Il leader ucraino è andato al Congresso riunito in seduta congiunta, dopo la visita di ieri pomeriggio alla Casa Bianca. Era il primo rocambolesco viaggio all’estero compiuto dall’inizio dell’invasione russa, andando in treno in Polonia, e poi a bordo di un aereo americano a Washington. Durante il loro vertice bilaterale Biden ha promesso che «gli Usa resteranno al fianco del vostro popolo per tutto il tempo necessario». Quindi ha approvato un nuovo pacchetto di forniture militari da 1,85 miliardi di dollari, che stavolta include anche i Patriot, sistema per la difesa dai missili che il Cremlino sta lanciando sugli obiettivi civili e le infrastrutture, nella speranza di piegare gli aggrediti che non riesce a battere sul campo di battaglia. In gioco però ci sono anche altri 45 miliardi di dollari di aiuti a Kiev, che il Parlamento sta discutendo in questi giorni. Perciò Zelensky è andato in Congresso, nella speranza di sbloccare le ultime resistenze.
Lo ha fatto con un discoro molto emotivo, in cui ha cercato nello stesso di raccontare le sofferenze del suo popolo, e spiegare di cosa ha bisogno per prevalere. Nonostante «le tattiche primitive russe, e contro ogni probabilità, l’Ucraina non è caduta, ma vive e combatte. Non ci arrenderemo mai». Ciò è potuto accadere solo grazie al «sostegno essenziale degli Stati Uniti. Perciò voglio ringraziare gli americani e dire loro che gli aiuti concessi a Kiev non sono beneficienza, ma un investimento nella sicurezza globale e nella democrazia». Il presidente ha avvertito che «Il prossimo anno sarà critico. Voi potete velocizzare la nostra vittoria, prendete le decisioni che dovete prendere».
Zelensky ha definito la Russia «uno stato terrorista», che «potrebbe fermare l’aggressione, se volesse». Ha ricordato il piano di pace in dieci punti che ha presentato, aggiungendo però di non aver speranze che Putin lo ascolti. Quindi ha teso la mano al popolo russo, dicendo che «anche loro potranno essere liberi, ma solo quando sconfiggeranno il Cremlino nelle loro menti. La tirannia russa ha perso il controllo su di noi. La lotta continua e dobbiamo sconfiggere il Cremlino sul campo di battaglia». Da qui la necessità degli aiuti americani: «Abbiamo l’artiglieria, grazie. E’ abbastanza? Onestamente no», ha detto il presidente, provocando qualche risata in aula. Perciò ha ricordato la Battle of the Bulge del 1944, quella di Saratoga che rappresentò una svolta della Rivoluzione americana, e ha citato Franklyn Delano Roosevelt, per esaltare la resistenza del suo popolo: «La vittoria dell’Ucraina sarà anche la vittoria dell’America». Ha ricordato che Putin per colpire il suo paese ora si affida ai droni iraniani, nella speranza di smuovere i repubblicani più ostili al regime degli ayatollah, e ha avvertito che i prossimi obiettivi del Cremlino, se non verrà fermato ora, saranno altri paesi alleati degli Usa in Europa.
Ha parlato direttamente al cuore delle famiglie americane, quando ha notato che «fra pochi giorni è Natale. In Ucraina lo celebreremo anche a lume di candela, ma non per romanticismo. Non abbiamo l’elettricità e molti non hanno l’acqua. Ma non ci lamentiamo. La luce della nostra fede illuminerà il Natale. Quello che ci auguriamo in questo momento è la vittoria, solo la vittoria».
A quel punto ha donato alla Speaker della Camera Pelosi la bandiera di battaglia che gli avevano dato martedì durante la visita al fronte di Bakhumt, firmata dai soldati, così come a Biden aveva regalato la medaglia di un capitano di artiglieria che impiega le batterie di Himars inviate dal Pentagono. Pelosi ha contraccambiato con una bandiera americana, che ieri aveva sventolato sul Congresso in suo onore. Quindi Zelensky ha concluso augurando a tutti un «buon Natale e un buon anno nuovo vittorioso».
La giornata di ieri è stata un incubo per Putin, e secondo la Cbs potrebbe essere seguita ora da visite in Gran Bretagna, Francia e Germania. E’ stata la dimostrazione del fallimento dell’aggressione del Cremlino, che pensava di liberarsi di Zelensky in una giornata, e dell’isolamento della Russia. Ora però è necessario che gli Usa e l’intero Occidente confermino l’appoggio e gli aiuti, affinché l’Ucraina riesca a sopravvivere all’inverno usato come arma da Mosca, e vincere abbastanza sul terreno da sedersi poi in una posizione di forza al tavolo del negoziato. Biden ieri ha ribadito che «non vogliamo combattere con la Russia o scatenare la Terza guerra mondiale, ma salvare democrazia e libertà. Vogliamo mettere l’Ucraina nelle condizioni migliori per prevalere, quando Zelensky deciderà che è venuto il momento di parlare con i russi».
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