Sasha, il prigioniero docile degli ucraini: “Se torno con la Wagner mi ammazzano”
La visita alla Casa Bianca e al Parlamento ha lo scopo di ringraziare gli Usa per gli aiuti forniti finora, ma anche per solidificare l’alleanza in vista del prossimo gennaio, quanto i repubblicani riprenderanno la maggioranza alla Camera. Alcuni di loro si sono mostrati scettici sull’opportunità di continuare ad appoggiare Kiev, e Zelensky cercherà di convincerli della necessità di farlo, non solo per difendere il suo paese, ma anche l’intero sistema democratico, l’Europa, e l’ordine internazionale basato sulle regole condivise, attaccati dalle mire espansioniste e neoimperialiste di Putin. Il Congresso sta discutendo una legge di finanziamento, che include altri 45 miliardi di aiuti all’Ucraina.
Gli Stati Uniti si preparano a varare un nuovo pacchetto di forniture militari, che secondo le indiscrezioni trapelate finora conterrà anche i Patriot. Questo sistema difensivo è diventato indispensabile, perché il Cremlino ormai ha deliberatamente deciso di colpire gli obiettivi civili, le case e le infrastrutture cruciali, come quella energetica e del riscaldamento, allo scopo di piegare la resistenza ucraina. Putin, che secondo i piani originari appena rivelati contava di conquistare Kiev nel giro di 13 ore, sta invece perdendo la guerra sul terreno. Non riesce neppure a controllare le quattro regioni che ha arbitrariamente rivendicato come russe, ha ammesso le difficoltà, e ha visitato di recente la Bielorussia nella speranza di coinvolgerla direttamente nel conflitto. Non riuscendo a vincere sul terreno, sta facendo strage tra i civili.
Il presidente Biden è determinato a proseguire la difesa dell’Ucraina, non solo perché la ritiene la cosa giusta da fare, ma anche perché considera l’offensiva del Cremlino una minaccia per la sopravvivenza dell’intero Occidente, unita alla sfida geopolitica epocale lanciata dalla Cina contro le democrazie. Fermare Putin quindi è diventato fondamentale. Nei giorni scorsi sono state sottolineate ipotetiche divergenze con Zelensky, perché lui puntava a colpire i russi sul loro territorio, e questo ha spinto alcuni analisti a pensare che il capo della Casa Bianca fosse pronto a ridurre l’assistenza offerta. La visita di domani invece fugherebbe questi dubbi e confermerebbe la determinazione con cui gli Stati Uniti si oppongono alla strategia aggressiva della Russia.
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