’Adelswärd-Fersen: scrittore enigmatico e sempre
insoddisfatto, Fersen subisce lo stigma della diversità e cerca
rifugio in un’esistenza luccicante e sofisticata, ma anche nella
cocaina. Sull’isola il barone vive a Villa Lysis, una suggestiva
dimora fatta costruire proprio a picco sul mare, dove si
intrattiene con i suoi amanti, e dove continua a lasciarsi
logorare dai suoi demoni. “Negli anni ’20 per gli omosessuali
c’era il reato di sodomia: anche il barone Fersen come Oscar
Wilde si fece 6 mesi di prigione”, dice la scrittrice, “ha
subito vessazioni e umiliazioni anche dalla famiglia: una
sorella si fece suora per l’onta della sua omosessualità,
un’altra non lo invitò al matrimonio perché si vergognava.
   
All’epoca Capri e Taormina erano i luoghi scelti dagli
omosessuali per proteggersi tra di loro, e cercare di vivere ed
esprimersi per ciò che erano”. “Ho deciso di raccontare il suo
ultimo giorno di vita perché in un certo senso è stato proprio
Fersen a trovare me”, prosegue, “per caso ho scoperto la sua
villa: mentre tornavo da Villa Jovis mi sono persa nei vicoli,
poi mi sono trovata davanti questo tempio bianco a strapiombo
sul mare, che mi ha incuriosito. Ho visitato la casa, oggi
museo, mi sono appassionata e prima del lockdown ho fatto tanti
sopralluoghi, per capire, ricostruire fatti della sua vita ma
anche rapporti e relazioni. Durante la pandemia in 6 mesi ho
scritto il libro, ascoltando Rachmaninoff”. E’ stato difficile
vestire i panni di un personaggio così complesso? “Come gli
altri, anche questo romanzo l’ho scritto con la prima persona
perché mi dà modo di usare gli occhi del personaggio per
descrivere ciò che vede e che sente. E’ sempre complicato
scendere nella psicologia di qualcuno, ma tutti noi abbiamo
vissuto esperienze dirette o indirette che ci hanno toccato
dentro. Ho pescato da me stessa, esattamente come quando facevo
l’attrice. Cerco sempre di documentarmi tantissimo perché non
voglio stravolgere il personaggio, serve l’onestà quando si
racconta di qualcuno che è esistito”, spiega Kanakis. Perché
l’omosessualità oggi è ancora un tabù? “Perché il nostro Paese
culturalmente è ancora indietro. Mentre scrivevo il libro
leggevo il ddl Zan, oggi c’è un nuovo corso politico e anche se
all’inizio alcune dichiarazioni che ho sentito mi hanno fatto
spaventare voglio essere fiduciosa, ossia credo che possa essere
trovato un compromesso, un dialogo”, afferma ancora, “quello che
mi piacerebbe è portare con il mio romanzo un piccolo risultato
per i diritti degli omosessuali, non faccio politica, e non ho
altri scopi. Vorrei sensibilizzare sul tema, perché serve
un’educazione sociale che non c’è, è quello che va colmato.
   
Rieducare non costa niente: così come apprendono le lingue con
facilità, i bambini possono assorbire anche il concetto
dell’uguaglianza di persone che semplicemente si amano”. Davvero
esclude di tornare a fare l’attrice? Non le manca il contatto
diretto con il pubblico? “La scelta di scrivere è stata per me
una maturazione professionale. Poi mai dire mai nella vita,
potrei tornare a recitare magari se un regista mi proponesse
qualcosa di folle”, conclude, sottolineando che “il contatto col
pubblico ce l’ho lo stesso, grazie ai libri. Ogni presentazione
per me è un’emozione fortissima”. (ANSA).
   

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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