Il medagliere già parla da solo: 16 medaglie, quante quelle vinte lo scorso anno ad Abu Dhabi, con un argento al posto di un bronzo, rispetto a quanto fatto nel 2021. Ma soprattutto l’Italia si pone terza alle spalle di due super potenze natatorie quali Stati Uniti e Australia.
Per i più “realisti del re” va ricordato che in questa edizione sono stati assenti gli atleti russi a causa delle ben note vicende legate all’invasione dell’Ucraina, comunque ad Abu Dhabi la Federazione russa era presente e finì quarta alle spalle proprio dell’Italia.
A Melbourne soltanto 19 gli Azzurri della meravigliosa spedizione di quest’anno, 13 atleti in meno di quelli in gara 12 mesi fa alla rassegna negli Emirati Arabi Uniti.
Una compagine che avrebbe dovuto essere più folta almeno di due unità importanti: assente Lorenzo Zazzeri, componente del quartetto di tutte le ultime gare vincenti della 4×100 stile, dal bronzo ai Mondiali di Budapest all’argento Olimpico di Tokyo. E a casa è rimasta anche Simona Quadarella. Sia per l’atleta dell’Aniene, oro nei 1500m stile libero ai Campionati mondiali di Gwangju 2019, che per lo specialista fiorentino Zazzeri, problemi di salute hanno impedito loro di contribuire a un più ampio bottino azzurro.
Lorenzo Zazzeri e Simona Quadarella
Assenze, soprattutto quella maschile, degnamente integrate dal giovane Paolo Conte Bonin autore di un ottimo 45.93 lanciato come terzo frazionista dell’incredibile staffetta 4×100 stile libero che non solo ha vinto l’oro ma anche stabilito il nuovo record mondiale strappandolo agli statunitensi. Conte Bonin ha pure vinto il bronzo come ultimo frazionista nella 4×200 con il nuovo record del mondo.
E proprio la vittoria nella 4×100 e il terzo posto della 4×200, con un (vecchio?) titolare assente, dà la misura di quanto sia ormai maturo il panorama natatorio azzurro, non più fatto di eccellenti individualità (in primis la “divina” Federica Pellegrini) ma che può contare su un consolidato gruppo di atleti in grado di gareggiare ad alti livelli.
Una qualità e una vivacità che hanno permesso agli Azzurri di arrivare a 28 finali, due record del mondo, quattro europei, otto italiani e 19 primati personali.
Federica Pellegrini, ultima gara della sua carriera 30/11/21
Prima di addentrarci in un rapido Amarcord della XVI edizione iridata appena conclusa, sgomberiamo il campo da possibili equivoci.
Le gare in vasca corta, ossia in piscina da 25 metri, sono differenti da quelle in vasca lunga, chiamata anche olimpionica, che di metri ne misura il doppio cioè 50.
Va detto che non tutti concordano su tale affermazione ma esistono alcune considerazioni difficilmente confutabili.
I record realizzati in vasca corta sono separati e inferiori a quelli fatti registrare nella piscina olimpionica.
Le medesime distanze delle prove in vasca lunga, nella piscina da 25 metri hanno un numero di virate doppio, quindi doppio numero di spinte dal muro e di apnee, azioni quest’ultime che da alcuni anni a questa parte stanno diventando elemento fondamentale e a volte decisivo per aggiudicarsi la gara, così come insegnò il dorsista statunitense David Berkoff che procedeva sott’acqua per oltre 20 metri già nel 1988 quando realizzò un record del mondo che resistette per tre anni, fin quando la Federazione internazionale non limitò a poco più di 12 metri le apnee consentite per tutti gli stili.
Alcuni atleti sono dei veri specialisti della vasca corta, dove peraltro si disputano gare brevi come i 50 metri dorso, rana e farfalla, i 100 metri misti e le staffette 4×50 stile libero e mista mista (per stile e genere sessuale dei componenti il quartetto) che alle olimpiadi e nelle maggiori competizioni internazionali non si disputano.
Esempio più eclatante il brasiliano Nicholas Santos che all’età di quasi 43 anni (per l’esattezza 42 anni e dieci mesi), a Melbourne, si è permesso il lusso di vincere il titolo iridato dei 50 metri farfalla con un tempo di soli 3 centesimi superiore al record del mondo, che peraltro detiene, battendo rivali di oltre vent’anni più giovani.
Altri atleti invece, per struttura fisica (altezza oltre il metro e 95 o leve molto lunghe) si trovano meno a loro agio nella vasca corta che ha anche minore profondità rispetto ai bacini più grandi e quindi offre una minore spinta da parte dell’acqua e conseguentemente si ha un minor galleggiamento di base.
Va però anche riconosciuto che in genere i nuotatori migliori della vasca lunga lo sono anche in corta, tranne alcune eccezioni, come appunto il brasiliano o pochi altri.
Mondiali di nuoto, 50 m farfalla maschile finale vince Nicholas Santos
Al di là di tutte queste considerazioni ci sono gli splendidi risultati degli azzurri in acqua in terra australiana. Successi che seguono quelli raccolti dall’Italia nelle ultime due stagioni e ci fanno ben sperare per i prossimi mondiali di Fukuoka (in vasca lunga) dal 14 al 30 luglio 2023 e l’appuntamento olimpico di Parigi 2024.
Merito anche della decisione di coinvolgere nella preparazione degli atleti anche i loro rispettivi allenatori, strategia applicata da tempo e che si è rivelata vincente.
Le 16 medaglie sono state conquistate da 15 atleti diversi oltre a coloro che hanno nuotato nelle batterie delle staffette contribuendo a entrare in finale.
Un bilancio esaltante anche se quasi esclusivamente maschile con Sara Franceschi unica medaglia individuale femminile e la coppia Costanza Cocconcelli – Silvia Di Pietro sul podio della 4x5o mista mista.
Europei di nuoto, Sara Franceschi è bronzo nei 200m misti
Le medaglie d’oro:
Gregorio Paltrinieri nei 1500 in 14’16”88
Gregorio Paltrinieri negli 800 in 7’29”99, record dei Campionati
Staffetta 4×100 stile libero maschile in 3’02”75, Record del mondo, europeo e italiano (Alessandro Miressi 46”15, Paolo Conte Bonin 45”93, Leonardo Deplano 45”54, Thomas Ceccon 45”15)
Thomas Ceccon nei 100 misti in 50”97
Staffetta 4×50 mista maschile in 1’29”72 Record del mondo, europeo e italiano (Lorenzo Mora 22”65, Nicolo Martinenghi 24”95, Matteo Rivolta 21”60, Leonardo Deplano 20”52)
Le medaglie d’argento:
Staffetta 4×50 mista mixed in 1’36”01, record europeo e italiano (Lorenzo Mora 22”59, Nicolo Martinenghi 24”83, Silvia Di Pietro 24”52, Costanza Cocconcelli 24”07)
Lorenzo Mora nei 100 dorso in 49”04 RI
Nicolo Martinenghi nei 100 rana in 56”07
Nicolo Martinenghi nei 50 rana in 25”42
Staffetta 4×50 stile libero maschile in 1’23”48
(Alessandro Miressi 21”22, Leonardo Deplano 20”59, Thomas Ceccon 20”67, Manuel Frigo 21”00)
Sara Franceschi nei 400 misti in 4’28”58
Le medaglie di bronzo:
Alessandro Miressi nei 100 stile libero in 45”57 record italiano
Staffetta 4×200 stile libero maschile in 6’49”63 record italiano
(Matteo Ciampi 1’42”68, Thomas Ceccon 1’42”61, Alberto Razzetti 1’42”76, Paolo Conte Bonin 1’41”58)
Simone Cerasuolo nei 50 rana in 25”68
Lorenzo Mora nei 200 dorso in 1’48”45 record italiano
Staffetta 4×100 mista maschile in 3’19”06 record europeo (Lorenzo Mora 49”48, Nicolo Martinenghi 55”52, Matteo Rivolta 48”50, Alessandro Miressi 45”56)
Soddisfatto il direttore tecnico, Cesare Butini:
«Il Mondiale è stato sicuramente ottimo, perché ha dimostrato che con le individualità si forma un grande gruppo. I ragazzi hanno risposto bene anche dinanzi ad alcune avversità, come quelle atmosferiche. Dietro alle due nazioni leader del nuoto mondiale c’è l’Italia e questo mi sembra un dato acclarato ormai».
Nel complesso è stato un 2022 «eccezionale. Siamo stati protagonisti in tutti i grandi eventi. In vasca corta siamo competitivi, in passato era il nostro tallone d’Achille. Bisogna creare anche tra le ragazze quello spirito aggregante e vincente che adesso unisce gli uomini».
Cesare Butini, ct nazionale di nuoto
Il racconto dei Mondiali di Melbourne
La prima giornata con il record del mondo della staffetta azzurra 4×100 stile libero uomini e l’oro di Gregorio Paltrinieri nei 1500.
La seconda giornata con l’argento e il record europeo della staffetta 4×50 mista mista e l’argento di Lorenzo Mora nei 100 dorso.
La terza giornata con due argenti e un bronzo grazie alla 4×50 stile libero uomini, a Martinenghi, secondo alle spalle di Fink nei 100 rana e a Miressi che conquista il bronzo nei 100 stile libero.
La quarta giornata con l’oro di Ceccon nei 100 misti e il bronzo per il quartetto Ciampi, Razzetti, Ceccon, Conte Bonin nella 4×200 stile libero con record italiano.
La quinta giornata con l’oro e record del mondo nella 4×50 mista uomini, il titolo iridato di Gregorio Paltrinieri negli 800 stile libero e l’argento di Sara Franceschi nei 400 misti donne.
La sesta giornata, un argento e tre bronzi per l’Italia nell’ultima giornata.